“Rapito” di Marco Bellocchio, da ebreo a cattolico. Una storia vera

“Rapito” , il nuovo film di Marco Bellocchio presentato al Festival di Cannes. Da ebreo a cattolico. Tratto da una storia vera.

Marco Bellocchio, Rapito
Marco Bellocchio (Foto da Instagram – riscossacristiana.it)

Rapito è il nuovo film del regista Marco Bellocchio presentato al Festival del Cinema di Cannes 2023. Narra di una storia vera, ossia del caso di Edgardo Mortara un bambino ebreo di sei anni rapito dalle autorità clericali e cresciuto all’interno dello Stato pontificio. Il tutto avvenne nel giugno 1858 a Bologna e seguì il trasferimento a Roma, dove venne dato in custodia a Papa Pio IX.

I genitori di Edgardo più e più volte chiesero di poter riavere con sé il proprio bambino, ma questo gli fu sempre negato. La celebre vicenda ebbe uno straordinario e crescente impatto sull’opinione pubblica che ritenne esistessero violando i diritti umani. Il ragazzo è nato e cresciuto in una famiglia ebraica di Bologna e venne battezzato senza il consenso dei genitori.

Marco Bellocchio, nuovo film sul caso Edgardo Mortara

Marco Bellocchio, Rapito
Rapito di Marco Bellocchio (Foto da Instagram – riscossacristiana.it)

Occorre fare un lunghissimo salto indietro nella storia, quando nel giugno 1858 la gendarmeria dello Stato Pontificio andò a prelevare Edgardo Mortara nella sua abitazione. La polizia aveva seguito gli ordini della Santa inquisizione: si riteneva, infatti, che il ragazzo fosse stato battezzato all’insaputa dei genitori perché aveva contratto una malattia nel suo primo anno di vita.

All’epoca dei fatti, le leggi dello Stato non consentivano che i cristiani lavorassero per gli ebrei il bambino fu portato a Roma all’interno della casa dei catecumeni dove si trovavano altri ebrei convertiti al cattolicesimo. I genitori di Edgardo non ebbero la possibilità di vedere il proprio figlio per molte settimane e quando accade furono costretti ad essere accompagnati dalla polizia.

Una storia vera

Marco Bellocchio, il nuovo film Rapito
Marco Bellocchio a Cannes (Foto da Instagram – riscossacristiana.it)

Come si è accennato in precedenza, il caso salì alla ribalta velocemente e non mancarono pungenti critiche anche dei cattolici stessi. In molti si schierarono nei confronti dello Stato pontificio e della sua correttezza: questo perché i genitori di Edgardo avevano violato la legge facendo lavorare all’interno della loro abitazione una donna cristiana.

Nel 1867 il ragazzo entrò nelle noviziato e tre anni più tardi i genitori, che non si erano resi, provarono in tutti modi a contattare il figlio e a riaverlo. Mortara si rifiutò e a soli 23 anni venne ordinato sacerdote con il nome di Pio. Nel film presentato concorso, Bellocchio riprende spesso il punto di vista dei genitori, appoggiati da un insofferente opinione pubblica dell’epoca.