Lo strano caso di padre Livio e mister Hyde, il beato Paolo VI, ancora sul Sinodo e la Cappella Sistina che diventa una rimessa della Porsche

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Ogni martedì Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti potranno partecipare indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni martedì sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

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martedì 21 ottobre 2014

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Questa settimana, le risposte saranno magari un po’ brevi, ma la posta si sta accumulando nella cartellina che il solerte amico Paolo Deotto mi consegna con implacabile puntualità. Siccome, oltre a essere solerte, Paolo è anche fraterno, non posso fargli fare cattiva figura, dunque cerco di recuperare il terreno perduto. Perdoneranno quindi gli amici che hanno scritto se sforbicerò un poco, oltre alle mie risposte, anche le loro domande.

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zrbrpsCaro Alessandro,

mi permetto di chiamarla per nome per la comunione di idee, ma anche, e vorrei dire soprattutto, per una simpatia speciale sorta quando lei e il povero Mario Palmaro siete stati attaccati ignobilmente per aver detto quello che molti pensano. In particolare mi riferisco al direttore di Radio Maria, padre Livio. Da quando Bergoglio è diventato papa, il povero padre Livio è irriconoscibile. Mi sembra quasi che abbia subito una metamorfosi che ricorda quella dello strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde. La virulenza e la volgarità con cui vi ha aggrediti, e ancora vi aggredisce anche senza nominarvi insieme alla new entry Socci è inquietante. Nei giorni scorsi ha definito “imbecilli” i critici di Bergoglio. Raramente, forse mai, avevo visto tanta cattiveria in un sacerdote. Mi viene da dire che si tratta di un triste caso umano. So che lei non è più intervenuto in proposito, ma mi piacerebbe avere un suo parere. Le chiedo troppo?

Peppino Beretta

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Caro Beretta,

mi chiede poco, due righe appena. Quello di padre Livio non è un caso umano, ma un caso disumano. Merita solo l’oblìo.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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Caro Dr. Gnocchi,

apprendo che Andrea Tornielli, su “Vatican Insider” riporta quanto segue sull’esito del sinodo in merito ai due principali problemi dibattuti: ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati:  104 favorevoli e 74 contrari; unioni  gay: 118 placet e 62 non placet. Ciò significa che non esiste la maggioranza “qualificata” dei due terzi, adottata come soglia per considerare i passaggi specifici come “espressione del Sinodo”. Ma significa anche che ci siamo andati vicino (…). Come può un vescovo della Chiesa, anche di quelli che hanno votato contro, mettere ai voti le verità di cui dovrebbe essere custode, difensore, testimone e garante? Perché si arroga il diritto di decidere per votazione cosa è bene e cosa è male infischiandosene di Dio? (…)

Se questi sono i pastori, e se non intendono cambiare, meglio non averli perché non solo conducono al peccato – scusi il termine desueto – ma gli conferiscono autorevolezza e legittimità.

Cordiali saluti,

Fabio Baioni

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Caro Baioni,

tra le sue osservazioni ce n’è una drammaticamente, acutamente realistica: più della metà dei vescovi presenti al sinodo, non ancora i due terzi ma quasi, ha già mutato religione. Forse ha ancora qualcosa di vagamente cristiano, ma è ben lungi dall’essere cattolica. Qui ci troviamo davanti a un Sinodo in cui la maggioranza dei cardinali e dei vescovi butta a mare almeno tre sacramenti: matrimonio, confessione ed eucaristia. La storia della Chiesa insegna che gli scismi si consumano per molto meno. Il dramma sta nel fatto che a essere sostanzialmente scismatici sono vescovi e cardinali che hanno interpretato, senza essere smentiti in itinere, le spinte bergogliane verso il nuovo.

Conta poco che ora papa Bergoglio abbia distribuito un po’ di bastonate a destra e un po’ a sinistra, ai tradizionalisti intellettualisti e ai progressisti buonisti. A qualcuno potrà sembrare un’intelligente trovata gesuitica e ci saranno anche quelli che cercheranno piamente di mostrare il grande equilibrio del Papa in cotanta tempesta. Non si tratta di equilibrio, ma di equilibrismo. E non c’è nulla di gesuitico, ma qualcosa di tristemente democristiano.

