Il trasferimento dell’attuale Prefetto del Tribunale della Segnatura Apostolica al ruolo, puramente simbolico, di “cardinale patrono” del Sovrano Militare Ordine di Malta – ipotizzato da Sandro Magister nell’articolo che qui di seguito riportiamo – se attuato, non potrà certo classificarsi tra i normali avvicendamenti. Sono note le posizioni del cardinale Raymond Leo Burke, in netta contrapposizione con le “aperture” ipotizzate dal cardinale Kasper in materia di comunione ai divorziati risposati. Il trasferimento avverrebbe proprio alla vigilia del Sinodo sulla famiglia, al quale il cardinale Burke, con il nuovo incarico, non avrebbe più titolo per partecipare.

Un’altra preoccupante coincidenza è da evidenziare: è fresco di stampa un libro, che in Italia sarà edito da Cantagalli, “Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica”, che raccoglie gli scritti di cinque porporati, Muller (Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede), Caffarra, De Paolis, Brandmuller e, appunto, Burke. Il libro uscirà il 1° ottobre, in Italia e negli Stati Uniti, e contiene una netta chiusura alle tesi di Kasper, come possiamo leggere sul Corriere.it.

Sono solo coincidenze?

Paolo Deotto

 .

Diamo quindi la parola a Sandro Magister

.

Diario Vaticano / Esilio a Malta per il cardinale Burke  (fonte: chiesa.espressonline.it)

Da impeccabile prefetto del supremo tribunale della segnatura apostolica, è sul punto d’essere declassato al ruolo puramente onorifico di “patrono” di un ordine cavalleresco. Per volontà di papa Francesco

di Sandro Magister
.

zzbrkCITTÀ DEL VATICANO, 17 settembre 2014 –  La “rivoluzione” di Papa Francesco nel governo ecclesiastico non perde la sua spinta propulsiva. E così, come avviene in ogni rivoluzione che si rispetti, continuano a cadere teste di ecclesiastici ritenuti meritevoli di questa metaforica ghigliottina.

Nei suoi primi mesi da vescovo di Roma, papa Bergoglio provvide subito a trasferire a incarichi di minor rango tre personalità curiali di spicco: il cardinale Mauro Piacenza, l’arcivescovo Guido Pozzo e il vescovo Giuseppe Sciacca, considerati per sensibilità teologica e liturgica tra i più “ratzingeriani” della curia romana.

Sembra altrettanto segnata la sorte dell’arcivescovo spagnolo dell’Opus Dei Celso Morga Iruzubieta, segretario della congregazione per il clero, destinato a lasciare Roma per una diocesi iberica non di primissimo piano.

Ma ora sarebbe in arrivo un’ancor più eminente decapitazione.

La prossima vittima sarebbe infatti il porporato statunitense Raymond Leo Burke, che da prefetto del supremo tribunale della segnatura apostolica non sarebbe promosso – come fantasticato da alcuni nel mondo web – alla difficile ma prestigiosa sede di Chicago, bensì declassato al pomposo – ma ecclesiasticamente modestissimo – titolo di “cardinale patrono” del Sovrano Militare Ordine di Malta, subentrando all’attuale titolare Paolo Sardi che ha da poco compiuto 80 anni.

Se confermato, l’esilio di Burke sarebbe ancor più drastico di quello comminato al cardinale Piacenza, il quale, trasferito dalla importante congregazione per il clero alla marginale penitenzieria apostolica, è rimasto comunque alla guida di un dicastero curiale.

Con lo spostamento in arrivo, Burke sarebbe invece estromesso del tutto dalla curia e impiegato in un incarico puramente onorifico e senza alcuna incidenza sul governo della Chiesa universale.

Sarebbe una mossa, questa, che non sembra avere precedenti.

In passato infatti il titolo di “cardinalis patronus” dei cavalieri di Malta, in vigore dal 1961, così come quello precedente di Gran Priore di Roma, è stato sempre assegnato a cardinali di primo o primissimo piano come un incarico in più rispetto a quello principale.

