Pubblichiamo questa lettera, che appare scritta con amore sincero per la Chiesa e che mette bene in luce i gravi danni, spirituali ma anche sociali, che derivano dalle pericolose “aperture” che si preannunciano in materia di indissolubilità del matrimonio, fornendoci anche delle riflessioni profonde sul concetto stesso di peccato. Quanto scrive la signora Hickson è del tutto condivisibile e ci conferma nella necessità di agire su due fronti: non cessare mai di testimoniare la Verità e non scoraggiarci, perseverando con l’arma della preghiera, e in particolare del S. Rosario, affinché il Signore ci aiuti in questi tempi bui, confermi la nostra fede e dia luce ai nostri Pastori.

PD

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Dr.sa Maike Hickson                                                                                                                                                                                                                             10 Dicembre 2014

 

 Lettera aperta a Papa Francesco

Un Cri de Coeur da un convertita

 

“Caro direttore, caro Riccardo, perché mai ti scrivo tutte queste cose? Perché questa notte non ci ho dormito. E perché io voglio capire – e lo chiedo ai lettori della Bussola – che cosa deve ancora accadere in questa Chiesa perché i cattolici si alzino, una buona volta, in piedi. Si alzino in piedi e si mettano a gridare dai tetti tutta la loro indignazione. Attenzione: io mi rivolgo ai singoli cattolici. Non alle associazioni, alle conventicole, ai movimenti, alle sette che da anni stanno cercando di amministrare conto terzi i cervelli dei fedeli, dettando la linea agli adepti. … No, no: qui io faccio appello alle coscienze dei singoli, al loro cuore, alla loro fede, alla loro virilità. Prima che sia troppo tardi.” (Mario Palmaro, Lettera a Riccardo Cascioli, direttore di La Nuova Bussola Quotidiana, 8 gennaio 2014)

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Caro Santo Padre,

È con l’angoscia nel cuore che ho deciso di scrivere questa lettera aperta e sincera. E parlerò di cose che di solito, in condizioni normali, non avrei mai reso pubbliche. Lo faccio, o almeno mi propongo di farlo, per il bene della Chiesa, per la maggior Gloria di Dio e per la salvezza degli uomini. Lei potrà giudicare.

Questa notte, non sono riuscita a dormire. Mi preoccupa la situazione della Santa Madre Chiesa. Nel corso dell’anno 2014, particolarmente tramite il Suo apprezzamento pubblico della proposta del Cardinale Walter Kasper che i divorziati “risposati” possano ricevere la santa Comunione, Lei, Santo Padre, ha aperto la porta a molta confusione rispetto all’insegnamento morale della Chiesa Cattolica ed a molta imprudenza da parte della Gerarchia della Chiesa.

Alcune dichiarazioni provenienti dal Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia in ottobre 2014 hanno accentuato questa confusione. E poi in dicembre 2014 Lei stessa, in un’intervista con La Nación, ha suggerito un atteggiamento lassista da parte della Chiesa  verso coloro che si sono sposati fuori dalla Chiesa dopo un divorzio, dicendo: “La sola Comunione non è la soluzione. La soluzione è l’integrazione”. Sembra adesso che Lei abbia intenzione che loro non solo ricevano la santa Comunione ma anche partecipino alla vita ecclesiale, come lettori alla santa Messa o come padrini dei bambini.

Questo tipo di approccio significherebbe ignorare o bilanciare il peccato, o addirittura condonarlo. Confonderebbe la distinzione tra chi vive in stato di grazia santificante, così gradito a Dio perché segue i suoi Comandamenti e consigli, e chi vive obiettivamente in stato di peccato, quindi dispiacendo a Dio per la sua mancanza di rispetto verso la legge e la sapienza di Dio. Una tale strada causerebbe l’anarchia e la distruzione del fondamento morale della Chiesa Cattolica. Si verrebbe presto alla regola del “Va bene tutto”.

Se le coppie “risposate” possono ricevere la Santa Comunione, perché non può farlo un qualsiasi altro peccatore che ugualmente si rifiuta di pentirsi e fare ammenda? Un ubriacone cronico, un marito che regolarmente picchia la moglie, un criminale abituale, o una donna che ha ucciso il bambino nel suo grembo e non si pente di niente? Perché qualsiasi Cattolico dovrebbe ancora ascoltare e seguire le leggi della Chiesa, più quando non ci sarà più sanzione morale contro di lui in nessun modo?

E per quanto riguarda le parole di Gesù Cristo stesso? Non hanno più importanza? Se si cambiasse la legge cattolica sull’adulterio si sfiderebbe Cristo Stesso. Seguendo l’invito di Mario Palmaro, anche io resisto pubblicamente alla direzione in cui Lei sembra voler condurre la Chiesa.

Mi faccia spiegare perché.

Io mi sono convertita dieci anni fa, sono nata nel 1972 e cresciuta in Germania e ora vivo negli Stati Uniti. Sono uscita da un mondo che ormai vuole sempre di più sovvertire e invadere, se non penetrare, la vita della Chiesa cattolica, un mondo al quale ora sembra che Lei si inchini e che assecondi. Sono cresciuta senza fede, da una famiglia distrutta, in un mondo di convivenze, aborti, divorzi ed egoismo. Io non conoscevo nemmeno tutti i Dieci Comandamenti. Di certo non li vivevo. Né avevo una famiglia sana a darmi una forte identità, un rifugio sicuro, o una guida morale. Questo stile di vita mi ha condotto in un vicolo cieco e anche nella depressione. È stato quando ho incontrato il mio futuro marito che la luce di Cristo è sembrata entrare per la prima volta nel mio cuore, lentamente ma costantemente.

