Considerazioni dopo la rimozione di Antonio Paolucci dalla carica di direttore dei Musei Vaticani. Che avesse ragione Accattoli, invocando la nazionalizzazione dei Musei?

di Patrizia Fermani

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Qualche anno fa un vaticanista bene come l’Accattoli batteva le molte parrocchie allarmate dalla elezione ritenuta reazionaria e conservatrice di Benedetto XVI. Il Pastore tedesco, nonostante i trascorsi conciliari, era entrato subito nel mirino del progressismo colto come di quello parrocchiale, e persino conventuale, sconfortato e deluso dalla minaccia di un ritorno del sacro e del bon ton devozionale, anche perché  già aleggiava lo spettro del Summorum  Pontificum.

Il livore incipiente del Melloni, il disagio fatuo e mal controllato di un Tornielli, quello malcelato di un Rodari, erano in piena sintonia con la “grande stampa” della borghesia intelligente e in quella del demi monde  cattoadulto in progress.  Accattoli invece, forte del contributo portato alla scienza teologica con il  proprio Padre Nostro, diceva apertamente agli ospiti compiaciuti che bisognava mandare il Papa a vivere al Testaccio, con buona pace di chi al Testaccio ci abita contento come Giuliano Ferrara, e che occorreva procedere alla nazionalizzazione dei Musei Vaticani.

Anche se non è detto che il suo fosse un auspicio punitivo per quel Papa amante del decoro ecclesiastico e liturgico, o valesse per il Papa in generale, sul cambio della residenza papale è stato in parte accontentato, e a conti fatti sembra che tale soluzione abitativa risulti in effetti più adeguata alla qualità dell’inquilino.

Bisogna però riconoscere che ora anche il secondo  suggerimento merita una particolare attenzione.

Bergoglio ha destituito Antonio Paolucci dalla carica di direttore dei Musei Vaticani. Chiunque abbia avuto la fortuna di seguire i suoi cicli di lezioni sull’arte sacra in generale, regolarmente trasmesse da Sat 2000, unico fiore all’occhiello di una emittente che per il resto non ha  nulla da invidiare ad ogni altra Tv nazionale, sa quale sia il grande sollievo spirituale, il piacere intellettuale, l’afflato di nobile umanità e il conforto morale che questo grande e composto maestro riesce a trasmettere a chi ha la fortuna di leggerlo e di ascoltarlo.

Soltanto una ottusità brutale e ignorante, una particolare meschinità di pensiero, una desolante povertà morale e spirituale, la prepotenza di una arrogante irresponsabilità, possono avere guidato un evento tanto  desolante,  il cui peso distruttivo può ben essere misurato anche sulla disarmante insipienza, sulla povertà espositiva e sulla pochezza saccente di chi è stato chiamato a sostituire il professor Paolucci.

Lo straordinario e insuperato  patrimonio artistico italiano – e quello artistico religioso in particolare – era stato conservato per secoli da un popolo pur oppresso dalla miseria, dalle malattie e dalle invasioni straniere. Anzi, in mezzo a tante calamità proprio lo spirito cristiano ispirò la creazione di capolavori di ogni genere e la edificazione di splendide chiese e di grandi complessi monastici che servirono a dare conforto alle anime e sostegno materiale ai più sventurati. Ma venne la barbarie napoleonica, che si accanì sull’Italia depredandola di quanto poté e distruggendo bestialmente alla cieca. Poi venne la guerra aerea, ma non avevamo finito di contare le macerie e rimaneva soltanto da tenere stretto quanto era sopravvissuto, che venne la barbarie degli anni sessanta, gli squadroni della morte di politici rapaci e architetti inetti a cancellare quanto era sopravvissuto nelle belle città antiche.  A questi si è presto unita la nuova barbarie clericale, quella che ha distrutto gli altari, li ha segati e dispersi, ha venduto le balaustre, insieme ai messali, alle pianete e agli ostensori.

