di Marco Manfredini

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Tra i tuttologi progressisti che ci ammaestrano ogni giorno dai media, ve n’è uno degno di particolare nota, in quanto giovane (e quindi potenzialmente molto dannoso sul lungo termine), e specializzato nel non perdere mai occasione per mostrarsi fedele propagatore di quell’umanitarismo chic che, a dirla tutta, ci ha un po’ frantumato gli zebedei.

E questo già dai tempi di “Vieni via con me”, la trasmissione di successo mandata in onda da Rai3 nel 2010 in cui il trio Fazio-Saviano-Benigni, in una memorabile serata, provocarono il guinness world record di salita del latte alle ginocchia ad alcuni milioni di italiani.

Visto che capita ancora di incontrare amici che subiscono il fascino dell’ “intellettuale perseguitato”, e che tale intellettuale, come del resto quasi tutti i suoi colleghi, ha il vizio di esprimersi su tutte le questioni di una certa importanza, ho pensato di produrre questo piccolo vademecum commentato del Saviano-pensiero.

Molte delle citazioni riportate vengono dalla rubrica “L’antitaliano”, da lui tenuta su l’Espresso, rubrica che mantiene ciò che il titolo promette, traducendosi in un martellante tentativo di demolire quel poco che ancora rimane di buono della civiltà italiana tradizionale.

Un’avvertenza: in questo testo i titoli dei vari argomenti, nonché i commenti, sono espressi senza tante perifrasi, in barba al politicamente corretto, ma credo a tutto vantaggio della chiarezza.

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Disprezzo per chi pensa in proprio

Partiamo dalla Brexit, grande espressione di popolo che ha mandato un segnale inequivocabile a questa Europa nemica delle genti e amica della premiata ditta banchieri & sodomiti. Ecco cosa commenta Saviano su Facebook:

Brexit: ha vinto il Popolo. Me lo ricordo il Popolo, nel 1938, acclamare Hitler e Mussolini a Roma affacciati insieme al balcone di Piazza Venezia.

E prosegue con la retorica di Spinelli, Rossi, la dichiarazione di Ventotene, l’Europa libera e unita e via dicendo. A parte che se “se lo ricorda”, va riconosciuto che porta veramente bene i suoi circa novant’anni, ma al di là di questo è evidente tutta la sua acrimonia nei confronti del popolo che, guarda un po’, a volte votando decide cose che a lui non piacciono. Ma non era un fanatico delle istituzioni democratiche? Sì, come quegli altri due suoi sodali rispondenti ai nomi di Mario Monti e Giorgio Napolitano, che senza pudore alcuno hanno sproloquiato di abuso di democrazia e di incapacità dei popoli di esprimersi su temi tanto complessi. Parafrasando Gaber: qualcuno era democratico… finché vinceva le elezioni.

Le seguenti sono più recenti, e riguardano la vittoria di Trump alle presidenziali americane. Con grande senso della misura:

L’evento più drammatico per l’America dalla scoperta di Colombo.

Naturalmente lui avrebbe preferito di gran lunga la vittoria di una decisa sostenitrice del partial-birth abortion. Questo per lui non sarebbe stato per niente drammatico.

Visto dall’Europa, è il simbolo dell’America profonda, quella cafona, tracotante e ignorante che non legge giornali né libri, ma un’America con cui comunque bisogna misurarsi.

Già, che disgusto, è così poco chic questo Trump. Viene addirittura votato dalla gente comune che magari non ha avuto l’opportunità di studiare (orrore), e non legge nemmeno i quotidiani perché deve lavorare (orrore orrore) per mettere insieme il pranzo con la cena, quando va bene, altrimenti se non lavora non ha nemmeno i soldi per comprarsi una piccola biblioteca (triplo orrore).

Però questa gente di strada ha mostrato un ottimo istinto e ha saputo individuare agevolmente chi forse poteva aiutarli, e chi invece di certo no, essendo diretta espressione delle èlites del mondialismo, della grande finanza, dei cantanti “ribelli di regime” e degli straricchi e viziati vip di Hollywood. A proposito, una menzione è d’obbligo per Robert De Niro, quello che insultava Trump a tutto spiano e lo voleva prendere a cazzotti, tanto gli dava fastidio: bel pirla. Ti aspettiamo in Italia, non dovevi trasferirti qua?

D’ora in poi, solo film di Clint Eastwood.