Ci sono stati due aspetti molto importanti della vita della Chiesa che sono stati i canali di grazia per me e attraverso i quali sono stata fortemente attratta da essa, e ciò succedeva prima del mio avere una fede veramente soprannaturale. In primo luogo, la bellissima liturgia tradizionale, la Messa e l’Ufficio Divino cantato con i suoi canti gregoriani; in secondo luogo proprio l’insegnamento morale della Chiesa, con la sua comprensione più piena e la verità sulla natura umana.

Avendo vissuto una vita sfrenata, senza riguardo per il peccato o per qualsiasi fedeltà profonda, mi sono resa conto che questa strada conduce solo allo scoraggiamento e a un pessimismo radicale verso qualsiasi amore duraturo o verso qualsiasi modo stabile e radicato di vivere. Quando, per esempio, ho studiato l’insegnamento morale della Chiesa circa la castità e l’importanza di essa prima del matrimonio, e anche della indissolubilità del Voto sacramentale, mi sono resa conto, anche se solo ancora in termini naturali, della verità di tutto questo.

L’insegnamento morale della Chiesa cattolica è un balsamo di guarigione per tutte quelle anime perdute nell’orgoglio, nella sensualità, nella slealtà e nel disprezzo per il benessere dei propri figli. Questo egoismo che porta ad abbandonare un compagno amato e passare a un’altra persona quando qualcosa non va, trascurando il bisogno e il desiderio dei figli avuti dal precedente legame di avere una propria casa calda e stabile, è anche dannoso per le anime che commettono e permangono in questi atti egoistici. Quando peccano in questo modo, sono meno liberi. Il peccato non è un bene per l’uomo. Questo è quello che ho capito un po’ alla volta. Ho compreso che, solo quando ci si mantiene casti prima del matrimonio e si rimane così lontani da un attaccamento fisico prematuro verso una persona cara e solo quando si ha la coscienza chiara di prendere un impegno per la tutta vita quando ci si sposa, solo allora, con l’aiuto della grazia, ci sarà un legame ben preparato per durare. La coscienza deve essere preparata a sapere che nonostante tutti quei problemi che sorgono in un matrimonio, ci sarà sempre un modo di rimanere insieme “nel bene e nel male”.

Ho anche capito, essendo stata in precedenza una studentessa zelante dell’Illuminismo neo-pelagiano del 18° secolo, che noi esseri umani non abbiamo solo bisogno di ideali astratti, ma anche di indicazioni molto chiare su come condurre una vita buona e anche migliore. Non è sufficiente parlare della bellezza dell’essere umano, della fraternità, dell’amore, e così via, si deve sapere come raggiungere concretamente e da vicino questi obiettivi. La Chiesa è qui per istruirci e per elevarci al di sopra la nostra natura umana decaduta con le nostre inclinazioni peccaminose e la sua forte tendenza verso l’egoismo e la disperazione.

La mia vita personale è una testimonianza di questo. La Chiesa con i suoi precetti e consigli mi ha tirato fuori dal fango del peccato e dell’egoismo. E ora, Santo Padre, mi sembra che Lei trascini la Chiesa nel fango. Lei dice al peccatore che quello che è e che fa va bene così come è, dopo tutto. Lei non ci eleva al modello più alto di Cristo, come la Chiesa quale maestra delle nazioni ha sempre lealmente fatto; Lei ci lascia stare dove siamo, ci conforta, oppure tranquillizza, nel nostro peccato. Qui sta la crudeltà del sentimentalismo, che non è la vera pietà!

Un lassismo verso i Comandamenti e consigli di Dio porterà solo verso più peccato. Questo è ciò che noi abbiamo sperimentato su noi stessi, noi i figli della rivoluzione culturale del ‘68 in Germania. Ci hanno permesso di giocare con noncuranza nel fango, e ad agire seguendo il nostro compiacimento e la nostra accidia. La conseguenza è stata la disumanità. Molti genitori e insegnanti, dal momento non hanno più voluto punire i loro bambini, né castigarli quando si comportavano male, hanno di conseguenza favorito il fiorire di comportamenti immorali e disumani. Io stessa sono stata testimone delle conseguenze di tale permissivismo a scuola quando una ragazza della mia classe è stata molestata dai compagni di classe in tenera età per la semplice ragione che lei cercava di essere una scolara brava e diligente. L’insegnante nel suo lassismo non si è opposto a quel male, cosicché è presto successo che la ragazza stessa ha dovuto lasciare la scuola.

Ma qui dobbiamo ora affrontare la questione delle anime e della loro salvezza. Lei aiuterà come capo della Chiesa le anime ad arrivare al Cielo se le conferma nel loro peccato? Sono queste le cose che Sant’Ignazio di Loyola ha insegnato ai suoi Gesuiti? Ed è utile se Lei rende le cose vaghe e ambigue, poco chiare e confuse in modo equivoco? Quante coppie che hanno lottato a lungo per il loro matrimonio, ma sono lealmente rimaste insieme grazie all’insegnamento integrale e alla verità di Cristo, dopo le proprie parole recenti, come anche dopo alcune dichiarazioni del Sinodo dei Vescovi, ora scivoleranno nel lassismo e abbandoneranno il loro matrimonio, pensando che ora per loro c’è una “seconda opportunità”, dopo tutto? Che cosa succederà se Lei sottrae qualcuno da una disperazione temporanea, ma poi lo porta alla presunzione, che è, insieme alla disperazione, uno dei due principali peccati contro la virtù della Speranza? Lei dovrà un giorno rispondere per ciascuna di queste anime davanti a Dio, e La prego di meditare su quello che sto cercando di dire. Posso dirLe che il suo modo di fare non conduce a un buon risultato. Solo l’invito alla conversione e la chiara indicazione di come attuarla e di come perseverare in essa, secondo l’esempio del grande San Giovanni Battista, porterà le anime in Cielo. Non si deve assecondare il peccatore; piuttosto rialzarlo e condurlo fuori dal peccato! Questo è ciò che un buon sacerdote cattolico ha fatto con me, e io sarò per sempre grata a lui per averlo fatto.