È avvenuto così con i cardinali Mariano Rampolla del Tindaro (nominato Gran Priore nel 1896 restando segretario di Stato), Gaetano Bisleti (al contempo prefetto della congregazione per l’educazione cattolica), Gennaro Granito Pignatelli (cardinale decano e vescovo di Albano), Nicola Canali (governatore della Città del Vaticano), Paolo Giobbe (alla guida della dataria apostolica), Paul-Pierre Philippe (fino al compimento dei 75 anni anche prefetto della congregazione per le Chiese orientali), Sebastiano Baggio (rimosso dalla congregazione per i vescovi ma rimasto governatore della Città del Vaticano e camerlengo), Pio Laghi (fino a 77 anni anche prefetto della congregazione per l’educazione cattolica).

Due casi a sé sono quelli del cardinale Giacomo Violardo, succeduto come patrono all’89enne Giobbe all’età di 71 anni, due mesi dopo aver ricevuto la porpora al termine di un lungo servizio curiale, e dell’uscente Sardi, nominato a 75 anni pro-patrono nel 2009 e creato cardinale nel 2010 dopo essere stato per molti anni il responsabile dell’ufficio che scrive i documenti pontifici.

Oltretutto il pensionamento di Sardi non sarebbe un atto dovuto, visto che per gli incarichi extracuriali non vale il limite degli 80 anni. E infatti, con l’eccezione di Paolo Giobbe, tutti i cardinali patroni sopra citati sono passati a miglior vita “durante munere”.

Burke ha 66 anni ed è quindi ancora nel pieno dell’età. Ordinato sacerdote da Paolo VI nel 1975, ha lavorato alla segnatura apostolica da semplice prete con Giovanni Paolo II, che nel 1993 lo ha fatto vescovo della sua diocesi natale di LaCrosse in Wisconsin. Sempre papa Karol Wojtyla lo ha promosso nel 2003 arcivescovo nella prestigiosa sede, una volta cardinalizia, di St. Louis nel Missouri. Benedetto XVI lo ha richiamato a Roma nel 2008 e lo ha creato cardinale nel 2010.

Personalità molto pia, a lui è riconosciuta anche la rara virtù di non aver mai trafficato per ottenere promozioni o prebende ecclesiastiche.

In campo liturgico e teologico è molto vicino alla sensibilità di Joseph Ratzinger. Ha più volte celebrato secondo il rito antico vestendo anche la “cappa magna”, come d’altronde continuano a fare anche i cardinali George Pell e Antonio Cañizares Llovera senza per questo essere messi in castigo da papa Francesco.

Grande esperto in diritto canonico, e per questo nominato alla segnatura apostolica, non teme di trarne le conseguenze più scomode. Come quando a suon di articoli del Codice – il 915 per la precisione – ha sostenuto l’impossibilità di dare la comunione a quei politici che pertinacemente e pubblicamente sostengono il diritto di aborto, e per questo si è preso i rimbrotti di due colleghi statunitensi valorizzati da papa Francesco, Sean Patrick O’Malley di Boston e Donald Wuerl di Washington.

Libero nei suoi giudizi, è stato tra i pochissimi a svolgere delle notazioni critiche sulla “Evangelii gaudium”, segnalandone, a suo giudizio, il valore programmatico ma non propriamente magisteriale. E in vista del prossimo sinodo dei vescovi ha preso ripetutamente posizione contro le tesi del cardinale Walter Kasper – notoriamente nelle grazie di papa Francesco – favorevoli alla comunione ai divorziati risposati.

Il dicastero presieduto da Burke, eminentemente tecnico, ha di recente accolto un ricorso delle suore francescane dell’Immacolata contro un provvedimento preso nei loro confronti dalla congregazione per i religiosi. Una coraggiosa mossa controcorrente, questa di Burke, che si situa all’interno dell’azione punitiva intrapresa dalla congregazione vaticana contro una delle realtà più corpose del tradizionalismo cattolico, azione che papa Francesco ha avallato approvando in forma specifica la decisione della congregazione di impedire ai frati dell’Immacolata la celebrazione della messa secondo il rito “tridentino”. Solo con questo tipo di approvazione pontificia, infatti, un decreto della curia può contraddire la legge vigente e cioè, nel caso specifico, il motu proprio di Benedetto XVI “Summorum pontificum”.

