Il parroco di Cameri (diocesi di Novara) ricorda, con un paragone “forte”, che la convivenza more uxorio genera una situazione di peccato permanente. Ha ricordato anche che il matrimonio civile non è lecito per un cattolico. Apriti Cielo! Intervento del Vescovo e, immancabili, le “scuse”. A chi? A chi vive nel peccato?

di Paolo Deotto

.

OLYMPUS DIGITAL CAMERACome sempre tengo a specificare che scrivo ogni tanto qualche nota sulla, diciamo così, singolare situazione della Chiesa non perché mi voglia atteggiare a teologo. Scrivo solo in base al buon senso e a ciò che ho sempre imparato, avendo fatto in tempo ancora, per ragioni anagrafiche, a studiare sul serio il Catechismo e a vivere in anni in cui la Chiesa cattolica non aveva paura ad annunciare la Verità e non era ancora stata presa dalla frenesia delle “scuse”.

Il fatto è accaduto a Cameri, provincia e diocesi di Novara. Il parroco, don Tarcisio Vicario, nel bollettino parrocchiale, avrebbe scritto, stando alle cronache (vedi ANSA) che “convivere è peggio che uccidere”, perché  l’omicidio è un “peccato occasionale”, che può essere cancellato con “un pentimento sincero”; diverso invece il caso di chi convive come anche chi “si pone al di fuori del sacramento contraendo il matrimonio civile”, perché “vive in una infedeltà continuativa”.

Non entro nel merito delle affermazioni se non per dire che volendo si potrebbe anche ribaltare il discorso, dicendo che mentre l’omicida commette un peccato che comunque crea un danno irrimediabile (la morte della vittima), i conviventi, e quanti hanno contratto matrimonio civile, possono sempre rimediare pentendosi, cessando la loro illecita convivenza, e contraendo matrimonio secondo le regole di santa Madre Chiesa. Peraltro consideriamo che comunque anche l’omicida, come qualsiasi peccatore, pentendosi e ricevendo l’assoluzione dopo essersi accostato al Sacramento della confessione, può guadagnarsi la vita eterna.

Insomma, non voglio entrare in una valutazione di “gerarchia di gravità” tra i peccati. Però sappiamo per certo che tutti i peccati mortali portano alla più terribile conseguenza, ossia alla dannazione eterna e senza dubbio di alcuni di questi peccati, come la convivenza more uxorio, in assenza del Sacramento del matrimonio, che oltretutto genera un pubblico scandalo (e un pessimo esempio) permanente si è quasi del tutto persa la nozione. Come se una cosa sbagliata, dal momento che viene fatta da molti, iniziasse a divenir “non del tutto sbagliata”, poi “da comprendere”, poi da “affrontare con misericordia”, eccetera. Molto bello. Peccato che ci si scordi facilmente che il peccato sarà sempre peccato e che con tanta “misericordia” mal posta, senza anteporre la Verità immutabile, si ottiene il terribile effetto di togliere al peccatore la coscienza del suo peccato e quindi di togliergli anche la possibilità di salvezza eterna.

Visto il dilagare delle convivenze, non mi stupisce che il parroco Don Tarcisio Vicario abbia cercato un paragone “forte”, tale da suscitare attenzione, perché, ripeto, è in ballo nientemeno che la salvezza delle anime, che, se non erro, dovrebbe essere la cosa che più sta a cuore a un sacerdote che ami il gregge a lui affidato.

Già, ma oggi viviamo in una curiosa contingenza e la Chiesa sembra vergognarsi di annunciare la Verità e di ricordare ai fedeli che esistono i peccati, ma esiste il sacramento della Confessione, che il Signore ci ha donato proprio per essere perdonati (dopo, ovviamente, il nostro sincero pentimento). Parlare di peccato può turbare i delicatissimi uomini contemporanei, che pretendono di fare i loro comodi, ma in più pretendono anche che questi loro comodi vengano avallati se non esplicitamente, con uno strano abbraccio di una “madre” che mi rifiuto di considerare “amorevole” se, prima di abbracciare il figlio peccatore, non gli dice, con tutta la chiarezza – e anche la durezza, ove necessario – che lui, il figlio peccatore, si è messo sulla strada della perdizione e che quindi deve pentirsi e mutar vita.

