Dopo l’Ungheria, è la Polonia la nazione messa sotto accusa dalla dittatura UE. Il ritorno al potere, dopo regolari e democratiche elezioni, della destra di Jaroslaw Kaczynski non è accettabile per gli interessi delle euromafie bancarie, soprattutto perché il nuovo governo ha avviato la nazionalizzazione del sistema bancario e un pacchetto di aiuti alle famiglie.

di Paolo Deotto

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zzzzprmplccLa Polonia da alcuni mesi ha voltato pagina. Nello scorso mese di ottobre gli elettori hanno decretato, con ampio margine, la vittoria del partito “Diritto e Giustizia” di Jaroslaw Kaczynski. Il nuovo governo, di orientamento cattolico e patriottico, presieduto dalla signora Beata Szydlo, ha messo in cantiere una serie di incisive riforme. Anzitutto la ri-nazionalizzazione del sistema bancario, e poi una legislazione a favore delle famiglie con più di un figlio. Inoltre il governo Szydlo ha avviato un riforma della Radio e TV di Stato, i cui consigli di amministrazione dovranno essere di nomina governativa.

Come già per l’Ungheria, ora la UE si scatena contro la Polonia. Poco o nulla importa il fatto che gli elettori polacchi abbiano democraticamente fatto le loro scelte. Si sa che per la dittatura UE la “volontà popolare” è bella e buona solo se dà la vittoria a quanti garantiscono un’ossequiosa obbedienza agli interessi dell’asse Berlino-Bruxelles. Oppure, come nel caso dell’Italia, non si interpellano nemmeno gli elettori, sicché da oltre quattro anni abbiamo al potere i devoti camerieri della UE, Monti-Letta-Renzi, tutti voluti e nominati sulle teste dei cittadini dal comunista Napolitano.

La Polonia, come l’Ungheria, decide di badare anzitutto agli interessi dei propri cittadini e avvia una serie di riforme. Il partito “Diritto e Giustizia”, come il partito “Fidesz” in Ungheria, ha conquistato una maggioranza che gli consente di governare da solo e di riformare il Paese.

E la Polonia, come già l’Ungheria, attacca il predominio delle banche, vere e uniche padrone, insieme alle lobby pederastiche, della UE.

Sarà utile ricordare, così, per inciso, che Gheddafi, democraticamente detronizzato dall’assalto piratesco USA-Francia-Gran Bretagna (col vergognoso servile supporto dell’ultimo governo Berlusconi…) aveva, tra l’altro, nazionalizzato il sistema bancario. Saranno pure coincidenze…

In più la Polonia vuole anche favorire le famiglie numerose, altra cosa inaccettabile per una UE impegnatissima nella difesa di ogni forma di perversione sessuale e nella diffusione dell’aborto.

E così accade che la UE, con Schultz e Junkers in testa, prende a pretesto la legge su Radio e Televisione proposta dal nuovo governo polacco per accusare la Polonia di “Infrangere i valore comuni europei” (Quali? Quelli sulla libera Sodomia in libero Stato? NdR) e addirittura minaccia di “sospendere il diritto di voto della Polonia” negli organismi comunitari. Una misura mai presa contro nessun paese membro della UE.

Imola Oggi è uno dei pochi giornali che danno notizia di questo violento attacco contro la Polonia. I media di regime glissano, perché le porcate, se fatte da lorsignori, non vanno mai pubblicizzate troppo. Lo stesso quotidiano fa giustamente notare che nessun appunto è stato fatto dalla UE alla riforma Rai voluta da Topolino Renzi, riforma che mette di fatto la RAI sotto il più stretto controllo governativo. Già, ma Topolino non dà preoccupazioni ai signori UE, è un fedele camerierino, che fa solo ogni tanto il bizzosetto, ma che comunque non sputerebbe mai nel piatto in cui, senza alcun merito, mangia (e bene).

Non è certo una novità che per la UE la volontà popolare, il diritto dei popoli di scegliersi il governo, il diritto dei governi liberamente eletti di governare, sono parole prive di senso. La dittatura bancario-sodomitica ha in mano le chiavi della cassa e, Grecia docet (ma anche Italia, purtroppo), non indietreggia davanti a nulla se si tratta di difendere i propri interessi di potere e di perseguire lo scopo finale, che è la cancellazione delle identità nazionali e la creazione di un grigio popolo europeo di consumatori obbedienti e silenti, storditi dal crollo di ogni moralità e dalla perdita della coscienza religiosa e nazionale.

Facciamo quindi alla Polonia gli stessi auguri che più di una volta abbiamo fatto di cuore all’Ungheria di Orban: auguriamo di poter restare un popolo libero e sano, di poter difendere la propria identità, di poter crescere in un sano progresso, difendendo i veri valori morali e civili della Nazione.

E speriamo e preghiamo che al più presto questa UE di banchieri, mafiosi, pederasti, abortisti, si polverizzi, disfatta dalla sua stessa perversità.

Agli amici lettori consigliamo gli interessanti articoli pubblicati da Imola Oggi sulla Polonia. Cliccate sul link qui sotto riportato. In calce all’articolo di Imola Oggi troverete i rimandi agli altri articoli che trattano dell’attacco UE alla Polonia:

http://www.imolaoggi.it/2016/01/14/bruxelles-apre-una-procedura-contro-la-democratica-polonia-pazzesco/

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9 Responses to Dittatura UE: Polonia sotto attacco  –  di Paolo Deotto

  1. amen ha detto:

    Gran bell’articolo, grazie Sig. Deotto.

    E’ da notare come – mentre le nazioni che hanno subìto il dominio sovietico, anche se con le ossa rotte, sono rinate culturalmente e spiritualmente (Russia, Ungheria, Polonia, Rep. Ceca e Slovacchia) – il virus comunista nella variante che si abbatte oggi sull’Europa occidentale sia da certi punti di vista più virulento e mortale, e non vuole assolutamente “fare ostaggi”: gli stati che ne vengono colpiti devono infatti sparire ad ogni costo, senza avere alcuna possibilità di riprendersi in futuro. Ecco spiegato il poker di “cure progressiste” (aborto+sodomia+sostituzione etnica+eutanasia, una vera propria soluzione finale) prescritto e praticato nelle società occidentali.

  2. Piero Vassallo ha detto:

    eccellente articolo!

  3. L'ITALIANO ha detto:

    La barzelletta di oggi è il duetto fra Renzi ed il presidente della commissione europea Juncker: il primo accusa la commissione di non cambiare passo sull’economia, il secondo si sente offeso.
    E’ tutto un gioco della parti per far apparire Renzi, diligente esecutore delle politiche ammazza-popoli, come leader di grande spessore politico che vuol far pesare l’Italia in europa. Ma mi faccia piacere, direbbe il grande Totò….
    Naturalmente, l’europa non ha bocciato la manovra economica clientelare partorita dal governo nostrano: una manovra fatta di clientele, regalie e mance elettorali in vista delle elezioni amministrative.
    Barzelletta non è, invece, la tenebrosa la minaccia dell’Alta Finanza alla Polonia che, nelle recenti elezioni, ha avuto un sussulto di orgoglio e dignità nazionale.
    L’oscurantismo usurocratico vuole spegnere il faro della speranza polacca e quello della speranza ungherese.
    Naturalmente, su tutto ciò Renzi tace.
    Avanti così Polonia e non ti curar di loro!

  4. La Polonia e l’Ungheria hanno vissuto a lungo sotto la dittatura sovietica. Sono nazioni abituate ad una politica dura. Credo che le porcate ideologiche e burocratiche di Bruxelles facciano solo il solletico. Se si dovesse arrivare a sparare non vedo come la NATO, braccio armato della rammollita Europa, potrebbe trovare la forza di intervenire. La Russia invece potrebbe fornire una protezione in grado di dissuadere qualsiasi velleità americanoide. La Germania, che non è in grado di difendere le sue donne dalle intemperanze dei nuovi immigrati (arrivati pare anche con inviti via SMS e con la collaborazione attiva della Turchia), non credo sia in grado di andare oltre qualche vibrata dichiarazione verbale. Quindi si rimarrà nella sfera di una “guerra” di parole dove Renzi è maestro, con la possibilità di ottenere qualche successo. Junker ha già abboccato. Si è aperto uno scontro tra titani. Almeno si potrà ridere

  5. Donato Franchino ha detto:

    Era già tutto previsto…il finto scontro Renzi – UE. La pantomima messa in scena è in funzione acchiappa-voti di entrambi, nei rispettivi ambiti. Siamo ormai in piena rinascita di un nazional socialismo stile nazi-comunista. Si sta avverando i sogni di Hitler e Stalin, dall’Inferno in cui trovano attizzano i carboni ardenti in benvenuto di tutti quei loro complici attuali, più o meno coscienti, che li raggiungeranno.
    Il deputato inglese Nigel farage del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (UKIP) che ha come obiettivo principale il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea, è un acerrimo contestatore delle politiche UE. Ha subito due attentati, nel 2010 al suo aereo, un biplano, da cui miracolosamente è scampato e nel 2016 gli è stata sabotata l’auto ed è rimasto comunque illeso. Il premier polacco dovrebbe stare attenta.

  6. Diego ha detto:

    “È speriamo e preghiamo che al più presto questa UE di banchieri, mafiosi, pederasti, abortisti si polverizzi, disfatta dalla sua stessa perversità.”
    Questa frase è da incorniciare!

  7. Antonella LIgnani ha detto:

    Buon articolo.

  8. IL CAMERATA ha detto:

    “Questa UE di banchieri,mafiosi,pederasti abortisti e…MASSONI” poichè non dimentichiamo che è la massoneria internazionale che oggi governa il mondo (parola di Padre Amorth); infatti massoni sono i principali capi di governo delle nazioni….e tramite la massoneria è satana stesso che governa l’umanità,il principe di questo mondo, ma ancora per poco!

  9. Francesca ha detto:

    La Patria fedelissima alla Santa Vergine di Jasna Gora e alle radici Cristiane d’Europa. Mi associo di tutto cuore agli auguri formulati dal Direttore.

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Dittatura UE: Polonia sotto attacco  –  di Paolo Deotto