E forse sarebbe anche il caso di ricordarsi che l’Italia era tra le Nazioni sconfitte. Una guerra civile è motivo di celebrazioni? Oltre al disastro morale, sociale ed economico in cui siamo, come potrà mai rinascere un Paese che celebra ogni anno la festa dell’odio tra compatrioti?

di Paolo Deotto

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zzzzzzzzzzzzzcrccmtrVale la pena riferire delle solite stracche manifestazioni del 25 aprile? In fondo sarebbe facile, anche perché basta prendere un’annata a caso, fare un po’ di “copia e incolla” e poi ci sarebbe solo, al più, da aggiornare il nome del politicante di turno che ha pronunciato le “storiche” frasi.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: c’è qualcosa di surreale in un Paese che celebra una sconfitta. Già, perché il 25 aprile 1945 la guerra sul territorio italiano ufficialmente terminava, e l’Italia era tra i Paesi sconfitti, al quale gli Alleati avevano imposto una resa senza condizioni. La pubblicistica sulla realtà del periodo della guerra civile è ormai abbondante, e ne escono bene in pochi. Eppure, ogni anno, sempre più fiaccamente, deve ripetersi la strampalata celebrazione della sconfitta e della mattanza tra fratelli.

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Penso che questa immagine ci dica molto:

zzzvm

un vecchio, giunto al prestigioso ufficio di Capo dello Stato, che saluta due vecchi. Chissà cosa avrebbe fatto nella vita quel vecchio (e tanti altri come lui) se non ci fosse stato il ventennio fascista. Forse avrebbe dovuto lavorare per vivere, comunque non avrebbe avuto un Moloch contro cui “lottare”, e questo avrebbe un po’ complicato le cose.

Abbiamo un Paese allo sfascio (lasciamo perdere le commedie del Topolino, che forse starà a galla ancor meno di Letta… ), ma con un masochismo strepitoso continuiamo a festeggiare l’odio. Abbiamo insegnato a scuola ai nostri giovani a cancellare vent’anni di Storia, il che è semplicemente cretino, perché un popolo che vuole passare la spugna sul suo stesso passato è sempre più un popolo senza volto e senza anima. Abbiamo coniato il zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzlibro pizzonitermine “nazifascismo” che denota un’ignoranza storica enorme. E ogni anno ripetiamo la stracca liturgia. Oggi il vecchio del Quirinale ha proclamato che “i valori della resistenza sono incancellabili!”. Per favore, ci dica, sig. Napolitano: quali sono questi valori? Sono quelli da cui è nata via Rasella? Sono quelli da cui è nata la strage di Porzus o quella di Schio? Sono quelli che hanno cancellato con stile orwelliano la memoria di un galantuomo come Alfredo Pizzoni? Sono quelli ricordati da Roberto Beretta nel libro “Storia dei preti uccisi dai partigiani”?

Certo, non voglio cadere nella trappola opposta e dire che fu tutto giusto da parte fascista. Ma non possiamo, se abbiamo un minimo di decenza, non ricordarci che la guerra civile ci fu e che fu guerra tra italiani, condotta principalmente dalle bande comuniste contro gli antifascisti non comunisti. Non scordiamoci che per i comunisti la cacciata dei tedeschi era solo una fase della loro vera guerra, quella per imporre anche in Italia l’ideologia criminale comunista. Per raggiungere questo fine le bande comuniste non ebbero alcuna limitazione morale, né tantomeno patriottica (del resto, la loro patria non era l’Italia).

Ebbene, a quasi settant’anni di distanza, non sarebbe ora di piantarla? Cerchiamo di essere, almeno per un attimo, onesti, e di guardare la realtà: cosa ha costruito questa meravigliosa democrazia che ogni anno celebra i misteriosi “valori della resistenza”? Vogliamo renderci conto che l’Italia sta morendo? Come la ricostruiremo? A furia di cortei antifascisti?

Questo Paese tra poco imploderà, la schiavitù UE non ci lascia scampo. Siamo a due passi dal disastro finale. Se vogliamo avere almeno un barlume di speranza di rinascita dobbiamo recuperare anzitutto la Fede cattolica, senza la quale non si fa un passo avanti, e dobbiamo divenire, finalmente, un popolo che non si nutre di odio. Care cariatidi, la guerra è finita sessantanove anni fa, pensate piuttosto al bene della vostra anima.

