Non si tratta solo di interpretazioni del diritto. Qui è in ballo la dignità stessa della persona, sempre più cancellata da un potere capriccioso e massificante, che vuole solo sudditi e non cittadini. Non è vero che l’Italia rischia di diventare come il Far West: è già molto peggio.

di Paolo Deotto

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Il recente caso di Marco Cattaneo, il ristoratore lodigiano che ha ucciso con una fucilata uno dei ladri che si erano introdotti nel suo esercizio, ha riportato alla ribalta il dibattito sulla legittima difesa. Cattaneo è ora indagato, nientemeno, per omicidio volontario, un reato che, se caricato di eventuali aggravanti, può comportare la condanna all’ergastolo.

Limitandoci all’essenziale, possiamo definire la legittima difesa (non solo nel diritto italiano, ma in genere nel mondo civile) come una delle cause di non punibilità che si applicano quando l’evento, in sé antigiuridico (uccisione, lesione, ecc.), è posto in essere a fronte di un pericolo reale e immediato. Naturalmente la reazione al pericolo deve essere proporzionata alla minaccia e il pericolo deve essere reale, salvo il caso di legittima difesa putativa.

Non vogliamo qui fare un’analisi delle diverse posizioni, peraltro ideologiche prima che basate sui fatti, che si sono espresse dopo il fatto di Casaletto Lodigiano. Né vogliamo soffermarci sull’abitudine, ormai incancrenita, degli onnipotenti “PM” di rilasciare giudizi alla stampa, forse dimentichi del fatto che non sono giudici, ma inquirenti.

Di certo possiamo notare che è ormai con monotona ripetitività che si ripetono questi casi. Chi si difende viene invariabilmente “inquisito”, sotto la comoda motivazione dell’obbligatorietà dell’azione penale. Lo stesso vale, lo abbiamo visto più volte, per gli agenti delle Forze dell’ordine, che ormai sanno che le armi di ordinanza sono poco più che un ornamento della loro uniforme.

Il massimo del tragicomico si raggiunge poi quando i parenti delle “vittime”, ossia dei malviventi che sono stati uccisi o feriti per la reazione degli aggrediti, chiedono il risarcimento, o “morale” (vogliamo giustizia!) o anche materiale.

Potremmo liquidare la faccenda notando che tutta questa follia rientra a pieno titolo nel cretino buonismo imperante. Peraltro è interessante notare che in alcuni casi, se l’ucciso fa parte di una delle categorie contro le quali il pensiero unico ha decretato che è lecita l’azione violenta, nessuno zelante “PM” inquisisce nessuno. È il caso di Anis Amri, ucciso dalla Polizia a Sesto San Giovanni lo scorso 23 dicembre. Per loro fortuna, i poliziotti avevano sparato a un terrorista e non a un delinquente “generico” e quindi non sono finiti sotto inchiesta. Anzi, sono stati definiti “eroi”. Bizzarrie della vita; ma il discorso sul terrorismo ci porterebbe lontano da quanto vogliamo trattare ora.

Dicevamo appunto che il cretino buonismo imperante fa senza dubbio la sua parte, ma questa spiegazione resta troppo superficiale, se consideriamo la ricorrenza con cui chi esercita il diritto di legittima difesa si trova poi sul banco degli imputati.

Piuttosto vorremmo fare un’altra considerazione: chi si difende, non difende solo la sua vita, quella dei suoi cari, o i suoi beni. Difende anche la sua dignità di uomo, che, come tale, non può accettare il sopruso di chi minaccia, usa violenza, non conosce ostacoli morali. L’uomo che si difende dal sopruso, da qualsiasi parte questo provenga, è un uomo che in quel momento si trova nel giusto. Poi, è ovvio, si dovrà esaminare, caso per caso, se vi è stato un eccesso colposo, se la reazione è stata sproporzionata.