La prego, Santo Padre, di richiamare questo mondo nel peccato, che è immerso in tanta disumanità, perché non ha più un insegnamento e un nutrimento, né una madre che gli ricordi le Leggi di Dio e che qualche volta lo rimproveri. Le Leggi di Dio sono buone per noi! Esse mostrano al mondo peccatore come diventare migliore. Mostrano a tutte le persone conviventi e divorziate come diventare fedeli. Fedeli ai loro coniugi, e soprattutto, davanti a Dio, fedeli ai loro figli. Non ci permettono di continuare a rompere ciò che si è infranto, ma, piuttosto, ci aiutano ad aggiustarlo di nuovo e a guarirlo.

Bisogna ammonire i genitori a trattenersi dal loro egoismo e a pensare prima ai figli e al loro bene più grande. Il divorzio è la morte per l’anima di un piccolo bambino vulnerabile, per le sue speranze, le sue sicurezze e i suoi sentimenti. Parlo per esperienza. E ora parlo anche come madre. Come pretende Lei che io e mio marito insegniamo ai nostri figli i Dieci Comandamenti e che noi possiamo essere veramente dispiaciuti per i nostri peccati quando ci confessiamo, quando nello stesso tempo la Chiesa presto potrebbe permettere a coloro che disobbediscono apertamente alle Leggi di Dio di ricevere la Santa Comunione?

Ci risollevi, tutti noi peccatori. Ci chiami alla santità, una santità che si fonda su un profondo amore per Cristo e per sua Madre, e ci dia chiare indicazioni su ciò che è bene e meglio. In conclusione, cito ancora una volta Mario Palmaro, il cui invito a un’aperta resistenza accolgo con questa lettera, e la cui protesta prima della sua morte ha colpito il mio cuore e il cuore di molti altri.

Il fatto che un papa “piaccia” alla gente è del tutto irrilevante nella logica bimillenaria della Chiesa: il papa è il vicario di Cristo in terra, e deve piacere a Nostro Signore. Questo significa che l’esercizio del suo potere non è assoluto, ma è subordinato all’insegnamento di Cristo, che si trova nella Chiesa cattolica, nella sua Tradizione, e che è alimentato dalla vita di Grazia attraverso i sacramenti.”

Devo continuare a pregare per Lei, Santo Padre, ogni giorno. E allo stesso tempo devo, in questa valle di lacrime, continuare a dare credito alle fedeli parole di Mario Palmaro:

“In qualche chiesetta sperduta ci sarà sempre un sacerdote che celebra santamente la messa, in un piccolo appartamento una vecchietta solitaria sgranerà sempre con fede incrollabile il suo rosario, in un angolo nascosto del Cottolengo una suora accudirà sempre un bambino considerato da tutti una vita senza valore. Anche quando tutto sembra perduto, la chiesa, città di Dio, continua a irradiare su quella degli uomini la sua luce”.

Le chiedo, Santo Padre, per irradiare la luce della Fede e dell’amore di Dio nel mondo, di dire la verità al mondo, che parte della Creazione è in rivolta contro Dio, e di mostrare al mondo dove sbaglia, e di farlo anche a rischio di perdere la sua popolarità attuale e apparente buona fama nel mondo. Il mondo ha bisogno della piena testimonianza della Chiesa cattolica oggi ancora più che mai, a quanto pare. Senza compromessi, e con la piena verità. Poi Lei riceverà tanta fiducia, una maggiore autorità educativa, e un rispetto vero.

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52 Responses to Lettera di una cattolica americana a Papa Francesco

  1. Roberto scrive:

    I comportamenti, le esternazioni o le interviste di Papa Francesco sono talvolta oggettivamente imprudenti e destano perplessità. Tuttavia non sono il magistero ufficiale ex cathedra del Papa ne sono il magistero ufficiale della Chiesa Cattolica. Certamente desta molta preoccupazione il fatto che numerosi Cardinali facciano affermazioni in contrasto con il Magistero infallibile e perenne della Chiesa. Tuttavia il sinodo dei vescovi e’ un organo consultivo e non deliberativo della Chiesa.
    Alla fine del Sinodo sarà il Papa a stabilire in modo ufficiale e moralmente vincolante quale e’il Magistero ufficiale della chiesa sugli argomenti trattati dal Sinodo e certamente lo Spirito Santo non permetterà che Egli erri in materia di Fede o di morale.

    • Leo scrive:

      “I comportamenti, le esternazioni o le interviste di Papa Francesco sono talvolta oggettivamente imprudenti e destano perplessità. Tuttavia non sono il magistero ufficiale ex cathedra del Papa ne sono il magistero ufficiale della Chiesa Cattolica.”. Bene. Ma possiamo chiedere al Pontefice che almeno queste esternazioni non siano in contraddizione più o meno “frontale” rispetto al Magistero? Una tra tutte: “Dio non è cattolico”. Saluti.