Tornando a Saviano, sarà stato per non prendere la terza clamorosa cantonata a furor di popolo che non ha preso posizione in merito al referendum costituzionale del quattro dicembre scorso? Passiamo oltre.

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Che violente queste sentinelle

Questa è quella che mi riguarda più direttamente, in qualità di modesta sentinella in piedi. Di noi ha detto:

Oggi, in varie città italiane, stanno scendendo in piazza le “Sentinelle in piedi”, gruppi di persone che protestano con veglie silenziose per affermare che “il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna” e contro il ddl Scalfarotto sull’omofobia (che condanna le discriminazioni sull’identità sessuale) perché lo considerano contrario alla loro libertà di espressione. Io, invece, credo fortemente che vegliare contro una legge che riconosce e tutela il diritto ad amare chi si vuole sia oscurantismo. Ovviamente sono tutti liberi di manifestare il proprio pensiero, ma ho trovato queste manifestazioni un gesto – seppur assolutamente pacifico nei modi – di forte violenza culturale.

Certo, ammettiamolo: siamo culturalmente violentissimi, tanto che di solito subiamo in silenzio gli insulti di civilissimi esponenti dei centri sociali e amici LGBT assortiti. E dalle nostre parti siamo stati anche fortunati che non si è passati alle mani, mentre in altre città le violente sentinelle (bambini e anziani compresi) hanno anche subito aggressioni fisiche dai pacifici e amorevoli contromanifestanti, e mai si è visto il contrario. Consentitemi di dire che qualcosa non torna.

Nel momento in cui i fronti di guerra aumentano e l’immigrazione viene associata a malattia, queste persone vegliano contro un disegno di legge che difende il diritto ad amare una persona dello stesso sesso.

Sicuro, perché questo diritto semplicemente non esiste in natura, perciò non può dare origine a niente di buono in ambito di diritto positivo. Fa parte di quella miriade di desideri o più spesso “capricci” che l’uomo moderno, invero molto bambino, pretende che vengano riconosciuti come buoni dal legislatore e meritevoli di tutele.

Spendono il proprio impegno per fermare il diritto a sognare di avere una famiglia con dei figli nonostante la propria omosessualità, ma soprattutto il diritto a vivere una vita normale senza la paura di essere discriminati. Altrove io vedo il male, altrove io vedo il dolore. Non nella possibilità di amare e di costruire una famiglia. Questo paese può ripartire solo dai diritti. È dai diritti che nasce una nuova possibilità di Italia.

E in mezzo a tutta quest’orgia di diritti, c’è qualcuno che pensa all’unico titolare di un vero diritto, cioè il bambino che necessita di due genitori di sesso diverso? Se i “diritti” da cui deve ripartire il paese sono questi, beh, non andremo molto lontano. Il paese rischia di ripartire in retromarcia, e regredire verso la barbarie. Ne riparleremo in seguito.

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Il sessantottino ritardatario

Sulla vicenda di Tiziana Cantone, quella povera ragazza suicidatasi in seguito alla diffusione incontrollata dei suoi video sui social, si esprime così:

L’Italia sconta oggi la mancanza di decenni di educazione sessuale e un’overdose di educazione religiosa (non me ne vogliano gli insegnanti di religione).

Au contraire: l’Italia, come tutti i paesi occidentali, sconta oggi i risultati del sessantotto, in particolare della presunta rivoluzione sessuale. Lasciare liberi gli istinti nell’illusione che questo togliesse il freno alla felicità e alla realizzazione dell’uomo, non ha creato altro che una società egoista e schiava dei sensi, piena di paure e di trappole mortali per la dignità umana. Trappole come appunto i social network possono essere, specie se uno è stato sessualmente troppo educato dal mainstream liberal-progressista dissolutorio di cui Saviano è parte integrante, e specie se non ha che una vaga e distorta idea di ciò che la vera religione (quella cattolica, of course) propone, essendo questa l’unica cosa che può mettere la dignità umana al riparo da certe violazioni.

Che individui felici e coppie felici non possono prescindere da vite sessuali soddisfacenti. Non c’è sesso senza amore? Io direi il contrario: non c’è amore senza sesso. Ecco, questo raramente ve lo diranno, e magari la vostra crescita sessuale continueranno a farvela percepire come a una caduta nel fango.

