La mattina di sabato 21 luglio presso la Chiesa parrocchiale “San Michele Arcangelo” di Roncole Verdi, in provincia di Parma, è stata celebrata una Messa di Requiem in rito gregoriano per ricordare il cinquantesimo anniversario della morte di Giovannino Guareschi, che ci ha lasciati il 22 luglio 1968. La cerimonia, in forma solenne, è stata promossa dal Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum, dall’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore delle Reali Tombe del Pantheon (Delegazione provinciale di Parma) e dalla Delegazione per l’Emilia Romagna degli Ordini Dinastici di Casa Savoia. Erano presenti con labari e fascia tricolore, in rappresentanza della cittadinanza, i sindaci di Busseto e di Fontanelle di Roccabianca, paese natale del grande scrittore parmense.

Prima della celebrazione liturgica officiata da Don Marino Neri, ha preso la parola il  Parroco di Roncole Verdi, don Gianni Fratelli, che ha ringraziato gli organizzatori e ha ricordato brevemente la figura di Guareschi. Erano presenti numerosi estimatori di Giovannino provenienti da tante parti d’Italia, oltre al figlio Alberto e alla nipote Angelica in rappresentanza della famiglia Guareschi.

La Messa di Requiem, oltre che impreziosita dalla Schola Cantorum di Cremona, che ha sostenuto col canto gregoriano la celebrazione liturgica, accompagnata dallo stesso organo su cui aveva suonato il giovane Giuseppe Verdi, è stata ulteriormente abbellita da un accurato arredo sacro, che ha visto davanti al presbiterio un catafalco funebre di nobile foggia, rivestito con un drappo nero ricamato, oltre alla presenza di ghirlande e corone ai piedi dell’altare.

Don Marino Neri ha ricordato nell’omelia quel passaggio famoso tratto dal Mondo piccolo di Guareschi, in cui la voce del Cristo invita don Camillo a preservare la fede, come fa il contadino che salva il seme per una fioritura dalle spighe dorate dopo l’alluvione. Invitando a cogliere il fine ultimo dell’uomo, cioè quello di dar maggiore gloria a Dio e con questo salvare la propria anima, don Marino ha ammonito, come fece lo stesso Guareschi, contro il deserto spirituale che avanza progressivamente e inaridisce l’anima, la mente e il cuore dell’uomo. Nel ricordare l’opera efficace e ancora straordinariamente attuale di Guareschi, il sacerdote ne ha sottolineato infine l’umanità e la lungimiranza che l’hanno reso uno scrittore letto, con profitto e diletto, in tutto il mondo.

La cerimonia si è conclusa con una breve processione all’esterno sino al vicino cimitero, dove, con la presenza di tutte le autorità religiose e civili e dei familiari, è stata deposta una corona sulla tomba di Giovannino, accompagnandola con la preghiera di suffragio di tutti i presenti.

Alla fine della cerimonia alcuni si sono fermati in raccoglimento davanti alla tomba di Giovannino, a quella della moglie Ennia Pallini (conosciuta attraverso gli scritti di Guareschi come Margherita) e a quella della figlia Carlotta, la Pasionaria, morta nell’ottobre del 2015.

 

Share →

40 Responses to Giovannino Guareschi ricordato con la “sua” Messa nel cinquantesimo anniversario della morte – di Fabio Trevisan

  1. Bruno pesci ha detto:

    Grazie Giovannino per la tua coerenza e onestà . Grazie per aver indicato, testimoniandolo, che la fede non è una palla al piede che ti limita e ti coercizza nella vita. Anzi è una mongolfiera che ti fa volare e respirare profondamente gustando il panorama stupendo della vita che altrimenti non avresti gli strumenti per decifrarla. Grazie perchè la tua passione per la vita non è stata urlata ma con fermezza è stata testimoniata. Grazie.

  2. Sursum Corda ha detto:

    Siano lodati Gesù e Maria!