No, non sta bene ricordare queste cose. Il Vescovo di Novara è intervenuto subito e sul sito della Diocesi dichiara «Convivenza come omicidio? Inaccettabile equiparazione». Segue poi una breve nota in cui il parroco è sconfessato in nome del fatto che “La Chiesa dev’essere sempre più attenta a tutte le situazioni umane alle quali deve essere annunciato il Vangelo”.

E poi, dulcis in fundo, poteva mancare il tormentone permanente? Le “scuse”? La Chiesa è travolta dalla libidine delle “scuse”.  “Chiediamo sinceramente scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalle fuorvianti affermazioni del testo pubblicato sul bollettino parrocchiale di Cameri”.

Da povero peccatore non del tutto immemore del Catechismo mi limito a chiedere al Vescovo di Novara: perché l’equiparazione tra convivenza e omicidio è inaccettabile? Non configurano entrambe le condotte una violazione del Decalogo (“non fornicare” – “non uccidere”). La convivenza non genera anche scandalo? E lo scandalo, inevitabile per i bimbi, laddove la coppia convivente ne generi o comunque ne allevi, non ci fa venire in mente ciò che disse Nostro Signore circa chi dà scandalo ai bimbi?

E allora a chi si deve chiedere scusa? A quanti vivono nel peccato e generano anche pubblico scandalo? Lungi da me il voler insegnare a un Vescovo come fare il vescovo, ma mi parrebbe più opportuno ricordare ai conviventi – per il bene delle loro anime – che finché la loro unione non sarà santificata dal Sacramento del Matrimonio, vivranno in permanente peccato mortale.

Sarebbe bello vedere Vescovi che pubblicamente rimproverino preti che straziano la liturgia con le loro improvvisazioni, che scandalizzano con affermazioni, se non a favore esplicito, molto possibiliste verso aborto, omosessualismo e simili nefandezze, che mettono tranquillamente in dubbio la presenza di Nostro Signore nell’Ostia consacrata, o la verginità della Madonna… e devo andare avanti?

In tal senso, penso che l’esempio “migliore” (migliore tra i peggiori) resti il fatto che un Don Gallo abbia potuto agire per una vita in modo scandaloso, e che il suo Vescovo, che  è anche presidente della CEI, abbia accettato di celebrare delle esequie che si sono tradotte in una indegna gazzarra che tutti ben conosciamo.

Questa purtroppo è la Chiesa di oggi, e per essa dobbiamo pregare incessantemente, perché sembra che l’ansia di essere gradita al mondo –il cui principe, giova ricordarlo, è il diavolo – abbia ormai offuscato le menti di troppi Pastori.

Accade così che un parroco salga agli onori delle cronache perché ha ricordato quella che dovrebbe essere una nozione conosciuta da tutti i cattolici: la convivenza è lecita solo dopo la celebrazione del Sacramento del Matrimonio. Tutto il resto è peccato – che permane finché permane l’illecita convivenza e non intervenga il pentimento e il cambio di rotta – e come tale porta alla dannazione eterna. Esattamente come alla dannazione eterna porta l’omicidio, se l’omicida non si pente e non si confessa e non riceve l’assoluzione.

In tanta ansia ecclesiale di chiedere “scusa”, mi sembra che anzitutto bisognerebbe chiedere “scusa” ai tanti, troppi, fedeli che non ricevono più parole di Verità. A che mi serve un prete o un Vescovo, se non mi indica anzitutto la strada per la vita eterna?

36 Responses

  1. Il fatto peggiore e terribile è che, se l’ignoranza può in qualche misura scusare la trasgressione, colui il quale veste i panni di vescovo non ha scuse per il suo tradimento, tanto più quando si oppone a un suo sottoposto che, assumendosi la veste di pastore di anime, fa appello al dogma. Di fronte a ciò, l’eventuale esagerazione commessa da quest’ultimo (non ripresa semplicemente come tale) appare del tutto irrilevante.

