Uno studio legale ci chiede, anzi, ci “INTIMA” la rimozione di due articoli in cui si parlava di Giambattista Scozzaro, (in religione P. Giulio Maria Scozzaro), già allontanato dai FFI e ora, a quanto pare, riammesso. E poi ci chiede anche cose irrealizzabili. È arduo capire il perché.

di Paolo Deotto

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Milano, 7 agosto 2015

ffii2Cari lettori, anzitutto devo scusarmi con voi, perché mi rendo conto di scrivere cose che non sono molto interessanti. Infatti vi parlerò di una vicenda riguardante un signore che, sia detto con tutto il rispetto, non è davvero un personaggio di grande notorietà, di cui tutti parlino e le cui vicende possano quindi suscitare la legittima curiosità del pubblico.

Però mi permetto di chiedere la vostra attenzione, perché quanto vi esporrò riguarda anche argomenti che interessano tutti: la libertà di espressione, la libertà di cronaca, e anche un certo clima che si è ormai instaurato nel mondo cattolico, in cui non si usa più parlare, discutere, ammonire ove necessario. No, si ricorre alla carta bollata. Forse tutto ciò si inquadra perfettamente nella secolarizzazione drammatica che sta vivendo la Chiesa; tuttavia a me, uomo all’antica (anche per ragioni anagrafiche) questo comportamento appare un po’ singolare.

I fatti

Tre giorni fa, martedì 4 agosto 2015, alle ore 11.58, è pervenuta, sulla casella di Riscossa Cristiana (info@riscossacristiana.it) una mail di “Posta certificata” inviata dall’avv. Giuseppe S. Saguto, con studio in Palermo, via Catania n. 8 bis, avente per oggetto: “POSTA CERTIFICATA: Padre Giulio Maria Scozzaro / Riscossa Romana – Diffida a rimuovere articoli riportati nel sito internet https://www.riscossacristiana.it” (è chiara la svista laddove è scritto Riscossa “Romana” anziché “Cristiana” – NdR). La mail è indirizzata al sottoscritto, direttore di Riscossa Cristiana, e a un autore, Giampaolo Scquizzato.

Vi invito a leggere questa mail, CLICCANDO QUI.

Come avete visto, l’avv. Saguto scrive in nome e per conto di Padre Giulio Maria Scozzaro (all’anagrafe Giambattista) e si riferisce a due articoli pubblicati su Riscossa Cristiana. Il primo, a firma di Giampaolo Scquizzato è intitolato “Ancora sui Francescani dell’Immacolata. Quando la calunnia gratuita corre in rete: il caso Scozzaro”. Il secondo articolo è intitolato “I FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA E LA DISINFORMAZIONE SUL WEB” e non è firmato; per questo secondo articolo rispondo quindi solo io, in qualità di direttore di Riscossa Cristiana.

L’avv. Saguto sostiene che il primo articolo contiene “notizie lesive della reputazione del nostro assistito” , “lede gravemente l’onore” e, addirittura “ha evidente contenuto diffamatorio”. Per il secondo articolo si lamenta che era presente anche nel sito Corrispondenza Romana, dal quale è già stato rimosso.

Dopo altre considerazioni, che avete già letto nella mail dell’avv. Saguto, si invita, pardon, si “INTIMA” di rimuovere detti articoli entro giorni 5 dal ricevimento della mail.

Poi si intimano altre cose, del tutto impossibili da realizzare, delle quali tra poco parleremo.

Cosa obiettiamo

Il primo articolo a firma Giampaolo Scquizzato, non ha assolutamente alcun contenuto diffamatorio, perché espone dei FATTI, ossia la dimissione dello Scozzaro dall’Istituto dei Francescani del’Immacolata, decisa a suo tempo (4 ottobre 2007) dall’allora superiore generale, Padre Manelli e la conferma di detto provvedimento (8 aprile 2008), con rescritto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata; lo stesso Dicastero in data 21 luglio 2008 respingeva il ricorso presentato dallo stesso Scozzaro.

