La repubblica italiana contiene in sé stessa i semi del suo disastro. Rileggiamo un paio di articoli della costituzione  = = = = =

di Paolo Deotto

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zzzzmcrHo appena finito di guardare la parata militare del 2 giugno. Quella, non toglietemela; l’ho già scritto più volte e lo ripeto: le stellette non si cuciono sul bavero, ma sul cuore e lì restano. Una parata militare poverella, perché bisogna risparmiare, anzi bisogna fare la spending review, visto che l’italiano ormai è una lingua morta. Quindi, niente mezzi corazzati, niente artiglieria, e poi magari si turberebbero gli occhietti di quel sinistrume radicale che ormai ha incollato i suoi glutei democratici al potere, ma che nei confronti delle Forze Armate mantiene i suoi sentimenti sessantottini.

Le telecamere inquadrano più volte il signor Mattarella Sergio; mi hanno detto che adesso fa il presidente della repubblica, ergo è anche il comandante supremo delle Forze Armate. Ha la vivacità di un monumento funerario, la mimica di una natura morta, sembra lì per caso; alla sua sinistra la signora Boldrini Laura, altra illustre esponente di quella sinistra che può permettersi il lusso di stare a sinistra, per assenza totale di qualsiasi problema economico. La signora ha l’aria un po’ annoiata, forse sperava che sfilasse anche un reparto di migranti, molto più à la page di questa gente che porta le armi, ma non le molotov o le spranghe, che sono così democratiche. Poi ci sono anche gli altri, ma vale la pena parlarne? È “cosa loro”, non ci riguarda. Che tristezza.

Non sfilano gli sciagurati pusillanimi che hanno lasciato in ostaggio agli adoratori di vacche sacre due nostri soldati, due fucilieri di marina. Massimiliano Latorre è in Italia per curarsi, solo grazie al permesso che benevolmente gli adoratori delle vacche gli hanno concesso. Salvatore Girone è ancora sequestrato. E intanto i banditi sequestratori ci prendono anche in giro (CLICCA QUI). Non sfila un ministro dell’interno (mi pare che si chiami Alfano Angelino), che ha permesso ai malviventi di devastare Milano (ricordate la vivace festicciola del 1° maggio?), ordinando alle forze armate e di polizia di stare a guardare i devastatori, e che così facendo ha oltraggiato Milano, ma ha oltraggiato anche la dignità degli uomini in uniforme.

Glissons. Lasciamo perdere la solita colata di melassa sull’unità nazionale, sulle forze armate impegnate a garantire la pace in tante parti del mondo (non si dica mai che vanno a fare la guerra, non sta bene…), eccetera.

2 giugno: l’Italia deve festeggiare la repubblica, non c’è niente da fare, deve e basta. E fin qui, potremmo anche fregarcene. Ma è inevitabile la domanda: come siamo arrivati al disastro totale in cui viviamo oggi, con una grande nazione come l’Italia che ormai è al de profundis, né si vede umanamente alcuna possibilità di salvezza? Come si è arrivati, in un Paese una volta civile, a uccidere ogni giorno, mediamente, 300 bambini (si chiama aborto, o se volete “ivg”)? Come si è arrivati a parlare, senza alcun residuo di senso del ridicolo, di “diritti” degli invertiti (e a breve arriveremo anche noi alla tragica farsa del “matrimonio” tra invertiti/e)? Come si è arrivati a insegnare, fin dalle scuole materne, la bellezza delle più schifose perversioni? Come si è arrivati ad asservire l’Italia alla gang internazionale bancaria (si chiama UE), portando il popolo alla fame? E potremmo andare avanti con tante domande che si pone chiunque viva una normale vita (cioè la stragrande maggioranza degli italiani) e non si sia racchiuso nel dorato empireo della cricca al potere.

Colpa della repubblica? In generale sì, perché almeno concettualmente la repubblica è in sé stessa l’inizio della fine per una nazione.

Ma in particolare dobbiamo leggere con attenzione due articoli della costituzione, perché il primo contiene il seme del disastro, il secondo contiene il maledetto imbroglio.