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PS: una piccola curiosità finale, che potremmo intitolare: “Cade il fascismo. Nasce la libertà! Evviva!”:

In periodo fascista fu reintrodotta la pena di morte, prevista per alcuni reati, tra cui l’attentato alle persone del Re o del Capo del Governo. Per applicare queste leggi eccezionali fu costituito un organo “ad hoc”, il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, che non era costituito da magistrati, bensì da ufficiali dell’Esercito e della Milizia. Tale tribunale pronunciò, nei suoi diciassette anni di attività, 42 condanne a morte, di cui 31 vennero eseguite. Dopo la caduta del fascismo (25 luglio 1943) la pena di morte fu abolita, e poi reintrodotta con il DL 10.5.45 num. 234, che istituiva anche le Corti d’Assise straordinarie. La pena di morte era prevista per i più gravi reati, allo scopo di arginare la criminalità del dopoguerra, nonché per il reato di collaborazionismo. In ventidue mesi di intensa attività (fino al 5 marzo 1947) questo Corti straordinarie mandarono al muro 88 persone, quasi tutte per il reato di collaborazionismo. Insomma, furono molto più efficienti del Tribunale fascista…

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21 Responses to 25 aprile. La guerra è finita sessantanove anni fa. Forse sarebbe ora di rendersene conto – di Paolo Deotto

  1. Ludovico Santoro ha detto:

    Caro Deotto,
    ma, secondo lei, con le opportune modifiche e correzioni quanto da lei così saggiamente scritto circa “La guerra è finita sessantanove anni fa”
    non potrebbe adattarsi a quanto accaduto nell’Italia Meridionale dal 1861 al 1870/71?
    Perché la “resistenza” dei partigiani è eroismo allo stato puro e la resistenza dei coloni meridionali al nemico piemontese invasore, saccheggiatore, violentatore è stato trasformato in “brigantaggio”? Se l’immagina lei una Nazione con oltre nove milioni di abitanti improvvisamente trasformata in una nazione di briganti! Eppure sono 153 anni che va avanti così, sono 150 e passa anni che si commemorano tutte le stragi possibili ma si ignorano quelle ad opera dei bersaglieri di Casalduni e Pontelandolfo per non parlare di quella precedente di Bronte e delle decine e decine di altre che sono seguite!
    Caro Deotto lei auspica che a 69 anni di distanza sarebbe ora di piantarla e siamo d’accordo, ma non crede che dopo 153 e passa anni sarebbe il caso di parlarne?

  2. Tonietta ha detto:

    Caro Direttore, ha ragione in tutto. E soprattutto mi piace quell’invito alle “cariatidi” a provvedere al bene delle loro anime!

    • Marina ha detto:

      Condivido in pieno e postillo come segue: purtroppo la guerra non è finita. La sinistra vincente sul piano culturale sta finendo di distruggere quello che era rimasto dell’Italia migliore.Per questo è importare far sentire, finché è possibile, voci fuori del coro. Grazie a Riscossa Cristiana!

  3. piero vassallo ha detto:

    una nobile lezione di storia! rallegramenti al diorettore!

  4. sergio ha detto:

    bravo signor Deotto, per una volta sono d’accordo con lei!

  5. sergio ha detto:

    Ludovico Santoro dice delle verità ma è una verità anche che l’Italia è stata fatta e che il vero problema rimane sempre di fare gli italiani!

  6. roberto ha detto:

    E come dovrebbero essere fatti questi italiani? I tedeschi prima ci hanno fatto pagare la riunificazione, poi con l’euro ci fanno pagare anche la loro crescita economica a discapito nostro. I francesi giocano alla grande potenza ma hanno le loro belle magagne. Gli inglesi si sono tenuti la sterlina, i pollici, le libbre, la guida sulla sinistra e la monarchia ed hanno una percentuale debito/pil che fa paura.
    Gli italiani pagano un’enormità in tasse, tanto che se non consideriamo gli interessi sul debito pubblico, le entrate sono maggiori delle uscite, insomma siamo l’unico paese in europa ad avere un avanzo primario. Eppure facciamo parte dei PIGS.
    Napoleone ci derubò. I Piemontesi misero a ferro e fuoco il meridione derubandolo altrimenti sarebbero falliti.
    Nelle barzellette che cominciavano “Ci sono tre persone: un tedesco, un inglese e un italiano…” non erano gli italiani che risultavano più scaltri?
    .
    Ps: Se Mussolini avesse seguito i consigli della mistica Elena Aiello ci saremmo risparmiati i 69 festeggiamenti del 25 aprile.
    «Cosenza, 23 Aprile 1940. Al Capo del Governo Benito Mussolini Duce,

    vengo a Voi in nome di Dio per dirvi ciò che il Signore mi ha rivelato e che vuole da voi. Io non volevo scrivere, ma ieri, 22, il Signore mi è apparso di nuovo imponendomi di farvi sapere quanto segue:

    “Il mondo è in rovina per i molti peccati e particolarmente per i peccati d’impurità che sono arrivati al colmo dinanzi alla Giustizia del mio Padre Celeste. Perciò tu dovrai soffrire ed essere vittima espiatrice per il mondo e particolarmente per l’Italia, dove è la sede del mio Vicario. Il mio Regno è regno di pace, il mondo invece è tutto in guerra.

    I Governatori dei popoli sono agitati per acquistare nuovi territori. Poveri ciechi!… Non sanno che dove non c’è Dio non vi può essere alcuna vera conquista! Nel loro cuore non vi è che malvagità e non fanno che oltraggiarmi, deridermi, disprezzarmi! Sono demoni di discordia, sovvertitori dei popoli e cercano di travolgere nel terribile flagello anche l’Italia, dove sta Dio in mezzo a tante anime e la sede del mio Vicario, Pastor Angelicus.

    La Francia, tanto cara al mio cuore, per i suoi molti peccati, presto cadrà in rovina e sarà travolta e devastata come Gerusalemme ingrata.

    All’Italia, perché sede del mio Vicario, ho mandato Benito Mussolini, per salvarla dall’abisso verso il quale si era avviata, altrimenti sarebbe arrivata in condizioni peggiori della Russia. In tanti pericoli l’ho sempre salvato; adesso deve mantenere l’Italia fuori della guerra, perché l’Italia è civile ed è la sede del mio Vicario in terra.

    Se farà questo avrà favori straordinari e farò inchinare ogni altra Nazione al suo cospetto. Egli invece ha deciso di dichiarare la guerra, ma sappia che se non la impedirà, sarà punito dalla mia Giustizia!”.

    Tutto questo mi ha detto il Signore. Non crediate, o Duce, che io mi occupi di politica. Io sono una povera Suora dedicata all’educazione di Piccole abbandonate e prego tanto per la vostra salvezza e per la salvezza della nostra Patria.

    Con sincera stima dev.ma Suor Elena Aiello». [a]

    • VALERIA ha detto:

      PUNTUALMENTE VERIFICATO!

    • Paolo ha detto:

      Purtroppo, proprio il Duce è uno di quei personaggi assai impelagati nella spirale dei peccati di impurità di cui parlava la”monaca santa”. Forse il voler sottolineare la particolare gravità di questo tipo di colpe, da parte di Gesù, può essere stato un avvertimento a Mussolini affinché egli cambiasse decisamente indirizzo, facendo ordine nella sua sfrenata vita sessuale. Cosa che il focoso romagnolo è riuscito a fare solo in parte, pochi anni prima della fine, anche per motivi di età. Comunque, appare singolare il fatto che Dio abbia voluto affidare la salvezza di una nazione a colui che si macchiava continuamente di quelle colpe ritenute tra le più gravi e giudicate come la causa principale dell’ira divina.

  7. Federico Fontanini ha detto:

    Ancora grazie e complimenti,
    di certi articoli andrebbero stampati manifesti da attaccare per tutta Italia!

  8. Valerio Caruso ha detto:

    Grazie per l’articolo!
    P.S.Nove milioni di briganti?Decisamente troppi, dato che la Sicilia e i Siciliani furono ben felici di scrollarsi di dosso un regno giacobino che aveva abolito il suo secolare e tradizionale Parlamento.

  9. cattolico ha detto:

    Caro Ludovico, io da qualche tempo sto rivisitando la storia del risorgimento (minuscola voluta), grazie ai libri di Angela Pellicciari, Massimo Viglione e pochi altri: ebbene, appare del tutto evidente che si trattò di una rivoluzione elitaria, massonica ed anticattolica (abilmente manovrata anche dagli inglesi), dove pochi intriganti e violenti vollero sovvertire gli stati preunitari e sottometterli alla dittatura liberal-massonica ed anticristiana. “L’Italia è fatta, ora facciamo gli italiani” era solo per dire che bisognava piegare la volontà delle popolazioni degli stati preunitari (invasi, si badi bene, non liberati), far scomparire la fede cattolica dall’Italia, depredare tutti i beni della Chiesa (che poi erano delle genti che li aveva donati alla Chiesa) per far arricchire i massoni. Eh si, caro Ludovico, la vera storia dell’Italia moderna non la si impara certo alla scuola dell’obbligo, ma con una ricerca personale, appassionata e sincera.

