Don Diana, la storia del sacerdote ucciso dalla criminalità organizzata

Don Diana, la storia del sacerdote ucciso dalla criminalità organizzata. Una vita dedicata alla sua parrocchia 

Don Diana ucciso dalla mafia
Don Diana (Foto da Instagram – riscossacristiana.it)

Don Giuseppe Diana è stato una figura fondamentale della chiesa italiana: famoso attivista, presbitero assassinato dalla camorra per il suo desiderio di combatterla. Un impegno è un dovere portato avanti per tutta la vita e che ha segnato profondamente la società campana. Nato nella difficile realtà di Casal di Principe, nel 1968 entra nel seminario.

Ad Aversa frequenta le scuole e consegue la laurea in Teologia Biblica e successivamente in Filosofia presso l’Università degli studi di Napoli. Fu solo nel 1982 che viene ordinato sacerdote. Qualche anno più tardi diventa parroco nella sua città – Casal di Principe –  e successivamente diviene vescovo di Aversa.

Il percorso ecclesiastico

Don Diana ucciso dalla mafia
Giuseppe Diana (Foto da Instagram – riscossacristiana.it)

La storia di Don Giuseppe Diana è molto simile al percorso di Don Pino Puglisi: entrambi hanno speso la loro vita per aiutare le persone in difficoltà e per dare tutto il loro sostegno a coloro i quali erano assoggettati dalla criminalità organizzata. In quegli anni la vita a Caserta non è semplice e no ti clan nei detengono il potere.

Il presbitero ha vissuto gli anni di fuoco di Casal di Principe, dominata in quel momento dagli affari illeciti dei boss della malavita organizzata. Ha voluto omaggiare il famoso attivista anche il presidente Mattarella, sottolineando il valore e il coraggio di quest’uomo. Lo ha definito come un eroe che ha pagato con la vita.

Il giorno dell’agguato

Don Diana, parroco ucciso dalla mafia
Peppe Diana (Foto da Instagram – riscossacristiana.it)

Il terribile agguato è avvenuto nel marzo del 1994, proprio in occasione del suo onomastico, mentre il presbitero era intento a officiare la messa. All’interno della sua chiesa, infatti, un camorrista entrò con una pistola e lo ha colpito per ben cinque volte in petto. Per Don Giuseppe non c’è niente da fare: il parroco perde la vita sul momento.

L’omicidio del prete ha fatto scalpore non solo in Italia, ma anche in Europa: per molto tempo si è parlato di quanto accaduto e a spendere parole di vicinanza e di cordoglio fu allora Papa Giovanni Paolo II che sottolineò il sacrificio compiuto dal parroco, il suo immenso valore e soprattutto la dedizione nel portare avanti il suo credo.