Il calcio che conta entra nella fase più eccitante della stagione. Peccato siano rimaste in corsa certe squadre, ma non potevamo avere tutto. Possiamo invece ricrederci, per certi versi, su alcune società che, per una specie di eterogenesi dei fini, risultano sorprendenti. Per esempio il Leeds.

LEEDS – 28 aprile, Elland Road: Leeds – Aston Villa, 1 – 1. Bielsa ha fatto prendere gol al Leeds, non nel senso che ha costretto la squadra a giocar male, nel senso che ha proprio “ordinato” ai suoi di subire una rete. A parte il fatto che sia l’Aston Villa che i giocatori del Leeds hanno fatto di tutto per incattivire la partita, questi ultimi avevano segnato mentre gli avversari chiedevano di fermare il gioco per un giocatore a terra. A parte il fatto che non era stato un intervento falloso e il giocatore ha fatto una sceneggiata come accade ormai nel 90% dei casi (c’è chi ci ha costruito le vittorie in Champions su questi mezzucci) l’arbitro non ha fischiato, quindi tecnicamente il Leeds ha continuato a giocare senza andare contro nessuna regola. Gesto non deontologicamente scorretto, non da gentiluomini britannici. 1-0, rissa furibonda. Ecco che “El Loco” Marcelo Bielsa, argentino, insegna fair play a casa dei gentlemen con un gesto bello e privo di senso: “Give a goal”. Ora rischia la promozione.

Morale: a Bergoglio non servono correzioni filiali di teologi anglosassoni, serve un ordine loco di Bielsa.

 

BARCELLONA – A proposito di scene, in Champions hanno giocato i re della sceneggiata. Una partita in cui il Liverpool ha attaccato per più di un’ora, creando occasioni, ma ottenendo solo un palo, mentre il Barcellona con un guizzo di Suarez su rasoiata in area di Jordi Alba, un gol fortunoso e una punizione fantasmagorica di Messi ipoteca la finale con un 3 a 0 veramente bugiardo, quanto osannato dalla stampa.

Al netto di tutto, se scendi in campo in pigiama e obblighi il portiere più forte del mondo a mettersi la tutina di Elastigirl, meriti di perdere male e di essere eliminato. Finito. Rimaniamo con un quesito: Quanto è forte Andy Robertson?

SHEFFIELD – A proposito di full time: dopo l’ultimo minuto di Championship, i primi secondi del prossimo campionato dello Sheffield United saranno in Premier League. Un’altra squadra storica torna nella massima serie dopo 12 anni.

LONDRA – Mentre in Italia il povero Bakayoko finiva la benzina in tangenziale, esprimendo in un modo facile da capire anche per i commentatori RAI il ritardo del calcio italiano, a Londra un bambino gioiva per la vittoria del suo Fulham, già retrocesso, facendo commuovere la mamma. Al termine di un’annata da buttare, il bambino, che vede il calcio per quello che è, è probabilmente esaltato dal fatto che il prossimo anno potrà godersi il Campionato più bello del mondo, in cui non si fanno sceneggiate da baraccone in campo (e, se si gioca male, lo si ammette senza fare pistolotti diretta TV sulle ali del gioco degli altri), la Championship.

Morale: per noi è un buon motivo per dire ancora NO AL CALCIO MODERNO.

 

A proposito di Londra, l’altra sfida in cartello per le semifinali di Champions è stata Tottenham–Ajax. Gli Spurs, privi di Kane e Son, sono risultati con gli speroni spuntati, perdendo in casa per 0 a 1, mentre invece i Lancieri di Erik ten Hag, del cui gioco si sono accorti tutti solo dopo l’eliminazione della Juventus, hanno fatto una mezz’ora impressionante, passando a Londra, contro una squadra che gioca altrettanto bene. Risultato: partita non particolarmente esaltante rispetto alle attese.

Rimaniamo con una certezza: se l’Ajax è quasi qualificato, lo 0 a 1 è il peggior risultato ottenuto in trasferta nella fase finale. Ne deriva che i londinesi hanno buone possibilità di arrivare in finale.

Dalle sponde del Tamigi passa anche l’Europa League. Pareggio per 1-1 del Chelsea sul campo dell’Eintracht Francoforte: un ottimo risultato in vista della far di ritorno, nonostante la formazione demenziale schierata da Sarri, l’allenatore meno amato dagli inglesi, che tiene in panchina Higuain, Kovacic e Hazard. I tifosi lo accusano di amare più le sigarette dei trofei. Probabilmente vero. Probabilmente la finale sarà tutta londinese (ma a Baku), perché l’Arsenal ha liquidato 3-1 il Valencia all’Emirates e andrà in Spagna con un vantaggio di due gol.

Morale: il football lo avranno inventato a Sheffield magari, ma poi il gioco passa per Londra.

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