LA SETTIMANA POLITICA
rubrica settimanale, a cura di Mauro Faverzani e Paolo Deotto
lunedì 6 agosto 2012
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TEMI ETICI: POCHE IDEE, MA BEN CONFUSE
di Paolo Deotto

Non parliamo in genere di Pierferdinando Casini, non per bieca cattiveria, ma semplicemente perché questa è una rubrica di politica, e quindi ha senso trattare di cose e persone che possano avere un minimo peso nella politica del Paese. Però nella sua ansia di sopravvivenza (va capito) il Pierferdinando ne ha sparata una grossa, fornendo lo spunto per qualche elementare riflessione.
Ordunque, il Casini, alla disperata ricerca di alleanze – il mendico, poveretto, tende la mano a tutti – ha avuto un’idea geniale: “Teniamo fuori i temi etici”. Ci si potrebbe già scandalizzare per questo concetto, non foss’altro perché l’UDC ha preteso più volte di rappresentare il “mondo cattolico”. Ci si potrebbe mettere a ridere, perché un personaggio che è l’esatta antitesi del concetto stesso di etica, come un Vendola, si è indignato tanto tanto, perché lui invece i temi etici li vuole, eccome. Si potrebbero dire tante cose, a partire dalla farsa dell’assemblea del PD che ha visto gli eredi del partito di Gramsci accapigliarsi per decidere se appoggiare o meno la proposta delle cosiddette “nozze” tra pervertiti…
In fondo sarebbe ingeneroso, perché se vogliamo fare il tiro a segno sulle dichiarazioni insensate dei nostri politici, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta, a partire dal Loden, che gira ormai come una zanzara sotto l’effetto delle piastrine Vape e non contento dei danni che ha già fatto al Paese, manifesta il suo signorile sdegno per l’impaccio di un Parlamento (che rappresenta pur sempre il popolaccio, così poco signorile) che potrebbe ostacolare l’azione del governo degli Oracoli. Né vogliamo più parlare di quel vecchio signore che continuiamo a stipendiare al Quirinale, e che mentre l’Italia va a picco (e lui va in vacanza. Quanto ci costano le sue vacanze, per soli servizi di scorta et similia?) fa uno sforzo cerebrale pauroso e proclama: “Gli italiani devono avere fiducia in sé stessi”.
Ma lasciamo un attimo perdere tutti questi signori, ombre di quella che una volta era la politica. Il Casini parla per sopravvivere, ma mette in luce un dato drammatico: lui, e come lui tanti suoi colleghi, non ha capito – o non vuole capire, tanto per guadagnare tempo – che il recupero dell’etica è proprio il primo e imprescindibile passo da fare, se si vuole che l’Italia non vada in malora. E l’etica, piaccia o meno ai relativisti, può essere per definizione una sola, perché l’etica si regge solo sulla Verità, che a sua volta non può che essere una, se non vuole essere una contraddizione in termini.
L’Italia ha gettato via secoli di etica cattolica, che, ben prima della cosiddetta “unità” d’Italia, aveva fatto nascere e crescere realtà politiche, culturali, sociali, che hanno prodotto non solo tesori spirituali, ma anche sistemi di vita organizzata per il bene dell’uomo.
Guardiamo l’Italia di oggi: distrutta la moralità, in nome del concetto falsato di libertà, intesa non come strumento per l’uomo per essere sé stesso, ma come mancanza di vincolo per ogni capriccio, tutto diviene possibile, e infatti quasi tutto è già avvenuto.
Stiamo oggi a dolerci per una crisi finanziaria, ordita da veri pirati, che ha prodotto una crisi economica senza precedenti; abbiamo un governo illegittimo, che rappresenta gli stessi gruppi di interesse che ci hanno gettato nella rovina; abbiamo raggiunto il record di disoccupazione, né abbiamo alcuna prospettiva di ripresa, se non si cambia alla radice. Le misure fin qui adottate dal governo masson-europeo servono specificamente a renderci sempre più servi del potere finanziario, che alla fine crollerà – perché basato sul nulla – e ci trascinerà tutti a fondo. Come è potuto avvenire tutto ciò?
Ma cari signori, caro Pierferdinando, volete o no rendervi conto che quando si distrugge alla radice la moralità, o etica che dir si voglia, tutto il resto è assolutamente conseguente e logico?
“Una Nazione che uccide i propri figli è una Nazione senza futuro”. Non l’ho detto io, ma qualcuno ben più autorevole. Basterebbe da solo il crimine abominevole dell’aborto per farci capire perché siamo in rovina. Ma poi vogliamo far meglio e di più: ecco allora le proposte per sfasciare la famiglia, ecco l’esaltazione dell’eutanasia, con i casi-pilota come l’assassinio di Eluana Englaro. Ecco le nostre città percorse da osceni cortei di pervertiti che si fanno vanto ed esibiscono al pubblico le loro patologie. Già si parla di legittimazione dell’incesto, e vedremo le prossime proposte diaboliche quali saranno. Al peggio, dicevano i nostri vecchi, non c’è mai fine.
In una tale cloaca, che c’è di strano se la finanza è ormai divenuta il covo dei peggiori pirati, se l’Italia è governata da un esecutivo illegittimo che la sta distruggendo, se la stessa giustizia è ormai uno strumento di potere e di lotte di parte?
“Mettiamo da parte i temi etici”. Fantastico, insomma, mettiamo da parte proprio il vero problema di fondo. Distrutta l’etica, che ripeto, è una e una sola perché mai i prossimi che verranno a occupare le poltrone di Palazzo, dovranno essere migliori degli usurpatori attuali? Perché mai il sistema bancario, diretto da uomini che vivono immersi in una realtà immorale, dovrebbe ricominciare a lavorare per il bene delle persone? Perché mai chi ha il “potere” dovrebbe intenderlo come servizio per il bene comune?
Cosa proponete? Una contemplazione del sacro testo costituzionale e poi una fiaccolata per la legalità?
Avrebbe detto il grande Totò: “Ma mi faccia il piacere…”
Sa, caro Pierferdinando, c’è in Italia un politico che non sarà perfetto (e chi lo è?), ma che ha dimostrato coi fatti che se si parte realmente dall’etica cattolica si può costruire anche una società più giusta, al servizio del bene delle persone. Si chiama Roberto Formigoni, ha finora governato con ottimi risultati la Regione Lombardia.
Lo vogliono fare fuori. Che ne dice? Già, non dice nulla, perché lei lascia da parte i “temi etici”.