  10. ernie ha detto:

    Da un senso di grande angoscia visitare in Sicilia i siti dei conventi distrutti dopo la ”Conquista” piemontese. Da quei monasteri si riversava sui poveri un fiotto di carità inimmaginabile….quei poveri che sarebbero diventati carne da cannone o da emigrazione.

  11. Cesaremaria Glori ha detto:

    Mi rifaccio alla lettera di suor Elena Aiello. Ella scriveva a Mussolini che Dio lamentava il colmo di peccati che aveva invaso il mondo e rimarcava sul peccato di impurità. Quel colmo di peccati l’umanità lo pagò con una guerra disastrosa. Quando quella guerra ebbe termine per collasso dei vinti il mondo pervenne in breve a programmare una ideologia che sarebbe divenuta in poche decine d’anni la peste peggiore da quando cè memoria storica. Quella ideologia nacque a Roma grazie a quel Club di Roma (Aurelio Peccei e soci) che programmò il malthusianesimo , una ideologia che è la prefetta antitesi del Cristianesimo. Da quelle idee sono prolificate come discendenza diretta altre ancora più perniciose ideologie, tutte esaltanti la Natura meno l’Uomo. L’uomo è visto come un disturbo della Creazione per cui va eliminato con misure settiche che privilegino una élite scelta per cooptazione dalla setta massonica. Eccoci così giunti allo stato attuale ove il peccato di impurità più detestabile viene imposto come scelta intelligente ed esaltato in ogni branca della imperante burocrazia, massimamente in quella giudiziaria. Se settantacinque anni fa Dio diceva a Suor Elena quelle frasi che cosa direbbe oggi? E quale futuro ci attende se la perdizione è arrivata così lontano? Caro direttore, l’Italia col Risorgimento ha voluto inseguire le altre nazioni europee sulla strada della scristianizzazione – perché questa era l’idea fondante da Romagnosi a Gioia (quest’ultimo era anche prete, ma di quella specie che sarebbe poi divenuta folla nei tempi attuali), da De Sanctis a Cavour e compagnia bella – ed eccola arrivata al capolinea. Voleva liberarsi e tornar sovrana scimmiottando le altre patrie d’Europa. Ci è riuscita ma per diventar ancora più serva di prima, sempre che nel disastro generale mal comune mezzo gaudio.

  12. Ludovico Santoro ha detto:

    Ben vengano articoli come quelli di Paolo Deotto che smuovono le coscienze ed inducono a riflettere sul nostro passato.
    Un quasi ottantenne, quale sono, cultore appassionato della Storia della sua Antica Patria Napoletana ringrazia: Ernie, Cattolico, Sergio (anche se il problema non stava nel fare l’Italia, ma nel come si faceva … … … !). A Valerio Caruso mi sento di consigliargli di andarsi a leggere un po’ di libri seri sulla nostra storia passata del Meridione d’Italia.
    Definire “giacobino” il Regno delle Due Sicilie significa solo che chi l’ha scritto non è uno storico serio!

    • Marina Alberghini ha detto:

      Ludovico Santoro, lei ha messo il dito nella piaga!Come d’altronde il grande Paolo Deotto, che ha capito benissimo che ormai da decenni si tenta di cancellare l’Italia da tutto ciò che la rende una Nazione civile.In tutti i modi a oprera della massoneria internazionale..E questo inizia dal 1860.Ciliegina sulla torta, oggi vengo a sapere che per il Patto di Dublino tutti gli africani che arrivano qui ce li dobbiamo tenere.Tutto fa brodo, come suol dirsi, per questa operazione DISTRUTTIVA DELLA NOSTRA IDENTITà.Signor Santoro, se già non lo ha fatto le consiglio di leggere i libri di Luciano Salera, verrà a sapere molte scomode e agghiaccianti verità su quella che fu , sic et simpliciter, una guerra di conquista del Nord sul Sud d’Italia…che non era certamente giacobino!.
      Marina Alberghini.