Rimaneva il patrimonio romano, troppo utile anche turisticamente per essere vistosamente manomesso. La sapienza e la cultura di papi all’altezza di un compito ineguagliabile e di una tradizione culturale sconosciuta a qualunque altra comunità politica o religiosa, lo avevano accumulato, ampliato e custodito. I Papi sapevano per primi che la bellezza è una categoria dello spirito e il traguardo alto dell’umanità, che la fede se ne nutre e di essa nutre le anime. Anche chi non ha la fede, sente la forza spirituale di quelli che hanno eretto la cattedrale di Bourges o di chi ha dipinto la cappella degli Scrovegni, o il Cappellone degli Spagnoli.

Antonio Paolucci ci ha trasmesso per anni la bellezza delle statue lignee policrome, la forza del martirio di Santa Agnese e di santa Elisabetta d’Alessandria, di tutti gli angeli musicanti. Ma la barbarie e la forza della cecità morale e intellettuale possono essere più forti della bellezza che l’uomo esprime con la materia corruttibile e dalla quale sa trarre divinamente la sapienza sovrannaturale delle atmosfere, le più fragili, le più impalpabili e le più esposte al buio della ragione e alla ottusità dell’anima.

Ha ragione Accattoli: per salvare alla posterità almeno i Musei Vaticani, bisogna nazionalizzarli prima che sia troppo tardi.

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25 Responses to La barbarie vaticana – di Patrizia Fermani

  1. Alessandro2 ha detto:

    Anche Paolucci adesso. NO, vi prego, BASTA.
    Solidarietà, stima e profonda ammirazione per un uomo che con le sue lezioni in TV ha avvicinato e riavvicinato moltissimi all’arte, ed in particolare alla funzione spirituale di quella sacra. Sono allibito: fin dove arriverà la barbarie sudamericana? Davvero il Vaticano è specchio dell’Italia e dell’Europa che, da fari di civiltà, si stanno degradando a – scusate la parola, ma ce vo’ – CESSI del terzo mondo.

  2. Ioannes ha detto:

    L’EPURATORE SCATENATO ora se la prende anche con il direttore dei Musei Vaticani e, attraverso lui, con la divulgazione della Bellezza, della Cultura, della Storia ( maiuscole volute).
    Il bianco-malvestito stavolta ci omaggia con una svolta talebana nei confronti del patrimonio artistico. Papa Bertoldo, dobbiamo aspettarci che ordinerai di dare una mano di bianco alla Cappella Sistina? Baciamo le mani, santità, e… mi raccomando, continui a regalarci forti emozioni.

  3. Lotario ha detto:

    … beh, dopo la pubblica esternazione polemica del dott. Paolucci contro Giorgio Mario Bergoglio – perito chimico con un passato da buttafuori per un locale “malfamato” (così leggo su Wikipedia), e che in tre anni di presidenza dello Stato vaticano non ha mai messo piede nei Musei !!! – era ovvio che ne sarebbe stata voluta la testa essendo, mi pare, arcinota la capacità di impermalirsi dell’argentino non meno della sua supponenza e della sua arroganza.

  4. Baronio ha detto:

    Non c’è giorno che Iddio mandi in terra, che l’inquilino di Santa Marta non riesca a rovinarci la digestione. Nulla si salva, nessuna istituzione è esente dalle innovazioni, dalle epurazioni, dalla contaminazione. Ed ecco che al posto dell’esimio Paolucci ci ritroviamo una zelante esecutrice delle istanze bergogliane, pronta a trasformare i Musei Vaticani in un centro polifunzionale e multietnico, “evitando la scorciatoia facile ma violenta e, a lungo termine, miope, dell’imposizione della cultura occidentale”.