Un concentrato di falsità spacciate per grandi rivelazioni. Non essendo questa la sede per approfondire quanto già commentato, basti ripetere che la verità si trova capovolgendo i termini delle affermazioni del nostro autore. Confermo inoltre che la “crescita sessuale”, per come evidentemente la intende lui, è esattamente “una caduta nel fango”, ma non c’è rimasto più nessuno che lo dice, purtroppo. Nemmeno gli insegnanti di religione, nemmeno il Papa ormai; tutto il mondo “tira” dalla sua parte, di cosa si lamenta quindi Saviano?

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Uccisione del nascituro

“Mai legge fu più necessaria”, è ciò che dice Saviano della 194. “Mai parere fu più superfluo”, viene da pensare di questa sua esternazione, che comprende anche:

L’obiezione di coscienza, imposta ai ginecologi più che liberamente scelta, in un Paese dove i padiglioni degli ospedali pubblici e laici sono intitolati a santi, è una piaga che rende la 194 la più tradita delle leggi. 

Saviano scriveva sull’onda emotiva di una notizia, poi rivelatasi clamorosamente falsa, secondo cui la causa della morte di una donna gravida e dei suoi due gemelli sarebbe stata da imputare ad un medico in quanto obiettore.

Rimettiamo in ordine i termini liberamente sparsi nel suo ragionamento: i padiglioni degli ospedali intitolati a santi purtroppo non hanno impedito che al loro interno venissero praticati dei crimini, legalizzati grazie alla 194. Come può essere imposta l’obiezione di coscienza ai medici rimane un fitto mistero, mentre è sempre più evidente che i medici si rendono conto che la pratica del crimine chiamato IVG è insopportabile per la coscienza, la quale esige, per l’appunto, che si obietti. In molte regioni italiane l’obiezione alle pratiche abortive tra i medici supera l’80%, in alcune il 90, però a nessuno tra i nostri grandi pensatori viene in mente che forse non sbagliano i medici, ma è la legge che contrabbanda per diritto un delitto.

Ad essere tradito, e ucciso, è prima di tutto il bambino nascente, non certo la legge; il bambino è tradito dalla madre, entrambi sono traditi dal padre, e tutta la famiglia è tradita dallo stato, che preferisce usare i soldi per eliminare il nascituro anziché aiutare la famiglia stessa se questa è in difficoltà. A tradire la ragione e il buon senso infine è Saviano, con queste prese di posizione assurde, che confliggono con altre come la seguente, dove si parla della famosa foto di Aylan, il bimbo profugo morto sulla spiaggia:

Di fronte all’immagine di un bambino morto – uno, ma in realtà abbiamo perso il conto – cosa si può dire, quando poi ci si ricorda di aver taciuto al cospetto di bimbi vivi, che corrono, sorridono, imparano e sono in grado di insegnare?

E cosa si può dire quando poi ci si ricorda di aver addirittura parlato, e scritto, in favore dell’uccisione del bambino nel grembo di sua madre? Perché quel bambino sì, e Aylan no? Misteri.

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Omicidio del malato

Eutanasia, cosa ne pensa il nostro? Eccolo:

Onorevoli parlamentari dall’Italia si emigra per studiare, per lavorare, si emigra per avere il diritto di fare figli, si emigra per sposarsi. E si emigra anche per morire. In realtà il paese si è già espresso su questo: vuole poter decidere come deve finire la propria vita. Ma questo il Parlamento lo impedisce. Per quale ragione? Perché tutto questo?

Peccato solo che non occorra emigrare anche per esprimere idee necrofore come queste. Ma poi non è vero che sia obbligatorio emigrare per “fare figli” (orrenda espressione); si possono tranquillamente fare in Italia col mai obsoleto metodo secondo natura, e se c’è qualche problema esistono le adozioni. Inoltre spiace deluderlo ma non esiste nessun diritto di fare figli, perché i figli sono esseri umani, persone, e in quanto tali non si può accampare alcun diritto sulla loro vita. Non sono oggetti o bambole che si possono comprare, come fanno certi ricchi progressisti amici suoi che incontreremo fra poco.

Se Saviano non ne è al corrente lo informiamo che ci si può anche sposare in Italia, senza andare all’estero. Anche senza scomodare Dio, basta farlo come si è sempre fatto, tra uomo e donna; altre aberrazioni rimangono tali ovunque vengano fatte, siano esse consentite per legge o no. Ma qua si parla di fine vita, e allora incalza:

Decidere di non soffrire, quando in caso di malattia grave si può interrompere la sofferenza, è un gesto d’amore verso la vita, la libertà, verso se stesso: esattamente il contrario di una politica di morte. Pretendo che su questo si decida subito.