Ma quando regolarmente chi si è difeso si trova inquisito, colpevole “a prescindere”, c’è qualcosa che non quadra più. Ed è lecito vedere questo accanimento ben inquadrato in un pensiero unico, neanche più tanto strisciante, anzi, sempre più palese, che vuole che il “cittadino”, l’uomo libero, divenga sempre più un “suddito”, un sottomesso, che si renda conto che non ha più diritti, neanche l’elementare diritto a difendersi. È una sorta di malvagia pedagogia che vuole svirilizzare sempre più l’uomo.

Non è strano che nell’epoca dei “diritti per tutti” si lavori per far capire a tutti che in verità non hanno i diritti più elementari. Perché i “diritti” devono essere solo quelli decretati dal potere.

È un “diritto” esibire le schifezze più ripugnanti nei “gay pride”, è un “diritto” ammazzare i bambini nel seno materno, è un “diritto” sposarsi tra invertiti, è un “diritto” drogarsi, è un “diritto” suicidarsi. Eccetera.

E, guarda caso, tutti questi nuovi diritti, per difendere i quali si fanno manifestazioni di piazza, pensose dichiarazioni alla televisione, sproloqui vari, hanno come sbocco solo la distruzione dell’individuo e della sua dignità. Sono necessari per creare il gregge rimbecillito e obbediente, sogno dei demoni che comandano.

A questo punto appare più chiaro l’accanimento giudiziario e politico contro la legittima difesa. L’uomo che sa ancora difendersi, che ha a cuore la sua dignità, è un pericolo per il progetto della società morta. È un uomo, e non a caso la distinzione tra i sessi è ormai vaga e ondeggiante.

L’uomo, per la futura società di efebi ebeti, è un esempio che può diventare contagioso, un elemento perturbatore e pericoloso: di certo più pericoloso del delinquente che cerca di ucciderlo o rapinarlo e che, ogni tanto, riceve la sua giusta paga.

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Un’ultima noterella, quasi un poscritto: non è corretto dire che l’Italia “non deve diventare come il Far West”. Non è corretto, perché l’Italia è già molto peggio. Il cittadino è minacciato, non è difeso dallo Stato e se si difende finisce sotto processo. Invece nella cosiddetta “epopea” del West è verissimo che la violenza faceva legge. Ma era una violenza diretta, che non aveva nulla di bello , ma almeno era uno scontro tra uomini, in cui vinceva non chi aveva la legge (che spesso non esisteva) dalla sua, ma chi sapeva sparare meglio. Era violenza, ma tra uomini, appunto. E si torna al discorso di cui sopra…

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20 Responses to Considerazioni sulla legittima difesa – di Paolo Deotto

  1. Raffaele ha detto:

    Si torna, caro Direttore, al famigerato irenismo illuministico. Il Male non esiste, il Peccato non esiste, il Demonio non esiste, gli uomini gravemente traviati non esistono. Tutto DEVE derivare da un “contratto” stipulato fra individui ciascuno dei quali è Dio a se stesso, cioè si pone al centro dell’Universo.
    Io mi faccio i fatti miei con i miei -poniamo- 100.000 euro. Tu sei “attratto” dai 100.000. Benissimo: ci sediamo a un tavolo e troveremo un “ragionevole punto di equilibrio”. Vanno bene 30.000 per tranquillizzarti?

    Sembra una burla, ma è la filosofia dei “Philosophes”.

    E Gesù Cristo? Ha fatto il suo tempo. “Unicuique suum” è il motto classico dell’ “Osservatore Romano”. “Tutto a me” è il motto del Cattolico Adulto

    • Mario ha detto:

      Non mi pare esatto il riferimento all’ “irenismo illuministico”. Credo che dobbiamo attenerci, sul piano etico, a S. Tommaso d’Aquino: “Perciò dall’azione della difesa personale possono seguire due effetti, il primo dei quali è la conservazione della propria vita, mentre l’altro è l’uccisione dell’attentatore. Ora, questa azione non può essere considerata illecita per il fatto che con essa si intende conservare la propria vita: poiché è naturale ad ogni essere conservare per quanto è possibile la propria esistenza. Tuttavia un atto che parte da una buona intenzione può diventare illecito se è sproporzionato al fine. Quindi se uno nel difendere la propria vita usa maggiore violenza del necessario, il suo atto è illecito. Se invece reagisce con moderazione, allora la difesa è lecita: infatti il diritto stabilisce che «è lecito respingere la violenza con la violenza nei limiti di una difesa incolpevole»”.

