Dopo la pubblicazione dell’articolo “La vita, dal basso. Lettera di Roberto de Mattei su Il Foglio del 11-6-2014”, Francesco Agnoli ha pubblicato sulla sua pagina Facebook quanto segue:

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“”Oggi sul Foglio il professor de Mattei ha spiegato al sottoscritto:
1 come è nata la marcia per la vita
2 che non bisogna negoziare con il potere politico
3 che il Family day fu promosso per ottenere una legislazione sociale a favore della famiglia ma non ebbe alcun effetto

Volevo rispondere sul Foglio, ma ho pensato che le polemiche stucchevoli di chi vuole sempre fare il professore non meritano tanto
Gli ricordo:
1 che la marcia so un po’ meglio di lui come è nata (anche se lui vuole metterci sopra il cappellino)
2 che quanto a rapporti con la politica, chi è passato dall’ università di Cassino al Cern e a Downing Street grazie a Gianfranco Fini, dovrebbe avere più pudore quando parla di rapporti con il potere
3 che il Family day non fu convocato per il motivo da lui detto, ma per ben altro: contro i Dico. L’effetto fu che i Dico furono fermati (e il governo Prodi subì un colpo mortale)””.

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Abbiamo quindi chiesto al prof. Roberto de Mattei di volerci fornire delle precisazioni, perché le affermazioni di Francesco Agnoli sono alquanto vaghe, mentre siamo convinti che sia nostro dovere fornire ai lettori parole chiare e affermazioni documentate. Ringraziamo il prof. Roberto de Mattei, che ha aderito alla nostra richiesta, e ci ha scritto la lettera che qui di seguito riportiamo integralmente.

Paolo Deotto – direttore di Riscossa Cristiana

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La lettera di Roberto de Mattei:

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zdmtCaro Direttore,

mi dispiace che Francesco Agnoli abbia accolto con risentimento la garbata critica che ho espresso su “Il Foglio” dell’11 Giugno nei confronti della sua proposta di un nuovo “Family Day”. Aderisco volentieri al tuo invito, perché quanto egli ha scritto su Facebook nei miei riguardi mi impone l’obbligo di precisare:

– Non sono mai stato iscritto a nessun partito politico, né ho mai partecipato ad alcuna competizione elettorale, di qualsiasi genere. Non ho mai fatto e non ho intenzione di fare politica, ma mi sono sempre interessato a tutti quei problemi politici che hanno una valenza morale. Dal febbraio 2002 al giugno 2006 ho rivestito l’incarico istituzionale di consigliere per le questioni internazionali del governo italiano, collaborando con l’allora Vice Presidente del Consiglio, poi Ministro degli Esteri, Gianfranco Fini. La mia collaborazione si è limitata esclusivamente ai temi internazionali, senza mai estendersi a questioni di politica interna o di partito. In particolare, tenendo i contatti con la Santa Sede, mi sono battuto per tentare di inserire un riferimento alle Radici cristiane  nel Trattato costituzionale europeo. Questo impegno mi ha portato ad incontrare, al seguito di Berlusconi e di Fini, i principali responsabili della politica internazionale, da Tony Blair a Jacques Chirac, da Angela Merkel a Nicolas Sarkozy. Sono stato dunque a Downing Street, così come sono stato alla Casa Bianca e al Cremlino, in Palestina e in Israele. Questa esperienza è stata per me molto utile per comprendere, dall’esterno, i meccanismi della politica internazionale. Come ho avuto modo di spiegare in molti incontri e conferenze mi colpì molto il fatto che la minoranza di Capi di stato e di governo che si opponeva alle Radici cristiane lo faceva con molta più forza e determinazione dei favorevoli, che pure erano la maggioranza. Questa è la principale ragione del fallimento. Nel libro De Europa. Tra radici cristiane e sogni postmoderni (Le Lettere, Firenze 2006) ho esposto i principali temi emersi durante i lavori della Convenzione Europea e della Conferenza intergovernativa che ad essa seguì. Dal  2003 al 2011 ho fatto parte inoltre del Consiglio di amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, su proposta dei ministri della Ricerca Letizia Moratti e Maria Stella Gelmini e all’interno del Consiglio sono stato eletto per due mandati, all’unanimità, Vice Presidente dell’Ente. Chi conosce da vicino la mia attività come consigliere del governo e come Vice Presidente del CNR può testimoniare la mia continua difesa, a testa alta, dei princìpi cattolici, che rimangono la mia unica bussola di orientamento. I continui attacchi di cui sono stato oggetto durante la mia vice presidenza al CNR, da parte di tutte le forze laiciste, lo dimostrano.