Questi sono FATTI, che come tali non possono essere diffamatori. Si tratta di pura cronaca. Nello stesso articolo l’autore criticava un articolo scritto dallo Scozzaro, nel quale veniva attaccato con veemenza Padre Manelli, articolo che tutti possono ancora leggere, ad esempio cliccando su http://cosimino.myblog.it/2013/07/31/tutta-la-verita-sui-frati-francescani-dell-immacolata-di-pad/ . L’autore esercitò quindi il DIRITTO DI CRITICA e il sottoscritto direttore non fece nulla di illecito decidendo la pubblicazione dell’articolo (a meno che il diritto di critica sa stato di recente abolito; non mi risulta).

Vogliamo forse definire la cronaca e la critica come “atti diffamatori”?

Però c’è una novità: con decreto firmato in data 11 febbraio 2015 dal defunto commissario apostolico dei Francescani dell’Immacolata, P. Fidenzio Volpi, viene annullato il provvedimento emesso da P. Manelli in data 4 ottobre 2007 e pertanto lo Scozzaro  viene riammesso nell’Istituto dei Francescani dell’Immacolata.

Ce ne rallegriamo con lui. Il decreto del defunto P. Volpi ci era del tutto ignoto; ora l’avv. Saguto ce ne invia copia, chiedendoci, pardon, INTIMANDOCI, di pubblicarla. Non c’è bisogno di intimazioni, se qualcuno avesse avuto la cortesia di inviarcelo prima, lo avremmo già pubblicato. Lo facciamo quindi ora. Ecco il decreto (cliccate sull’immagine per ingrandirla)

DECRETO Frati Francescani dell'Immacolata

Quanto al secondo articolo, anch’esso riporta FATTI. In particolare si parla della raccolta di firme a suo tempo lanciata “In sostegno dei Francescani dell’Immacolata e della Messa Tradizionale”. Fare una raccolta firme è diffamatorio? Nello stesso articolo si riportano le vicende di P. Scozzaro, che ora è stato riabilitato, come da decreto del defunto P. Volpi. Valgono quindi le stesse considerazioni di prima: I FATTI non sono diffamatori. Sono FATTI e basta, storia accaduta. Abbiamo fatto il nostro dovere pubblicando il decreto con cui P. Scozzaro è riammesso nell’’Istituto.

In tutto questo, vorrei davvero capire dove stia la diffamazione e la lesione dell’onore.

Perché abbiamo cancellato uno dei due articoli?

Da quanto esposto sopra, non ritengo mio dovere cancellare gli articoli; ho fatto il mio dovere pubblicando il decreto di riammissione.

Però il primo articolo, a firma Giampaolo Scquizzato, non è più presente al link https://www.riscossacristiana.it/ancora-sui-francescani-dellimmacolata-quando-la-calunnia-gratuita-corre-rete-il-caso-scozzaro-di-giampaolo-scquizzato/

Per un solo motivo: l’autore, il quale conserva la proprietà di ciò che scrive, gratuitamente, per Riscossa Cristiana, mi ha chiesto di cancellarlo. Ho quindi dovuto provvedere in tal senso. Per quanto mi riguarda, non lo avrei cancellato.

Per le considerazioni sopra esposte, che riguardano il diritto di cronaca, non intendo cancellare il secondo articolo, che si trova al link https://www.riscossacristiana.it/i-francescani-dellimmacolata-e-la-disinformazione-sul-web/?option=com_content&view=article&id=2644:da-corrispondenza-romana-uniniziativa-in-sostegno-dei-francescani-dellimmacolata-e-della-messa-tradizionale&catid=61:vita-della-chiesa&Itemid=123

Al più, i lettori verranno rimandati a link non più esistenti su altri siti, laddove esistano nell’articolo riferimenti ipertestuali ad articoli cancellati.

Però l’avv. Saguto ci chiede, anzi, ci INTIMA, anche di fare cose impossibili. Perché?