      • Raffaele ha detto:

        Ho forse detto che se uno mi minaccia mi è lecito farlo a pezzi in modo atroce?
        Ho detto che il pensiero illuministico che ci ammorba sostiene che il Peccato non esiste. Se non esiste Legge Naturale, se non esiste Peccato, se Dio non si interessa degli uomini, allora resta “il mio parere e il tuo”. Il mio è che vorrei campare normalmente, con i miei beni; il tuo è che i miei beni sono “da distribuire”, e che io sono un intralcio a tale “nobile” progetto.
        Oggi c’è l’assedio ai fedeli alle porte delle chiese, e a volte all’interno di esse, da parte di persone che hanno sentito dire (spesso dai preti) che “i cosiddetti onesti sono ipocriti” e che “la proprietà è un furto”. E che “Dio è più contento di una chiesa/baracca che di una chiesa/reggia”

  2. Feder ha detto:

    Lei ha ragione, Direttore. Le voglio raccontare cosa mi ha detto un signore, ieri mattina, mentre aspettavamo che aprisse l’ufficio postale: “se qualcuno entra in casa mia, agirò senza pensare, senza analizzare, ma per fare il più male possibile…tanto, una volta ucciso, chi saprà di lui o di loro? Che imbecilli coloro che chiamano le forze dell’ordine…basta metterli in un sacco, portarli lontano e buttarli o occultarli. Tanto, non hanno neanche documenti”! Lei ha ragione, Direttore. Presto, quanto pensato dal signore in questione sarà logica comune. Peggio del Far West!

    • Simone VR ha detto:

      Nella realtà il signore con cui ha parlato si sbaglia di grosso: le porto un esempio concreto: qualche anno fa in provincia di padova un ladro è andato per rubare di notte in una casa, il padrone di casa era armato, e ha ucciso il ladro. Ha fatto come ha suggerito il signore con cui ha parlato: ha fatto sparire il cadavere, non ha detto niente a nessuno. Qualche giorno dopo, la moglie del ladro è andata dai CARABINIERI…. ha detto “mio marito è andato a rubare a casa di SIGNOR TAL DEI TALI e non è più tornato”… morale: sono andati i carabinieri del RIS, hanno fatto le loro analisi (guardando tracce biologiche tipo capelli, sudore, tracce di sangue etc…, col luminol, non so se ha presente CSI) ehanno capito immediatamente che il ladro era stato li, quindi hanno arrestato il padrone di casa per omicidio, occultamento del cadavere etc… quel signore è in galera e chissà per quanto ne avrà…
      Contrariamente a quanto uno pensi, se ci scappa il morto il padrone di casa va sicuramente in galera e passa dalla parte del torto, pesante.

      • Acchiappaladri ha detto:

        @ Simone VR

        Grazie per questo esempio di vicenda reale: la realtà in Italia è MOLTO peggio di quello che nella sua estremistica, facilona e disperata chiacchiera da bar quel tizio in fila all’ufficio postale assume.

        Le ns. FF.OO. per come sono costrette ad operare nell’odierno quadro politico-giudiziario (sic, non dico giuridico: il satanico in questi tristi casi è più nella prassi di molti magistrati che nelle vigenti leggi) spesso non più indagano ne tantomeno reprimono seriamente crimini (presumibilmente) commessi da zingari, clandestini e balordi nostrani senz’arte ne parte. Ma per un presunto crimine di eccesso di legittima difesa commesso da un cittadino senza precedenti, che si sa come si chiama e dove abita, che ha tanto (anche come rispettabilità e dignità oltre che beni materiali) da perdere, allora la presunzione di innocenza è più teorica che reale e si scatenano tutte le più abili e moderne risorse investigative per incastrarlo.