Secondo comma dell’art. 1: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Qui c’è già il seme del disastro, perché questo articolo eleva il relativismo a criterio sovrano. Se le parole hanno un senso, sovranità popolare vuol dire “principio, caratteristico degli stati democratici, secondo cui la fonte e la giustificazione della potestà politica risiedono nel popolo (inteso come l’insieme di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche), il quale la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione dello stato” (Treccani).  Nota bene: la fonte  e la giustificazione. Ovvero, una legge, un decreto, una qualsiasi disposizione, “va bene” se proviene dal popolo. Ovviamente il popolo può esercitare la sovranità solo attraverso la delega ai suoi rappresentanti, quindi la sovranità si trasferisce, per quanto concerne il suo esercizio, al parlamento e agli altri organi rappresentativi.

Ma la sovranità non può appartenere ad altri che a Dio, perché le leggi naturali preesistono a qualsiasi forma di stato e di governo che i popoli si diano. Qui non si tratta quindi di monarchia o di repubblica, ma della banale constatazione che qualsiasi forma di “governo” lato sensu può solo esercitare un potere d’ordine (ne cives ad arma ruant) necessario, ma che deve avere uno scopo unico, ovvero il bene dei cittadini o sudditi che dir si voglia. Ma il bene comune può essere perseguito solo se il riferimento e al tempo stesso il limite invalicabile è rappresentato da quel diritto naturale che esiste da che esiste l’uomo, da quando Dio creatore ha stabilito ciò che è bene e ciò che è male. All’interno di questi confini, il potere umano deve ordinare la vita sociale.

La sovranità “popolare” è la contraddizione della sovranità divina, è la confusione tra ciò che è buono e giusto, e lo è da sempre, non per volontà umana, da ciò che è semplicemente legittimo, ossia è stato deliberato secondo le procedure. Con la sovranità popolare l’uomo si fa Dio e si incammina sulla strada del disastro. Basta leggere la storia.

E arriviamo all’imbroglio.

Primo comma dell’art. 87: “Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale”.  Ma come può rappresentare “l’unità nazionale” una persona che viene eletta alla carica col meccanismo previsto dall’art. 83: “Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato. L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta”?

L’elezione del presidente è sempre il risultato dei mercanteggiamenti tra i gruppi di potere; il presidente è un uomo di parte per definizione. Forse il bruco sig. X all’atto dell’elezione al Quirinale si rinchiude nel bozzolo e poi diviene la farfalla sig. X?

No di certo, ma la finzione democratica ci impone di crederlo. Peccato che la storia di quasi settant’anni di repubblica ci insegni come il presidente sia sempre stato un uomo di parte, che ha esercitato i suoi non indifferenti poteri secondo gli interessi delle parti che rappresentava e non certo secondo gli interessi della nazione. È il caso di ricordare che il comunista Napolitano ci ha imposto tre governi eletti da nessuno, compreso il governo-farsa che tuttora ci allieta?

La monarchia, almeno concettualmente, garantisce invece una continuità dello Stato super partes. Naturalmente la monarchia stessa deve esercitare i suoi poteri, pur in regime costituzionale, avendo quel riferimento trascendente che solo può garantire lo sviluppo e il benessere anche materiale della nazione.

Comunque sia, monarchia o repubblica, il vero seme del disastro è la cosiddetta “sovranità popolare”. Ricordate quando – eravamo nel dicembre 2008 – il sovrano del Lussemburgo, Granduca Henri, si rifiutò di promulgare, perché non l’approvava, la legge sull’eutanasia? Il parlamento rispose con una modifica della costituzione, sostituendo alla parola “approvare”, la parola “promulgare”, togliendo quindi al sovrano il giudizio di merito sulla legge. Almeno il popolo lussemburghese seppe di avere un sovrano dotato di coscienza, seppur azzoppato nei poteri.