Caro Baioni, non se la prenda con quei pochi vescovi e cardinali di salda fede che hanno accettato di votare su certi temi. In una Chiesa che ormai ha davvero poco di cattolico, è dura fare il vescovo e il cardinale obbedendo a Dio invece che al dittatore di turno.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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“La Chiesa non è un partito”, titolava “L’Avvenire”, eppure, circa il Sinodo appena chiuso, si continua a sentir parlare di votazioni, maggioranze, minoranze e altre simili questioni, solitamente riguardanti la politica e in particolare l’esercizio della democrazia. (…). A me sembra che decidere con votazioni su simili argomenti stia fra il ridicolo e il blasfemo, dato che gli insegnamenti che ad esse attengono provengono direttamente da Cristo, come ci hanno confermato gli apostoli.

La ringrazio fin d’ora, distinti saluti

Giovanni G. Marcolini

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Caro Marcolini,

sono del suo parere anche alcuni, purtroppo non molti, dei partecipanti al Sinodo. Prima ancora che il risultato delle votazioni, è blasfema l’idea di poter decidere se gli insegnamenti di Dio siano ancora di moda.

I cosiddetti pastori che la pensano in questo modo sono ormai ridotti all’applicazione di una sociologia di bassa lega che assume come vera qualsiasi tendenza del momento, anche la più perversa. La sociologia fa bene solo ai sociologi, un po’ come la psicanalisi agli psicanalisti, la moda agli stilisti e via discorrendo. La cura della verità ha bisogno di ben altro, a cominciare dalla fede.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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Dottor Gnocchi

domenica 19, almeno per me, è stata una giornata di silenzio e di preghiera di riparazione per quanto di male è stato fatto nei confronti della Chiesa e della Sacra Liturgia da Paolo VI. Io credo che non ci sia nulla da dover festeggiare, i disastri sono sotto gli occhi di tutti! (…).

Giovanni

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Caro Giovanni,

se Paolo VI fosse stato solo il Papa della “Humanae vitae”, non sarebbe stato beatificato, specialmente da un successore come  Bergoglio. Paolo VI è stato portato agli onori degli altari perché è il Papa del Concilio Vaticano II, colui che ha fatto penetrare nella Chiesa cattolica quello spirito della modernità che, tardivamente, denunciò come “fumo di Satana”.

Ma anche quella denuncia, che pure ha una sua forza e un suo senso, non è mai stata sostanziata con precisione. Temo che, se lo fosse stata, avrebbe tolto anche quell’illusione di un ripensamento che oggi in qualche modo trova sensibili i cattolici legati alla Tradizione.

Non si può dimenticare, come non dimentica lei, che sotto la condanna a morte della buona Messa, la Messa della Chiesa cattolica, sta la firma di questo Papa. C’è chi sostiene che quella firma Paolo VI l’avesse posta con le lacrime agli occhi e che la colpa sia tutta del terribile monsignor Bugnini, in odore di massoneria. Ma, se così fosse, perché Paolo VI emanò il messale che, in pochi decenni, avrebbe distrutto la liturgia cattolica?

Da quel cancello spalancato, e non da qualche fessura nascosta, è penetrato il tremendo spirito del mondo nella Chiesa. Ed è questo che hanno da celebrare oggi coloro che festeggiano la beatificazione di Paolo VI.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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Caro Dott. Gnocchi,

apprendo dal sito “fidesetforma” che sarebbe stata affittata la Cappella Sistina alla casa automobilistica Porsche per una serata di gala, che prevede prima un concerto e, a seguire, una raffinata cena. Si tratta evidentemente di un convegno veramente esclusivo perché i soli 40 partecipanti dovranno sborsare ben 4.990 euro a testa per godere di cotanta bellezza.
Ora, dal momento che la Cappella Sistina è fra i luoghi più sacri al mondo e non un noto locale romano dedito al divertimento e alle gozzoviglie, trovo che la decisione del Vaticano sia semplicemente scandalosa, un vero abominio. (…),