        Il tizio in fila casomai dopo aver ucciso l’aggressore potrebbe, essendone capace, cercare di rendere a prova di Poirot la sua…

  3. Ariel ha detto:

    Caro Direttore, l’interpretazione della legge sulla “legittima difesa domiciliare” del 2006 con le sue varie modifiche, si sa che è sempre sbilanciata a favore di chi delinque e mai del cittadino offeso. Il fatto è che coloro che penetrano nella mia abitazione di questi tempi non possono più essere considerati il “ladri di polli” ai quali bastava urlare un altolà per metterli in fuga. Questi delinquenti fanno parte di bande criminali organizzate che, anche se non in possesso di armi da fuoco, si sono dimostrate il più delle volte di una ferocia inaudita, arrivando ad uccidere di botte chiunque non fosse in grado di consegnare loro soldi o preziosi. Perciò disquisire se il rapinatore sia o non sia armato o se si sia presentato di fronte o di spalle è del tutto secondario e di scarsa importanza. Questo comportamento del Potere è la conseguenza della filosofia massonica che mira all’annichilimento del cittadino, disarmandolo sia materialmente che moralmente che giuridicamente. L’imperativo è “castrarlo”, renderlo innocuo, toglierli gli anticorpi, renderlo una ameba incapace di…

  4. The informator ha detto:

    Dice un detto, meglio un buon funerale, che una mal interpretata causa penale…..

  5. sestolese ha detto:

    Ritengo utile citare un passo di Solzeniciyn sulla legittima difesa nel Codice Penale sovietico del 1926: “Esiste nel Codice Penale l’assurdo art. 139 sul limite della legittima difesa: hai il diritto di sfoderare il coltello non prima che il delinquente ti abbia puntato contro il suo, ed accoltellarlo non prima di lui. In caso contrario darai processato tu—-La paura di superare il limite della legittima difesa porta ad un totale indebolimento del carattere del nostro popolo ” (Arcipelago Gulag, vol, II, pag. 436, ed. Mondadori, 1975). Come si vede, il lupo rosso pede il pelo, ma non il vizio.

  6. Francesco ha detto:

    Disse Alberto Sordi ” Se la giustizia non è uguale per tutti, facciamo allora che l’ingiustizia sia uguale per tutti”

  7. Paolo ha detto:

    Ho sentito spesso nei dibattiti portare avanti il concetto della reazione che sia proporzionata all’offesa e che se si tratta di beni materiali, siano essi atti al lavoro o beni personali, questi non danno diritto ad esser difesi. Vorrei solo dire che ho il diritto di non subire alcun trauma gratuito e che ciò che possiedo sia esso atto al mio lavoro o al mio diletto è per me indispensabile alla mia vita di lavoro, di affetti, di ricordi. Non posso permettere che la mia vita e i miei affetti di qualunque genere costituiscano preda per alcuno.

  8. Lucio ha detto:

    Che la reazione debba essere «proporzionata all’offesa» è giusto, ma è anche pura teoria. In concreto nessuno, giudice o psicologo, o – persino – colui che reagisce, può sapere in quel momento in che modo avrebbe reagito, troppi essendo i fattori soggettivi ed oggettivi che concorrono a farlo agire in quel certo modo. Per fare un esempio (innocente) tra mille: avete mai provato a fare uno scherzo ad un amico dicendogli all’improvviso «Buuuhhh!» dietro le spalle? La reazione dell’individuo è del tutto imprevedibile, e non si può mica condannare uno che sia superemotivo o per carattere o solo in un certo momento a causa di esperienze negative trascorse, o perché non può valutare in un attimo cosa stia succedendo o per numerosissimi altri motivi.
    A proposito dell’esempio «innocente» riferito, può accadere che lo scherzo finisca male, come capitò nel secolo scorso al calciatore della Lazio Re Cecconi, che per fare uno scherzo ad un amico (tabacchino o gioielliere, non ricordo: gli disse alle spalle: «Mani in alto! Questa è una rapina»); venne ucciso con una pistolettata.

    • Acchiappaladri ha detto:

      @ Lucio

      Calzante l’esempio della imbecillità suicida di Re Cecconi: lo ricordavo anch’io.