Riuscite a immaginare il sig. Mattarella Sergio che, in un domani, rifiuti la sua firma alla legge sui matrimoni tra invertiti (o a porcherie simili che bollono in pentola, prima fra tutte la famigerata “legge Scalfarotto”)? Riuscite a immaginare il sig. Mattarella Sergio che invii un messaggio alle Camere dicendo: “Cari parlamentari, siete fuori di testa. Non solo non firmo le leggi sodomitiche, ma vi invito anche ad abrogare al più presto la legge sull’aborto, perché una nazione che va contro le leggi volute dal Creatore è destinata solo alla rovina”.?

Un bel sogno. Il sig. Mattarella Sergio proviene dal circolino di privilegiati che l’hanno eletto e i favori, si sa, si pagano.

2 giugno. Dobbiamo festeggiare la repubblica. Perché?

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33 Responses to 2 giugno. Italia kaputt  –  di Paolo Deotto

  1. Giustina ha detto:

    Un plauso senza fine all’articolo di Paolo Deotto!!!

    Ora però vorrei toccare un tasto che non tutti hanno colto: lo spoglio delle schede elettorali. Sono sempre più convinta che all’interno degli “spogliatoi” succeda qualcosa e ci siano “longhe manus” comuniste (infatti nei seggi ci sono spesso sempre le stesse facce). E’ possibile che anche questa volta le regioni che sono state governate dai sinistri (a parte la Liguria) siano ancora in mano loro?
    Eppure la maggioranza degli italiani è stanca di questa invasione di extracomunitari a cui è stata fornita anche la cittadinanza ( un feroce insulto alla ragione e alla legge naturale delle nazioni millenarie) e di come hanno rovinato la nostra Italia. E’ possibile che a Venezia il Casson abbia raggiunto il 38%, malgrado nella sua lista ci sia un islamico e malgrado ci sia stato il tentativo di mettere in atto l’abominevole piano con la trasformazione di una Chiesa in una moschea ? E’ possibile tutto ciò? NO! qualcosa non torna.

    • Federico ha detto:

      A me non sembra così strano… la grande maggioranza non la pensa così.
      Altrimenti, ad esempio, il referendum in Irlanda avrebbe avuto un esito diverso, non crede?

      • Stella ha detto:

        A me non convincono neanche i risultati del referendum in Irlanda. Chissà perchè mi puzzano di manipolazione.

        • Federico ha detto:

          Secondo me non dovrebbe dubitare. Come ha scritto correttamente l’autore dell’articolo, non ci vorrà molto tempo prima che qualcosa del genere arrivi anche da noi. Si ricordi, la Chiesa irlandese ha ammesso come il 90% dei giovani che hanno votato per l’approvazione del referendum avevano studiato in scuole cattoliche. Solo che poi sull’argomento l’hanno pensata in maniera diversa. Il fatto è che, su queste cose, la visione etica che corre nella maggioranza (almeno nell’Europa occidentale) è MOLTO diversa da quella di un Cattolico “Tradizionalista”. Non volerlo accettare a parer mio non può che danneggiare i tentativi di cambiarla.

      • Giustina ha detto:

        Mi dice che cosa c’entra qui il referendum in Irlanda con ciò che ho scritto ? Parlavo di comunismo e di invasione di extracomunitari e di comuni e regioni disastrate da queste pestilenze restano sempre in mano ai sinistri. L’Irlanda è frutto della perdita della fede causato dal CVII, ecumenismo, libertà religiosa e tutto il resto!!!

        • Giustina ha detto:

          A me non convincono neanche i risultati del referendum in Irlanda. Chissà perchè mi puzzano di manipolazione.

          Brava Stella!! Si sono d’accordo anche su questo: ai nemici della Chiesa e dell’ Europa Cristiana non è bastato il CVII, ma negli “spogliaitoi” referendari fanno il resto. Ma a Dio non la si fa no…. Hanno ingannato i popoli europei ne hanno distrutto la mens e lo spirito e dunque quei popoli sono vittime di diabolici carnefici che a tempo debito dovranno rendere conto di tutto il male che hanno prodotto.