– In questo momento non rivesto alcun incarico istituzionale, ma solo quello di Professore associato all’Università Europea di Roma, presso la quale insegno dal 2005, dopo essere stato per molti anni professore di Storia Moderna all’Università di Cassino. Non ho mai condiviso il nuovo itinerario politico di Gianfranco Fini, iniziato quando la nostra collaborazione era esaurita. Comunque gli rimango grato, per la fiducia dimostrata per la mia persona. Non ho mai reputato necessario attaccarlo pubblicamente ma non mi sono mai tirato indietro dal criticarne le scelte.Sono convinto che la battaglia delle idee possa conoscere momenti di forte confronto ed eventualmente di polemica, ma debba rimanere sempre civile e leale, perché il fine ultimo è sempre la ricerca della Verità. La polemica fatta di insinuazioni, calunnie, pettegolezzi, è tipica degli uomini mediocri e non mi appartiene. Rivolgo queste precisazioni agli uomini di animo elevato, gli unici che possono capirle.

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Roberto de Mattei

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24 Responses to Una lettera di Roberto de Mattei. Utili precisazioni dopo il comunicato su Facebook di Francesco Agnoli

  1. dante pastorelli scrive:

    La reazione di Agnoli mi stupisce molto. E’ al limite dell’indecenza di chi si sente toccare qualche nervo scoperto. In un mio precedente commento avevo non solo sottolineato la buonafede di Agnoli, ma addirittura avevo intravisto nel suo articolo un ballon d’essai per stanare preti, vescovi e cardinali. M’ero sbagliato e mi scuso.
    La risposta signorile di de Mattei, attaccato sul piano personale e sulla sua dignità di uomo e studioso, è una lezione di grande rilievo. Agnoli farebbe bene, in questi giorni, ad evitar di esporsi al sole.

  2. Raffaele scrive:

    A parte l’odiosità della classificazione delle Università -che dovrebbero essere essenzialmente luohi di discussione e di ricerca della verità – in categorie (Superiore e Inferiore), ci vuole poco a immaginare che il professor de Mattei, nato a Roma, abbia lavorato a lungo a Cassino perché “non ammesso” a Roma dalla leadership massonica.
    Presso il CNR ha organizzato iniziative per mostrare l’assurdità dell’Evoluzionismo e per combattere il trapiantismo omicida, cioè la “raccolta” (harvesting) degli organi su pazienti a cuore battente.
    Gli sono costate il posto.

    P.S. Mi dispiace sinceramente: anche dal professor Agnoli ho appreso parecchio

  3. aurora scrive:

    Grazie davvero al professore De Mattei, non solo per i chiarimenti ma anche per la lezione di stile. Non riesco a capire i toni astiosi di Agnoli, lui sì che manca di rispetto

  4. Carla D'Agostino Ungaretti scrive:

    Perché Agnoli ha usato quello stile acido e acrimonioso verso un gran gentiluomo come il prof. de Mattei che aveva espresso un’ opinione diversa dalla sua con tanto garbo e pacatezza? Mi sembra che non sia la prima volta che lui si rivolge in questi termini a coloro che non la pensano come lui e questo mi dispiace molto perché siamo tutti figli della Chiesa cattolica e così non si dà un esempio costruttivo ai laicisti che ci aspettano sempre al varco per denigrarci.
    Non se la prenda, caro Professore! “Non ci curiam di lor, ma guarda e passa!”