  2. Quel Parroco ha avuto il coraggio di dire la verità e ciò ha fatto arrabbiare il principe di questo mondo, che ha scelto un vescovo per punirlo (punizione solo apparente perchè le beatitudini ci insegnano che quella “punizione” concorrerà alla santificazione di quell’ottimo Prete).
    Perchè il vescovo di Novara non ha chisto scusa agli oltraggiati da Galantino? Loro sì che meritano delle scuse, ma è molto più facile ricercare gli applausi del mondo, scusandosi con pubblici peccatori impenitenti e non scontrandosi con i propri superiori, piuttosto che fare il proprio dovere!
    Quenta autocensura della Chiesa Cattolica è veramente grottesca!

  3. Purtroppo molti dei nostri pastori sono diventati tiepidi. Chi dovrebbe gridare la verità dai tetti non lo fa più. Si predica in tante chiese una sorta di sincretinismo appicicaticcio e untuoso. Si comincia con il buongiorno ecclesiastico e si finisce col leggere in chiesa il corano. Si balla con il tango , si suona il rock , ci si veste da pagliacci , si fanno i girotondi attorno a quello che dovrebbe essere l’altare, donnacole di varie specie affondano le mani nei sacri vasi e si sostituiscono ai sacerdoti per la distribuzione dell’ Eucarestia, canti che spesso diventano ragli inascoltabili, sia per le voci sia per la bruttura dei testi e delle musiche ( chiamarle musiche è un eufemismo ). Se qualche sacerdote cerca di ristabilire un po’ di sana dottrina viene subito ripreso dal vescovo di turno e sgridato pubblicamente con tanta misericordina. Allora io chiederei, ma se la chiesa cattolica è diventata solo un centro di accoglienza per le piaghe materiali, non sarebbe opportuno che i preti andassero nelle fabbriche a lavorare visto che non servono più a niente, e di conseguenza chiudere le chiese e farne o delle discoteche per le più brutte ( che sono tante ) e per le più belle dei luoghi per i concerti e per la gioia dei turisti colti dei musei.

  4. Eccolo il bollettino tanto scandaloso:
    http://www.ilvenerdiditribuna.it/wp-content/uploads/2014/06/fogliettino1.jpg

    è evidente che il paragone con l’omicidio non è sulla gravità ma sull’occasionalità e c’è dire che è un classico da parte di genitori che vogliono far fare i padrini o le madrine ad un convivente tirar fuori la carta dell’omicida che è perdonato mentre i conviventi no, non è escluso quindi che il riferimento sia stato fatto in risposta a tali obiezioni.

  5. e infatti ha già chiesto scusa con questa lettera, che farà piacere al mondo moderno:
    “E’ vero: le parole scelte nella lettera sono state inopportune e sbagliate nei modi. Inopportune e sbagliate nei modi perchè semplificano una realtà che è complessa, che tocca le coscienze di ognuno e le sofferenze e le fatiche di moltissime persone. Inopportune e sbagliate nei modi perchè dalle parole di quello scritto non emerge il volto di una chiesa madre. Il tema delle separazioni e delle convivenze sarà ampio argomento di discussione: Papa Francesco lo ha già messo sul tavolo per il prossimo Sinodo dei vescovi che si terrà nel prossimo mese di ottobre”.

    La chiesa deve essere sempre più attenta a tutte le situazioni umane alle quali deve essere annunciato il Vangelo. Una chiesa sempre più “in uscita” come quella che il nostro vescovo ci sta accompagnando a costruire e sulla quale anche l’intera diocesi sta riflettendo con un suo sinodo”.

    “Salutandomi, vi chiedo di pregare per me, per i sacerdoti che animano la nostra parrocchia e per tutta la nostra comunità parrocchiale e per tutta la Chiesa novarese perchè sappia essere sempre più una chiesa madre”.