    • Pascaliano scrive:

      Di questo ho molti dubbi; lei sa bene, caro Roberto, che allo Spirito Santo si può anche opporre resistenza, specialmente se il papa ci è stato imposto, non donato; e sa bene anche che il peccato contro lo Spirito Santo è l’unico che NSGC non può perdonare. Non culliamoci troppo nelle illusioni, guardiamo indietro, agli ultimi 50 anni, e poi traiamo le conclusioni. Laudetur Jesus Cristus

      • Luigi scrive:

        Mi scusi se mi permetto, Pascaliano, di puntualizzare. Dal Catechismo tridentino: “Quando occorrono nella S. Scrittura o nei Padri sentenze che sembrano affermare che per alcuni peccati non c’è remissione, bisogna intenderle nel senso che il loro perdono è oltremodo difficile. Come una malattia vien detta insanabile quando il malato respinge l’uso della medicina, così c’è una specie di peccato che non si rimette né si perdona perché rifugge dalla grazia di Dio, che è il rimedio suo proprio.” Non è vero che NSGC non può nel senso che non sarebbe capace di farlo, ma è l’uomo che si mette in condizione di non poter ricevere il perdono.

        • Pascaliano scrive:

          Grazie della puntualizzazione, caro Luigi, mi sono espresso male, nella fretta e nella foga (sono un po’ troppo impulsivo); è sempre un piacere leggerla.

      • Paola B. scrive:

        Sono d’accordissimo con lei, caro Pascaliano!!
        Allo Spirito Santo siamo liberissimi di disobbedire!!
        E quando definisce il papa “imposto e non donato” ha fatto una esatta
        e “santa” diagnosi della grave malattia epidemica che sta ammorbando
        non solo l’umanità ma tutta la creazione: i segni sono sempre più evidenti!!!
        Chi ha occhi per vedere…

    • Raffaele scrive:

      Solo il Magistero solenne è infallibile.
      Ciò che è drammatico, oggi, è che l’abbondantissimo Magistero ordinario e le abbondantissime “chiacchierate” siano sistematicamente demolitrici. Ciò significa che l’intento di questo Papa è netto: porre la Chiesa in liquidazione.

      Potremmo dire che si tratta di un’auspicata “liquidazione” proprio nel senso della “società liquida”. Ne parlava papa Benedetto, condannando tale impostazione, nella Sua visita a Venezia

    • liana scrive:

      Lo Spirito Santo illuminerà Bergoglio ma il dono più grande che ci ha fatto il Signore è il libero arbitrio e solo la sua buona volontà potrebbe salvare la Chiesa dalla fine..Lo spirito di Dio ci segna la via ma sta all’uomo decidere se seguirla

    • gerda scrive:

      Quando le persone ascoltano al telegiornale le uscite di bergoglio nelle varie interviste, non pensano:” non diamogli retta tanto non sta parlando ex cathedra” .la maggior parte della gente neanche sa’ cosa significhi.ma dicono piuttosto, anche nella loro semplicità ” hai visto, il papa ha detto che quel peccato non è poi tanto grave…che le convivenze e l’ omosessualità ORA non sono così cattive come dicevano prima…” . questo è TRAVIARE il popolo cristiano, ingannare le anime e aprirgli le porte dell’ inferno.l o spettatore e il lettore cattolico medio, non ascoltano soltanto, ma mettono in pratica ( secondo loro da. Buoni fedeli) ciò che un papa dice…..una coppia di ragazzi è andata a convivere e si è quindi macchiata di fornicazione proprio perché nel sinodo questo tipo di unioni era stato riabilitato e apprezzato.un omosessuale si sente giustificato dalla frase ” chi sono io per giudicare” e ne deduce che da quel momento potrà fare la comunione…e la farà. Commettendo sacrilegio…

      • Raffaele scrive:

        È così, cara signora. Non ho capito se intende darmi torto o ragione, ma non ha importanza. Ciò che importa è che questo Papa vuole imporre una Chiesa che sia in discontinuità con “la Chiesa”, e questa è un’enorme tragedia – con coloriture farsesche.
        I media, tutti controllati dalla Massoneria, tentarono di utilizzare come “aggiornato e aggiornatore” anche San Giovanni Paolo II, in tutta la lunga fase della decadenza fisica, fino a bestemmiare dicendo che aveva scelto l’eutanasia. Oggi tentano di utilizzare il Papa… con il suo attivo consenso!

      • humilitas scrive:

        Esattamente. Mi capita sempre più spesso di dire qualche cosa di normalissimo e cattolico e di sentirmi obiettare “ma papa Francesco…”.
        Sono anni che i cattolici comuni diventano sempre più “protestanti”: ma se prima erano consapevoli di porsi in quel modo fuori dai limiti imposti da Magistero e Dottrina (e dunque i più onesti intellettualmente qualche scupolo l’avevano), adesso lo fanno sentendosi le spalle coperte da quella che dovrebbe essere la massima autorità cattolica terrena.
        Nel giro di pochi anni tali cattolici comuni si ritroveranno ufficialmente protestanti senza nemmeno accorgersene.
        Ma Cristo, visto che la Santa Chiesa è sua e non certo di Bergoglio, interverrà. Oggi nella liturgia ambrosiana il Vangelo è quello del Signore che dorme sulla barca: ecco, capita proprio a proposito e mi dà fiducia. Interverrà.