        • Federico ha detto:

          Era per indicarle come moltissime persone, la maggioranza, abbiamo una visione delle cose diversa dalla sua. Non deve pensare che le priorità siano le stesse. Nel merito, è chiaro come in alcune regioni (Toscana, Emilia, Umbria) non vinceranno mai partiti di “destra”, a causa delle tradizioni locali, molto radicate. Stessa cosa, nell’altro versante, per Veneto e Lombardia. Per quanto riguarda Venezia (che quasi sempre ha avuto sindaci di sinistra), probabilmente gli elettori neanche sapevano dell’ “Affaire moschea” , e a quelli che lo sapevano non è importato nulla.

          • Lamoriciere ha detto:

            Vivo in Umbria dalla nascita e vengo da una famiglia che da generazioni e generazioni vive qui, nel “cuore verde”. Vorrei dare la mia interpretazione all’espressione, per me, eufemistica “tradizioni locali”. Si tratta di sistema consociativo: una vera opposizione è inesistente. La Chiesa stessa, o meglio, le Chiese locali, come si dice in epoca post CVII, sono molto attente a non disturbare il “manovratore”. Una regione in cui il PIL viene da pubbliche risorse, in cui una larga fetta della popolazione vive, direttamente o indirettamente, grazie alla redistribuzione del debito pubblico, non può voler altro che il ballo o meglio l’abbuffata non finisca mai. Certo prima o poi, più prima che poi, si arriverà al redde rationem. Un bravo giornalista e scrittore Orvietano ha, icasticamente, parlato di “foresta pietrificata”. Domenica sono andato a votare, ma senza speranza in un cambiamento. Il succedersi di “appaltopoli”, “sanitopoli”, ecc. non ha mosso una virgola. La ragione, secondo me, sta in…

          • Lamoriciere ha detto:

            La ragione sta in quanto detto sopra.

          • Federico ha detto:

            “Vivo in Umbria dalla nascita e vengo da una famiglia che da generazioni e generazioni vive qui, nel “cuore verde”. Vorrei dare la mia interpretazione all’espressione, per me, eufemistica “tradizioni locali”. Si tratta di sistema consociativo: una vera opposizione è inesistente.”

            Giustissimo: ed è un sistema presente in entrambi i campi politici.

      • Tommaso Pellegrino ha detto:

        Intanto, caro signor Federico, qui siamo in ITALIA e non, per incommensurabile fortuna, in Irlanda. In secondo luogo, io non ne sarei, ahimè, altrettanto ottimista, ma pare che certi sondaggi abbiano rivelato che, anche a proposito di unioni gay, l’Italia si sarebbe espressa in modo diverso dall’Irlanda.
        Tommaso Pellegrino – Torino
        http://www.tommasopellegrino.blogspot.com

    • Paola B. ha detto:

      Cara Giustina, d’accordo con lei su tutto, prima di tutto per il plauso
      meritatissimo al caro Deotto, e poi sui brogli elettorali: ne sono stata
      personalmente protagonista “”PIU’ VOLTE”” molti anni fa: il più importante
      ebbe come conseguenza la chiamata dei carabinieri, ma poi feci marcia
      indietro (!!) per paura delle conseguenze, perché vennero molti dagli
      altri seggi, e molti contro, anche un carabiniere.
      Il comune era ed è di sinistra e io ero sorvegliata speciale perché inviata
      da Alleanza Nazionale e residente da pochi anni, cioè poco conosciuta.
      Potessi tornare indietro!!! Saremmo finiti sui giornali, ma sarebbe stato
      utile per tutte le elezioni successive.
      Perché tutte le elezioni, almeno prima erano “imbrogliate” e forse lo sono
      anche ora….

      • Giustina ha detto:

        Grazie cara Paola per la conferma sul campo dei cosiddetti “spogliatoi” di sinistra. Personalmente non sono mai stata “invitata” ai seggi ma il sospetto l’ho sempre avuto, così come per la “matita indelebile” non mi ispirava fiducia. Perchè una matita? Perchè non un pennarello?

