Sabato 9 giugno prossimo sfilerà per le piazze e per le strade di Roma il gay pride capitolino. Fra l’assenso esplicito delle forze politiche e il silenzio-assenso della “chiesa in uscita”, un gruppo di fedeli laici ha deciso di rispondere alzando la testa. Si è costituito infatti, proprio a Roma, il Comitato San Flippo Neri, composto perlopiù da giovani e coraggiosi cattolici che, indignati per lo scandalo, hanno deciso di indire, con l’aiuto di alcuni altrettanto coraggiosi sacerdoti, un atto liturgico di pubblica riparazione in Piazza del Popolo (ore 11), nella stessa giornata in cui i colori arcobaleno imbratteranno la culla del Cristianesimo.

Abbiamo raggiunto Gabriele Colosimo, uno dei portavoce del Comitato, per chiedergli alcune informazioni a proposito di questa importante iniziativa, a prendere parte alla quale invitiamo tutte le persone di buona volontà.

Gabriele quali sono i motivi che vi hanno spinto ad indire un atto di riparazione in occasione del RomaPride?

I motivi sono molteplici e il primo è di ordine sovrannaturale: è necessario chiedere perdono a Dio per quanto accadrà nel pomeriggio. Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che questi “pride” sono delle bestemmie ambulanti, sia perché esprimono una visione completamente erronea di sé stessi, del proprio corpo e della società, sia perché non è raro comprendano rappresentazioni blasfeme.

La ragione per cui quest’anno si è deciso di pregare a Roma credo sia evidente: i “pride” sono eventi nefasti ovunque, ma sono, se possibile, ancor più gravi se sfregiano la Città Eterna.

Un’altra motivazione, non meno importante, è che le pubbliche riparazioni sono state sempre molto incoraggiate dalla Chiesa (rif.: Miserentissimus Redemptor e Caritate Christi Compulsi di S.S. Pio XI).

Avete avuto difficoltà ad organizzare l’evento?

Dal punto di vista organizzativo è stato fatto tutto molto in fretta e da poche persone, anche se a dir la verità l’aspetto più complesso consiste nel dover “convincere” altri cattolici a partecipare.

Ci si aspetterebbe entusiasmo verso un’iniziativa di preghiera che vuole contrastare il male con il bene, invece abbiamo riscontrato diverse difficoltà a diffonderla.

Non sono comunque mancate le adesioni e, a Dio piacendo, sabato a Piazza del Popolo saremo parecchi.

La riparazione è qualcosa di “fuori moda”, ve ne rendete conto vero?

Certamente. E il fatto che sia fuori moda, oltre a non spaventarci, ci fa capire che stiamo percorrendo la strada giusta: ogni buon cattolico combatte una battaglia quotidiana contro la società, “viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo” Gv 17,14. Se la vita del cattolico non è militanza, che vita è?

Qualche forza politica vi ha sostenuti?

Non abbiamo ricevuto il sostegno di forze politiche, che del resto non sarebbe stato idoneo ad una preghiera in riparazione. Del resto, bisogna anche dire che la politica in senso lato non ha più nulla o quasi di cattolico.

E la Chiesa?

Abbiamo scritto un’accorata lettera a mons. De Donatis, al tempo vicario di Roma, da pochissimo cardinale, ma non abbiamo ricevuto risposta. Considerando quanto accaduto a Reggio Emilia, con mons. Camisasca a presiedere una veglia LGBT, non ci saremmo aspettati granché. Spiace però non ricevere risposte, dal momento che la lettera è stata inviata a nome del Comitato, ma sono certo che vi erano espresse le perplessità di molti. Una risposta avrebbe quantomeno dissipato l’ambiguità in cui, in un modo o nell’altro, fluttua l’attuale gerarchia ecclesiastica.

C’è chi pensa e dice che la macchina mediatica goda di queste cose perché, essendo sempre meno i cattolici che scendono a militare nelle piazze contro le manifestazioni omosessualiste ormai accettate da (quasi) tutti, ci si presta a essere derisi…

Non sono d’accordo. Durante le ultime processioni e riparazioni a cui ho partecipato più che derisione ho notato curiosità e devozione. Devozione da parte di chi si affacciava dai balconi e guardava dei cattolici in preghiera. Curiosità specialmente da parte di giornalisti e non credenti.

Ovviamente non si può escludere che qualcuno ci derida, più o meno privatamente. Fa sorridere il fatto che queste stesse persone non si sognerebbero mai di dire, e persino di pensare, qualcosa di politicamente scorretto su musulmani o ebrei.

Manca poco al 9 giugno. Un’ultima chiamata alle armi vuole farla?

Sabato si combatte la vera guerra dei nostri giorni, che sta andando avanti implacabile in tutti i paesi occidentali. È invisibile e non uccide il corpo. È una guerra morale. Per questo bisogna affidarsi alla protezione di Dio e riparare l’enorme scandalo del Roma Pride. Quale migliore occasione?

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12 Responses to Anche a Roma sfila il gay pride e c’è qualcuno che ripara. Ma non sono certo le autorità ecclesiastiche – di Cristiano Lugli

  1. alberto ha detto:

    Ottima iniziativa , avanti così.