        • Raffaele scrive:

          Non per raccomandare il pessimismo, ma per descrivere la situazione attuale: San Pietro, su quella barca colma d’acqua e scossa dal vento, tremava, e non voleva finire a fondo, né lui né la barca.
          Oggi abbiamo un Suo Successore che dice “Quando finisce questa commedia della Navicella? Dobbiamo dissolverci nel mare del mondo e delle sue situazioni-limite, perché il mondo è Bene, e l’unico male è il credersi salvi. Non c’è nulla da cui essere salvati, se non se stessi (cioè il principio di Identità e Non-contraddizione)”.
          La razionalità e il buon senso comune vengono considerati un male, affinché possa dominare la (Dea) Ragione

  2. Pascaliano scrive:

    Bellissima lezione di catechismo, degna di San Pio X ! carissima dottoressa Hickson, lei è veramente stata toccata dalla grazia santificante ! Il santo Padre dovrebbe leggerla e meditarla attentamente perché, continuando così, avrà molto di cui rispondere a Cisto, come dice lei, cara Maike. Io ricordo di aver letto di una coppia di anglicani, marito e moglie, convertitisi al cattolicesimo agli inizi degli anni ’70; ebbene, queste persone protestavano dicendo: “ma che cosa ci siamo convertiti a fare, se nella Chiesa Cattolica troviamo la stessa cena protestante che abbiamo voluto abbandonare, sperando di poter trovare la bella messa cattolica?” Que0tpo passo mi ha fatto molto riflettere, sulle effettive intenzioni di Paolo VI, di Annibale Bugnini e dei 6 pastori anglicani invitati da Montini per rendere più gradito possibili il NOM ai protestanti. Ai modernisti,a da Roncalli in poi, poco importava, ed importa, dei veri cattolici: loro vogliono solo piaggiare il mondo, non convertirlo !

  3. Leo scrive:

    Che bella lettera! Tra l’altro mi riconosco molto nel mio personale cammino di fede. Invece di annunciare la Bellezza, la Perfezione, la Verità ragionevole dell’insegnamento cristiano, e invece di rispolverare San Tommaso, la Chiesa odierna, intimidita dal mondo, sembra oggi quasi rinnegare il Patrimonio incommensurabile che ha nel suo “Depositum Fidei”, e che la scrittrice ha invece ben messo in luce! Saluti.

    • Livia Cosma scrive:

      Mi sono trovata quasi nella stessa situazione della Signora e posso dire che la riconversione avvenuta nell’Aprile 1993,è sta un vero miracolo ,un giorno che non dimenticherò ,mai .Il Signore tramite un sacerdote santo ,mi ha preparato,ad accettare la morte di mio marito nel gennaio1994.non lascerò più Gesù anche se qualche volta pecco,ma ritorno a Lui subito aiutata da Maria nostra madre.certo ora con questo Papa sono un pò confusa.

  4. Alessandro Zanconato scrive:

    Che splendida lettera di una vera credente! Dobbiamo imitarla tutti, con lo stesso coraggio e fedeltà alla Chiesa e alla Tradizione

  5. Alessio scrive:

    Sappiamo gia’ come Bergoglio ha risposto a questo tipo di lettere,ed in che modo abbia tenuto in considerazione le osservazioni di Mario Palmaro.E’ un uomo di quasi ottant’anni,cioe’ di un’eta’ alla quale e’ estremamente difficile cambiare molte delle proprie convinzioni,il proprio mondo,il carattere,gli ultimi progetti,e si tende a considerare certe osservazioni altrui offese personali.Si considera comprensibilmente un uomo arrivato, per avere in vita fatto determinate scelte,con ancora qualche debito di riconoscenza da pagare a certe persone e gruppi di potere.Puo’ cambiare solo grazie a profonda umilta’ e timore di Dio e del Suo Giudizio,qualita’ che non sembra possedere a sufficienza. Certo ci si chiede perché Dio l’abbia voluto in quel ruolo ,oggi.Si potrebbe essere tentati dalla speranza di un Suo intervento per ‘farlo cambiare’.Non credo avverra’.Questo Papato e’ un duro avvertimento alla Chiesa :vuol essere ancora la Chiesa di Cristo? E’ pronta a pagarne il prezzo ?

    • Alessandra scrive:

      Nei giorni scorsi Avvenire ha riportato la risposta che Joseph Ratzinger diede nel 1997 a una domanda sull’azione dello Spirito Santo in Conclave.
      È lo Spirito Santo il responsabile dell’elezione del Papa?, gli fu domandato.
      Ratzinger rispose: «Non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a sceglierlo. Direi che lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto da quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il quale uno debba votare. Probabilmente l’unica sicurezza che egli offre è che la cosa non possa essere totalmente rovinata. Ci sono troppi esempi di Papi che evidentemente lo Spirito Santo non avrebbe scelto».

  6. Elisabetta Frezza scrive:

    Caro direttore, caro Paolo,
    Rileggo ancora una volta con commozione e gratitudine profonde le parole del nostro Mario Palmaro, andando indietro col pensiero a un anno fa, quando le scrisse. Ogni volta che lo faccio penso che quella lettera lì dovrebbe essere ripubblicata periodicamente, per richiamare i cattolici al loro dovere ed esortarli a reagire alla menzogna che viene loro quotidianamente somministrata in dosi sempre crescenti e più che letali. Per invitarli a rifuggire lo spettro dell’assuefazione.
    Conforta sapere che questa signora e molti altri hanno raccolto il grido accorato di Mario e con coraggio lo rilanciano. Lo fanno risuonare nel buio di questo tempo impazzito. Non si rassegnano. Si alzano in piedi e davvero gridano dai tetti. Facciamolo, chi ce lo ha suggerito ora ci protegge dall’alto.
    Non posso che ringraziarti per questa bella sorpresa, che mi ha toccato il cuore e mi ha regalato rinnovata fiducia.
    Elisabetta

  7. Maria Chiara scrive:

    vorrei condividere questa splendida lettera con un’amica tedesca… come posso trovare il testo in inglese? (che presumo sia l’originale)