  13. Giammaria Leone Ricciotti ha detto:

    Se il numero di italiani uccisi dopo il 25 aprile 1944 si potesse limitare agli ottantotto condannati dai Tribunali popolari, si potrebbe dire che l’antifascismo venne gestito da educande o dame di San Vincenzo. Ma qualunque storico, anche orientato da sentimenti opposti a quelli di Giorgiò Pisanò, qualunque scrittore onesto come Giampaolo Pansa non è in grado di spiegare la ferocia con cui sono stati massacrati , nel giro di pochi mesi almeno trenta o quarantamila italiani, civili prelevati in casa, soldati che si erano arresi,spietatamente e spesso con efferatezze che bastano a macchiare di vergogna eterna la coscienza collettiva. Basta ricordare il caso di Alfa Giubelli Ricciotti.D’esser fieri di tanto passato possono soltanto persone miserabili.

    • Riscossa Cristiana ha detto:

      Caro sig. Ricciotti,
      le 88 esecuzioni furono solo quelle ordinate dalle Corti d’Assise straordinarie. Il poscritto voleva proprio indicare un’interessante differenza tra giudici del bieco ventennio (31 esecuzioni in 17 anni) e giudici del rinnovato clima di gioiosa libertà (88 esecuzioni in meno di due anni!). Nel mio articolo non ho nemmeno fatto cenno ai famigerati “Tribunali popolari” e alle moltissime uccisioni senza nemmeno la finzione di un processo. Gli storici non sono mai riusciti a fare un conto preciso. Se ben ricordo (ma vado a memoria) Ricciotti Lazzero considerava abbastanza attendibile la stima fatta dagli inglesi, che valutarono in circa 15.000 le vittime del periodo immediatamente seguente al 25 aprile.

      cordialmente

      Paolo Deotto

      • Paolo Pasqualucci ha detto:

        Mi permetto di aggiungere una precisazione a quanto ben illustrato e poi spiegato da Paolo Deotto nel suo articolo. I 31 fucilati dal Tribunale Speciale Fascista non lo furono per reati politici, cioe’ in quanto nemici del regime. Si trattava di spie e sabotatori, al soldo di servizi stranieri, insomma di italiani traditori. Furono condannati a morte, secondo le leggi dell’epoca, dopo regolare processo, sulla base di prove ben documentate. Il Tribunale speciale era un tribunale regolare, che operava nell’ambito delle leggi e delle procedure di uno Stato che, nonostante la dittatura, era uno Stato di diritto. Niente a che vedere con il sistema nazista basato in gran parte sulle “ordinanze” del Fuehrer o che poteva esser impunemente scavalcato da esse o la barbarie bolscevica delle esecuzioni sommarie per via amministrativa e segreta. Le spie e i traditori erano al tempo condannati a morte anche nelle democrazie. Le 31 sentenze di morte del Tribunale Speciale non si possono pertanto mettere sullo stesso piano di quelle emanate dalle Assise straordinarie dell’immediato dopoguerra, che (non vorrei sbagliarmi) danno l’impressione di aver praticato una giustizia sommaria, dato il clima di terrore imperante. Mi sembra, inoltre, che il Tribunale Speciale si occupasse anche dei casi di corruzione nell’ambito del PNF. E che, oltre a condannare al carcere o al confino un certo numero di oppositori, abbia provveduto anche ad un certo numero di assoluzioni.

  14. Giammaria Leone Ricciotti ha detto:

    Giro l’esortazione alla moderazione alle famiglie delle persone massacrate. Sappiamo che star dalla parte della verità giova alla coscienza , ma non alla carriera.Ma se avessero pensato alla carriera anzichè alla coscienza, Fecia di Cossato, Giovanni Gentile e Salvo D’Acquisto avrebbero potuto diventare benestanti pensionati come certi parlamentari. Non è ora di piantarla?

  15. antonio coradello ha detto:

    Dopo l’uscita dei libri di Pansa, che ha preso a piene mani dai libri di Giorgio Pisanò, telefonai all’ottimo storico Marco Pirina, che pubblicò diecine di studi sulle stragi compiute dai partigiani comunisti, e gli chiesi quante furono le persone assassinate in Italia DOPO il 25 aprile del 1945. Egli mi rispose: “di circa 20.000 si conoscono nomi, cognomi e circostanze dell’omicidio, di altri 20.000 furono ritrovati i cadaveri ma non si conoscono i nomi, ma l’Archivio storico dell’Arma dei Carabinieri ha registrato la cifra di 50.500 persone e probabilmente questo è il dato più probabile”.
    Se qualcuno dei lettori avesse il tempo di verificare quest’ultima cifra presso il predetto Archivio, credo si tratterebbe di un dato molto importante e storicamente inconfutabile.

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