Luigi Donini

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Caro Donini,

uno non ci crederebbe, ma è così: concerto nella Cappella Sistina e cena di gala nei Musei Vaticani organizzati dal Porsche Travel Club. Naturalmente, secondo il Telegraph, a sostegno delle “opere di beneficenza di Papa Francesco”. Tutto confermato dal sito di “Quattroruote”. Ma, cosa vuole, dopo aver buttato alle ortiche la liturgia che era l’anima delle chiese, ora si buttano alle ortiche le chiese. Dopo i mercanti “nel” tempio, arriva sempre il momento dei mercanti “del” tempio.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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Caro signor Alessandro Gnocchi,

quando faccio presente ad un mio amico le preoccupazioni per questa Chiesa che alla ricerca della pecorella smarrita, la quale pare non abbia alcuna voglia di essere trovata, lascia che si perdano le altre 99, questi mi dice di stare tanquillo che sulla Chiesa Satana non prevarrà mai e che quindi rimanere osservatori inerti è l’unica cosa da fare. Ebbene, io penso che, sì, Satana non prevarrà mai sulla Chiesa, ma il prezzo che potrebbero dover pagare i cristiani dall’incapacità dei pastori potrebbe essere altissimo. (…) Ma, le chiedo, siamo cosi sicuri che il Signore non si stanchi di una vigna che non dà frutto e ne faccia un deserto magari con il braccio violento dell’islam?

Ermanno Vernocchi

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Caro Vernocchi,

non credo che rimanere osservatori inerti sia proprio ciò che il Signore si attenda dai suoi figli. Penso che questo sia un periodo nel quale Dio sta punendo l’ignavia di tanti che avrebbero potuto e dovuto opporsi alla deriva modernista e non lo hanno fatto.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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16 Responses to “FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì

  1. flora scrive:

    Gentile dottor Gnocchi, come semlre lei è puntuale nelle risposte, nella sua chiarezza illuminata, penso dal vangelo e dalla fede viva che trasuda da ogni sua parola. Il paragone politico sulla chiesa-partito, è veramente calzante. Non esistono più verità rivelate da difendere, ma elettorato da salvare. Si contano i numeri, come se in base al numero dei sostenitori un politico si accerta di avere la poltrona assicurata. Che sia questo il timore di Bergoglio? Su padre Livio ha detto tutto in una sola parola! Complimenti! Questo ormai lo pensano in molti. Per il resto, l’inerzia è come l-ignavia, penso provenga dallo stesso ceppo, e certo non è “cosa buona e giusta”. Dante docet. Grazie perché ancira si spende per la buona causa. Che Dio la ricompensi.

  2. Caro Alessandro,
    certamente i motivi che hanno spinto alla beatificazione di Paolo VI sono quelli che hai scritto, ma il Cielo l’ha studiata bene che il miracolo, mai umanamente così nascosto come questo, riguarda proprio la difesa della vita umana. E questo è un fatto incancellabile…

  3. Diego scrive:

    Condivido TUTTE le risposte di Alessandro Gnocchi, compresa quella su Paolo VI che pianse (o meglio MOLTI LO CREDETTERO piangere) sul latte da lui stesso VOLUTAMENTE versato: egli avrebbe potuto rimediare ai suoi errori in qualunque momento ma scelse di non farlo; oltre a ciò tolse il giuramento antimodernista e ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti: coloro che lo credono un tradizionalista (o anche solo un conservatore) si sbagliano.
    Per quel che riguarda padre Fanzaga, bisogna veramente parlare di caso DISUMANO: egli ha TRADITO pure se stesso, il Padre Livio di un tempo non esiste più e sarebbe stato pesantemente insultato dall’attuale; forse il vecchio padre Livio ritornerà se il prossimo papa dovesse essere un tradizionalista ma ormai la sua credibilità è distrutta: ha dimostrato di essere disposto a cambiare la sua “fede” come più gli fa comodo, pavidità verso i potenti e arroganza, fino agli insulti, verso coloro che prendono sul serio il Cattolicesimo!

    • Paola B. scrive:

      VERO, VERO, VERO!!!!