        Credo che se prima c’erano brogli come lei ha confermato, ora ci sono ancor di più giacchè come ripeto per quanto riguarda l’invasione di extracomunitari (VOLUTA E PROGRAMMATA DALLA SINISTRA = braccio destro dei poteri mondialisti ) la maggioranza degli italiani NON LA VUOLE.
        Si pensi solo che ci son persone che non fanno più l’elemosina alla chiesa attuale perchè stanchi dell’invasione di cui sono RESPONSABILI assieme ai sinistri. Io ad esempio ho svolto anni di volontariato per le missioni in Africa e dopo aver protestato per l’invasione mi hanno zittita con le solite frasi = ora non do nemmeno un centesimo a questi ma solo a ITALIANI VERI = sono loro il mio prossimo di cui parla il Vangelo.

        Sottoscrivo…

        • Giustina ha detto:

          Sottoscrivo l’intervento di Lamoriciere chiaro e sintetico. Tuttavia quel rendi conto arriverà e per quei italiani che hanno votato i sinistri, pur di mantenere le posizioni profittando del sudore altrui, spero mi auguro che si convertano prima che l’Ira Divina faccia il suo corso. Il maledetto e diabolico comunismo è stato scomunicato dalla VERA CHIESA si pensi solo a questo.

          Il comunismo fonte di ogni male giacchè è allo stesso tempo massoneria, protestantesimo, liberalismo e va a braccetto con tutte le sette anticristiane che si definiscono “religioni” presenti in Italia e nel mondo, liberalizzate dall’ecumenismo e libertà religiosa del CVII.

          Si veda quei del partito 5 stelle, sono liberali e comunisti all’ennesima potenza un cavallo di troia ben studiato e mascherato dai sinistri. Non a caso tempo fa ha avuto elogi da un ambasciatore staunitense di cui non ricordo il nome.

  2. Giacomo ha detto:

    C’è poco da festeggiare…oggi è il compleanno di mia moglie (tedesca…) e io festeggio quello…! 🙂

  3. Fabio ha detto:

    Assolutamente d’accordo!

  4. Raffaele ha detto:

    La Repubblica Italiana nacque, quasi certamente con forti brogli ai danni del voto del Sud, come riconsacrazione dello Stato allo schema massonico ottocentesco.
    Lo stemma ufficiale -lo ripeto- fu fatto disegnare a un Valdese di Torre Pellice.
    Ovvero: siccome i Savoia avevano fatto un disastro, anzi una serie di disastri, nella loro gestione massonica “presentabile” (cioè edulcorata per i palati borghesi), si tornò all’Ottocento in versione arrembante: nessuna Autorità, solo autogestione; nessuna Croce (sabauda sulla bandiera), solo lo Stellone.
    Allo stesso modo, oggi si ripete, di fronte ai disastri della struttura europea: “Dalla crisi dell’Europa si esce con PIU’ Europa”. Più diktat massonici, più trasferimento di ricchezza all’Apparato senza volto, più isolamento e smarrimento del singolo, senza più Dio, né Patria, né Famiglia

  5. piero vassallo ha detto:

    scalfarotto scalfarotto, che fa rima con?
    eccellente e puntuale l’articolo di Paolo
    auguri alla moglie tedesca di Giacomo

  6. Angelo ha detto:

    Analisi impeccabile. Complimenti a Paolo Deotto. Devo dire che, giusto ieri, il mio amico Antonio mi confidava proprio queste riflessioni relative alla coerenza di vita dell’attuale presidente confrontandola con quella di chi lo ha preceduto. Complimenti quindi anche ad Antonio (del quale aspettiamo un commento).

  7. Diego ha detto:

    La sovranità “popolare” è la contraddizione della sovranità divina, è la confusione tra ciò che è buono e giusto, e lo è da sempre, non per volontà umana, da ciò che è semplicemente legittimo, ossia è stato deliberato secondo le procedure. Con la sovranità popolare l’uomo si fa Dio e si incammina sulla strada del disastro: frase stupenda, da incorniciare!