    La chiamano rivoluzione della normalità, che nel gergo bergogliano si traduce con apoteosi dello squallore. Vedremo esempi di arte povera a fianco di immortali sculture classiche, nella migliore tradizione del mercatino di beneficenza. E questo non per mostrare l’abbraccio universale di Santa Madre Chiesa verso i popoli convertiti a Cristo – giammai! il proselitismo è una solenne sciocchezza, ipse dixit – ma per umiliare ciò che di per sé è richiamo del Bello, del Bene e del Vero trascendente. Al peggio non c’è limite: facciamocene una…

    • Carlo Regazzoni ha detto:

      Ciò che sta accadendo non mi stupisce visto che da ormai sessant’anni abbiamo alla testa della chiesa degli irresponsabili che ci fanno passare per dei santi. Ciò si chiama impostura

    • anonimo ha detto:

      finché non ci sarà una “controrivoluzione” antimodernista, con tanto di gente che si sacrifica in prima persona, scendendo in piazza a rischio della vita contro la massoneria satanica che ha in mano il potere civile e quello religioso non si arresterà la china diabolica impressa alla vita civile e religiosa da questi servi di Lucifero, statene sicuri, amici cari. Una simile controrivoluzione potrebbe avvenire solo in caso di una guerra mondiale, o quasi, certamente non auspicabile. Fino ad allora, stiamone certi, non cambierà nulla., anzi andrà sempre peggio, dato che il diavolo non si smentisce mai, ed i suoi servitori nemmeno. Scordiamoci di andare di nuovo a votare, o di poter eleggere governi antimassonici, scordiamoci di rivedere preti cattolici nelle, nei santuari e nelle cattedrali, scordiamoci vescovi e cardinali cattolici, saranno sempre più sfacciatamente e spudoratamente ecumenisti, comunisti, ptotestanti meno che cattolici.

  5. giulia2 ha detto:

    Forte ed energico l’intervento di Patrizia Firmiani. Non ricordo chi ha detto, a proposito della terribile crisi del nostro infelicissimo tempo, che “hanno cominciato col distruggere il Bello, poi sono passati al Bene, ora è la volta del Vero”…

    • anonimo ha detto:

      “hanno cominciato col distruggere il Bello, poi sono passati al Bene, ora è la volta del Vero”… : l’attacco al Bello ed al Bene è stato pressoché contestuale, agendo sull’arte sacra modernista (le orrende chiese-capannone o al cubo) e sulla salus animorum (nostra aetae, dignitatis humanae); l’attacco al Vero è ora alle battute finali con l’impostore biancovestito (io non sono Cattolico, la Chiesa non è Cattolica, Dio non è Cattolico, è finita l’epoca della Cattolicità, la Chiesa non più Magistra vitae). Sono stati, e sono, dei veri diavoli sputati dall’inferno, mascherati da preti, anche in modo facilmente riconoscibile da chi abbia mantenuto un minimo di fede e di discernimento spiruituale. Cosa dire ? personalmente spero che rispondano al vero le notizie che parlano di un ppa Gregorio XVIII in esilio, nascosto per non essere assassinato, in attesa della “redde rationem”, del Trionfo del Cuore Immacolato i Maria SS.ma, che “rovescerà i potenti dai troni e disperderà i superbi nei pensieri dei loro cuori”. Amen

  6. Raffaele ha detto:

    È LA struttura portante della propaganda massonica: Fede e Ragione sono INCONCILIABILI ed ESTRANEE. “Spirito” (non “Spirito Santo”) senza Verbo.
    Basta girare per strada per vedere che è vero l’opposto? Non importa: il Neo-Verbo deve essere imposto comunque, dandolo per ovvio e “moderno”.

    Chiese ridotte a scatole di cemento sigillate e “gabinetti per la meditazione” (termine realmente in uso per un “gabinetto” massonico sito a Roma) – Meraviglie e tesori venduti al rigattiere (Arianesimo, iconoclastia ecc.)

    E soprattutto: Papa autoridotto a CITTADINO di uno dei tanti “Stati massonici” (in questo momento l’Argentina, di cui il Biancovestito ha rinnovato il passaporto). “Cittadino…, in arte Papa”- proprio come fu scritto sulla bara di Pio VI, morto in prigionia in Francia.
    Da Wikipedia: “Il corpo di Pio VI rimase insepolto fino al 29 gennaio del 1800 (dall’agosto precedente), quando venne sepolto nel cimitero locale di Valence, deposto in una cassa semplice, di quelle riservate ai poveri, su cui fu scritto: «Cittadino Gianangelo Braschi – in arte Papa»”.