Al secondo punto delle INTIMAZIONI, ci viene richiesto di attivarci perché gli articoli in oggetto siano rimossi da tutti i siti e blog che li abbiano ripresi e pubblicati. Ci viene richiesto quindi di fare una cosa IMPOSSIBILE. Come è noto Riscossa Cristiana è un sito ad accesso libero per chiunque e chiunque può riprendere articoli pubblicati; capita, e a volte viene messa la fonte, a volte no. Ma è del tutto impossibile sapere quali articoli siano ripresi da altri siti o blog. Un articolo può essere ripreso da mille siti, in ogni parte del mondo, o da nessuno. Non esiste un mezzo per fare tale ricerca, anche perché non tutti i siti vengono ripresi dai motori di ricerca. E in ogni caso, ognuno è libero di riprendere ciò che vuole da Riscossa Cristiana. Perché ci viene intimato di fare una cosa che nessuno è in grado di fare? Non posso pensare che da parte di un legale la cosa sia fatta maliziosamente, per intimidirci, perché saremmo addirittura al reato di minaccia (art. 612 c.p.). Si può solo pensare a una svista, derivante da scarsa conoscenza del lavoro su Internet.

Alcune legittime perplessità

Concludendo, ho chiarito perché il primo articolo è stato cancellato (per volontà dell’autore), mentre non ho intenzione di cancellare il secondo. Ho pubblicato il decreto con cui lo Scozzaro viene riammesso nell’Istituto dei FFI.

Vorrei esprimere però delle legittime perplessità, con la speranza che qualcuno mi aiuti a fare chiarezza. Mi sembra legittimo e anche doveroso verso i lettori:

–  Anzitutto, perché la lettera dell’avv. Saguto, datata 24 luglio, ci viene inviata via mail solo il 4 agosto (dopo 11 giorni), ossia quando molti sono in vacanza? Se io fossi stato in vacanza, come tanti, avrei letto una INTIMAZIONE che mi dava 5 giorni per adempiere, magari dopo 15 giorni… Si sarà trattato di una svista, di certo; altrimenti dovrei pensare che maliziosamente mi si volesse privare del diritto di replica e di difesa. Naturalmente non lo penso.

–  Considerando che il defunto P. Volpi aveva comunque commesso delle irregolarità nello svolgimento del suo compito, domando: aveva l’autorità per annullare un decreto dell’allora superiore generale, considerando che detto decreto era stato riconfermato dalle Autorità superiori (Dicastero per gli Istituti di Vita consacrata)? Purtroppo P. Volpi non può più spiegare nulla. Ma di certo qualche voce autorevole potrà venire in aiuto per fare chiarezza.

–  Come valutare il comportamento di un religioso, che è anche sacerdote, il quale, sentendosi in qualche modo danneggiato, anziché ammonire il presunto colpevole (cioè il sottoscritto), ricorre subito ai mezzi mondani, minacciando azioni giudiziarie? Dov’è finita la correzione autorevole che un sacerdote dovrebbe fare al presunto colpevole (cioè il sottoscritto)? A questo proposto chiederò rispettosamente chiarimenti all’attuale Commissario apostolico dei Francescani dell’Immacolata e all’Ordinario della Diocesi in cui P. Scozzaro è attualmente incardinato.

E qui concludo, ringraziando quanti hanno avuto la pazienza di leggermi. Mi limito a far notare che in tanti anni mi sono visto arrivare critiche feroci, spesso insulti, e mai ho lontanamente pensato a sporgere querele. Questione probabilmente di temperamento: preferisco le cose risolte tra uomini, con comportamenti da uomini, che si parlano con franchezza. E, faccio sommessamente notare, io non ho le responsabilità di un sacerdote. Sono un uomo qualunque, che però testardamente continua a credere che esista la libertà di espressione, soprattutto quando si espongono dei FATTI.

Grazie a tutti e a tutti buone vacanze.

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17 Responses to Francescani dell’Immacolata. Perché vogliono obbligarci a rimuovere articoli di cronaca? I fatti accaduti, non li può cancellare nessuno  –  di Paolo Deotto

  1. Raffaele ha detto:

    Lei non ha querelato e non querela chi la aggredisce, caro Direttore; invece chi è “dalla parte giusta della barricata” querela chi racconta le cose come stanno.
    I fatti non sono amati dagli Illuminati.
    Indimenticabile la querela di un Vescovo contro Francesco Colafemmina – un trentenne laico -, con la successiva convocazione di Colafemmina e della moglie da parte dei Carabinieri. Non so se vi siano tuttora conseguenze

  2. loquenzio ha detto:

    A quanto mi consta Padre Scozzaro non è stato riammesso nei FFI, o meglio un atto del commissario decretava decaduto il suo allontanamento, ma dallo scorso febbraio, il giorno 11, quando fu emesso questo decreto del commissario dei FFI non se ne è saputo più nulla, sembra perché la Congregazione dei Religiosi non ha approvato il decreto ritenendo probabilmente ancora valide le ragioni del suo allontanamento.