  8. claudia scrive:

    Che bella lettera!
    Ne riprendo una parte: “Lei ci lascia stare dove siamo, ci conforta, oppure tranquillizza, nel nostro peccato. Qui sta la crudeltà del sentimentalismo, che non è la vera pietà”.
    Anch’io ho questa impressione, dettata da una serie di comportamenti e discorsi. L’impressione che la dottrina, ormai, sia sì una cosa bella, ma astratta, troppo distante dall’uomo, quasi una specie di bella favola, mentre la realtà è diversa. Di conseguenza non è più l’uomo che deve tendere alla legge del Signore, spesso con fatica (però: “il mio giogo è dolce e il mio carico leggero”; è una questione di amore: si vuol seguire la legge di Dio, la si apprezza, se ne vede la bellezza perché si ama!), ma sembra piuttosto prevalere un abbassarsi verso l’uomo, comprendendolo e giustificandolo nelle sue debolezze. Così lo si lascia come e dove è.
    Posso sbagliarmi, ma vorrei vedere segnali che me lo dimostrino.

  9. Lorella Ciroli scrive:

    Bellissima lettera, scritta col cuore e con fede.
    Grido d’angoscia che restera’ inascoltato, ma che rispecchia lo smarrimento di tanti cattolici che vedono l’ambiguita’ di Bergoglio.
    La Chiesa e’ di Cristo, non del “papa”.
    Il Signore non ci lascera’ soli! Preghiamo per i nostri fratelli perseguitati, per gli abbandonati di questo papato disastroso, per il caro, dolce e fedele Ratzinger, papa emerito, unico vero Pietro per me.
    E per colui che, imbrogliato dal mondo e dai media asserviti ad una societa’ senza Dio, dovra’, come dice questa donna, rispondere al Signore per ogni singola anima. Il “Chi sono io per giudicare?”, quante persone avra’ danneggiato?
    Ora il bene e’ considerato male e viceversa, come diceva Isaia.
    Chiedo a Colui che e’ Via, Verita’ e Vita, di illuminare la Chiesa intera, perche’ sia luce del mondo, sale della terra.
    Che la Madonna ci protegga dall’Islam e dal nostro essere tiepidi e poco credibili, ogni volta che ci vergognamo di Cristo.
    Lui non ci lascera’…

  10. L'ITALIANO scrive:

    La Chiesa di Cristo oggi è sottoposta ad un duplice attacco:
    da un lato da parte della ideologia ISIS, dall’altro, da parte dall’Occidente ateo, materialista, euro-totalitario che non ha alcun rispetto per la vita umana. Chi non lo ha ancora capito, peggio per lui!

  11. antonio aragoni scrive:

    Ho letto la lettera della sorella in Cristo. La rileggero’ ancora e la meditero’. Ho sofferto come quando si legge qualcosa che non avresti mai desiderato leggere su quanto maggiormente ami come cristiano: la Chiesa, forza e baluardo per secoli e secoli per quanti amano Cristo e si sforzano di camminare lungo il sentiero tracciato dalla Sacra Scrittura e reso accessibile dal Santo Magistero. Oggi siamo confusi. Dobbiamo pregare e ancora pregare perché lo Spirito Santo illumini il cuore e le menti della Gerarchia ecclesiastica e di noi tutti fedeli alla Parola di Cristo Signore. Gloria a Dio!

  12. Bella lettera….e concordo…….spero che Papa Bergoglio la leggi…..me lo auguro….per il bene della Santa Madre chiesa e per il bene di ogni uno di noi……

  13. Diego scrive:

    Splendida lettera, che sicuramente esprime il pensiero di non pochi cattolici (anche se la larga maggioranza sembra impreparata o indifferente nei contronti di tutto ciò che sta accadendo).
    Per quel che riguarda la lettera di Mario Palmaro, la condivido in pieno, ogni tanto la leggo ancora e sempre ne traggo giovamento!

  14. Giorgio scrive:

    Splendida lettera. Da condividere totalmente. Giorgio

  15. Germano Bonora scrive:

    Gesù era accusato di frequentare pubblicani e prostitute fino alla condanna della croce, a cui l’Uomo/Dio non oppose resistenza né Dio Padre intervenne per “salvare” il Figlio Unigenito per rispettare il lobero arbitrio degli uomini, sempre responsabili delle loro azioni, come il, traditore Giuda, i sommi sacerdoti, Caifa e Anna, e Pilato, che anziché liberare Gesù accusato incolpevole lo fece crocifiggere come in volgare delinquente e liberò Barabba, assecondando il popolo manovrato dal sinedrio e dai sommi sacerdoti.

  16. Diana scrive:

    Vorrei averla scritta io questa lettera, la condivido in pieno e ringrazio Antonio Socci che sul suo blog ha postato il link

  17. angelavotano scrive:

    da questa prova nascera’ una Chiesa più forte. Se il buon Dio sta permettendo questo e’ perche’ siamo diventati tutti piu’ tiepidi.
    Ho visto in questi ultimi anni sempre meno fedeli nelle chiese e alle processioni .

  18. gerda scrive:

    INVITO TUTTI I BUONI E LEALI CRISTIANI A FAR CIRCOLARE IN TUTTI I MODI POSSIBILI QUESTA LETTERA. SE SALVERETE ANCHE SOLO UN ANIMA DALL’ INGANNO AVRETE COMPIUTO UNA GRANDE OPERA AGLI OCCHI DI DIO. CHE VE NE RENDERÀ PIENO MERITO.