  7. D.A. ha detto:

    Dovevamo aspettarcelo che una nobile persona come Paolucci, di profonda cultura e amabile facondia, non sarebbe potuto durare con Omissis, preda ormai di un forsennato furore rivoluzionario. Sembra una riedizione della Rivoluzione Culturale di Mao.
    Speriamo nel centenario di Fatima.

  8. Piero Vassallo ha detto:

    rammento agli amici l’unione ipostatica di massoneria e massoneria da vespasiano
    quanto al pontificato di Bergoglio credo si tratti di una dura prova, che i fedeli devono affrontare senza cedere all’angoscia
    il calo delle presenza alla Santa Messa non è giustificato

  9. eyeswideopen ha detto:

    Gentilissima dott. Fermani, fino a qualche tempo, le lezioni del prof. Paolucci e la serie poliziesca che aveva per protagonista Derrick ed il suo sodale Harry Klein, erano le sole a valere la pressione in sequenza dei tasti 2 e 8 del telecomando; e giustificavano il mantenimento del canale di SAT2000 nel database del mio televisore. Da qualche settimana la CEI TV cattoadulta, mi vorrebbe tallonare più dappresso: l’emittente televisiva della mia zona, ammanicata con la diocesi, ha inserito nel palinsesto il TG2000, ammannendomi le veline svolazzanti impreziosite dai placet galantiniani, ed i comizi sesquipedali dell’eracliteo Bergoglio. Ci vedo lo zampino del neovescovo, recentemente insediato, proveniente dalla diocesi di Padova, la quale a parer mio, con i luterani nipotini di Valdo si gioca il titolo di enclave più protestante d’Italia.

  10. Catholicus ha detto:

    Caro amico mio, ho capito in quale diocesi lei è sfortunatamente incluso, anche se geograficamente è una zona bellissima, come poche in Italia (anche dal punto di vista della qualità morali e civili della popolazione, non ancora del tutto intaccata dal veleno modernista). Che ci vuol fare, stano appresso alle cipolle vien solo da piangere, quindi è meglio prenderne le distanze. Ciò vale anche per chi ne è stato freuquentatore, sa, le affinità elettive mostrano i loro effetti… si affidi all’emerito, anche se è un poco rallentato.

  11. Gaetano Di Giorgio ha detto:

    Ci sta consegnando agli islamici.
    Non aggiungo altro.

  12. Cesaremaria Glori ha detto:

    Tuttavia, cari amici, Dio ha fatto sì che andasse al potere negli USA un certo Trump, uno sfascista (in senso buono ovviamente) che indebolirà lo Stato canaglia che guida questo mondo impazzito. Vedrete che lo sfascista spariglierà il gioco favorendo l’unico vero grande uomo di Stato ora presente nel mondo, quel Putin con la sua Russia vaccinata dal morbo comunista e pronta ad assumere la guida del mondo. La stessa Santa Sede non potrà fare a meno di rendersi conto che la musica è cambiata e ciò avverrà proprio nel 2017, cinquecentenario della rivoluzione luterana, del tricentenario della nascita ufficiale della rivoluzione massonica, del centenario della rivoluzione comunista e del suo contraltare l’apparizione di Fatima. Coraggio e speranza amici tutti che seguite Riscossa Cristiana. Siamo ottimisti assieme a Maria Santissima e confidiamo in Lei.

  13. anonimo ha detto:

    Viva Maira SS.ma, l’Immacolata, Regina delle Vittorie, che avrà facilmente ragione delle potenze oscure che stanno manovrando il mondo a livello politico e religioso. Lei è onnipotente nel Suo Divin Figlio, nel senso che non c’è cosa che Gli chieda che Lui non Le conceda. Quindi insistiamo con il Santo Rosario, affinché questo nuovo anno segni l’inizio della restaurazione della Santa Chiesa, la sola vera, quella Cattolica.

  14. Vincenzo ha detto:

    Si! daccordo: ma la nazionalizzazione sarebbe come il cadere dalla padella nella brace! Almeno, questo è quello che penso.

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