  5. Francesca scrive:

    Decisamente c’è sempre qualcuno che non ha nulla di meglio da fare e quindi sferra attacchi insensati. La levatura dell’intervento poi si commenta da sola, visto che, anziché limitarsi ad addurre le ragioni del dissenso E BASTA, l’autore ha pensato bene di lanciare offese a livello personale. Con molta classe. Detto questo, non vedo il problema. Il Professore de Mattei ha solo ribadito una regola di carattere generale, consistente nella necessità di un coinvolgimento che parta dalla ” base “. In altre parole ha sottolineato come nella difesa del diritto naturale, della vita, della famiglia, non sia sufficiente, anche se pur sempre lodevole, un input promosso dall’alto. È sempre auspicabile che allo stesso si aggiunga l’ impegno personale del singolo Credente profuso nel quotidiano; un impegno concreto ed autentico condotto in comunione con TUTTI i fratelli nella Fede, tale da realizzare un effettivo radicamento sul territorio. Solo attraverso una partecipazione quanto più possibile corale potremo sperare in risultati via via più concreti. Ciascuno parli ed agisca perseguendo il Bene. Solo questo alla fine conta. E solo questo resterà, alla fine.

  6. Alessandro scrive:

    Sono costernato e rattristato per quanto ha affermato Dr. Agnoli. Esprimo piena solidarietà al Professor De Mattei. Mi addolora che il Dr. Agnoli , di area tradizionale possa aver detto quanto letto. Fa male doversi beccare tra di noi.

  7. piero vassallo scrive:

    ho conoscxiuito Agnoli, giovane laureato, a Trento – sembrava una persona equilibrata e gentile oltre che colta – il suo attacco inesatto e inelegante (a dir poco) mi lascia di sasso e mi obbliga a manifestare all’amico prof De Matei la mia incondizionata solidarietà e la mia perofonda stima

  8. leo aletti scrive:

    Più bravo di de Mattei non c’è nessuno, giustamente e discretamente gli fa eco Agnoli.

  9. Rita scrive:

    Credo che il curriculum del prof. De Mattei sia di pubblico e trasparente. Attaccare in maniera personale non paga mai perché fa apparire pusillanimi. Mi spiace molto vedere il nostro mondo cattolico tanto in preda ad ambizione e personalismi che squalificano chi li propala. L’ambizione e’ umana ma assai nociva quando spinge a ripicche da bambini dell’asilo. E, intanto, i nemici della Chiesa gongolano e si leccano i baffi!

  10. Giacomo scrive:

    Non mi spiego il comportamento di Agnoli, che comunque stimo e apprezzo per i suo iscritti e per le sue battaglie.
    Non capisco perché se ci sono delle differenze di vedute o di strategie bisogna buttarla in polemica facendo emergere differenze che oltre ad avere una scarsa rilevanza indeboliscono mediaticamente il fronte pro-life e tradizionale italiano.
    Ci possono essere differenti punti di vista ma dobbiamo restare uniti!
    Condivido in pieno gli articoli del prof. De Mattei e sono dell’opinione che questa gerarchia ecclesiastica smidollata e politicamente corretta non solo non è in grado di sostenere la battaglia per salvare quel poco che resta di famiglia, vita e libertà di educazione (io ci metto anche “proprietà privata”) ma non è nemmeno in grado di incoraggiare qualche giovane a scoprire la bellezza del sacerdozio, di riempire i seminari, di insegnare il vero catechismo della Chiesa Cattolica, ecc…
    Mi piange il cuore e mi spiace veramente doverlo ammettere ma col nuovo pontificato di Francesco quelle poche speranze di una vera e profonda riforma della riforma invocata da Benedetto XVI sono ormai prossime allo zero.
    Diamoci da fare per quanto è nelle nostre forze e possibilità ma cercando di non sbranarci e soprattutto di restare uniti perché quanto ci unisce è decisamente di più di quanto vi divide …

  11. Primo Siena scrive:

    Esprimo la mia completa solidarietà al Prof. De Mattei, esempio di saggezza e civile signorità mentre mi rammarico per la “guerra civile delle parole tra cattolici” avviata dal prof. Agnoli dal quale spero un nobile ripensamento.
    Primo Siena,
    Santiago del Cile