      • Stefano scrive:

        Pur nello sconcerto, prego però di non dimenticare
        a) Che padre Livio ha fatto un sacco di bene a tanti ascoltatori nel passato anche recente (me compreso);
        b) che il padre dirige una Radio PER STATUTO tenuta a sostenere idee e posizioni del Papa. Se il Papa cambia, può cambiare la linea della Radio. Semplicemente, ciò non era ancora mai successo vista la continuità evidente tra Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ma ora, ahimé, E’ successo.

  4. marco F. scrive:

    Anche la credibilità di questo Papa è distrutta e da tempo, ormai.

  5. Luigi scrive:

    Ottime risposte del più che ottimo Gnocchi… ma acquistare una mezza pagina di un noto quotidiano del tipo “Il Foglio”, non sarebbe una buona idea per dire tutto ciò a Padre Livio Fanzaga? Lui non risponde a lettere personali e sulla rete, ma se scritte su un giornale si sentirebbe toccato direttamente e soprattutto pubblicamente.

  6. amen scrive:

    Come genitore cattolico mi vedo costretto a sorvegliare i figli quando stanno davanti alla televisione per timore che possa apparire bergoglio e fare una delle sue dichiarazioni altamente diseducative su divorzio, coppie gay ecc. Oggi gli adolescenti hanno meno da perdere guardando mtv!

  7. marina scrive:

    Caro Prof. Gnocchi, ho finalmente trovato una chiesa dove la domenica si celebra la S. Messa in latino e devo dire che ne ricevo un enorme, straordinario beneficio. Penso che frequentare queste liturgie, nonostante qualche scomodità logistica, sarebbe anche un modo per sottolineare la presenza dei cattolici come lei, e noi che la leggiamo. Per quel che riguarda il Sinodo, direi che alla fine la montagna ha partorito il topo. Siamo al punto di prima, non c’è chiarezza nemmeno nell’errore.

  8. artemisia scrive:

    ottimo articolo ringrazio di cuore il dottor Gnocchi
    la cosa più inquietante è quella che non riesco più io stessa a difendere la Chiesa e i suoi pastori perchè il rischio di incappare in cattivi maestri è oggi troppo alto
    come posso oggi dire a chi è spaesato o ad un adolescente in cerca di una bussola per la vita segui la Chiesa i sacerdoti i vescovi il Papa affidati a loro?
    Francamente quando mi capita serpeggia in me un’inquietudine devastante e mi chiedo ma avrò fatto bene ? E se poi quel sacerdote o quel vescovo è seguace della dottrina falsa di Kasper e compagnia briscola tannto per citare il padre Livio di antica memoria! E’ vero c’è una parte di Chiesa che funxziona ancora ma chi ne fa parte? E nella mia diocesi è sicuro che ci sia almeno un sacerdote cattolico nel vero senso della parola? E poi come spiegare che c’è una Chiesa falsa e mondana e una sana quando il Papa sembra propendere per la prima?

  9. Marco scrive:

    Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli. MATTEO 18, 12-14

    • amen scrive:

      Il fatto è che al pastore di pecore ormai gliene sono sparite 80 su 100 e invece di ricercarle tenta di convincere le poche rimaste che è meglio andarsene.

    • Diego scrive:

      Trovare la pecora significa convertirla, non confermarla nell’errore! I peccati non spariscono solo perchè non se ne parla più!
      Il Cardinal Biffi nel 1969 scrisse queste profetiche parole che descrivono alla perfezione la situazione attuale: “Il Regno dei cieli è simile a un pastore che avendo cento pecore e avendone perdute novantanove, rimprovera l’ultima pecora per la sua scarsità di iniziativa, la caccia via e, chiuso l’ovile, se ne va all’osteria a discutere di pastorizia”.

  10. Antonella scrive:

    Grande davvero !

  11. Leo Aletti scrive:

    A proposito di padre Livio dbbo proprio dire che è sordo. Chi ha orecchi per intendere iintenda.

  12. Tonietta scrive:

    Vorrei dire al Sig. Donini che non c’è da meravigliarsi di nulla. Lo scorso Natale la mia diocesi, con tanto di sbandieramento dell’evento negli opuscoli distribuiti nelle parrocchie, organizzò il pranzo di Natale in Chiesa. Per il peggio, caro Donini, c’è sempre posto!

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