  19. Silvia M. scrive:

    Condivido totalmente questa bellissima lettera..e la sottoscirvo come fosse mia. Lo stiamo capendo tutti noi, piccoli figli fedeli cattolici della Vera Madre CHiesa,che oggi Essa viene portata alla deriva dai suoi stessi Pastori.Stiamo vivendo ciò che è scritto nel 3° segreto di Fatima: l’apostasia dentro la Chiesa, che già il papa S.Giovanni Paolo II affermava : che c’era in atto una “apostasia strisciante “,e il beato papa PaoloVI . ancora che: “..il fumo di Satana è entrato da qualche fessura dentro la Chiesa.”. Ora noi questo veleno lo respiriamo, e purtroppo lo spandono dal sommo del magistero della Chiesa, i suoi docenti , i teologi, i maestri, i vari testi colmi di dottrine errate e deviate, annacquate di progressismo e relati -vismo.La Chiesa si sa distruggendo dal di dentro, la massoneria, le idee social-comuniste si sono mescolate alla Parola di Gesù Cristo,…riletta e corretta come vuole il mondo. Preghiamo tanto per questo povero Pontefice. La S. Vergina Maria ci…

  20. Patrizia Stella scrive:

    Molto bene gentile Dr.sa Hickson,
    sono d’accordo con lei su tutto, come lo sono anche altri cattolici combattivi, quali ad esempio il giornalista Antonio Socci che ci ha illuminato perfino sulla eventualità che questo Bergoglio neppure sia vero Papa e, modestamente, anche la sottoscritta che continua a combattere la dura battaglia nell’interiore convincimento che Bergoglio vero Papa non è. E se lo fosse, rinnegherebbe il suo compito col suo comportamento e con le sue parole.
    Su una cosa non sono d’accordo con voi che lo criticate: che continuiate a chiamarlo SANTO PADRE. Se si può dubitare che sia vero Papa, perché chiamarlo addirittura così??? Chiamatelo al limite Papa Francesco o semplicemente Francesco come ama definirsi egli stesso che neppure si firma con la sigla di tutti i veri papi p.p. cioè Pastor Pastorum. Ma non chiamatelo Santo Padre, per favore! Questo non ci dispensa dal pregare molto per lui, per la salvezza della sua anima e perché Gesù venga presto a fare luce su tutto.

    • Nicòla scrive:

      hiamatelo al limite Papa Francesco o semplicemente Francesco come ama definirsi egli stesso.
      Conosco chi lo chiama “Zio Ciccio”.

  21. Luigi scrive:

    Carissimi, chiediamo al Signore di tenerci saldi, il più possibile saldi nella fede e nella Verità (affidiamoci a Sua Madre, che ci tenga letteralmente “legati” a Suo Figlio).
    Dobbiamo chiedere di essere pronti e forti quando verrà il momento (che infallibilmente verrà) nel quale la maggioranza degli uomini, con le ossa distrutte e la vita altrettanto, dovrà fare ritorno nell’unico luogo al mondo in grado di accoglierli, la vera ed unica chiesa di Cristo. Sarà molto dura, ma è quello che saremo chiamati a fare. Chiediamo a Lui, già da ora, la forza necessaria.

  22. preoccupata scrive:

    Che bello aver trovato questo blog. Credevo di essere sola a soffrire per la nostra amata Chiesa ora nella tempesta. Condivido totalmente la lettera della signora americana e nel suo percorso mi ritrovo. Ma oltre a pregare, cosa possiamo fare per salvare la Nostra Chiesa? Un grazie di cuore a Palmaro e Socci che hanno il coraggio di testimoniare la verità contro tutti e che forse spesso stanno pagando per la loro posizione onesta e accorata.

  23. Vittorio scrive:

    L’aspetto più grave, secondo me, consiste in questo.
    Quando si instaura l’idea che Dio infinitamente “buono” perdonerà conseguentemente tutto,
    allora scomparirà l’idea del giudizio di Dio sul capo dell’uomo.
    Dio è amore, non è “buono”.
    Amore e Giustizia vanno assieme, l’amore non esclude la giustizia.
    In conclusione: NEGARE LA GIUSTIZIA DI DIO significa NEGARE DIO.
    E’ questa la strada?

  24. anita scrive:

    Con infinita umiltà, provo un approccio alla questione, riconoscendo -innanzi tutto- di non aver letto, sino in fondo, tutti i commenti. Almeno su uno, però, amerei esprimermi: che Dio non abbia bisogno di targhe di riconoscimento (Dio Cattolico), appartenenze religiose, nomi diversi a seconda dei culti…beh…credo dovremmo essere tutti concordi. Dio E’. Punto. Ed “E’ ” per tutti. Esiste anche per atei e agnostici, seppur a loro insaputa. Non credete?

      • Gabriele scrive:

        Provo a fornire ad Anita una risposta più approfondita di un fermo NO(che ovviamente condivido in pieno). Dio è si unico,ma c’è un unico Dio.Questa può sembrare una distinzione sottile ma non lo è.Se noi diciamo che esiste un Dio unico e affermiamo che ciascuno può chiamarlo e adorarlo nel modo in cui vuole, di fatto degradiamo Dio ad una categoria del pensiero umano e le religioni in variazioni di un unico tema, tutte egualmente vere( o false),tutti tentativi umani di sondare un mistero rispetto al quale l’uomo sarebbe nato cieco.Si esclude cioè che Dio possa rivelarsi col Suo vero volto, farsi conoscere dall’uomo e che quest’ultimo sia capace inequivocabilmente di conoscere la verità su Dio e che in ultima analisi esista UNA Verità su Dio.Questo è il terribile pensiero che ci viene inculcato e va sotto il nome di relativismo

        • Raffaele scrive:

          Si tratta del NON famoso -purtroppo- Deismo degli Illuministi/Massoni: “Dio sì, Cristo no”. Che porta direttamente, fra l’altro, al panteismo: ” “Dio” è il nome che noi diamo a ciò che esiste nel suo complesso”.
          Esiti di un movimento plurisecolare, direttamente connesso alle eresie medievali e al Protestantesimo cinquecentesco, caratterizzato da un’intolleranza assoluta verso l’ esistenza di Dio come Essere Personale, e ancor più come Essere Tripersonale

      • Gabriele scrive:

        L’unico Dio ha un volto e un nome:quello di Cristo.Non è un dio pensato a tavolino da filosofi,ma il vero unico Dio che si è fatto incontrare e conoscere, in un tempo e in un luogo profetizzati in modo inequivocabile centinaia di anni prima.Si è fatto uomo, ha patito in croce per la nostra redenzione e con l’atto maestoso della Risurrezione ha portato a compimento il piano di salvezza vincendo la morte e il peccato per sempre.Ha confermato la Sua divinità e fondato la vera fede nella sua promessa di salvezza.Questo non è invenzione, è storia testimoniata da quei documenti storici affidabili che sono i Vangeli.Ha fondato la SUA Unica e Vera Chiesa su Pietro(la cui cattedra è stabilita a Roma),ha dato mandato ai suoi Apostoli , depositari del suo insegnamento senza errori(e ai loro eredi), di battezzare e convertire tutti gli uomini di tutti i tempi.Solo un Dio si è ragionevolmente rivelato all’uomo solo una fede conduce quindi a Dio e alla Salvezza.Solo una, ed è Cattolica, Romana, Apostolica.

      • Mara scrive:

        Sì hai perfettamente ragione.

    • Bruno scrive:

      “..e il Verbo si fece carne …” : Le consiglio il catechismo di San Roberto Bellarmino per schiarirsi per quanto possibile a noi creature le idee.
      Non esiste altro Dio che Gesù Cristo, che si è rivelato ed ha costituito la Sua Chiesa di cui e il Capo. Il Corpo Mistico di Cristo ha sempre dovuto recidere gli errori (e gli erranti impenitenti che si sono volontariamente staccati dalla Verità), -escogitati dalle nostre deboli… ma superbe menti umane e la Chiesa superstite ( il cosidetto “piccolo resto” : destinato a rimpicciolirsi sempre di più a quanto pare) è la Chiesa Cattolica e quindi il “Capo” del Corpo Mistico non può essere che Cattolico.
      Io di un “dio” qualunque che ispirerebbe buoni sentimenti in tutti ma che se ne restasse solo…. e che non si fosse incarnato, sacrificato.. offrendoci la scelta comunque “libera” di accoglierlo di amarlo, dandoci in questo caso “..il potere di diventare figli di Dio, i quali non da carne…..ma da Dio sono generati..” francamente non…

  25. Catholicum scrive:

    Lettera bellissima e commovente ma ‘appello cadrà nel vuoto.

    Quando un Papa fa una dichiarazione simile:
    “Il cristiano non deve fare figli in serie. Io ho rimproverato alcuni mesi fa una donna in una parrocchia perché era incinta dell’ottavo, dopo sette cesarei. “Ma lei vuole lasciare orfani sette? Questo è tentare Dio”. “No, io confido in Dio”. “Ma guarda, Dio ti da i mezzi, sii responsabile”. […] Io credo che il numero di tre figli per famiglia è quello che dicono i TECNICI che è importante per mantenere la popolazione. […] Alcuni credono che – scusatemi la parola, eh – per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli, no? No, paternità responsabile.”

    Nessun capo religioso nella storia dell’umanità ha mai negato prima d’ora il valore assoluto della vita.
    Un Papa che si rimette al parere di TECNICI per “mantenere la popolazione”?! Dov’è finita la FIDUCIA NELLA DIVINA PROVVIDENZA?

  26. Francesco scrive:

    Pur condividendo in linea di principio la sua lettera, vi è a mio pare un errore di impostazione in questa frase.
    “Se le coppie “risposate” possono ricevere la Santa Comunione, perché non può farlo un qualsiasi altro peccatore che ugualmente si rifiuta di pentirsi e fare ammenda? Un ubriacone cronico, un marito che regolarmente picchia la moglie, un criminale abituale, o una donna che ha ucciso il bambino nel suo grembo e non si pente di niente? Perché qualsiasi Cattolico dovrebbe ancora ascoltare e seguire le leggi della Chiesa, più quando non ci sarà più sanzione morale contro di lui in nessun modo?”
    La questione non è così semplice, la teologia morale ci insegna che per ottenere il perdono necessita della riparazione dell’atto, se si calunnia pubblicamente una persona, poniamo che sia su un giornale, non si può ricevere il perdono ne la comunione se prima non si è riparato l’effetto dell’atto compiuto, dunque prima si ripara la calunnia poi si ottiene il perdono, ma se l’effetto non è più…

  27. franca maria cancro scrive:

    Condivido l’ansia e la preoccupazione di molti cattolici riguardo a cambiamenti che nonarrichiscono la nostra vita spirituale ma assecondano troppo il relativismo dei tempi.la Vergine Santa aiuti la Chiesa e tutti noi

  28. concetta scrive:

    come se l’avessi scritta io

  29. Renato scrive:

    Condivido l’ansia di questa lettera. In questo tempo di grande confusione non ci resta che pregare lo Spirito Santo perchè illumini tutti i nostri pastori, il Santo Padre e tutti noi.

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Lettera di una cattolica americana a Papa Francesco