  12. Antonio Livi scrive:

    Ho stima sia del professor de Mattei sia di quei cattolici che lo hanno criticato nel recente passato (padre Cavalcoli) e nel presente (Agnoli). Vorrei che cessassero queste polemiche sul piano personale, che partono da dietrologie di potere economico e politico che non dobbono mai offuscare la limpidità del proprio giudizo sulle idee altrui e sulle proposte operative in campo apostolico avanzate da altri cattolici. Il dibattito sul da farsi in ambito pubblico (informazione, sensibilizzazione dell’opinione pubblica, attenzione all’iter parlamentare delle leggi) deve essere ispirato al desiderio di collaborare, pur nella differenza di criteri operativi. Ieri ho incontrato in un convegno il prof. Introvigne, con il quale ho avuto un sereno dibattito nella pagine della “Nuova Bussola Quotidiana”; anche se ero stato io a criticare lui, egli mi ha trattato con affabilità e ha confermato in pubblico la stima personale che nutre nei miei confronti. Dovrebbe essere sempre così.

  13. Raffaele scrive:

    Messa domenicale (Ss. Trinità) in una cattedrale del Piemonte.
    Omelia ereticale, imperniata sulla sottolineatura di due punti:
    1- Dio ama il “mondo” (comprensivo di ogni essere vivente, e degli altri esseri) PIU’ di Se Stesso.
    2- Dio non può mai punire, ma solo e sempre “perdonare”. Perdonare che cosa? il “disamore”, cioè il fatto che a volte noi non amiamo gli altri più di noi stessi.

    Coerentemente, il “non guardare ai nostri peccati, ma alla fede…” è stato alterato in “non guardare alle nostre mancanze…” : non esiste ALCUN peccato.

    Di conseguenza -anche se la citazione dei “reprobi” non è stata fatta- è giusto che i Francescani dell’Immacolata, che vivono un Francescanesimo cristocentrico e non panteistico, spariscano, e che il prof. de Mattei, che ribadisce che Dio è giusto e punisce (e non spetta a noi definire la Sua azione caso per caso) sia “scomunicato”: si tratta di una superstizione pagana (testuale)

    • Diego scrive:

      Caro Raffaele, quel sacerdote è semplicemente un eretico, che si permette di dare imlicitamente del bugiardo a Nostro Signore!
      Inoltre è verità DEFINITORIA (=DOGMA) che chi muore in stato di peccato mortale senza contrizione finale perfetta vada all’Inferno, quindi avendo proferito eresia è quel sacerdote che si è autoscomunicato (a meno che non sia stato salvato dall’ignoranza, cosa improbabile per un sacerdote).
      Quel prete definisce una superstizione pagana ciò che è stato insegnato da Dio e creduto dagli Apostoli e da TUTTI i Papi, i santi e i martiri, ciò che lui stesso è tenuto ed insegnare!
      Se non esiste ALCUN peccato per quale motivo dovrebbe essere scomunicato il Prof. de Mattei?
      E che effetto avrebbe la scomunica se Dio può sempre e solo perdonare e mai punire?
      Se poi, paradossalmente, De Mattei fosse scomunicato per la sua indiscussa fedeltà a Dio e alla Sua Legge, quella sarebbe soltanto una scomunica ingiusta e quindi invalida, come quella che subì Sant’Atanasio.
      Il Cattolicesimo è caratterizzato da un’assoluta coerenza interna e dal principio di non contraddizione, basta cambiare una virgola (o uno iota) perchè crolli tutto e resti solo una gran confusione: se Dio perdonasse sempre e comunque, anche senza confessione e pentimento, la Chiesa non servirebbe più a niente e i sacerdoti sarebbero inutili, diventerebbe inutile anche il Papato, le Sacre Scritture, il Magistero e i Sacramenti.
      Il Cristianesimo, e quindi il Francescanesimo, o è Cristocentrico o non è: desiderare un Francescanesimo panteista è pura demenza teologica (oltre che disinformazione sulla VERA vita di San Francesco)!
      Prediche simili ingenerano confusione e danni colossali sui fedeli meno informati, sono degli autentici SCANDALI: non potrebbe mandare una bella e-mail a quel sacerdote tentando una correzione fraterna e/o indicandogli questo articolo affinchè veda i nostri commenti? Sarà probabilmente un tentativo inutile ma è sempre meglio provarci!