    In fede, reverendo don Tarcisio

  6. Penso che questo sacerdote abbia fatto un confronto con l’omicidio perché la sua gravità dovrebbe essere percepibile anche dalle coscienze più necrotizzate.
    La convivenza è una grave offesa verso Dio, una ribellione verso ciò che ha stabilito per l’uomo (ma sappiamo che i diritti di Dio sono stati banditi da diversi anni). Inoltre ogni convivenza è un tassello nel piano satanico di devastazione della famiglia.
    L’aspetto che trovo positivo nelle parole del Vescovo di Novara è l’implicita affermazione dell’estrema gravità dell’omicidio. Quindi nel caso dell’aborto non si può dire che “è una realtà complessa, che tocca le coscienze di ognuno, le sofferenze e le fatiche di moltissime famiglie”. Giusto?
    Vi immaginate che fine farebbe S. Pio da Pietrelcina (come pure S. Giovanni Bosco e tanti altri santi) al giorno d’oggi?

  7. è bene precisare, almeno su questi siti, che il titolo “strillato” dai giornali (“ha detto che convivere è peggio di uccidere!”…al rogo!), già a leggere quanto riportato negli stessi articoli (ma chi lo fa più), è una sintesi erronea del pensiero del parroco, compiuta solo per far gridare, su facebook, allo scandalo. non mi pare che il povero don Vicario abbia stabilito una gerarchia di gravità dei peccati, voleva solo spiegare perché i conviventi non possono fare i padrini, e ha riportato la differenza fra peccato occasionale e continuativo (c’è una distinzione simile, se non erro, e del tutto logica, anche in diritto penale, fra reato istantaneo e reato permanente). Quando i media si occupano della Chiesa e degli uomini di Chiesa le notizie vanno sempre verificate attentamente, le mistificazioni sono molte.

    1. Caro Alberto,
      la ringrazio per l’utile precisazione, e ringrazio anche il lettore Guglielmo che ha linkato il testo completo del bollettino (vedi sopra). Purtroppo qui non si è trattato di superficialità nel riportare la notizia quanto, mi sento di affermare, di interpretazione troppo sbrigativa (se non maliziosa), favorita dallo stesso comunicato della Diocesi, che ha ripreso gli stessi toni usati dalle Agenzie e dai quotidiani on line. Naturalmente questo non cambia il giudizio sulla vicenda.

      un cordiale saluto

      Paolo Deotto

  8. Si dice che quando il pesce puzza, puzza dalla testa…
    Scusate la curiosità: ma i vescovi non vengono mai richiamati, magari a cominciare dal presidente della cei e dal suo segretario?

  9. Testo originale di don Tarcisio: «Per la Chiesa, che agisce in nome del Figlio di Dio, il matrimonio tra battezzati è solo e sempre un sacramento. Il matrimonio civile e la convivenza non sono un sacramento. Pertanto chi si pone al di fuori del sacramento contraendo il matrimonio civile, vive una infedeltà continuativa. Non si tratta di un peccato occasionale (per esempio un omicidio), di una infedeltà per leggerezza o per abitudine che la coscienza richiama comunque al dovere di emendarsi attraverso un pentimento sincero e il proposito vero e fermo di allontanarsi dal peccato e dalle occasioni che conducono ad esso».

  10. Continuano a risuonarmi nella mente, quando sento queste cose, le parole di Don Stefano Gobbi: “Dio è babbo, non babbeo!”.
    E non le diceva in qualche sacrestia o a pochi intimi, ma ad assemblee comprendentii Sacerdoti, Vescovi, e spesso qualche Cardinale.
    Meno male che c’è ancora qualcuno- come Lei, Dott. Deotto- che non ha smarrito il sensus fidei e non esita a parlar chiaro!
    Uniti nella preghiera
    Bruno

  11. lo leggevo ieri in un giornale,ma Il parroco, don Tarcisio a predicato la verita’, chi convive, cammina nelle tenebre, e vive una vita di peccato mortale continuo, e’ come quelli che si sposano civilmente, per l’ uomo va’ tutto bene, ma per Dio non va’ bene, mettono in pratica un cammino in peccato grave verso il cielo, e poi si potrebbero dannare in eterno, all’ anima non ci pensa piu’ nessuno, alla Madonna che piange lacrime di sangue non ci credono, bisogna pregare tanto per i sacerdoti, adesso sono costretti, e predicano un Vangelo sociale, appena parlano di inferno, o di peccato grave, vengono sospesi a divinis, serve un intervento divino, molte creature hanno abbandonato la fede, e sembrerebbe che il nostro Creatore ci sta’ abbandonando, il lavoro non c’e’ piu’ ci sono in continuazione terremoti, guerre, gente che si suicida perche’ perde il lavoro, famiglie che vengono massacrate.
    PACE E BENE