Calma con le pretese. Pretende che le sue idee, discutibilissime, siano convertite subito in legge; bell’esempio di democrazia: la Fazio-democrazia.

Ricordo che ci fu una gran polemica in seguito ad alcune prese di posizione del duo Fazio-Saviano a Vieni via con me sul caso Englaro: una puntata della trasmissione venne strutturata come un gigantesco endorsment nei confronti del padre che voleva terminare la vita della figlia, arrivando ad offendere e umiliare coloro i quali, trovandosi nella stessa situazione, lottavano soli e con tutte le forze per tenere in vita i propri cari.

Saviano chiamò “accanimento terapeutico” ciò che in realtà era somministrazione di alimentazione e idratazione. Fu uno di quelli che contribuì a dare un’informazione del tutto distorta e tendenziosa sulla questione, al fine di tirare il giudice, e in seguito il legislatore, dalla parte della morte. Quasi nessuno  raccontò la verità, ma da alcuni giornalisti controcorrente (questi sì, al contrario di Saviano che era e rimane bravissimo a navigare col vento a favore) sappiamo che Eluana era viva, ma in stato vegetativo: respirava, deglutiva, apriva gli occhi al mattino e li richiudeva alla sera, quindi vegliava e dormiva, però non era in grado di nutrirsi da sola. Non c’era nessuna spina da staccare, al contrario di ciò che affermavano quasi tutti. Non aveva il “viso deformato e gonfio, senza espressione e senza capelli”, come andava dicendo Saviano senza averla nemmeno vista. Perciò, grazie anche ai presunti paladini della giustizia e dei deboli, presero lei, l’essere più debole e indifeso che c’era e la fecero morire di fame e sete, l’ingiustizia più palese che si possa compiere.

Ecco ciò che scrisse in seguito a quella puntata della trasmissione Mario Melazzini, presidente dell’Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) e malato di Sla, all’epoca impegnato a viaggiare per l’Italia e a dare voce ai malati che vogliono vivere ed essere aiutati dallo Stato:

Ci sono migliaia di persone che vivono in condizioni simili a quelle di Englaro e Welby e gridano di essere sostenuti e aiutati. Ma non vengono ascoltati. Quello che è accaduto a ‘Vieni via con me’ è stato tremendamente scorretto e antidemocratico. Oggi c’è una incredibile carenza di sensibilità verso queste persone che soffrono. Siamo in una società di benpensanti che crede che la condizione di disabilità non sia conciliabile con una vita degna di essere vissuta; l’unica a levarsi a nostra difesa sempre e comunque è proprio la Chiesa, che assiste in mille modi con amore e gratuità -parola scandalosa in questi tempi- moltissimi malati di tutta Italia, la stessa Chiesa che a Vieni via con me, strumentalizzata per alcuni vecchi errori non di se stessa ma dei suoi uomini, è stata presentata come un’Istituzione crudele ed insensibile. Ma questa dell’assistenza dei preti agli infermi è probabilmente una realtà sconosciuta a Saviano o a Fazio. Noi chiediamo solo che sia rispettato il diritto alla vita dei malati in così gravi condizione di salute, e che vengano aiutati.

L’appello restò inascoltato. Si vede che a ‘Vieni via con me’ erano consapevolmente interessati a diffondere un pensiero di morte piuttosto che aiutare a vivere.

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Compravendita di persone

Che strana questa postmodernità: una volta si diceva che i comunisti mangiavano i bambini, oggi se li comprano. Col plauso di Saviano, che non appena ha saputo del ritorno in Italia di Vendola, friend & son, si è profuso in un tenero:

Benvenuto Tobia Antonio. L’Italia, vedrai, non sarà sempre un Paese ottuso e violento. Auguri a Nichi ed Ed!

C’è piuttosto da sperare che l’Italia non diventi violenta come Nicola ed Eddy, i due ricchi progressisti con l’orecchino che hanno comprato un bambino strappandolo alla madre per la modica cifra di 135 mila euro con una procedura che grida vendetta. Leggiamo infatti che, stante Nichi uno dei padri, “il seme è del compagno Eddy, l’ovulo di una donna americana e l’utero in affitto di una donna indonesiana”. Poi dicono che le giovani generazioni crescono problematiche.