      • Raffaele scrive:

        Certamente… concordiamo, caro Diego.
        Ho inviato questa notizia (e l’altra, ancora più allucinante, a commento di “La pace…” per far presente che ci troviamo nel pieno di un “Giù la maschera” (o “Su il cappuccio”) generalizzato.
        Non si tratta di questo o quel Sacerdote, ma di un outing diffuso dei moltissimi di simpatie ereticali: “Ce l’abbiamo fatta! il “Pastore tedesco” non c’è più… ripuliamo il campo e inauguriamo, alla buon’ora, la nostra “Religione nei limiti della sola Ragione” “.
        Chi avrebbe un’impostazione ortodossa -ad esempio padre Livio- trema.

        Per questo sarebbe inutile rivolgersi a quel celebrante personalmente: il suo pensiero sarebbe “Povero illuso, non ti sei accorto che siamo migliaia… la maggioranza, in molti ambienti? Non hai visto cosa hanno fatto i Vescovi, in maggioranza, rispetto al “Summorum Pontificum” ? “.

        Ci troviamo in una situazione estrema, che non pensavo di vedere nel corso della mia vita. Giorni fa la paragonavo alla grande crisi ariana del IV secolo.
        Grazie

  14. Daniele scrive:

    L’essere umano è veramente debole, anche chi come Agnoli dovrebbe remare nella stessa direzione del prof. De Mattei e di chi ha avuto in dono dal signore carismi eccezionali da utilizzare per la buona battaglia in difesa della fede cattolica poi finisce per lasciare prevalere divisioni e risentimenti.. E’ sempre così!

  15. Marina scrive:

    In questa diatriba si vede una testimonianza dello scisma strisciante nella Chiesa,che porta non a divisioni territoriali ma a spaccature fra gruppi cui appartengono differenti linee di pensiero. Noi non ci arrenderemo alle ragioni del laicismo e dell’innovazione a tutti i costi.

  16. Matteo D'Amico scrive:

    gentile prof. De Mattei,
    ho avuto occasione, grazie a Riscossa Cristiana, di leggere i diversi passaggi dello scambio di opinioni fra Lei e il prof. Francesco Agnoli. Sono rimasto stupito della durezza del messaggio lasciato a Suo carico da Agnoli su Facebook. Con la presente volevo comunicarLe tutta la mia solidarietà, soprattutto perchè La so alieno da ogni volgarità e, pur conoscendoLa da poco e molto poco, mi pare di poter dire che poche altre persone siano più incline di Lei a impostare ogni scontro in modo sempre cavalleresco e fondato sull’esattezza e la profondità delle ragioni, e mai sui propri sentimenti o le proprie passioni. Mi dispiace abbia dovuto difendersi dalla oggettiva volgarità e bassezza di certe insinuazioni. Poichè in passato ho avuto occasione di conoscere Francesco Agnoli, persona e intellettuale di grande valore e che lei per primo una volta definì come una delle promesse dell’apologetica cattolica, sono incline a pensare che La abbia attaccata in un momento magari di stanchezza o di minore lucidità, quei momenti che a fine anno scolastico e con tanti impegni familiari (e i bambini piccoli… parlo per esperienza personale!) possono facilmente sorprenderci; ma sono certo che non era sua intenzione ferirLa, anche se l’effetto è stato quello della ferita più amara, quella che colpisce pubblicamente l’onorabilità di una persona. Nel confermarLe la mia solidarietà non riesco a trattenermi dal confidarle anche la mia speranza che presto Agnoli si scusi e si riconcili con Lei, e possiate ricominciare insieme le tante buone battaglie che ancora -e più che mai- ci sono da combattere. So che è la cosa più difficile, ma come è importante ricordarsi sempre di confrontare i mali che colpiscono noi, o le nostre speranze e delusioni con la realtà di quel male -penso ai più di 50 milioni di aborti che ci sono all’anno- rispetto al quale tutto sembra diventare piccolo e scolorare. Già così pochi combattono in difesa di chi è del tutto senza difesa: come sarebbe triste che davvero il nemico riuscisse a dividere anche quei pochi, rubando le loro energie a favore di uno scontro, in un certo senso , fratricida!
    Poichè nulla è più nobile del gesto di chi umilmente si scusa per un errore fatto -e chi fra noi è senza peccato?…- mi permetto infine di fare un appello da questa sede a Francesco Agnoli affinchè si scusi con Lei, onde, pur mantenendo eventualmente idee diverse su quale sia la migliore strategia pro-life, possiate di nuovo tornare a stimarvi e , se Dio lo vorrà, a lavorare insieme.
    Matteo D’Amico
    .