Difficile individuare tra questi precedenti quelli che possono aver più influito sulla sorte del cardinale Burke.

Ma è facile prevedere che questo suo definitivo declassamento provocherà sia una tumultuosa reazione nel mondo tradizionalista, dove Burke è ritenuto un eroe, sia una corrispettiva ondata di giubilo in quello opposto, dove è invece considerato come uno spauracchio.

Su questo secondo versante si può ricordare che il commentatore cattolico “liberal” Michael Sean Winters, sul “National Catholic Reporter” del 26 novembre 2013, aveva chiesto la testa del cardinale Burke, in quanto membro della congregazione per i vescovi, per la nefasta influenza, a suo dire, che egli esercitava sulle nomine episcopali negli Stati Uniti.

Il 16 dicembre, in effetti, papa Francesco umiliò Burke depennandolo dai membri della congregazione. Tra gli osanna del cattolicesimo “liberal” non solo statunitense.

Il papa non lo fece certo per obbedire ai desiderata del “National Catholic Reporter”.

Ma ora sembra proprio sul punto di dare corso alla seconda e più grave degradazione di una delle più specchiate personalità che la curia vaticana conosca.

Share →

18 Responses to Esilio a Malta per il cardinale Burke? 

  1. Luigi scrive:

    Nessuna coincidenza e meno che mai nella chiesa geneticamente modificata di papa Bergoglio. Del libro scritto dai 5 arcivescovi si è occupato il TG di RaiUno, e quindi della loro posizione contrapposta a quella di Bergoglio e soci; questo vuol dire che il fatto è di per se abbastanza grave. Cinque porporati di tal spessore che hanno idee così diverse rappresenterà di certo un problemino per il papa della (falsa) misericordia.
    Staremo a vedere, il sinodo si avvicina sempre più.

  2. Stefano scrive:

    Tutto questo è semplicemente sconcertante. Il Vescovo di Roma va dicendo continuamente che è Cristo che governa la Chiesa ma mi ricorda sempre di più la donna Prassede di manzoniana memoria, scolpita indelebilmente nelle mie memorie scolastiche. La zelante nobildonna faceva sempre appello alla Volontà di Dio ma, guarda caso, questa coincideva sempre con la… sua… Può il Papa modificare il Magistero ininterrotto e contraddire la Sacra Scrittura? A che titolo? Con quale giustificazione? E’ un servo della Parola o un arbitrario tiranno? Quale credibilità può pretendere una chiesa che rinnega il suo insegnamento plurisecolare con l’evidente intendimento di assecondare un mondo che si muove secondo principi e presupposti diametralmente opposti alla Parola di Dio? Non è questo uno spaventoso tradimento del mandato di Cristo? Non è l’evangelico sale che perde di sapore?

    • Diego scrive:

      Caro Stefano, condivido al 100% ciò che ha scritto!
      A parte il fatto che su certi argomenti Dio si è GIÀ pronunciato e NESSUNO ha il potere di abolire le Sue leggi, qui si invoca spesso di “ascoltare lo Spirito Santo” ma le decisioni le vogliono prendere “ascoltando l’esito di questionari fatti a gente per lo più digiuna di dottrina” e, se Burke verrà allontanato, “affidandosi ai giochetti di palazzo”!
      Come ha consigliato il compianto Mario Palmaro e, in questi giorni, Alessandro Gnocchi, prepariamoci a gridare dai tetti l’eventuale scandalo e deviazione dalla Fede: non accetteremo che venga spacciato per Cattolico ciò che Cattolico non è e il nostro dissenso dovrà essere PUBBLICO!

