Ingresso libero per tutti per un pomeriggio all’insegna dell’umorismo e della Fede. Abbiamo intervistato Fabio Trevisan, autore di numerosi adattamenti teatrali di opere di Giovannino Guareschi e di Gilbert K. Chesterton.

Redazione

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Domenica 3 gennaio 2016 la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria, in collaborazione con la  Lega cattolica per la Preghiera di Riparazione e con Riscossa Cristiana, invita tutti a un pomeriggio di amicizia e di sano divertimento cristiano.

Nei locali dell’Oratorio di Sant’Antonio Abate, a Linarolo, alle 15.30, si terrà la “Lettura recitata” di una delle più belle opere di Giovannino Guareschi, La Favola di Natale, scritta per il S. Natale del 1944, vissuto dall’Autore nel lager nazista di Sandbostel, dove era il prigioniero IMI (Internati Militari Italiani) n. 6865.

Arrivederci quindi, numerosi, a domenica 3 gennaio. In calce riportiamo il programma della giornata, che potete anche scaricare in formato pdf cliccando qui. Invitate i vostri amici, parenti, conoscenti. E qui di seguito vi proponiamo l’intervista a Fabio Trevisan:

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fabio_trevisan_5Fabio Trevisan, scrittore e giornalista, ha scritto alcuni adattamenti teatrali di grandi autori cattolici come Gilbert Keith Chesterton e Giovannino Guareschi (“Uomo vivo con due gambe”, “Il pazzo e il re”, “Bentornato Don Camillo” – edizioni Fede&Cultura). Da dove nasce questa passione per il testo teatrale?

 Nasce dall’urgenza di salvaguardare l’umorismo e la fede cristiana e di trasmetterlo in una forma, appunto teatrale, per cercare di far assimilare in modo appassionato e diretto il potenziale delle loro opere. L’umorismo cristiano ha una radice profonda che, in questi due grandi scrittori, parte dall’umiltà e dalla profonda umanità che si riscontra in loro stessi e nei loro personaggi. Credo che il testo teatrale aiuti a prendere confidenza con la sana e autentica cultura cattolica, che rimanda al fine ultimo: la salvezza della propria e dell’altrui anima.

Cosa rappresenta la “Favola di Natale” di Guareschi?

 Rappresenta appunto il tentativo riuscito di far assaporare la bellezza della fede e dei sacri e imperituri valori umani. Si tratta di un capolavoro nato dalla fantasia di un prigioniero militare (l’IMI n° 6865 Giovannino Guareschi) in un lager nazista, che immagina di incontrare la sua famiglia. Quest’opera ha alleviato le condizioni spirituali e morali di tanti suoi compagni di prigionia e fu recitata e musicata proprio durante il Natale 1944.

Perché è così poco conosciuta ?

Credo che Guareschi dia ancora molto fastidio perché profondamente vero. La sua scrittura, così aliena da intellettualismi o verbalismi fini a se stessi, ci porta al cuore della realtà del senso comune.

Come giustamente osservava Alessandro Gnocchi, il Mondo piccolo di Guareschi rimane un mondo bello perché si lascia toccare, lambire dalla grazia; non è un mondo immune dal peccato, anzi. Il riconoscere il peccato, tuttavia, apre delle prospettive nelle quali può arrivare la provvidenza divina. Questa dimensione reale e metafisica è presente pure nella “Favola di Natale”. Credo che dovrebbe essere letta nelle scuole, nelle famiglie, nelle parrocchie ed è proprio questo l’intento, il fine. Noi cerchiamo di favorire, con questa rappresentazione, la conoscenza di questo grande scrittore.

Non solo Don Camillo e Peppone, quindi?

Don Camillo e Peppone fanno parte di quei 346 racconti che costituiscono la saga di Mondo piccolo. Guareschi ha scritto  molto di più e tutto di eccellente qualità: sulla famiglia e sui problemi quotidiani che ancora stiamo vivendo. Come Chesterton, Guareschi amava disegnare e la “Favola di Natale” è ricca di illustrazioni che verranno proiettate durante la recita.

Ci può accennare ad alcuni temi della “Favola di Natale” ?

Le muse ispiratrici, come ricordava lo stesso Giovannino Guareschi erano: la fame, il freddo e la nostalgia. In quelle condizioni disumane egli pose in rilievo tutte le facoltà umane ed in particolar modo l’intelligenza, la fantasia, la volontà. Ancora adesso, come tutte le opere di Guareschi, risultano essere estremamente godibili da un pubblico eterogeneo: uomini, donne, bambini e bambine. La “Favola di Natale” risulta essere un vero incontro tra l’umano e il divino nonostante le nefandezze della storia del peccato; essa dimostra che all’uomo che non si lascia vincere dalla tentazione (in questa prospettiva va letta la famosa frase: “Non muoio neanche se mi ammazzano”) tutto può essere ancora possibile. Non bisogna lasciarsi vincere dal male, dall’odio e Giovannino purtroppo questo disprezzo l’ha vissuto sulla sua pelle.

Chi sono i personaggi di quest’opera ?

Guareschi alterna persone vere (il figlio, la nonna, il ricordo di Carlotta, la moglie) a personaggi immaginari. Li introduce in una cornice più grande, maestosa dove appaiono i Re Magi, Gesù, Giuseppe e la Vergine Maria. Li fa incontrare e soprattutto scontrare con i personaggi del Male in un cielo diviso tra le stelle e gli Angeli che osannano l’Altissimo Bambin Gesù e un cielo terribile dove compaiono missili e bombe

Uno scenario purtroppo tristemente attuale…

Laddove vien meno la fede cattolica compaiono tristemente questi tremendi scenari. La “Favola di Natale”, oso dire, non solo è estremamente attuale ma può costituire un possibile rimedio ai nostri mali. “Pace” ha a che fare, sembra ammonire Guareschi, con la coscienza del peccato e solo la Sacra Famiglia può davvero preservare la famiglia tradizionale. Se togliamo il Bambino togliamo la Vita. Potremmo anche dire che se togliamo Dio priviamo la natura umana del suo vero sostegno. Soltanto ponendo la Sacra Famiglia al centro si ricostituisce la famiglia umana. In una forma artistica Giovannino Guareschi ha voluto farci vedere questo scenario.

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La giornata si concluderà con la celebrazione, alle ore 17.45, della Santa Messa in rito romano antico

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One Response to 3 gennaio a Linarolo, appuntamento con la Favola di Natale di Giovannino Guareschi

  1. Paola B. ha detto:

    Ogni sera prego per Riscossa Cristiana e i suoi commentatori.
    Stasera farò esplicitamente il suo nome, caro Fabio Trevisan.
    Ancora e sempre grazie.
    IL SIGNORE VI BENEDICA TUTTI!!

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3 gennaio a Linarolo, appuntamento con la Favola di Natale di Giovannino Guareschi