  3. Paola B. ha detto:

    Sono certissima che noi, “appartenenti” a Riscossa Cristiana, siamo TUTTI con lei, carissimo Deotto!!

  4. Federico Fontanini ha detto:

    Gent.le direttore, esprimo la mia solidarietà e confermo sentimenti di profonda stima nei suoi confronti. Ha fatto bene a far pubblicare quegli articoli. Nessuna diffamazione, ma cronaca della verità. Il fatto che un religioso si avvalga – per questo – di un legale, si commenta da solo.

  5. Silvano ha detto:

    Anch’io mi associo alle Sue decisioni, le condivido e esprimo la mia solidarietà a Lei e a quanti sono “in prima linea” a difendere la Verità e la Giustizia (quella vera, non quella secolare).
    E se è perseguibile esprimere le proprie idee e convinzioni significa che siamo in uno stato totalitario che si nasconde dietro una facciata di finta democrazia. E ciò è confermato dalle leggi emanate o che stanno per essere votate dal governo italiano (dopo innumerevoli governi del mondo intero).
    Le “intimazioni” di un legale per oscurare i FATTI rientrano in tale logica.

  6. Renato Manzo ha detto:

    “Preferisco le cose risolte tra uomini, con comportamenti da uomini, che si parlano con franchezza”. Ecco,appunto…

  7. Alberto Speroni ha detto:

    “pane al pane,vino al vino!” questo è parlar chiaro!

  8. Leo Viterbium ha detto:

    Non conoscevo i precedenti del nominato Scozzaro, dal cui sito web prelevo ogni tanto qualche pagina edificante. Certo che se uno, contro Padre Manelli, si appella al signor Fidenzio Volpi, perde tanto ma tanto di credibilità.

  9. Tonietta ha detto:

    Carissimo Direttore, come sempre, mi schiero dalla sua parte! Piuttosto, come mai compare il 404 e non è più possibile rileggere l’articolo sulla “buona scuola” di martedì 4 agosto?

  10. Leo Viterbium ha detto:

    Faccio un esempio molto laico. Un ente pubblico aveva preso una deliberazione pregiudizievole per la retribuzione di mia figlia. Un avvocato amico mi ha consigliato: “Prima scriva una semplice lettera, tua figlia, e poi, secondo la risposta scriverò io come avvocato”. Incredibilmente, è stata sufficiente la prima lettera, l’ente ha riconosciuto l’errore e si è impegnato a rimborsare il dovuto.Se la chiarezza funziona in ambito totalmente laico, non dovrebbe funzionare molto di più tra credenti ?

  11. Diego ha detto:

    Esprimo la mia totale solidarietà al Direttore!
    La verità va detta e nessuno può impedire ciò!

  12. terra nuova ha detto:

    Continui così direttore, peccato che ci sia chi si fa prendere dalla paura . Sapevo di Scozzaro da cui ricevo le mail perchè ho concluso di lasciarlo perdere in base a quanto scritto dallo stesso contro padre Manelli e successiva sempre sua mail di riammissione. Prima ignoravo fosse un esiliato di padre Manelli, presumo esiliato con motivazioni…. se ancora non lo hanno riammesso dopo il decreto volpi defunto.

  13. ivan ha detto:

    Tempo addietro ricevevo regolarmente le mail di Padre Scozzaro, conosciuto tramite sito web. Poi cominciai ad avere qualche dubbio per certe sue critiche e considerazioni secondo me non consoni al pensare ed agire di un religioso. Feci una ricerca su internet e venni a conoscenza delle sue vicissitudini.
    Lo abbandonai e passai ai padri domenicani.
    Inutile dire …. tutt’altra musica!!!

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