La papessa Francesca non ha fatto in tempo ad insediarsi che sta già dimostrando un grande attivismo, in piena scia con i precedenti, ora emeriti e titolari di lauta pensione: Calvino II detto “Klein” (per via del gusto nel vestire) e Ulrico I detto “l’elvetico” (per via del gusto nel riformare).

Per continuare nel percorso di vorticosa ed incessante riforma della riforma del cambiamento dell’aggiornamento della revisione della modernizzazione del rinnovamento della Chiesa, tra i primi atti ha annunciato di voler nominare al più presto trenta nuovi cardinali: dieci uomini, dieci donne, e dieci in rappresentanza degli altri generi. Visto che i candidati, le candidate, e * candidat* cardinalabili sono molti di più, ha deciso di istituire un reality show che partirà in via sperimentale questa estate, secondo un format già collaudato e leggermente rivisto per l’occasione: “L’isola dei misericordiosi”.

Per potervi partecipare verrà fatta una prima selezione in base a un rigido protocollo: gli aspiranti dovranno dimostrare di possedere ed esercitare indubbie doti di sinodalità, sincretismo, eterofobia, migrantomania e papolatria. Padroneggiare con disinvoltura l’ecclesialmente corretto costituirà titolo preferenziale, come pure l’aver contratto la discernite di recente e almeno una volta al giorno dare segni di manifesto misericordismo.

Dovranno poi fare professione di fede nel Vaticano III rinnegando tutto quello che ci fu prima, a parte il papato preparatorio del Venerabile Francesco I detto non per nulla il Misericordioso (per via del gusto nell’infliggere una sua particolarissima visione di misericordia, molto in anticipo sui tempi).

Grazie a uno dei soliti vatileaks siamo venuti a conoscenza delle prove a cui gli intrepidi che verranno selezionati nel casting saranno sottoposti sull’isola.

Prima: gara di eterodossia. I partecipanti avranno a disposizione un pulpito e mezz’ora di tempo nel quale dovranno dimostrare di professare un credo veramente conciliato col mondo. Potranno prodursi in: barzellette per ridicolizzare i santi proclamati dai primi tempi fino al ventesimo secolo compreso; storielle per evidenziare l’aspetto superstizioso della devozione popolare; citazioni di eminenti personalità ma solo di religioni illuminate come quelle induista, buddista, old-age, fratelli maggiori, sorelle minori, cugini di campagna, pastafarianesimo, googleismo, iglesia maradoniana, movimento per l’estinzione umana volontaria, singolaritarianesimo, eccetera.

Seconda: esibizione di predicazione inconcludente. Per dimostrare di aver assimilato il detto “Sia il vostro parlare beh, mah, anche, forse”, i concorrenti dovranno prendere un brano del Vangelo (secondo la Nuova Traduzione Sinodale Post-Ecumenica Riveduta, Corretta e Revisionata con Misericordia e Discernimento in Ospedale da Campo e Struttura d’Accoglienza) e fargli dire una cosa ma anche il suo contrario, nessuna delle due oppure tutte e due insieme. La prova è superata se la platea degli astanti non avrà compreso nulla di nulla. Oltre all’inequivocabile espressione di totale smarrimento che si dovrà disegnare sui volti degli uditori, per attestare scientificamente il risultato verrà monitorato l’encefalogramma di un campione tra di essi, e il grafico alla fine del discorso dovrà avere un profilo molto più basso e lineare rispetto all’inizio.

Terza: slalom tra i comandamenti. Una specie di videogioco di ruolo in cui i candidati verranno immersi virtualmente in una situazione di crimine estremo. Ambientandosi in un quartiere popolato unicamente da rapinatori pluricondannati, assassini seriali, bestemmiatori, spacciatori, stupratori, operatrici sessuali, pederasti, pansessualisti, speculatori finanziari ed euroburocrati, dovranno stringere con costoro quanti più rapporti di amicizia e stima reciproca potranno, assicurandoli che nella loro attività non infrangono nessuno tra i precetti insegnati dalla Chiesa Conciliata, anzi, che con i loro grandi semi di verità possono portare un grande contributo alla post-civiltà.

Quarta: tiro alla tradizione. Su un percorso a ostacoli verranno issati appositi pannelli recanti i ritratti di alcuni tra i pensatori più reazionari, i pontefici più controriformisti dell’antico cattolicesimo, misti ad eminenti personalità del conciliatismo moderno. Gli aspiranti, dotati di arco e frecce esplosive, dovranno distruggere simbolicamente tutti i nemici storici della conciliazione tra chiesa e mondo, ovvero della resa del clero alla secolarità laicista, stando bene attenti a salvare i buoni.

Quinta: collezione dei vizi capitali. I candidati dovranno gareggiare nel convincere la giuria di essere schiavi del maggior numero possibile dei noti vizi, con particolare riguardo per gli atti riconducibili a superbia e lussuria (i più importanti). Per non rendere la prova troppo semplice, dovranno anche portare le prove di aver condotto verso tali peccati un gran numero di fedeli.

Sesta: caccia al devoto (detta anche: della misericordia applicata). Un raro esemplare di vetero-fedele appartenente alla chiesa inconciliata viene liberato sull’isola, e il primo aspirante cardinale che lo cattura, vivo o meglio ancora morto, vince. Essendo nota la pericolosità del tipo umano rilasciato, piuttosto incline a pratiche barbare quali il proselitismo, il combattimento spirituale, la preghiera non-ecumenica, il pensiero autonomo e la riproduzione, esso verrà deposto sul suolo dell’isola solo, disarmato, scalzo, palla al piede e con un grosso bersaglio luminescente applicato sul retro. Ciascuno degli aspiranti porporati avrà a disposizione un arsenale di pistole, fucili, mitragliatori, bombe a mano, droni, un carrarmato, una unità d’assalto composta da dodici cybersoldati. Ma soprattutto l’arma finale e più temuta da gente come quella: la bibliografia completa di Renzo Granchi, fondatore della nota comunità di Dose nonché prolifico teorico della RRU (Religione Umanitarista Universale).

Ottava: campionati di scientismo. Duettando con il noto matematico Pierino Odicaldi, si dovrà dimostrare che la post-chiesa conciliata è pienamente allineata ai tempi moderni, e se possibile anche un po’ più avanti, sottolineando ad esempio in ottica post-evoluzionista come l’uomo derivi dalle pietre e sia destinato a confluire in una manciata di bit all’interno di un cloud. Oppure come la riprogenetica sia l’unico modo accettato anche dal post-neo-magistero per la procreazione, e sull’opportunità di aver proibito come atto criminoso la riproduzione naturale specie se all’interno del matrimonio. Oppure come sia doverosa l’autosoppressione degli esseri umani “scaduti” in base alla data assegnata loro dall’apposita istituzione paragovernativa AMoRIS, (Agenzia Mondiale per il Riciclo Integrale della Società), e il riutilizzo del relativo materiale organico decomposto a beneficio delle coltivazioni essenziali di erbe e funghi allucinogeni, indispensabile nutrimento spirituale per la nostra epoca.

Nona: Sfida di Discernimento. I candidati vengono posti di fronte a difficili ma reali casi di coscienza da risolvere. Vince chi riesce a tirarla più lunga senza arrivare ad una conclusione su cosa sia bene fare. Vince con lode chi riesce a far credere alla vittima che non c’è nessun caso di coscienza, ma sono tutti inutili scrupoli ereditati da una concezione oggi improponibile di legge morale.

Decima: Demolizione controllata di un vecchio edificio sacro (prova in trasferta). Oltre al riformismo teorico, che tutto sommato è piuttosto facile mettere in mostra, i candidati dovranno essere in grado di distruggere materialmente una delle tantissime chiese vuote e diroccate disseminate nel vecchio continente, che non hanno più alcun valore e sono di grande impedimento per gli sviluppi delle nuove tendenze religiose. Servendosi di un numero limitato di cariche esplosive, dovranno con perizia piazzarle nei punti giusti facendo in modo che una volta brillate non rimanga pietra su pietra. Sulle macerie, con l’aiuto di un’impresa edile di propria fiducia, dovranno edificare un luogo di culto a scelta purché nulla abbia a che vedere con l’antica cristianità del ventesimo secolo.

Undecima: Ottopermille contest. I prelati in concorso devono convincere più gente possibile a destinare l’otto per mille alla Chiesa Conciliata in quanto questa si prodigherà sempre per disturbare il meno possibile sia la coscienza dei fedeli che il costituentesi Governo Mondiale, di cui si proclama fieramente un’emanazione. Il ricavato andrà tutto in opere di beneficienza quali ad esempio gli arredi di attici in cui essi, una volta cardinali, concupiranno le loro prede, oppure il sostegno economico ad associazioni umanitarie con carenza di fondi come la Wider Society di Jeorge Sorcios.

Duodecima: Celebrazione post-moderna. I partecipanti dovranno essere in grado di inscenare una celebrazione, ovviamente ecumenica, senza pronunciare mai parole come sacrificio, penitenza, preghiera, punizione, giustizia, giudizio, legge, virtù, vizio, castità, e via dicendo. Al contrario, dovranno essere presenti in modo massiccio le seguenti: pace, ambiente, ecologia, fratellanza, esperienza, emissioni, legalità, integrazione, accoglienza, benvenuti, buonasera, eccetera.

In questo modo saremo sicuri che i nuovi cardinali disporranno dei requisiti necessari per rappresentare degnamente la Nuova Chiesa Conciliata e procedere sulla strada di una sempre maggiore conciliazione.

Per ora si sa che faranno parte della giuria, o dei concorrenti, o forse in entrambi i ruoli, il già citato Renzo Granchi in qualità di presidente, il trio di cardinali Gentilino, Chiacchierin e Travasi, Barbalomeo Scorge, Antonio Spavaldo, e sono previsti osservatori esterni che commenteranno da studio, tra cui spiccano alcune nostre vecchie conoscenze: la grande Gemma Malino, la Maga Adelma, il mullah Bohldrjn; saranno presenti occasionalmente pure Ruperto Sassiano, Manico Cacchiari. Minchiele Santargento. Vista l’importanza dell’evento alla conduzione ci sarà probabilmente Pippi Strudel.

Andreo Tortielli, responsabile della comunicazione della Santa Sedia, ha assicurato che i risultati del reality saranno tenuti aggiornati in tempo reale sul sito del secondo giornale ufficiale (dopo il Repubblichiere): Il Guardone Romano.

Se, come tutto lascia presagire, l’esperimento avrà successo, è già pronto il format per il reclutamento di neo-sacerdoti: “The priest of Italy”.

13 Responses

  1. Quanta amarezza! Ma chi crede non può essere triste! Anche se, come ieri sera per esempio, sono stato sollecitato dal celebrante ad assumere la “Particola” in piedi al momento della comunione, ma non ho obbedito!

  2. Ci viene da ridere di fronte alla mirabolante penna del nostro misterioso autore e restiamo ammirati della sua fantasia che riesce a parodiare in maniera così efficace e appropriata nomi e situazioni. Tuttavia nel contempo non possiamo fare a meno di rattristarci al pensiero di quanto tutto questo che ora appare come fantasia, possa trasformarsi in realtà; nemmeno poi in un futuro così tanto lontano. In un mondo che ha cancellato Dio possiamo aspettarci di tutto.

    1. Mi perdoni Tonietta. Lei osserva, correttamente, come l’Autore riesca a “parodiare in maniera così efficace e appropriata nomi e situazioni”. Ma perché poi conclude osservando che “tutto questo che ora appare come fantasia, po[trebbe] trasformarsi in realtà”? La è già, è già un’indicibile realtà. Crede che io stia esagerando? Sabato prossimo guardi la puntata settimanale di “Ballando con le stelle”, ed osservi attentamente Suor Cristina e Stefano Oradei Team. La realtà/reality è già tutta lì, perfetta manifestazione non della chiesa prossima futura, ma dell’evoluzione (le chiedo scusa per questa parola, così volgare), dell’alterazione della chiesa presente. LJC da Gotham, il Pinguino.

      1. Non occorre che guardi quel programma il prossimo sabato, caro Pinguino, mi ci sono già imbattuta e su questa oscena performance non ho parole, anzi, non voglio neanche pensarci per quanto mi scandalizza; non per la condizione (penosa) della suora in sé, ma per il fatto che nessuno del suo ambiente la fermi. E considerando lei una persona sagace, non occorre neanche che le spieghi quale è il senso della mia conclusione.

  3. avete letto che l’inquilino di Santa Marta si e’ schierato dalla parte dei nomadi, che spesso scavalcano gli Italiani nelle graduatorie per ottenere un appartamento popolare, per cui noi possiamo anche aspettarlo 20 anni senza averlo, questi lo prendono subito. Quando sono dentro il condominio avvengono furti a danno di persone normali e non ricche. Ma Mr. Misericordia non nutre alcuna solidarieta’ nei confronti di quest’ultime, che sono le vere vittime. Non se ne puo’ davvero piu’ di un pastore che si schiera con i lupi contro il proprio gregge.

    1. Le uscite variopinte di questo personaggio ormai non mi meravigliano più. Credo fra l’altro che si diverta molto in queste sue continue e pesanti provocazioni, in questa specie di sadismo che però nella gente comune lascia ormai il tempo che trova; tanto è lo sbalordimento al pensiero che escono dalla bocca di uno che dicesi papa. È chiaro che tutto ciò è una tribolazione, un terribile castigo, ma è anche un motivo per rafforzare la fede e per tornare alla preghiera, pratica ormai quasi del tutto dimenticata. E chi pregare, se non La Madonna, la mediatrice di tutte le grazie, Colei a cui Dio non può dire di no? Rivolgiamoci a Lei, dunque, specialmente in questo mese di maggio, mese delle rose e del rosario, cioè una corona odorosa di amore e devozione alla nostra Mamma Celeste. In Lei ogni speranza non resterà delusa.

  4. Aspettiamo le prossime puntate e magari, perché no, la raccolta finale in un agile libello, che sarà la vera pasquinata di quest’anno per il nostro (?) amato (??) Santo (???) Padre (????).

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