  12. Quotando Nikolaus1: ma perché non appena il cuore ti si apre a sentire ribadita l’Eterna Dottrina, devi sprofondare nell’amarezza apprendendo che chi finalmente aveva proclamato qualcosa di cattolicamente corretto si è già affrettato a ritrattarlo pubblicamente?!?
    Qui sarebbe stato proprio il caso di resistere al superiore in nome della Verità, costi quel che costi!
    Dire che sono nauseata è dir poco.
    E aggiungo: come si fa ad ammonire un peccatore, seppur col massimo garbo e col “cuore in mano”, quando il peccatore non ci pensa su due volte e ti replica portandoti questi esempi?

  13. Finalmente sento un prete che parla chiaro e dice le cose come stanno1 Forse poteva essere un po’ più soft, ma nella sostanza ha ragione perché l’omicidio è un peccato che si consuma con l’atto, mentre la convivenza è un “peccato Continuato”. Ma è mai possibile che un Vescovo non difenda un suo sacerdote a spada tratta?

  14. Lette le dichiarazioni e le scuse della Diocesi, sono sconcertata. Sia per il fatto in sé, sia per il fatto che si faccia riferimento al prossimo sinodo dedicato alla famiglia il cui esito è il fulcro delle preoccupazioni di chi tiene al mantenimento della santa famiglia cristiana, quella fondata sul matrimonio indissolubile contratto con un Sacramento che è grazia e sostegno di tutta la vita di coppia. La “realtà complessa che tocca le coscienze di ognuno, le sofferenze e le fatiche di moltissime famiglie” è purtroppo una realtà figlia dei tempi a cui le cure della Chiesa- madre amorosa-deve rivolgersi per indicare che si tratta di situazioni di peccato, purtroppo, ma non per lasciare intravedere e promettere accomodamenti attraverso contorsionismi misericordiosi così ben espressi dal card. Kasper. Dispiacciono, sì, le sofferenze e le fatiche, ma dispiace ancora di più tradire la legge di Dio e le parole del Suo Figlio Gesù. Per me, sono irremovibile!

    1. È semplicemente questione di Cattolicitò, cara signora: non di “rigidità” o “accomodamento”.
      Come giustamente lei dice, il Vescovo ha fatto outing, scrivendo che finalmente il Sinodo “farà cessare queste vecchie impostazioni”.
      Un’ampia fetta del Clero (“ampia” non in modo omogeneo… certamente “molto influente”, come dice il vescovo Schneider) vuole cassare il Matrimonio come Sacramento, per dargli il senso di una benedizione alla coppia”.
      Esso invece è il Sacramento, tipicamente cristologico, che viene CELEBRATO dagli sposi. Il prete assiste, eventualmente dice Messa, ma non “sposa” i due – che invece SI SPOSANO davanti a Dio, come Suoi figli (per il Battesimo)

  15. Grazie direttore, è un bellissimo articolo! Abbiamo bisogno di parole chiare.
    Avevo letto oggi su ‘Il Giornale’ l’articolo intitolato: “Nel novarese. ‘Convivere peggio che uccidere’ Dal prete frasi choc”; un articolo che creava solo confusione nel lettore … poi ho letto il suo articolo, Direttore, e la ringrazio veramente tanto. E’ veramente doloroso che il Vescovo non appoggi il suo sacerdote spiegando che non si voleva fare una gerarchia dei peccati – sono entrambi peccati gravi: l’omicidio contro il 5° comandamento, la convivenza more uxorio contro il 6° comandamento – ma si vuole sottolineare che un peccato occasionale , anche grave, gravissimo, come un omicidio, nel momento in cui il peccatore si pente per il male commesso (anzitutto perchè ha offeso il nostro buon Gesù che per noi è morto in croce) subito, per mezzo del sacramento della confessione, è perdonato, l’anima è purificata dal Prez.mo Sangue del Signore. Più grave è la situazione di chi ha scelto di vivere in una situazione di peccato, come i battezzati che convivono al di fuori del sacramento del matrimonio. Questi, per ricevere il perdono, devono cambiare vita, ossia vivere da fratello e sorella. Ma questo sacrificio, prima o poi, è chiesto anche agli sposi. Infatti, non accade a volte anche agli sposi di dovere vivere come fratello e sorella a causa di malattia, di lontananza o altro ? E queste situazioni, offerte al Signore, diventano occasioni di grazie grandi. Questo detto da persone che ne hanno fatto esperienza!