  17. Francesco DAL POZZO scrive:

    Analogamente a Vassallo, mi stupisce e dispiace l’offuscamento d’intelligenza e la conseguente caduta di stile in cui è incorso Agnoli nei riguardi del Prof. Roberto De Mattei, cui addebita l’intento di volersi come ‘appropriare’ della Marcia, mettendoci sopra il suo “cappellino”; né di questo soltanto si tratta, perché quella voce critica non si perita di associare alla specifica questione di cronaca, un’aura di feroce sospetto circa i meriti di carriera di questo Nostro, che nella sua vaghezza e proprio per essa riesce ancor più ingiuriosa.
    Mi dispiace molto per te, caro Agnoli, e fa bene attenzione perché in certi sciocchi scivoloni si rischiano in un sol colpo ambedue le gambe di cui disponiamo… –

  18. Diego scrive:

    Anch’io spero che Agnoli si riappacifichi con De Mattei, che sarà sicuramente felice di accettare le Sue scuse e di dimenticare l’accaduto: un momento d’ira può capitare a tutti!
    Sarebbe molto doloroso e controproducente che, proprio in questo momento in cui le forze anti-life mietono successi e sembrano inarrestabili, ci siano scontri e divisioni proprio tra le forze pro-life!

  19. Alberto scrive:

    Rinnovo la mia piu’ profonda stima al Professor De Mattei i cui scritti ed interventi seguo ormai da qualche anno, dall’epoca di Radio Maria.
    Spero che Agnoli voglia spiegare razionalmente il perchè di un simile gratuito e violento attacco di cui, credo, nessuno sentiva la necessità.

  20. Cesaremaria Glori scrive:

    H visto oggi a Martinengo “BG” Francesco Agnoli e m’è parso cupo, non solare come era e come eravamo abituati a vederlo farsi voler bene da tutti. Credo che stia attraversando un periodo di grande difficoltà interiore. Forse la soluzione migliore a questo spiacevole episodio sarebbe se da parte di tutti noi si pregasse il Sacro Cuore di Gesù (siamo nel mese di giugno) affinché ridia la pace del cuore e la gaiezza di prima a Francesco Agnoli per una pronta riconciliazione. Accuso una profonda amarezza in queste lacerazioni e preferisco tentare la strada della stretta di mano piuttosto che gettare sale sulla ferita. Al prof. de Mattei va tutta la mia stima.

  21. enrico pagano scrive:

    Anch’io auspico una ricomposizione .
    Il mondo prolife deve liberarsi degli inutili e ingombranti personalismi .
    Speriamo che prevalga il buon senso a beneficio del comune e unico scopo : la difesa degli ultimi .

  22. Diego Zoia scrive:

    Caro Professore,

    mi sia consentito unire la mia voce al coro di coloro che Le dimostrano solidarietà: le polemiche, soprattutto nell’ora presente, non servono, e giovano solo all’Avversario e ai suoi scherani.
    Auspico certamente una ricomposizione: per poi proseguire, ciascuno con le proprie competenze e col proprio ruolo nella Buona Battaglia.
    Ben rammentando il nostro recente incontro presso la Biblioteca della PUG, La saluto cordialmente,
    in Jesu et Maria
    Diego Zoia

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