  8. Oreste ha detto:

    ma perché nessuno stigmatizza il reiterato uso dell’appello massonico dell’ex presidente B. (braccio portato a squadra sul cuore)?
    lo aveva fatto due anni fa in modo plateale, riuscendo a fermare l’allora ondata di critiche su di lui. l’ha ripetuto in Liguria. dove è la trasparenza, dove decenza? questa è sudditanza indecorosa ed indegna a poteri privi di legittimità.
    se c’è un’uscita dalla catastrofe, questa è possibile solo se ci sarà chi avrà il coraggio di essere del tutto indipendente dalle logge, ponendo anche dei limiti legislativi alle loro indebite ingerenze

    • Raffaele ha detto:

      Non si tratta di “indebite ingerenze”, caro signor Oreste. Lo Stato italiano è stato concepito, fondato (con la violenza e l’inganno, rapinando la Chiesa, i nobili e gli Stati esistenti) e strutturato da “loro”.

      Ricordo che a Roma ci sono Via Cavour (discesa “dignitosa” dalla stazione al Colosseo, ottenuta con i primi sventramenti) e Piazza Cavour (“raddoppio” voluto dal sindaco Nathan, Gran Maestro della Massoneria), con la Cassazione e il tempio valdese – 100 anni fa.
      Ricordo che il Quartiere Prati, quello di Piazza Cavour, fu costruito in modo che da NESSUN PUNTO si potesse vedere la vicina Cupola di San Pietro, e SENZA CHIESE.
      Solo la legge del 1927 contro le “associazioni segrete” ruppe l’occupazione integrale dello Stato

      • Paola B. ha detto:

        Sempre molto interessanti e istruttivi i suoi interventi, gentile Raffaele, ma
        devo fare una osservazione riguardo a quanto scrive sullo stesso argomento
        il gentile Oreste: Berlusconi, come gli altri accanto e come fanno spesso, anche
        in America i presidenti, aveva la mano, non il braccio, sul petto cioè sul cuore:
        io ho sempre saputo che è un gesto di rispetto e amore per la Patria.
        E invece non è così? Gradirei molto una vostra risposta.

        • Raffaele ha detto:

          A mio parere, cara signora, la gestualità di Berlusconi riflette in pieno la sua indole vulcanica.
          Certamente è un massone (ci fu la famosa iscrizione alla P2, negli anni ’70), e altrettanto certamente è una persona a cui l’iscrizione è servita per essere “dalla parte gusta” (Massoneria benpensante), non per perseguire finalità occultistiche o satanistiche. È venuta fuori un’ “insalata”, in cui la mano sul cuore -vista in qualche presentazione massonica- signifca per lui “Ho il cuore, e batte forte”.
          La Massoneria forte e “seria” lo ha combattuto e lo combatte a morte.

          Oggi, invece, saltano fuori in Berlusconi alcuni aspetti realmente nefasti (animalismo e coppie gay), tramite l’aggancio con il prof. Veronesi (don Verzè è morto e il San Raffaele è moralmente “saltato”) e la Brambilla.
          Veramente grave la “predicazione” del “fratello degli animali”, sulla TV berlusconiana

        • Oreste ha detto:

          Gentile Paola
          All’indirizzo manoscritto sloane 3329 – Loggia AKH EN ATON n° 1132 vedrà scritto “Alcuni fanno uso di un altro segno che consiste nel piegare a squadra il braccio destro ponendo il palmo della mano sinistra sul cuore”.
          in http://giacintobutindaro.org/2012/12/20/segnali-massonici-di-riconoscimento/ vi è la “10. Mano sul petto. E’ il segno di fedeltà. Non è quello che vedete fare a molti mentre viene suonato l’inno nazionale, ma quello che si vede fare da taluni in contesti in cui non c’è nessun inno nazionale in esecuzione. Il pollice rivolto verso l’alto sta a significare la sottomissione a poteri superiori”.
          Digitando in Google “Berlusconi mano sul cuore” vedrà le corrispondenti foto del cav, pollice rivolto verso l’alto incluso.