  16. Forse, forse, fra un po’ mi farò buddista……. Che ne dite.? Avrò l’approvazione di qualche vescovo ? Io penso di sì .

  17. Ho letto anche che questo vescovo, da sacerdote ha contestato, con lettera o petizione , Giovanni Paolo II nella sana dottrina e che poi quindi ha fatto carriera, premiato con vescovado.E’ vero?

  18. Lette da un’altra parte, questa notizia, presentata come roba da far scalpore , non mi era chiara come mi è chiara ora, visto che è stato riportato il volantino originale. Ma i, vescovo l’avrà visto, l’avrà letto o anche lui ha sentito gli squilli di tromba dei titoloni vari? E questo signor vescovo che si è così affrettato a chiedere scusa( ora tutti fanno a gara a chiedere scusa) probabilmente ha costretto a giustificarsi ancne il parroco, come a dire che è lui quello che ha sbagliato, non sono i fedifraghi, i divorziati risposati, i distruttori di faliglie. Ma chi è che chiede scusa a quei bambini, quelli che vedono la loro casa, il loro nido distrutto, le figure genitoriali sparire, poi presentarsene altre, chissà come, e pretendere di sostituire un padre, una madre vera, con una figura fantoccio. Ma a questi bambini chi chiede scusa? Quanti sono i fissati animalisti che corrono a salvare piccoli uccellini caduti dal nido, che farebbero acrobazie per andare a riportare su un altissimo ramo un nido caduto ecc.ecc.? Ma a questi bambini, vivi e veri, figli strappati a padri o madri, amputati dell’amore, della stabilità affettiva, dei legami parentali indispensabili, chi gli chiede scusa? Perché vale la misericordia per chi, spezzando una famiglia, se ne va bel bello a costruirsi una storia da un’altra parte, e nessjno pagherebbe con un’oncia di misericordia lo strazio di figli piccoli, adolescenti o di più, giovani e giovanissimi, a cui gli si spacca la vita, gli si distrugge il nido, gli si spegne la gioia, la fiducia cieca in un padre o una madre? E mi fermo qui. Ho appena saputo di un tizio che sta abbandonando la moglie per la propria segretaria (un classico) e questa donna piange distrutta ( da piccola era stata abbandonata dalla madre) e la figlia, distrutta anche lei, piange con la madre. Poi c’è un figlio che ha sempre avuto problemi di apprendimento e che lei con pazienza e perseveranza ha sempre seguito e inserito. Ora quale sarà il contraccolpo? Questo non è omicidio? Quanti figli vengono uccisi nell’anima, negli affetti nel futuro, fatto di attese, speranze ecc. Quando ti vienemeno quello in cuicredevi di più come farai a credere in un futuro che dovrai costruire sulla fiducia, in te stesso e negli altri?

  19. Anzitutto il mio affetto sacerdotale più profondo e va a questo confratello novarese che non ho il piacere di conoscere, posso però fargli avere la “tessera” della nostra “Riserva Indiana”, nella quale i membri preti sono purtroppo sempre più in aumento.

    Molto ci sarebbe da commentare riguardo l’agire formale e per nulla pastorale di questo vescovo che trasforma in pugnale il terribile e tremendo “non è opportuno”.

