da: http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/la-contro-chiesa/6067-e-voi-chi-dite-che-io-sia

E voi, chi dite che io sia?, domanda Gesù ai suoi Apostoli (Mt 16,15; Mc 8,29; Lc 9,20); al che san Pietro risponde a nome di tutti: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. E Gesù, dopo averlo detto beato, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli, gli affida la cura della Chiesa, da Lui fondata, e ordina severamente a tutti gli altri, nello stesso tempo, di non dir nulla a nessuno: Gesù non vuole che la sua identità sia annunciata a quelli stessi che, vedendo e ascoltandolo di persona, possono giungere da soli a riconoscerla.

È, quella fatta dal divino Maestro ai suoi Apostoli, una domanda terribilmente scomoda, e se non percepiamo neppure tale scomodità, è perché siamo diventati dei cristiani abitudinari e conformisti, che hanno perso il sale del cristianesimo lungo la strada e si stanno facendo un comodo angolino nelle pieghe del mondo, con il quale desideriamo andare il più possibile d’accordo, per non procurarci grane o fastidi. Ma se appena riflettessimo un attimo, ci accorgeremmo che è una domanda sommamente scomoda, perché dalla sua domanda si riconosce chi è “cristiano” nel senso che adotta una facciata di cristianesimo esteriore, e chi lo è perché accetta, con fede, il nocciolo di esso: la divinità di Cristo, e, quindi, tutta l’infinita portata della divina Incarnazione, della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù; e come il fatto che Dio si sia fatto uomo sconvolge il piano della storia e della natura e apre, per noi, una prospettiva sconvolgente, che ci interpella in maniera ultimativa e drammatica: o pro o contro, senza mezze misure, né cautele o ipocrisie di sorta. Perché se s’intende, per cristiano, uno che dice di seguire i precetti di Gesù, di aderire al Vangelo, allora resta molto spazio per ogni sorta di ambiguità e di strategie del nascondimento: egli può benissimo parlare in una maniera tale che nulla permette di capire se è davvero cristiano, o giudeo, o islamico, o buddista, o panteista, oppure se non crede a niente, se è un materialista che non si aspetta alcuna vita dopo la morte, e se ritiene che le cose narrate dei Vangeli siano solamente favole e pie illusioni, o, peggio, degli inganni e delle falsificazioni deliberati. E questa è una cosa che accade spesso, oggi: di sentir parlare dei sedicenti cristiani in questa maniera generica, senza che si capisca bene chi è il dio in cui credono, senza che li si riconosca veramente per quel che dicono di essere. E non capita solo coi laici, ma anche con sacerdoti, con vescovi, con cardinali… e con colui che viene chiamato papa, ma che non vuol fare il papa, non vuole custodire le pecorelle del gregge di Cristo, non vuole confermarle nella fede, rassicurarle nei loro dubbi e nelle loro umane debolezze, ma vuol fare, e sta facendo, tutto il contrario: seminare dubbi, lanciare attacchi, proferire minacce, creare confusione, mettere in crisi, dare scandalo, il tutto per piacere al mondo e per essere popolare fra i peggiori nemici della Chiesa, quelli che, da sempre, conducono battaglie contro ciò che di umano c’è nell’uomo e contro il Vangelo, dall’aborto all’eutanasia, e ora anche a favore delle cosiddette famiglie arcobaleno, che sono la parodia oscena della vera e sola famiglia gradita al Dio dei veri cristiani, quella formata da un uomo e una donna, uniti nel vincolo del matrimonio e aperti alla trasmissione della vita. E quando le sue parole sono suonate come particolarmente scandalose e più che mai suscitatrici di confusione e di pericolo per le anime, come è accaduto con la pubblicazione della esortazione Amoris laetitia, e alcuni cardinali, giustamente e doverosamente, hanno chiesto, a nome del popolo cristiano, i necessari chiarimenti e le opportune correzioni, quel signore, che si fa chiamare papa, ma che non vuol essere papa, ha reagito come nessun papa, cioè come nessun padre (papa deriva dal greco papas e dall’ebraico abba, padre, da cui deriva “abate”) farebbe mai: non ha risposto, puramente e semplicemente. E due di quei cardinali sono morti senza avere risposta e senza avere neppure un riscontro alla richiesta di essere ricevuti in udienza privata. Avrebbe agito così, Gesù Cristo? O meglio: faceva così, Gesù Cristo, quando i suoi Apostoli gli facevano delle domande in materia di fede? Il Vangelo offre molti esempi di tali situazione, e neppure una volta Gesù si è rifiutato di rispondere. E la stessa cosa ha fatto perfino con i pagani, perfino con coloro che lo interrogavano al solo scopo di metterlo di difficoltà, di comprometterlo davanti alle autorità del Tempio, oppure di fronte ai Romani.

Gesù rispondeva sempre, non rifiutava mai di rispondere, non faceva mai finta di non aver sentito; anzi, sovente era Lui che anticipava le domande, come nel caso di Zaccheo, che lo osservava dall’alto del sicomoro, e al quale Gesù disse di scendere e gli annunciò che si sarebbe fermato a casa sua. Così faceva Gesù: un’unica volta non risposte, quando lo portarono davanti a Erode Antipa. E crediamo che Egli non rispose alle domande del tetrarca non perché ne vedeva benissimo l’assoluta malafede, la frivolezza, la mancanza di serietà, dato che altre volte rispose a persone altrettanto in malafede, ma perché era l’assassino del Battista, l’uomo che considerava il più grande fra i nati di donna. Per Gesù, a differenza di ciò che afferma colui che viene chiamato papa, ma non vuol fare il papa, vi sono anche dei peccati che verranno perdonati. Se così non fosse, perché mai avrebbe detto, parlando di Giuda Iscariota: sarebbe stato meglio per quell’uomo se non fosse mai nato? Ma il signore che si fa chiamare papa ha voluto affermare il contrario: che Giuda, probabilmente, si è salvato, dal momento che si era pentito. E noi cristiani, per conformismo, per quieto vivere, abbiamo mandato giù, insieme a tanti altri, anche questo boccone: lasciare che colui che si fa chiamare papa dica impunemente cose contrarie a ciò è scritto nei Vangeli, a ciò che Gesù ha detto, e non pretendere spiegazioni, non manifestare alcun moto di protesta, lasciar correre e, anzi, seguitare a riempire quel signore di complimenti e di lodi, come se fosse un secondo san Francesco (anzi, perché secondo?) e il più gran papa nella storia della Chiesa.

Ora, se queste cose le dicessero solamente i laici, si potrebbe pensare benissimo che sono delle esagerazioni, uscite dall’animo esacerbato di persone forse in buona fede, ma non equilibrate nella valutazione dei fatti e, soprattutto, non sufficientemente informate su quel che bolle in pentola dalle parti della Curia romana. Invece, è da parecchio tempo che a lanciare l’allarme sono parecchie eminenti personalità del clero stesso: e la cosa non produce tutto il clamore che, invece, dovrebbe produrre, per la sola ed unica ragione che viviamo in un clima di vero e proprio totalitarismo, che tutti i mass media sono asserviti all’establishment del politicamente coretto, progressista, immigrazionista, omosessualista, e che, pertanto, tutte le notizie che potrebbero gettare un’ombra sulla splendida immagine del signor Bergoglio, che è stata creata dai media e che viene tenuta artificialmente in vita, nonostante le continue proteste (qualcuno si ricorda, per esempio, i cartelloni che apparvero sui muri della capitale, ai primi di febbraio del 2017?) e le voci autorevoli di dissenso che si levano, sempre più frequenti, ma delle quali non giunge, al grosso pubblico, neppure una debole eco. Esattamente come accadeva nell’Unione Sovietica di cinquant’anni fa, o in Polonia, o nella Germania dell’Est, perfino se qualcosa s’incrinava nell’apparato propagandistico di quei regimi: la gente non doveva sapere, né doveva avere la possibilità di farsi un’idea realistica della situazione, pertanto veniva tenuta all’oscuro, sempre e comunque. Ed ecco cosa ha detto in un’intervista al Catholic World Report il cardinale Gerhard Ludwig Müller, ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (vedi La Nuova Bussola Quotidiana del 29/06/2018):

Un gruppo di vescovi tedeschi con il loro presidente alla guida si vedono come quelli che definiscono il trend della Chiesa cattolica in marcia verso la modernità. Considerano la secolarizzazione e la decristianizzazione dell’Europa come uno sviluppo irreversibile. Per questa ragione la Nuova Evangelizzazione – il programma di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI – è ai loro occhi una battaglia contro il corso oggettivo della storia, assomiglia alla battaglia di don Chisciotte contro i mulini a vento. Cercano un angolino per la Chiesa dove possa sopravvivere in pace. Quindi tutte le dottrine della fede che si oppongono al mainstream, al consenso della società, devono essere riformate. Una conseguenza  di questo è la richiesta della Santa Comunione anche per le persone che non hanno la fede cattolica, e anche per quei cattolici che non sono in stato di grazia santificante. Sempre nell’agenda ci sono: benedizione per le coppie omosessuali, intercomunione con i protestanti, relativizzazione dell’indissolubilità del matrimonio sacramentale, l’introduzione dei viri probati con l’abolizione del celibato sacerdotale, approvazione delle relazioni prima e fuori del matrimonio. Questi sono gli obiettivi, e per raggiungerli sono disposti ad accettare anche la divisione nella conferenza episcopale. I fedeli che prendono seriamente la dottrina cattolica e la professione di fede cattolica sono marchiati come conservatori e spinti fuori dalla Chiesa cattolica, esposti alla campagna diffamatoria del media liberal e anti-cattolici. Per molti vescovi, la verità della rivelazione e della professione cattolica di fede sono solo una variabile in più nelle politiche di potere intra ecclesiali. Alcuni di loro citano accordi individuali con papa Francesco e pensano che le loro dichiarazioni in interviste con giornalisti e figure pubbliche che sono tutt’altro che cattolici offrano una giustificazione per annacquare verità definite infallibili, i dogmi. Per dirla tutta, stiamo di fronte a un clamoroso processo di protestantizzazione. Oggi, per molte persone essere accettate dai media è più importante della verità, per cui dobbiamo anche soffrire. Pietro e Paolo patirono il martirio per Cristo in Roma, il centro del potere in quei giorni. Non erano celebrati dai reggitori di questo mondo come eroi, ma piuttosto scherniti come Cristo sulla croce. Non dobbiamo mai dimenticare la dimensione martirologica del ministero petrino e dell’ufficio episcopale”.

Sono parole gravissime, pesanti come pietre: Müller dice chiaramente che la Chiesa cattolica si sta arrendendo al luteranesimo (il francobollo commemorativo di Lutero emesso dalle Poste Vaticane e l’affermazione di Galantino che la riforma è stata “un dono dello Spirito Santo”!); che un gruppo di vescovi tedeschi vuol prendere la direzione dell’intera Chiesa, partendo dal fatto irreversibile della secolarizzazione  e della scristianizzazione; che i riformatori vogliono costruire una nuova dottrina e una nuova pastorale secondo i desideri del mondo, e che in tale disegno rientrano l’abolizione del celibato ecclesiastico, l’accettazione delle unioni omosessuali, eccetera; che la Chiesa rischia di essere completamente stravolta nelle sue stesse basi, e soggiogata alla filosofia del mondo, invece di portare avanti la sua proposta e la sua visione dell’uomo; infine, che i cattolici devono tornare nell’ottica dei  primi cristiani, della quale fa parte la possibilità del martirio, e che già ora è in atto un martirio di tipo morale, questa volta perpetrato dall’interno della Chiesa e cioè da parte del clero, e non dall’esterno, come fu in altre epoche e in altri luoghi. Ora, se queste cose le dicesse un laico, lo si potrebbe facilmente accusare di allarmismo, gli si potrebbe rimproverare una eccessiva drammatizzazione delle cose; si potrebbe dire che non sa guardare l’aspetto positivo dei processi in corso, che non ha sufficiente fiducia nella Provvidenza, che alimenta perniciosi sospetti e mina, magari inconsapevolmente, la comunione ecclesiastica. Ma a dirle, invece, è una delle figure più prestigiose della gerarchia, e sia pure un prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede. Traducendo le sue parole in maniera ancor più schietta, quel che egli vuol far capire è che l’aver fatto finta che non ci siano più gli eretici, né le eresie, da quando la Chiesa ha smesso di reprimere l’errore e ha voluto dialogare con tutti (cioè dal Concilio) si è prodotto questo risultato: che la Chiesa sta cadendo in mano agli eretici, e che si sta instaurando una prassi pastorale eretica.

Dal canto suo, ecco cosa dice un illustre teologo, mons. Antonio Livi, che, dopo aver scritto per trent’anni sul quotidiano dei vescovi, Avvenire, è ne stato espulso e durissimamente criticato dal nuovo direttore, Marco Tarquinio, per la colpa di non apprezzare la teologia di Enzo Bianchi, e più in generale, di non unirsi al coro dei laudatores di Bergoglio (su The Wanderer del 3 maggio 2018):

Per più di cinquant’anni i teologi eretici, malvagi, hanno cercato di conquistare il potere, e adesso ci sono riusciti. E’ per questo che parlo di eresia al potere. Tutti quelli che sono fedeli alla dottrina, al diritto canonico e vogliono che le certezze della fede non vengano messe da parte, sono accusati apertamente di eresia. In verità, il papa guarda a quelli che sono animati da buone intenzioni e che hanno firmato prima i “Dubia”, poi la “Correctio filialis”, ai quali risponde: Siete dei fanatici…

Ecco: sarebbe una questione vitale poter chiedere a Paglia, Galantino, Kasper, Marx, De Kesel, e naturalmente al signor Bergoglio: E voi, chi dite che fosse Gesù? Perché, da come ne parlano, non si capisce se si tratta d’un semplice uomo o del Figlio di Dio, il Verbo incarnato. L’impressione è che questa domanda, così chiara e diretta, li metterebbe un po’ in imbarazzo. Hanno perso la fede, ma non lo vogliono confessare: preferiscono usare un linguaggio ambiguo e celare il loro ateismo, al fine di cambiare subdolamente il Deposito della fede, per venire incontro ai gusti di questo mondo…

41 Responses

  1. San Giovanni Battista, San Francesco d’Assisi, San Tommaso Moro (e l’elenco potrebbe proseguire all’infinito) non sono più santi della nuova “Chiesa” bergogliana, o meglio di quella fedele allo spirito del CV II, che papa Francesco vuole attuare integralmente, riformando la Chiesa in modo tale che non si possa più tornare indietro (sue testuali parole). Questo perché tali santi erano troppo integralisti e divisivi, troppo legati a precetti, divieti, comandamenti, che scagliavano come pietre contro poveri fratelli indifesi (Erode Antipa, il sultano Malik al Kamil, Enrico VIII); avrebbero dovuto invece “curare le ferite, le fragilità del loro prossimo, accompagnando i fratelli feriti negli ospedali da campo, saper discernere i motivi che spingevano Erode, Malik ed Enrico ad agire così come agivano, senza pretendere di convertirlo (l proselitismo? Ha, che brutta parola!)
    Per fortuna che adesso sulla neochiesa aleggia lo spirito di Marco Pannella (parole testuali di Mons. Paglia), di Emma Bonino, di Eugenio Scalfari, e i risultati si vedono nel nuovo cast bergogliano: mons. Ricca,padre…

  2. Sì: i “teologi eretici, malvagi” -massoni, aggiungo io- hanno conquistato il potere. Lo gestiscono in termini, appunto, di potere, come vogliono e sanno fare (e non saprebbero fare diversamente).
    Fine del discorso.

    Sarebbe anche la fine della Chiesa, se non fosse che “la Chiesa siamo noi” (i Battezzati) e non “la struttura di potere”.

  3. ringraziamo comunque Galantino perchè è grazie a lui che abbiamo scoperto, dopo 2000 anni, che Sodoma non venne distrutta..ma si salvò….

  4. ” Come, non ho capito, può ripetere?” Finge anche di non sentire bene il Furbastro qui sopra, e lo chiamano Vicario di Cristo, colui che dovrebbe rappresentare la risposta stessa di Pietro, e confermare noi nella stessa risposta……. Ma che andasse a….

  5. Non è che bergoglio non vuol fare il papa…. in realtà sta facendo l’antipapa contrapponendosi a Gesù Cristo

  6. “Hanno perso la fede, ma non lo vogliono confessare”. E’ questa la verità, la base di ogni altra considerazione. La Chiesa si trova a essere guidata da uomini che non sono più cattolici e nemmeno genericamente cristiani, visto che in continuazione predicano l’opposto di quel che sta scritto nel Vangelo. Del Vangelo non gli importa nulla: ormai non ne fanno più mistero.

  7. Mons. A. Livi: “In verità, il papa guarda a quelli che sono animati da buone intenzioni e che
    …………………hanno firmato prima i “Dubia”, poi la “Correctio filialis”, ai quali risponde:
    …………………Siete dei fanatici…”.

    In verità, caro mons. Livi, il personaggio che Lei si ostina a chiamare ‘papa’ altri non è che un poveraccio che ha fatto il cosiddetto ‘patto con il diavolo’ in cambio di fama e potere. Ora, gli piaccia o meno, – non potendo più sottrarsi al patto contratto – deve giornalmente galoppare a soddisfare le richieste delle due lobbies che, a cominciare dagli anni ’20, hanno infiltrato ed occupato la Chiesa: la lobby degli omosessuali e quella dei comunisti, entrambi coordinate e dirette dalla regia della chiesa di satana.

    A volte, soffermandomi ad osservarlo con particolare attenzione, mi pare di capire che, se mai potesse, sarebbe felice di uscirne dal pasticcio in cui si è ficcato; ma sa che non si può, così… continua la sua vitaccia che – se mai ne avesse il coraggio – porterebbe pure lui a termine come fece l’Iscariota.

    1. Non si può che concordare con quanto lei afferma, caro amico. La sua è una analisi perfetta, incontestabile da chi abbia ancora un minimo residuo di fede cattolica e ragioni con la propria testa (anziché mettere il cervello all’ammasso), usando l’intelligenza ed il sano discernimento (doni dello Spirito Santo).
      Parole sante anche quelle pronunciate da Marco Boggia, che dovrebbero far riflettere chi si ostina ancora a considerare veri pastori questi essere indegni di indossare le vesti che indossano e di occupare i posti che occupano. “Hanno occupato tutte le sedi, ma non hanno più la fede” : come si addicono bene a questo clero apostata le parole di S. Anastasio !

    2. Concordo, si tratta dell’ultimo attacco di Satana come detto a Fatima. Un grande attacco umanamente e satanicamente perfetto, ma che finirà malamente perché vince la Chiesa grazie alla vittoria di Cristo. Ma malamente finirà anche per tante anime che cadono all’inferno come fiocchi di neve. A la Salette è stato anticipato il segreto di Fatima taciuto, l’ac al vertice. Si sono sostituiti alla vera Chiesa inquinandola dal di dentro per ingannare, rendendola una vuota conchiglia. Il golpe del 1958 con un bivio, Chiesa eclissata e falsa chiesa apparente con tante soluzioni per le tante teste, vicario di Dio eretico, materiale e non formale, vacante ma con qualche eresia, tutti ignorando il vero Papa e la vera Chiesa che è UNA, non è opinioni. Dio ci ama, Dio ci soccorrerà prima dell’alba. Ma amiamo la verità- Gesù è verità.

  8. Manca ancora un particolare perche’ venga il giorno del Signore: deve avvenire il reinnesto del popolo ebraico sulla sua propria radice, per usare i termini di S. Paolo. Per il resto mi pare che ci siamo vicinissimi.
    E comunque non si preoccupi per quelli che continuano ad applaudire in piazza S.Pietro, perche’ allude anche a loro Gesu’ quando dice:
    “Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo.” (Mt 24,37)
    E’ solo gente incapace di leggere i segni dei tempi.

  9. Le ultime perle di “El papa”: Salvini (non nominato) come Hitler, Scorsese (regista eretico – Silence- e blasfemo – L’ultima tentazione di Cristo) sarebbe pieno di saggezza.
    Con la “saggezza” di Scorsese io mi chiedo: per quanto ancora dobbiamo sopportare questo antipapa?
    E con le luminose parole di “Papafrancesco” rispondo: “fino a questo punto posso, poi non posso più’”.
    Bruno PD

    1. Risposta: non dobbiamo sopportarlo neppure un minuto. Il che non significa “fare la rivoluzione” (cosa mai avvenuta nella realtà, come movimento poltico; cosa impensabile e tragicomica nella Chiesa); significa non ascoltarlo per nulla, su alcun argomento.

  10. Evvabbè, però che fine aveva fatto il sensus fidei dei “cattolici”? Mi ricordo bene l’eccitazione dei “cattolici” alle dimissioni di Papa Benedetto, nell’attesa di don Ciccio, insomma non è che don Ciccio è papa adeguato per tale popolo?

  11. “Hanno perso la fede, ma non lo vogliono confessare”…non c’è bisogno di confessare nulla, lo si capisce bene dai fatti che questi cosiddetti teologi novatori hanno perso, anzi meglio, non hanno mai avuto Fede. Perché chi ha Fede significa che ha trovato Gesù, amore e misericordia infinita, un bene così meraviglioso per la nostra anima che non si desidera più niente di questo mondo ma solo imitare Gesù e la sua Santissima Madre e desiderare ciò che Lui desidera.. Questi signori vogliono distruggere la Chiesa di Nostro Signore, ma non ci riusciranno mai. Signore dacci la forza per superare questa prova! Oh Maria vieni in nostro soccorso e schiaccia col tuo piede la testa al serpente infernale! San Michele Arcangelo difendici in questa battaglia! Amen!!! La nostra arma sia la preghiera incessante, soprattutto il Santo Rosario. Il bene, l’amore e la gloria di Dio trionferanno su questa terra ma dobbiamo AVERE FEDE E PREGAREEEEEEE! Non c’è altra strada, forza e coraggio!!!

  12. “cose contrarie a ciò che è scritto nei Vangeli” io non ne ho sentite mai. Legga bene i Vangeli, e vedrà che Gesù tante volte ha ritenuto opportuno non rispondere.
    Evangelizzare non è imporsi con spirito di superiorità, ma assecondare l’azione dello Spirito che piano piano agisce nelle anime. “È Dio che fa crescere” diceva san Paolo, anche se “uno pianta e un altro irriga”
    In realtà c’è più fede in chi sa aspettare i tempi di Dio che nel precipitoso ansioso che vuol fare tutto lui e magari prendersene il merito.
    Scriveva san Francesco di Sales che chi va disprezzando e condannando, magari in buona fede, è come il malato che vede tutto verde: non è verde il disprezzato ma la sua bile.

  13. Caro Raffaele, non ascoltarlo per niente è il minimo sindacale. Quello però intanto fa strage di menti, cuori e anime. Non si può lasciarglielo fare in tutta tranquillità. Occorre anche resistergli. Resistenza, hypomoné, la chiama il bravo don Minutella

  14. Il Papa: riconoscersi peccatori per non essere “cristiani di parole” di Salvatore Cernuzio in “La Stampa Vatican Insider” del 25 ottobre 2018

    «Chi è Gesù Cristo per te?». La risposta non è facile e potrebbe anche in qualche modo mettere «in imbarazzo», perché per rispondere bisogna arrivare al proprio cuore e attingere alla propria esperienza. E quindi, dice il Papa nella messa a Santa Marta di oggi, «riconoscerci peccatori», concretamente, per non essere solo «cristiani di parole». «Se qualcuno ci domanda “chi è Gesù Cristo”, noi diremo quello che abbiamo imparato: è il Salvatore del mondo, il Figlio del Padre, quello che “recitiamo nel Credo” ma un po’ più difficile è rispondere alla domanda su chi sia Gesù Cristo “per me”», dice Francesco nella sua omelia riportata da Vatican News. «

    http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt201810/181026cernuzio.pdf

  15. Caro Luciano Paoli, il discorso che lei cita non è corretto, non è evangelico. Oltre a conoscersi, a riconoscersi peccatori ci vuole il PENTIMENTO, un cuore contrito di aver offeso Dio e la decisione SERIA di NON commettere più il peccato. Passare dal riconoscersi peccatori al contemplare Dio è IMPOSSIBILE, è come dire: ho ucciso, ho rubato, ho calunniato…senza aggiungere: chiedo PERDONO, Ti ho offeso, non lo faccio più. La confessione è nulla ed è sacrilega se non c’è questo dolore e proposito. La contemplazione poi non è una cosa di tutti e di tutti i giorni, meglio continuare a pentirsi, meditando, guardando all’esempio di Gesù, Maria e Giuseppe, e se Dio vorrà, vedendo un cuore santo, donerà anche il di più-

  16. Ho dimenticato una cosa ulteriore che manca nel discorso del vestito di bianco, la riparazione: dopo il dolore, dopo il proposito, anche il riparare è necessario, devo riparare al male fatto e, nel caso mi sia impossibile ormai il farlo, devo riparare facendo penitenza per riparare la giustizia che ho violato. E tutti l’abbiamo violata la giustizia e quindi tutti dobbiamo fare penitenza, altro monito che mai arriva dai vertici locali o vaticani. Quanto alla contemplazione noi possiamo immaginarci di vedere, ma vedere è solo dono di Dio, santa Teresa docet.

    1. cara Angela, mi sembra giusto riparare al male che si è fatto. La penitenza migliore comunque, se non si è in grado di fare come Zaccheo, secondo me è quella di voler bene alle persone, anche concretamente. Il discorso del “vestito di bianco”come lo chiama lei con una punte di sarcasmo, lo suppone: «Perché il vostro Maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». E Gesù, sentite queste parole, aveva risposto: «Andate dunque e imparate che cosa significhi: misericordia io voglio e non sacrifi­cio». (Mt 9,13)

      1. caro Luciano Paoli, io mi riferivo al discorso carente e falso del vestito di bianco che lei ha linkato come “esemplare” mentre non lo è, come non lo sono le sue parole. Voler bene alle persone significa voler salvare le loro anime, come fece Gesù che le cambiò in buone perché i pubblicani e le prostitute lo VOLLERO. Quindi devono essere ammonite e rimproverate APERTAMENTE. Gli errori vanno denunciati CHIARAMENTE. Opera di misericordia spirituale quindi, senza odio e livore, sarebbe bello che lei si convertisse come pure Bergoglio.

        1. “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
          Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”. (Giov. 8,1-11) Il Signore quindi, anche in questo brano famoso del Vangelo, non ammonisce né rimprovera APERTAMENTE. Non denuncia CHIARAMENTE l’adultera, ma la ama dopo averla invitata alla conversione. Appunto il contrario dell’odio e del livore che troviamo in abbondanza nelle pagine di questo sito, che non capisco come possa definirsi un luogo cristiano di riflessione e di approfondimento. Secondo me non fa bene alle vostre anime.

          1. “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà.”
            Brava signora, è proprio questa la fotografia giusta che descrive il vostro farisaico atteggiamento. Siete attaccati alle minuzie meno utili della tradizione (il latino, le fastose liturgie, l’abito talare ecc.) e tradite il senso vero del Vangelo, che è quello della tolleranza, dell’amore, del perdono. A volte mi sono meravigliato un po’ leggendo le invettive di Gesù contro i tradizionalisti di quel tempo e con tutto il rispetto, mi sembravano perfino eccessive. Adesso invece, avendo scoperto Riscossa Cristiana e altre perle di cristiana saggezza, capisco meglio quelle invettive: “Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!” Certa dottrina usata come una clava, il diritto canonico e altro non salveranno nessuno dall’apparire giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro, di essere pieni pieni d’ipocrisia e d’iniquità.

          2. Alla sua scontata e stantia risposta manca un pezzo, avrebbe dovuto anche dirmi che il secondo link è di un protestante, ma aveva la risposta facile subito e non l’ha manco aperto. Come manco ha citato gli altri versetti dove diventa più difficile dare addosso solo ai tradizionalisti. Comunque ammetto che è vero, se il tradizionalismo finora non ha vinto è perché è monco, è anche viziato. Ma le parole di Gesù si adattano bene al biancovestito, che usa un vestito che non gli appartiene: è menzogna come figura prima ancora di quanto dice, che è altrettanta menzogna. Nel 1958 è stato eletto un Papa il giorno 26 ottobre e due giorni dopo è uscito un antipapa, col consenso del conclave e giuramento di tacere in merito nella notte, voluto dal sig.Giovanni XXIII, nome di un antipapa defunto.

          3. Il secondo Link lo avevo aperto, ma non ne capivo il nesso e non mi ero accorto che era di un protestante. Da quando in qua gli iper-tradizionalisti si cibano dai protestanti? Ammetta pure che è vero anche, che se il tradizionalismo finora non ha vinto è perché non è evangelico, perché è strumento del Divisore. Piuttosto la faccenda a cui si riferisce del 1958 quando secondo lei è stato eletto un Papa il giorno 26 ottobre e poi due giorni dopo è uscito un antipapa, mi trova impreparato e meravigliato. A questo punto ho anche la sensazione di avervi sopravalutato. Mi convinco invece e questo forse un po’ mi rassicura, di trovarmi di fronte a una combriccola di cultori di storie fantasy, come le leggende cavalleresche sulla ricerca del Santo Graal, come il best seller di Dan Brown, “Il Codice Da Vinci”. Sono deluso…

          4. Devo ammettere che lei è un professionista della frittata girata abilmente, alla bergogliana o meglio, ma con molta poca autenticità. Il secondo link dice le stesso cose del primo, cosa ci trova di diverso non so. Non intendo continuare questo sterile dialogo, comunque vedo che è arrivato alle ultime armi. Le fonti non sono mie comunque riguardo alla doppia fumata bianca, la radio stessa disse, può trovare da solo il video ed i testi. A quanto pare sono in buona compagnia.

  17. Cara signora Angela, non capisco bene che cosa vuole dire. Non si può fare un processo alle intenzioni. Si suppone che una persona che si Riconcilia nel Sacramento sia pentita e ciò a noi non è dato di saperlo, lo sa solo il Signore.

    «Il primo passo per la conoscenza di Cristo, per entrare in questo mistero è la conoscenza del
    proprio peccato, dei propri peccati», insiste Papa Francesco. Nel sacramento della Riconciliazione, aggiunge, «noi diciamo i nostri peccati» ma «una cosa è dire i peccati», un’altra cosa è riconoscersi peccatori di natura, «capace di fare qualsiasi cosa», «riconoscersi una sporcizia». Vergognarsi, insomma, sentirsi bisognosi di essere «redenti». Dopo questo, il secondo passo è quello della «contemplazione»

  18. E’ falso quanto scrive Bergoglio e quanto lei ripete sig Luciano Paoli. Veda di rileggere i miei commenti. Aggiungo ancora: Giuda si vergognò, come lei scrive essere necessario fare, e poi si impiccò. Rese anche le monete. Ma non era pentito e non credette che Gesù era Dio, e finì all’inferno.

  19. “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà.”
    Brava signora Angela, è proprio questa la fotografia giusta che descrive il vostro farisaico atteggiamento. Siete attaccati alle minuzie meno utili della tradizione (il latino, le fastose liturgie, l’abito talare ecc.) e tradite il senso vero del Vangelo, che è quello della tolleranza, dell’amore, del perdono. A volte mi sono meravigliato un po’ leggendo le invettive di Gesù contro i tradizionalisti di quel tempo e con tutto il rispetto, mi sembravano perfino eccessive. Adesso invece, avendo scoperto Riscossa Cristiana e altre perle di cristiana saggezza, capisco meglio quelle invettive: “Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!” Certa dottrina usata come una clava, il diritto canonico e altro non salveranno nessuno dall’apparire giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro, di essere pieni pieni d’ipocrisia e d’iniquità.

  20. Caro fratello errante, le ho risposto sopra ma aggiungo anche qui. Vera la denuncia del farisaismo fatta da Gesù, direi che è il motivo del nostro castigo attuale, cioè di avere un doppio biancovestito eretico in entrambe le copie. Anzi nullo in entrambe le copie, sia perché sono in doppio, sia perchè NON USANO dell’infallibilità, e quindi sono inutili o briganti, sia perché sono briganti davvero perché della linea di antipapi inaugurata nel 1958, il 28 ottobre alla seconda fumata bianca, quando i farisei del conclave fecero uscire un antipapa, castigandosi da soli dato che poi dovettero tacere mentre si demoliva la Chiesa. O meglio ancora avrebbero potuto pentirsi e parlare ma non lo fecero e siamo finiti nella massoneria (lista Pecorelli e oltre). Ma i farisei erano ancora pastori, costoro sono solo maschere.

    1. Brava Angela, parole sante le sue, “il senso vero del Vangelo, che è quello della tolleranza, dell’amore, del perdono” dice il signor Paoli, ma forse non ricorda le parole di Gesù, quando il maestro afferma di non essere venuto a portare la pace, ma la guerra “D’ora innanzi cinque si divideranno due contro tre, filgli contro padri, genitori contro figli”, e tutto perché alcuni si vendono al diavolo, mentre altri Gli restano fedeli. caro Luciano, va bene il perdono e l’amore, ma contro chi si schiera col diavolo, apertamente e sfacciatamente, bisogna intraprendere una guerra santa. Gesù è venuto a portare la spada, affinché ci difendiamo e lottiamo contro i Suoi nemici (mossi dall’eterno Nemico.,, il diavolo). La Sua preghiera era “pro multis”, non certo “pro omnibus”, come la hanno falsificata i preti modernisti nel canone della Santa Messa.

  21. Diceva un grande che alla verità segue la grazia mentre alla menzogna segue la disgrazia.
    I credenti sanno che Dio non dorme. “Il Padre mio opera sempre”

  22. LA PREGHIERA COME ANTIDOTO AL “FUMO DI SATANA” Il tempo delle scorribande del ‘grande accusatore’. «In questo momento ci sta accusando fortemente, e questa accusa diventa anche persecuzione» ha detto il Papa alla fine del Sinodo. Perché è proprio in questa effige di accusatore, in questo ruolo che gli è proprio, che oggi mostra il suo zampino sotto i panni lucenti dell’angelo purificatore dal piedistallo d’improvvisati https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/cos-il-grande-accusatore-torna-a-dividere-la-chiesa

    1. Ah ! Beh ! Se Lei cita Avvenire come fosse un testo talmudico e definisce la liturgia cosa dappoco , superflua ,esornativa , insomma—quisquillie e pinzillacchere , Lei è senz’altro fuori . In uscita dai binari . Come un treno che deraglia a causa di binari rovinati..

      1. Cara signora, con “solenne” liturgia, intendevo indicare polemicamente con questo aggettivo l’atteggiamento di chi pensa che sia sufficiente fare delle belle cerimonie solenni, un po’ fini a se stesse, per vivere bene il significato della liturgia e in modo particolare della Eucarestia.
        Certamente “La liturgia è il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutto il suo vigore” (SC 10). Essendo “fonte” della vita della Chiesa, vale a dire “grazia”, la liturgia è dono che rende possibile il nostro cammino cristiano, la nostra storia spirituale, il nostro impegno nel mondo e le nostre opere di carità . Inoltre essendo “fonte” della vita della Chiesa, ciascuno di noi, non può che vivere l’Eucarestia nell’atteggiamento spirituale dell’adorazione.

        Io posso essere un povero peccatore come tutti, ma penso di andare nella direzione giusta indicata dalla Chiesa santa fondata da Cristo e guidata dagli apostoli e dai loro successori.
        Mi dispiace dirlo, ma sono i vostri binari che vanno nella direzione sbagliata . L’albero cattivo si vede dai…

  23. Il campanellino d’allarme mi squilla sempre al sentire o a leggere ” Vostri ” o ” voi” . Indizio che chi parla o scrive si rivolge a una comunità ,non a una singola persona. Di norma , ad una comunità formata da avversari poco simpatici , di complottisti animati da intenti maligni. Preferisco rivolgermi all’individuo , ritenendolo capace e responsabile di un proprio pensiero . Allo stesso modo ritengo che la ” psicostasia” riguarderà ciascuno di noi , che non compariremo al giudizio affastellati per clan o partiti. Questa non è la sede per lunghe disquisizioni storiche e dottrinali. Mi è sufficiente dire che la liturgia – ed una liturgia esatta – è “patrimonio” di tutte le antiche religioni . Che se uno crede in quella da lui professata non può desiderare che venga sconciata. La messa è il Sacrificio della vittima . Il sacerdote è il sacrificatore-. Il sangue e la carne ci sono :-incruentemente offerti – Una follìa ? per chi non ci crede probabilmente si. Per chi ci crede è indispensabile la sequenza del linguaggio sacro -separato dal piano umano-.

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