          • Paola B. ha detto:

            Ringrazio di cuore i gentilissimi Raffaele e Oreste per le spiegazioni
            chiarissime che mi hanno dato.

  9. maria * ha detto:

    Non mi piace la repubblica, preferisco la Monarchia, ma la Monarchia retta da re santi. Detto questo, io amo il mio paese e la gente che lo popola. Proprio per questo avrei voluto mettere alla finestra della mia casa la bandiera italiana, si la bandiera della nostra povera Italia ma listata a lutto .

  10. Giammaria Leone Ricciotti ha detto:

    Non est potestas nisi a Deo. Ma San Paolo è passato di moda . E con la sovranità popolare sono tacitamente abrogati anche i dieci comandamenti e la legge Naturale .Abbiamo chiusi i manicomi , stiamo per chiudere le caserme e per abolire le carceri. La libertà apre all’occidente l’orizzonte della felicità.
    Giammaria Ricciotti

  11. Stefano ha detto:

    Sottoscrivo in pieno l’articolo.
    Quando ero piccolo (sono del 61) ricordo che con mio padre attendevamo con gioia la parata del 2 giugno, non per festeggiare una repubblica nata con l’imbroglio, ma per veder sfilare i nostri militari con quel profondo rispetto per la divisa che mio padre mi ha inculcato giustamente sin da bambino (erano gli anni del catechismo parrocchiale fatto dai sessantottini e un giorno tornai a casa dicendo che avevano parlato male dell’esercito; mio padre corse subito a telefonare alla catechista che venne sollevata di peso con l’intimazione di non permettersi mai più di sbeffeggiare i nostri soldati. Tra l’altro mio padre andava fiero di suo fratello, ufficiale di alto grado a Napoli).Ricordo che vedevamo sfilare i vari reparti e spesso si stava davanti al televisore sull’attenti, specie quando passavano alcuni valorosi corpi o ci emozionavamo al grido “FOLGORE” dei parà.
    La parata di ieri mi ha dato solo tristezza.
    Meglio vedere quella di Putin……!

    • Raffaele ha detto:

      Faccio il mio abituale commento, caro Stefano: fino al ’70 l’Italia, per quanto ri-occupata e azzannata dalla Massoneria (nel 1943), ha retto. Non si parla mai della strepitosa, quasi incredibile ricostruzione materiale (1945-’50, diciamo), e dell’altrettanto incredibile iper-attività economica, senza inflazione (anni ’50).
      Nel 1960 eravamo uno dei primissimi Paesi al mondo, per produzione, innovazione ed esplosione del benessere diffuso.

      La pugnalata al cuore è stata la legge sul Divorzio del 1970. Credo proprio che la coincidenza con il centenario di Porta Pia sia stata intenzionale

  12. umbro80 ha detto:

    Eccellente articolo di Deotto. 2 semplici osservazioni: il referendum per la Repubblica è stato un evidente broglio mancando alcune città e regioni votanti, prigionieri di guerra, schede bianche o nulle non verificabili in quanto immediatamente bruciate. Per la mia regione (Umbria) concordo con Lamoriciere. In vantaggio fino ad un certo punto il candidato di Destra e poi repentino capovolgimento di fronte poco chiaro. I brogli sono sempre in agguato soprattutto dove c’è dietro un forte interesse a mantenere certi privilegi.

  13. Tonietta ha detto:

    Che articolo, caro Direttore! Si passa dal sorriso per la sottile ironia che scaturisce sempre dalla sua penna, allo sconcerto condividendo in pieno tutto quello su cui lei riflette in seguito. Ma come si fa a sopportare un Mattarella di quel genere?Mezza morta controfigura venuta male di Andreotti e una Boldrini messa lì forse per forza. E poi tutto il resto, con una sfilata dimezzata e un ipocrita ricordo dei marò lasciati a marcire in India. E’ stato tutto un triste teatrino, uno spettacolo indegno ed indecente, una manifestazione pietosa.

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