    • isia scrive:

      D’accordo con lei, Stefano, ma cambierei la frase “la Volontà di Dio….coincideva sempre con la ….loro”, perchè io credo che Bergoglio stia giocando la sua parte, ma che non sia certo solo….c’è chi sta dietro di lui…

  3. Diego scrive:

    Sembra che stia per avverarsi ciò di cui parlava l’articolo “Si pensa a un minigolpe? – di Marco Tosatti”!
    Suggerisco a tutti di rileggersi l’articolo e TUTTI i commenti!
    Se il Card. Burke sarà estromesso, probabilmente vinceranno i modernisti e questo sarà gravissimo ma sarà anche l’occasione per scoprire con certezza CHI sono i falsi pastori: se dovesse accadere il peggio non ci saranno più scuse prudenziali o dovute a falsa obbedienza (si vorrebbe modificare il Depositum Fidei, che è la RIVELAZIONE trasmessa dagli APOSTOLI, ma noi apparteniamo alla Chiesa “una, santa, cattolica e APOSTOLICA”, e non siamo tenuti ad obbedire ad una “Chiesa” che dovesse perdere l’apostolicità, sarebbe un’anti-chiesa) e si dovrà gridare dai tetti contro l’abuso di potere avvenuto!
    Ciò provocherà uno scisma? La Chiesa di Cristo continuerà a sussistere nella Chiesa che professerà gli insegnamenti di Cristo e degli Apostoli (compreso San Paolo), per quanto piccola essa possa restare!

  4. Francesca scrive:

    Dio non voglia. Preghiamo perché la Somma Giustizia non permetta che sia interrotta l’opera dei Suoi figli più degni e fedeli.

  5. Tonietta scrive:

    Resta da sperare che tutti i condizionali usati per preannunciare il declassamento del Card. BurKe non si trasformino nel modo indicativo. Non sarebbe un semplice esercizio da manuale di grammatica, ma un pessimo esercizio di potere.

  6. masssimo trevia scrive:

    si profila la battaglia,finalmente si chiarirà tutto!

  7. Raffaele scrive:

    Il Cardinale ha partecipato alla Marcia per la Vita (in passato – non so quest’anno). Questo basta e avanza: non fa finta di non sapere che milioni di corpicini sono gettati via, quindi è “ossessionato”.
    Sotto l’aspetto dottrinale: ” Non sono cattolici e apostolici quanti si considerano gli unici destinatari della benedizione”. Parole di Papa Francesco all’Udienza Generale di ieri. Perciò la “Benedizione di Dio”, che è il Salvatore – come spiegava papa Ratzinger- salva chiunque. La parola “cattolico”, che significa la strepitosa laicità della Chiesa (“Rivolta a ogni aspetto della realtà”: questo è il significato del termine greco), viene stravolta d’autorità in “Tutti sono Chiesa”.
    La logica dell’ Elezione, caratteristicamente divina in ogni tempo (Abele e non Caino, Abramo e la sua discendenza, Isacco e non Ismaele, Giacobbe e non Esaù, Israele (=Giacobbe) e non altri popoli…. Maria Ss. “benedicta INTER mulieribus”, la Chiesa “Stirpe Eletta”: 1Pt 2, 9)…

    • Diego scrive:

      Caro Raffaele, la frase di Bergoglio suona come un’illecita e quindi INVALIDA scomunica ai VERI CATTOLICI!
      Quella minacciosa frase, oltre a contraddire la RIVELAZIONE e il Magistero di 1950 anni, è anche un paralogismo: se non siamo gli unici destinatari della benedizione, che importa essere cattolici e apostolici? A chi può importare un’eventuale scomunica se ci si può salvare anche fuori dalla Chiesa?
      Mi spiego meglio: se quell’affermazione fosse VERA, a credersi gli unici destinatari della benedizione non si ha NULLA da perdere: c’è benedizione ANCHE FUORI dalla Chiesa; se fosse FALSA (e lo è) l’affermazione è da rigettare: come tutti i paralogismi quella frase non vuol dire nulla!
      È un paralogismo anche la cosiddetta “LIBERTÀ religiosa”: se fosse una VERITÀ, saremmo LIBERI di respingerla (se siamo liberi di rifiutare l’INTERO cattolicesimo, siamo anche liberi di rifiutare SOLO la “libertà religiosa”); se fosse una FALSITÀ abbiamo il DOVERE di respingerla!