Ma qua vogliamo focalizzare l’attenzione sullo sfruttamento che viene fatto di quelle povere donne praticamente costrette dalla povertà ad affittare il proprio corpo entrando in quella catena di produzione umana che sono le cliniche per la fertilità dei paesi come l’India, in situazioni sanitarie terribili e con rischi gravissimi che spesso le ragazze neanche immaginano. Non è forse questa una nuova forma di schiavitù? Sì, ma molto trendy.

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(Fine della prima parte. La seconda parte sarà pubblicata sabato 7 gennaio)

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11 Responses to Cattivi maestri: Roberto Saviano. I pessimi insegnamenti del santino laicista (prima parte) – di Marco Manfredini

  1. Alessandro ha detto:

    In Saviano, il conformismo raggiunge vette di così colossale stupidità che al confronto nemmeno il montanelliano deretano del pachiderma riesce ad essere tanto grandioso. In questi casi, è d’obbligo una pernacchia.

  2. Marco ha detto:

    Ma Saviano ,oltre a dire cavolate ,che lavoro svolge ?;Come campa? Credo che in questo caso sia azzeccata l’espressione “Due robuste braccia tolte all’agricoltura ! “

    • Tonietta ha detto:

      Caro lei, uno così, in agricoltura non saprebbe distinguere una zappa da
      una vanga e nel caso lo sapesse, non saprebbe da che parte impugnarle.

  3. Diego ha detto:

    “E cosa si può dire quando poi ci si ricorda di aver addirittura parlato, e scritto, in favore dell’uccisione del bambino nel grembo di sua madre? Perché quel bambino sì, e Aylan no? Misteri.”
    Perché quel bambino sì e Saviano no? Altro mistero!
    Fra l’altro l’omicidio abortivo (e quindi di un innocente) è assai più grave della morte (non attuata dallo stato) di Aylan e anche dell’omicidio di un abortista, visto che, come ci insegnano Amerio e la dottrina cattolica, l’unica cosa che può abbassare la dignità di un’essere umano è il peccato…e ogni abortista è in peccato mortale continuo contro la Fede (inoltre, essendo favorevole all’omicidio, perché un/una abortista dovrebbe fare tante storie se la vittima scelta da qualcun altro fosse proprio lui/lei)?
    La coerenza non è una delle doti del finto-intellettuale Saviano!

  4. cristiano doc ha detto:

    finirà anche lui nel dimenticatoio tempo al tempo……

  5. Ioannes ha detto:

    La penso totalmente al contrario di questo spocchioso “perseguitato” tuttologo che pontifica. Sono contrario al 200percento, e me ne vanto!
    SAVIANO, PRETENDO CHE EMIGRI!!!

  6. Nicola ha detto:

    Saviano ha curato dunque la rubrica “l’Anti Italiano” ? Allora i conti tornano perché chissà perché quando ho letto oggi che ha dichiarato che sognava Sindaci africani per “salvare”” il Sud, mi è venuto subito in mente l’aggettivo TRADITORE.

  7. culparubetvultusmeus ha detto:

    Saviano chiiii? Ah ah ah che pagliaccio ah ah ah ma questo qua quantw narici ha? Ah ah ah che patetico. … ah ah ah

  8. Ioannes ha detto:

    Propongo colletta per pagare biglietto di sola andata al “cervello in fuga” di Saviano.

  9. Normanno Malaguti ha detto:

    Quale commento alla pseudo filosofia di Saviano?
    Gente da basto,da baston e da galera…non ti curar di lor, ma guarda e passa…

  10. Luca Checcucci ha detto:

    Non ci abbassiamo al suo livello. Lui come tutti i progressisti ex comunisti ex sessantottini, liberisti, illuministi, in una parola sedicenti ateo, sapendo perfettamente di non essere dalla parte della Verità, pretendono il consenso al loro pensiero interessato, credendo di cambiarla a maggioranza. Lo sanno però che non funziona così ed allora si incazzano con quelli che difendono la Verità. Chi ha dalla sua la Verità che è di Cristo, che è Cristo, non ha bisogno di insultare il prossimo per imporla, anzi non può perché la Verità glielo impedisce. Continuiamo ad opporre la Verità alla menzogna e loro continueranno ad insultarci, deve essere così, non ci allarmiamo. “Beati voi quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male di voi per causa mia, rallegratevi ed esultate, perché grande sarà la vostra ricompensa nei cieli”. Più che dircelo che doveva fare? Coraggio e avanti, anche se sempre in meno.

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