  2. paola ha detto:

    Bene, bravi !!!!
    Sabato 9 giugno : Festa del Cuore Immacolato di Maria. Questa coincidenza ci dice che il Signore è con noi. Saremo uniti nella preghiera di riparazione.

  3. Franz Peter ha detto:

    “Ovviamente non si può escludere che qualcuno ci derida, più o meno privatamente. Fa sorridere il fatto che queste stesse persone non si sognerebbero mai di dire, e persino di pensare, qualcosa di politicamente scorretto su musulmani o ebrei.” Gentil messer Gabriele, io non la derido, ma la compiango nel constatare quanto odio c’è in lei, verso gli ebrei e i mussulmani. Cristo non aveva la camicia nera, né salutava con il braccio alzato e la mano tesa.

    • Luisa S. ha detto:

      Guardi che non è odio, è solo una constatazione, dei cattolici si può dire di tutto e di più, ma guai anche solo ad avere delle riserve sulla bontà, sul pacifismo, sull’onestà delle intenzioni di qualsiasi altra categoria che rientri nel poiticamente corretto. Inoltre i cristiani sono giudicati in blocco, (meglio se cattolici) mentre per altre categorie , in caso di conclamato ed evidente comportamento scorretto, ci si premura di sottolineare che il giudizio critico è sui comportamenti della singola persona

    • Diego ha detto:

      Se è per questo Gesù neppure sventolava la bandiera rossa e non salutava con il pugno chiuso; inoltre ha detto che chi non crederà in Lui sarà CONDANNATO (e quindi anche ebrei e musulmani) ed è penoso vedere l’odio che LEI ha nei confronti dei fascisti.

      • Franz Peter ha detto:

        Vede signor Diego io non odio i fascisti, che in fin dei conti sono dei poveri uomini/donne che parlano di cose che non hanno mai visto o vissuto. Io odio, non ho paura di usare la parola odio il fascismo, il comunismo e tutte le dittature di qualsiasi colore siano: rosse, verdi, nere, arancioni…e peggio ancora quelle mascherate da democrazia.
        Lei dice che ebrei e mussulmani saranno condannati e finiranno nel fuoco eterno, guardi che Dio giudica tutti gli uomini in base all’AMORE (avevo fame… avevo sete, ero nudo…) e non per quello che credono o hanno creduto.

    • luciana ha detto:

      osservazione completamente fuori luogo, non puo’ sfuggire che la satira corrente non colpisce mai maometto o gli ebrei

  4. Catholicus ha detto:

    Prendiamo nota sul calendario : sabato 9 giugno un bel Rosario in riparazione della blasfema provocazione di questi nemici di Cristo; ma preghiamo anche per loro, perché hanno già un piede in un girone dell’inferno e potrebbero caderci dentro da un momento all’altro (infatti, chi può dire di sapere quanto lunga sarà la sua vita?). L’impenitenza finale conduce all’inferno, checché ne dicano Bergoglio e i suoi, che vogliono illuderci che, alla fine, saremo tutti salvati, virtuosi e peccatori impenitenti. Per questo non parlano più dei Novissimi, dell’inferno, deldfiavolo tentatore, della necessità del pentimento, ravvedimento operoso e cambiamento di vita; parliamone noi, allora, noi che saremmo i rigidi, duri di cuore, non inclusivi, e via dicendo, una scemenza dopo l’altra. I veri fanatici, cocciuti, ottusi integralisti, invece, mi sa che siano proprio loro, i cirstiani adulti, da Roncalli in qua, con la solfa dei “profeti di sventura”!

  5. Marisa ha detto:

    Di fronte agli accurati silenzi di cardinali di questo tipo su fatti sociali di questo tipo (parate blasfeme contro natura):
    si è troppo cattivi a pensare che nella neochiesa ci sia una folla che – potendo – farebbe carte false pur di partecipare in prima persona (debitamente conciato, s’intende) a un gay pride?
    Cerco inoltre di autocensurarmi il pensiero che in quei caravanserragli siano davvero presenti anche dei consacrati (vista la bufera che tira…)

  6. Ivan ha detto:

    Invoco la protezione di questo Santo Presbitero, che illumini tutte le parti in causa in questa triste vicenda. Coloro che illudendosi di respirare libertà nella loro prigione sensuale sfileranno e coloro che illudendosi di dare misericorde respiro di libertà sono prigionieri della ugualmente sensuale, nuova pastorale.

  7. francesca ha detto:

    Il Signore attende la nostra personale risposta, per questo ci mette alla prova, ci saggia come “come oro nel crogiolo” e gradisce le anime dei Giusti “come un olocausto” (dal Libro della Sapienza). Egli ci giudicherà secondo Giustizia e Carità. Il sacrificio rientra nel piano della Salvezza; la Preghiera è la guida costante della vita attraverso la quale la Chiesa Cattolica implora la conversione di ogni singolo uomo. Gesù Cristo ha pregato non solo per coloro che erano già all’opera nella Sua vigna ma anche – e credo soprattutto – “per le altre pecore” non ancora “parte di quest’ovile”. Egli ha rivelato : “anche queste Io devo condurre”. Nessuno è escluso da tale comunione, dal vincolo di unità perfetta con il Padre, se non a causa di una scelta, di un rifiuto volontario della Grazia Divina.

  8. alberto ha detto:

    Sono con Voi.
    Sempre

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