    Me lo spiegano, questi vescovi, che cosa vuol dire “opportuno”, specie quando in privato ti vengono a dire: “Ciò che dici è vero però non è opportuno a dirsi”?
    Perché se Nostro Signore Gesù Cristo avesse seguito certi criteri di opportunità, sarebbe morto di vecchiaia, sdraiato sotto una palma dei Caraibi, sorseggiando un Cuba libre e cantando quella vecchia canzone popolare del gruppo “Binomio de Oro” che dice: “Yo no se, que pasarà, hay amor si tu no estas / yo soy un hombre feliz y todo esto te lo devo a ti” (Non lo so che cosa succederà amore mio se tu non ci sei / io sono un uomo felice e tutto quello lo devo a te).

    Questa mattina, parlando con un noto giornalista cattolico, mi è tornata a mente una frase che il Padre Luigi Giussani disse a un giornalista del Corriere della Sera poche settimane prima di morire.
    Personalmente sono al di sopra di ogni sospetto, essendo cresciuto sin da piccolo nell’oratorio della vecchia Azione Cattolica, motivo per il quale la mia affezione a questa profetica espressione non è condizionata dall’appartenenza a Comunione e Liberazione, ma alla stima che molte parole di questo santo prete meritano:

    “[…] la Chiesa italiana ha lasciato nella solitudine l’azione del Papa […] gli uomini del potere hanno impedito a questo popolo di ricordare, così che non ha più memoria e non ha più volto. Cristo viene mummificato, quasi che la Chiesa si vergognasse di Lui […] sicuramente il Diavolo
    può lavorare tanto bene da far sì che anche certa ecclesiasticità partecipi a questa manovra”.

    “La Chiesa si sta vergognando di Cristo”, il “Gius”, come lo chiamavano con affetto i suoi ragazzi, aveva capito tutto.

    Noi che ragioniamo invece in modo sempre cattolico, ci vergogniamo per l’agire formale del Vescovo di Novara, senza nulla obbiettare e senza nulla togliere a quella che è la indubbia legittimità della sua dignità apostolica e del suo ruolo pastorale, che deve sposarsi nel mondo e col mondo, dicendo al mondo ciò che il mondo esige sentirsi dire.

  20. ciao, ho letto, grazie della notizia. provo a fare qualche piccola critica costruttiva. penso che in questi casi non bisogna perdere l’occasione di parlare in positivo della grandezza del sacramento del Matrimonio e dei sacramenti dell’iniziazione del cristiano, che lo rendono membra di Cristo e tempio dello Spirito Santo, già innestato nel mistero delle nozze divine tra Cristo e la Chiesa, a cui è destinato per l’eternità. Non possono far a meno di risuonare le parole di s Paolo: prenderò queste membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? – questa è la convivenza. un orrore alla luce della Buona Novella. penso che difronte a questa immagine di s Paolo, tutte le altre motivazioni per scoraggiare la convivenza passano in secondo piano, ad esempio il cattivo esempio dato pubblicamente. penso che una parola giusta per definire la relazione tra conviventi sia “violenza” più che la parola “amore”, e penso che questa violenza rimane latente nei cuori feriti, nelle famiglie ferite e nella nostra società ferità. Per cui, preghiamo molto, offriamo molto, invochiamo lo Spirito Santo soprattutto su chi è chiamato alla vita coniugale. e preghiamo per i figli di quelle unioni, che scelgano la via del bene

