Il culto alla Santissima Eucarestia è presente in tutto l’anno liturgico: ogni singola celebrazione ha infatti al suo centro la contemplazione di questo mistero. Tuttavia ci sono due solennità in cui potersi soffermare in maniera più specifica su questo grande dono: il Giovedì Santo e il Corpus Domini.

La celebrazione del giovedì della Settimana Santa è tra le due la più antica (ne parlammo qui) ed è il momento più importante in cui fare memoria dell’istituzione storica di questo sacramento e occasione di solenne ringraziamento della Chiesa alla Santissima Trinità di questa presenza indispensabile per la sua vita e per quella di ciascun credente. Il rito liturgico prevede l’allestimento di un solenne altare per la reposizione e l’adorazione, sottolineando con i simboli la fede eucaristica della Chiesa.

Questa fede doveva essere in grave crisi -anche a causa di numerose dottrine ereticali- se nel XIII secolo il Signore stesso chiese al Santa Giuliana di Liegi di adoperarsi presso la gerarchia cattolica affinchè si istituisse una nuova festa dedicata alla Santissima Eucarestia. Nel 1246 la festa del Corpus Domini fu istituita nella diocesi di Liegi e nel 1264 fu estesa alla Chiesa universale da papa Urbano IV. Si colloca nel giovedì successivo alla festa della Santissima Trinità, anch’essa di tarda istituzione. In Italia, non essendo festa civile, è celebrata spesso la domenica successiva.

Nella nostra travagliata epoca c’è più che mai bisogno di tornare a celebrare queste feste in maniera esemplare, riscoprendo il patrimonio della nostra tradizione spirituale. Nei riguardi del culto eucaristico ci sono infatti tanti segni che testimoniano la devozione e l’onore tributati a Gesù sacramentato nei secoli:

1) L’esposizione e Adorazione Eucaristica: si può fare in qualsiasi giorno o tempo liturgico. Consiste nell’esporre l’Ostia consacrata alla visione dei fedeli, mediante l’uso di un apposito oggetto chiamato appunto “ostensorio” che ha al centro una vetrinetta trasparente dove porre l’Ostia, circondata da raggi metallici simboleggianti il sole e sostenuta da un piede solitamente di ricca lavorazione. Per favorirne la visione si possono usare basi o tempietti di vario materiale per sopraelevare l’ostensorio e arricchire l’apparato decorativo. Per l’esposizione con l’ostensorio è obbligatorio anche l’uso dell’incenso. È possibile anche esporre solo la pisside chiusa; in questo caso l’apparato è meno solenne. Il Santissimo Sacramento viene esposto affinchè sia adorato dai fedeli. E’ uso dedicare dei giorni durante l’anno a questa lodevole pratica: essi sono chiamati Quarantore. In alcune comunità sia religiose che parrocchiali c’è inoltre il bellissimo uso dell’Adorazione perpetua, 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno, resa possibile con una sapiente turnazione di fedeli. I frutti spirituali sono incalcolabili.

2) processione eucaristica: associata alla festa del Corpus Domini è la bella usanza della processione con Gesù Sacramentato. In alcune località è un vero e proprio evento. Le strade si preparano con drappi e luci e le campane delle chiese suonano al passaggio. Il sacerdote che reca in mano l’Ostia consacrata è sormontato da un drappo sostenuto da 4 o più aste chiamato baldacchino, solitamente di colore bianco o oro. In mancanza del baldacchino è possibile usare (soprattutto all’interno dell’edificio sacro) l’ombrellino anch’esso di stoffa pregiata.

3) la S. Messa con il Santissimo esposto: questa particolarità esiste solo nel rito antico ed è stata abolita dal messale di Paolo VI. Consiste nel celebrare il rito della Messa di fronte al Sacramento esposto, solitamente collocato sopra al tabernacolo. Questa S. Messa si svolge come tutte le altre eccetto la proibizione per il celebrante di voltare le spalle al Santissimo e per la presenza di numerose genuflessioni normalmente non previste. Si può celebrare in occasione delle Sante Quarantore o per il Corpus Domini.

4) paramenti liturgici: il colore delle celebrazioni in onore della Santissima Eucarestia è il bianco o l’oro. Esiste un paramento utilizzato per la Benedizione Eucaristica (cioè fatta con l’ostensorio ): si chiama “velo omerale” e serve per non toccare con le mani nude l’ostensorio. Un altra rubrica proibisce l’utilizzo dei copricapi liturgici in presenza del Santissimo: il Vescovo perciò presiede l’Adorazione o la processione eucaristica privo di zucchetto e di mitria, mentre gli altri ministri non utilizzano le berrette.

5) suppellettili dell’altare: per la solenne esposizione eucaristica è obbligatorio collocare altre candele oltre alle solite utilizzate per le Sante Messa. E’ inoltre vietato collocare reliquie sull’altare quando il Sacramento è esposto. L’incenso viene usato per l’esposizione e la benedizione. Si possono usare i campanelli (e le campane) mentre il sacerdote benedice con il Santissimo.

6) particolarità ambrosiane: il rito ambrosiano presenta differenze vistose rispetto a quanto finora descritto. Anzitutto il colore liturgico che è rosso e non bianco, anche per il baldacchino. L’ ostensorio non ha forma di raggiera ma è a tempietto. I vescovi presiedono la processione del Corpus Domini senza zucchetto ma con la mitria.

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One Response to CULMEN ET FONS – rubrica di Andrea Maccabiani

  1. Fulvia Lupi ha detto:

    Quanta nostalgia per le Processioni della mia infanzia, con le bimbe vestite con gli abiti bianchi della prima Comunione che spargevano
    petali di rose!

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