      Senza aspettarci chissà quali miracoli (sappiamo che negli USA mica sono scomparsi furti e rapine nelle case!) ritengo che un pratico miglioramento inteso sia come diminuzione del numero di intrusioni criminose in proprietà private che come allarme sociale (=qualità della vita rovinata per tali fatti già subiti o temuti) si avrebbe con leggi specifiche riformate sul modello degli USA.

      Se io criminale so che entrando, ignorando evidenti avvertimenti, IN UNA PROPRIETà PRIVATA con lo scopo dimostrabile al di là di ogni ragionevole dubbio di compiere crimini contro cose o persone, rischio improvvise e dure reazioni del proprietario (compreso essere ammazzato a fucilate) senza che chi reagisce entro detta proprietà violata sia imputabile penalmente e civilmente, allora io criminale potrò decidere che mi conviene di più dedicarmi al traffico di droga, alle cooperative per l’assistenza agli immigrati clandestini, al traffico di organi di bambini rapiti e squartati, ecc. ecc.

      • Lucio ha detto:

        Sì, caro amico. Ma io non intendevo porre l’accento su quella che definisci “imbecillità” del povero Re Cecconi, ma sul fatto che anche la persona apparentemente più placida, sentendosi minacciata (e considerando anche che non può valutare le vere intenzioni e la vera forza dell’aggressore), è normale che agisca istintivamente, ed anche in modo che successivamente – col senno di poi – viene definito «eccessivo». La paura non permette reazioni razionali.
        Credo che si possa parlare di “eccesso di difesa” qualora al giudice venga dimostrato con assoluta certezza che, una volta ridotto alla totale impotenza, il ladro venga ucciso “a mente fredda”.

  9. vittoria ha detto:

    Ottimo il suo articolo Direttore, grazie.
    Aggiungo che anche S. Tommaso d’Aquino nella sua Summa Theologiae afferma che non è peccato davanti a Dio, difendere non solo la propria vita, ma è ancora più ( obbligatorio) difendere la vita dei nostri cari. Difendersi dall’aggressore ingiusto.
    In quanto poi all’ “eccesso di difesa” ( non sanno che termine inventarsi pur di colpire l’innocente),credo vada abolito, per il semplice fatto che: in casa mia con un delinquente che mi minaccia,uso tutte le difese possibili, non stò certo lì a elaborare quale potrebbe essere meglio per fare troppo male a un …delinquente!

    • Acchiappaladri ha detto:

      @vittoria

      mi sembra di capire che le appoggerebbe la mia proposta di riforma sopra abbozzata !

      Ma non si faccia illusioni: nessun politico italiano con qualche peso effettivo la proporrà mai.

  10. vittoria ha detto:

    Ha ragione Ariel, la Massoneria gioca forte su questo argomento; vogliono “spersonalizzarci” e ciò riesce quando ti tolgono la dignità…ti svuotano del tuo essere etc..etc..

  11. Ivan Sanna ha detto:

    Nulla da aggiungere a quanto scritto, Sig. Deotto. Solo una domanda: ciclicamente qualche amico mi gira un messaggio inerente ad un Referendum per una legge di iniziativa popolare che si vorrebbe promuovere e he mirerebbe ad introdurre il diritto alla legittima difesa. Dal momento che essa non è assolutamente pubblicizzata, e Lei molto efficacemente in questo articolo ce ne spiegherebbe anche il motivo, mi chiedo se a qualcuno di voi risulti reale la possibilità, recandosi presso l’ufficio anagrafe o elettorale del proprio comune di residenza, di firmare per sostenere questa sacrosanta iniziativa. Grazie mille per il vostro riscontro.

    • Acchiappaladri ha detto:

      @Ivan Sanna

      Caspita! Vuoi vedere che mi sono sbagliato e che qualche azione politica è in corso!

      A parte le battute: c’è qualcuno che sappia come stiano esattamente le cose?

  12. vittoria ha detto:

    Certo caro Acchiappaladri, che sono d’accordo con lei!
    solo i soliti buonisti del…. direbbero di no…..
    In quanto ai politici poi…lasciamo perdere, siamo in tempo di Quaresima e non voglio fare davanti a Dio (ulteriori) peccati.

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