    Posso essere cattivo? Nella prima foto, durante il Confiteor, é straordinario vedere: a) l’altare posticcio lasciato in mezzo (come dire: “siete proprio i benvenuti qua”) e soprattutto, azzardo, ma sono pronto ad essere smentito, b) il sacerdote che con stola nera (proprio perché é necessaria, ma non che ci tenga molto) se ne sta lì in piedi, senza sapere dove tenere le mani e con un evidente imbarazzo che, ufficialmente, é per quei “matti” che sono inginocchiati lì davanti, mentre il Signore non fa altro che rendere lui stesso ridicolo.

    Bellissima foto: la Chiesa di sempre, inginocchiata davanti a Dio; la pseudo-chiesa che non sa nemmeno come stare davanti al Signore dei Signori.
    La difesa della Fede a Gloria di Dio e per la Salvezza delle anime al primo posto.

    Ave Maria

  3. Marco Crevani ha detto:

    Una parola: nobiltà. Non di lignaggio, ma data dalla coerenza e dal coraggio della Fede

  4. bbruno ha detto:

    ma anche qui, nella chiesa dove si celebra la Messa in suffragio di Giovannino Guareschi, fa mostra di sé la “tavola calda” per l’altra messa, che erano, l’una e l’altra , come fumo negli occhi del nostro Grande! Almeno, per rispettarne la memoria, non si è osato inscenarvi la nova messa!

  5. Franz Peterf ha detto:

    Avevo scritto un commento alla cosiddetta Messa Vetus Ordo, ma vi siette precipitati a cancellarlo. – “La raison du plus fort est toujours la meilleure”. Questo scrisse nel 1600 il poeta francese Jean de la Fontaine. E’ vero voi siete i più forti perché avete il potere di cancellare ciò che uno scrive se non è conforme alle vostre idee. Siete da ammirare!!! Tanto sono più che certissimo che anche questa volta mi cancellerete.

    • Sursum Corda ha detto:

      Siano lodati Gesù e Maria!
      Carissimo, io attendo che scriva qualcosa sulla S. Messa di sempre…

      Ave Maria

      • Franz Peterf ha detto:

        Innanzi tutto bisogna vedere cosa intende lei, per la Messa di sempre o cosa invece intendo io. Credo che per lei la Messa di sempre è quella in uso prima del Concilio Vaticano II, cioè quella celebrata completamente in latino. Qui le spiego il perché della mia opposizione a tale rito. La Messa è il sacrificio di Cristo e non è un rito magico, dove si usano formule e parole incomprensibili. Mi dica oggi quante persone sono in grado di comprendere il latino, diciamo lo 0,1%, ad essere ottimisti? Se è quasi impossibile per noi italaini comprendere il latino, s’immagini un abitante del Papua-Nuova Guinea! Non so quanti anni a lei, ne voglio saperlo, tuttavia se i suoi capelli sono bianchi si ricorderà cos’era una volta la messa: un fatto privato fra il celebrante ed il o i chierichetti e i cosiddetti fedeli che per passare il tempo, durante la celebrazione recitavano uno o due rosari e per fortuna che all’epoca non esistevano i telefonini. Pax et bonum.

        • Sursum Corda ha detto:

          Siano lodati Gesù e Maria!
          Punto 1: “generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”: faccia un sondaggio dove va lei a messa, mi dica quante persone, pur dicendo il Credo, sanno esattamente cosa stanno dicendo. E se anche lei conoscesse S. Tommaso d’Aquino e la sua descrizione della SS. Trinità, si tratta di un mistero. MISTERO per la Chiesa vuol dire una realtà VERA, ma talmente grande che non può starci nel nostro cervello. Ergo: é nella natura stessa delle cose che parliamo di cose che non conosciamo, non comprendiamo e sono più grandi di noi. Il comprendere non é necessario, perché in realtà non sappiamo esattamente fino in fondo di cosa stiamo parlando. Inoltre – ma non secondario – tutte le persone usano i libretti con traduzione a fronte.
          Intanto, mi trovi almeno 50% delle persone che vengono alla messa con lei e che sanno esattamente cosa si intende. Oppure, vogliamo andare sul più semplice, parliamo della “Madre di Dio” e si faccia spiegare come é possibile che Dio abbia una madre…se la maggioranza sanno cosa dicono ha ragione lei, altrimenti no (continua…