  8. andrea scrive:

    Lo scontro finale arrivera’ non sappiamo il tempo, perche’ non e’ nostro ma di Gesu’, hanno calpestato e continuano a calpestare i precetti divini, offendendo Gesu’ invece di seguire tutti la vera dottrina, i precetti divini, hanno messo davanti il loro io, principe della superbia, causata dal peccato originale, invece di obbedire e fare un cammino soprannaturale come il Signore ci ha comandato, fanno un cammino mettendo in pratica cose inique, create con la loro coscienza personale, maledetto l’ uomo che confida nell’ uomo
    PACE E BENE

    • Pascaliano scrive:

      Caro Andrea, come fa un sacerdote a non capire queste semplici, terribili parole? il suo è il linguaggio del si si, no no, il linguaggio che ci ha insegnato Nostro Signore, non quei discorsi ambigui, fumosi, cervellotici, fatti apposta per confondere le menti ed i cuori. Eppure se dicessi queste parole al mio parroco, avrei chiuso con lui, mi sbatterebbe fuori in malo modo. Speriamo in un chiarimento, il più presto possibile, anche se temo che pochi sacerdoti avranno il coraggio di schierarsi dalla parte della Verità, preferendo il politically correct. Grazie

  9. Carla D'Agostino Ungaretti scrive:

    Sono profondamente convinta che i divorziati risposatisi siano nostri fratelli in Cristo a pieno titolo e non meritino (come si va dicendo impropriamente) l’emarginazione dalla Chiesa. Ma sono altrettanto convinta che essi NON POSSANO RICEVERE LA S. COMUNIONE perché il loro stile di vita è contrario alle parole di Cristo enunciate da Matteo e ribadite da Marco. Gli evangelisti sono chiarissimi e Pietro negli Atti dice chiaramente che bisogna obbedire a Dio prima che agli uomini. Invochiamo lo Spirito Santo perché ispiri questi nostri fratelli a una vita di castità: allora potranno riaccostarsi all’Eucaristia. Ma preghiamoLo anche perché il Cardinale Burke resti con noi a Roma e possa partecipare alla Marcia per la vita ancora per moltissimi anni.

  10. semiot scrive:

    Ieri Marco Tosatti, dopo aver annunciato l’epurazione di Burke, ha scritto: “E speriamo che non sia vera l’indiscrezione secondo cui il Papa avrebbe chiesto l’elenco dei vescovi che incardinano nelle loro diocesi i frati Francescani dell’Immacolata che vogliono abbandonare l’ordine dopo il commissariamento e la rieducazione obbligatoria. Ma purtroppo temiamo il contrario.” Da rabbrividire.

  11. Alessandro2 scrive:

    Burke e tutti gli altri “dissenzienti” sono moderni MARTIRI, nel senso etimologico di TESTIMONI della vera Fede. Che il Signore ascolti le nostre preghiere e non sia lontano il tempo in cui loro e tutti gli altri tornino al governo della Santa Madre Chiesa.

  12. Se davvero si tratta di una persecuzione ai danni di cardinali, ed ecclesiastici in genere, fedeli al Magistero perenne, mi verrebbe da dire: beati loro. Perchè Qualcuno ha detto: “Beato chi sarà perseguitato per causa mia”, e mi sembra che costoro, nel caso, lo sarebbero per davvero!
    Tommaso Pellegrino – Torino
    http://www.tommasopellegrino.blogspot.com

  13. Piergiorgio scrive:

    Beati i perseguitati? Ora qualcuno riconosce che la mite assuefazione e cieca ubbidienza dei Francescani dell’Immacolata poco è servita ad evitare quanto sta accadendo. Invece le suore dell’Immacolata sembra si siano diversamente date da fare ottenendo probabili risultati.
    Aiutati che Dio ti aiuta ,questo è un detto antico.
    Quindi va bene le preghiere MA COMINCIAMO A PENSARE DI FARE QUALCOSA!!!!!!
    PIERGIORGIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili

Esilio a Malta per il cardinale Burke?