  21. Caro Reverendo don Ariel, Lei ha , come si dice , ragione da vendere. Tanta parte della chiesa si sta vergognando del Crocefisso. I nostri Vescovi ( non tutti ) sembrano quasi terrorizzati e paralizzati dalla paura di dispiacere al ” mondo ” , vorrebbero essere bene accetti a tutta la stampa , e che si parlasse di loro solo in termini piacevoli e carezzevoli . Se parlano di Gesù , spesso lo fanno sembrare una sorta di santone pacifista bonaccione e anche un po’ tontolone che perdona tutti anche le le più orribili nefandezze morali , tolto il non pagare le tasse o non accogliere ogni specie di religione, tipo indù, islam , baj , calvinisti , luterani ,etc. etc. Il Santo Curato d’Ars diceva ” Vescovi vogliate bene ai vostri sacerdoti, difendeteli ! ” .In questa nostra povera Chiesa , maltrattata e sfigurata , non dal peccato di chi difende la verità, ma dalla menzogna e dalla vigliaccheria, dall’aver sempre paura di parlare dai tetti ( dai pulpiti ) e di dire la cose come stanno, dal dimenticarsi continuamente che nessuno si salva per i propri meriti se non volge lo sguardo a Colui che hanno crocefisso. La salvezza non viene dal” volemose bene ” , la Trinità SS. è Dio , i Comandamenti è Dio , Gesù è Dio , e niente e nessun altro . Il sacrificio donato e unito a Gesù salva, la preghiera a Dio salva , la sofferenza per la sofferenza non salva nessuno. Chi non raccoglie con Me disperde . Tutto deve essere rivolto alla Gloria di Dio , ogni nostro gesto , ogni nostro istante, ogni nostro respiro. Noi poveri fedeli non vogliamo dai nostri pastori la Verità con il contagocce, ma La vogliamo tutta intera. Siamo ormai allo sbando , siamo stufi di messe con le chitarre, messe rap , messe ballate , messe ragliate , messe danzate. sacerdoti vestiti senza alcun rispetto per la propria dignità ministeriale , paludati con palandrane che definire brutte è fare un complimento. Non è rimasto più niente o quasi più niente della Chiesa Santa, solo pochi rimasugli della Santa Tradizione che stanno tentando in tutti i modi di far sparire anche dai Testi Sacrii. Svegliatevi Vescovi dal sonno ipnotico mondano, siate i difensori della Fede e della Verità . La nostra vita sia per Cristo con Cristo e in Cristo, altro che buongiorno e buonasera. e se il Signore vuole da noi il Martirio , grazie Gesù.

  22. La strada per la vita eterna? Ama il Signore con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente; ama il prossimo tuo come te stesso. Il resto è arrovellamento di cervelli e paura del mondo.

  23. Domanda: Non è forse una grave offesa a Dio togliere la vita a una persona innocente? Se chi toglie la vita la toglie a decine di persone (donne e bambini inclusi) e si pente è meno grave il fatto rispetto ai conviventi che allevano la prole nel rispetto dei dettami cristiani? le persone a cui mancheranno le persone uccise piangeranno per tutta la loro vita. Cero Dio perdona anche i pluri assassini. Ma i conviventi che non rispettano il solo vincolo del matrimonio sono poi veramente imperdonabili nonostante rispettino tutte le altre norme impartite dalla Chiesa e che magari ogni mattina chiedono perdono a Dio? Non credo che Dio voglia tanto.

  24. San Nilo da Rossano (mille anni fa), La Salette, Fatima, le Tre Fontane: in tutti i messaggi era stato profetizzato che i sacerdoti, vescovi, cardinali e popoli interi avrebbero perso la fede e sarebbero diventati uomini vani. Nulla di nuovo sotto il sole.

  25. che dire? sono sgomenta all’idea che una convivenza sia peggiore di un omicidio, nella prima c’è possibilità di rientro unendosi con il matrimonio, nella seconda
    no, non vedo rimedio la vittima è stata privata della sua vita per mano di un uomo, la vittima non può tornare in vita. il dolore dei familiari diventa un ergastolo
    fine della pena MAI. perchè sempre porteranno questo dolore. come si fa a confrontarlo con un peccato di tutt’altra natura? vogliamo dire sessuale? come si
    può pensare che il sessoè peggio di un omicidio? perchè è chiaro che se i conviventi vivessero come fratello e sorella essi non commetterebbero peccato alcuno.
    dunque? perchè se io amo fuori dal matrimonio non posso ricevere l’eucarestia, e l’omicida si?

  26. premetto non sono una convivente, quindi come dice il proverbio non tiro l’acqua al mio mulino, poi per mia stessa natura sono severa verso il prossimo ma
    sopratutto con me stessa.

  27. la convivenza è la esaltazione dell’individualismo, noi facciamo quello che vogliamo e degli altri non c’importa nulla, solo il figlioche alla fine si vuole che gli altri riconoscano che l’eventuale figlio venga riconosciuto da tutti coloro che essi hanno ignorato. ma siamo o non siamo esseri sociali?

  28. scusate la frase precedente per il lessico italiano che non è stato causato volontariamente ma per un errore del compiuter che non so usare bene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili