Due obelischi presentati ad una mostra a Pagazzano (Bergamo): uno in memoria delle vittime della Rambla, l’altro per i carnefici.

di Claudio Cartaldo

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“In memoria” degli assassini jihadisti. Sembra incredibile, ma è così. In una mostra di arte a Pagazzano, piccolo comune di duemila anime in quel di Bergamo, viene esposta una sorta di monumento dedicato ai jihadisti della Rambla a Barcellona, mettendoli sullo stesso piano delle loro innocenti vittime.

Si tratta di due grandi obelischi fluorescenti. Sul primo, come spiega La Verità, sono stati incisi i nomi delle 14 vittime (che in realtà furono 16) . Sull’altra quelli dei carnefici. Da una parte Bruno Gulotta e Luca Russo, i due italiani trucidati dall’odio islamista. Moussa Oukabir, Younes Abouyaaqoub (alla guida del furgone quel 18 agosto scorso), Mohamed Hichamy (l’organizzatore) e Said Aalla e via dicendo.

Le due opere (intitolate “Pietas 1″ e “Pietas 2”) sono state esposte durante la rassegna “Biennale del dialogo” al palazzo di Pagazzano, mostra in cui ci sono le opere di Picasso, Filippo De Pisis e di Gaetano B. Ovvero l’autore dei due discussi obelischi. Secondo quanto riporta la Verità, Gaetano B. è un autore famoso per installazioni “dalla particolare emotività artistica” e che ha ricevuto pure un premio dalle mani di Vittorio Sgarbi. Mica male.

“Ognuno piange i propri morti – ha spiegato l’autore in una mail al quotidiano di Belpietro – Caduti in una guerra asimmetrica, guerra che riposa spesso sull’ autoinvestitura di un agente che vive come nemico chiunque abbia usi, costumi e riti cui lui fintamente si è adeguato”. E ancora: “Questo autoproclamato combattente ha padre, madre, parenti, amici. Tutte persone a cui la memoria non può essere negata. La richiesta di abiura ai parenti sarà forse esaudita, chissà se residua però un pericoloso intimo rancore”.

La mostra è stata organizzata da Giuliano Ottaviani, il quale si è premurato di sottolineare come “l’artista non voleva giudicare, non voleva buttarla in politica”. Il sindaco Raffaele Moriggi (lista civica) però non ci sta: “Se è così – dice a La Verità – non condivido per niente ciò che è stato esposto. Se abbiamo commesso un peccato, è stato semplicemente quello di superficialità. Non ce ne siamo accorti. Non ho ancora parlato con l’ artista, ma un’ idea ce l’avrei: rimuovere quell’ obelisco che implicitamente offende le vittime“. Da ieri le due statue non sono più visibili al pubblico, scatenando la protesta dell’organizzatore della Biennale.

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fonte: Il Giornale  

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8 Responses to Ecco l’ultima follia dei buonisti: una statua ai terroristi islamici – di Claudio Cartaldo

  1. Piso ha detto:

    A quando il culto pubblico a Satana?

  2. Luigi Bruno Torre ha detto:

    Si sa che anche nel profondo nord, cattolico e pure “buonpapalino”, il sonno della ragione imperversa e genera mostruosi obelischi …

  3. bbruno ha detto:

    siamo arrivati alla follia di erigere una statua celebrativa ad onore dei propri assassini, e la chiamano arte! (Quanto al profondo Nord, da non dimenticare quei due capolavori cattolici e papalino che furono Giovanni XXIII e Paolo VI: Brescia e, appunto, Bergamo….

  4. Enrico ha detto:

    Di fronte a certe idiozie sorge il dubbio che non siano idiozie bensì delle vere e proprie ispirazioni, cioè insufflazioni di uno spirito solfureo tutt’altro che idiota ed anzi perversamente intelligente, uno spirito che sta impazzando per ogni dove “per la pace ed il bene dell’umanità”.

  5. Alessandro2 ha detto:

    Il “siamo tutti uguali” di rivoluzionaria – e poi comunista – memoria partorisce queste empietà.

  6. gio ha detto:

    Esiste il reato di incitazione all’omicidio…..
    Che venga applicato!

  7. Senior 58 ha detto:

    Ma Pagazzano dov’è? Chi l’ha mai sentito nominare?

  8. Alessandro2 ha detto:

    La tristezza cattocomunista di scuola subalpina ha colpito ancora.

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