        • Sursum Corda ha detto:

          Punto 2: il Sacerdote é ontologicamente differente da un semplice laico. Non é sullo stesso piano nostro. Con buona pace dei protestanti. È lui che officia il Divino Sacrificio ed a nome di tutto il popolo presenta tale Sacrificio a Dio Padre. È il Sacerdote che fa questo. Non lei, né io. Quando il Canone Romano é recitato sottovoce (per fare un esempio) non sta ai laici sapere le parole o ricordarsele tutte a memoria: se quando il Sacerdote dice “Súpplices te rogámus, omnípotens Deus: iube hæc perférri per manus sancti Angeli tui in sublíme altáre tuum, ecc…” lei si ricorda che il Sacerdote prega Dio che le offerte siano portate dal Suo angelo santo sull’Altare della Sua Maestà Divina può unirsi alla preghiera del Sacerdote, ma se anche non lo sa o non si ricorda il momento giusto, è il momento contemplativo in cui si sta davanti a Dio (verbo “di stare”) e si parla a Dio di tutto cuore unendosi alla preghiera del Sacerdote. È il Sacerdote che celebra il Divino Sacrificio e tutto (balaustre, silenzio, vultum versum Deum, ecc…) ce lo ricorda. (continua…)

        • Sursum Corda ha detto:

          Punto 3: non faccio riferimento a lei, ma faccio un discorso generale. È da presuntuosi pensare che per 1950 anni il Divino Sacrificio sia sempre stato SULLA SCIA degli Apostoli (vorrei ricordare che anche i fratelli Ortodossi, scismatici, celebrato rivolti verso Dio e la Consacrazione é silenziosa e coperta alla vista del popolo…) ed adesso abbiamo capito tutto noi. C’é gente del calibro di S. Tommaso d’Aquino (invito a leggere la Summa Teologia in qualche punto per comprendere di chi stiamo parlando), tutta la Patristica, i Padri del deserto, ecc… ed ora siamo arrivati noi a capire tutto. Come se prima fossero scemi. Questo é un errore perfettamente in stile modernista.
          Punto 4: esiste la bolla “Quo primum tempore” e tre canoni anatematizzati presenti anche sul Denzinger che rendono la S. Messa codificata (“codificata, non creata”!) di S. Pio V non modificabile con ulteriori nuovi riti. Cito i canoni: (continua…)

        • Sursum Corda ha detto:

          Denzinger 1613: Se qualcuno afferma che i riti tramandati e approvati dalla Chiesa cattolica, soliti ad essere usati nell’amministrazione solenne dei sacramenti, possano essere disprezzati o tralasciati a discrezione senza peccato da chi amministra il Sacramento, o cambiati da qualsivoglia pastore di chiese con altri nuovi riti: sia anatema. –> NO NUOVI RITI
          Denzinger 1759: Se qualcuno dirà che il rito della Chiesa Romana, secondo il quale parte del canone e le parole della consacrazione si profferiscono a bassa voce, é da condannarsi; o che la messa deve essere celebrata solo nella lingua del popolo; o che nell’offrire il calice l’acqua non deve essere mischiata col vino, perché ciò sarebbe contro l’istituzione di Cristo: sia anatema. –> NO SOLO LINGUA VOLGARE, NO CANONE AD ALTA VOCE
          (continua…)

        • Sursum Corda ha detto:

          Denzinger 2666: La proposizione che asserisce che: “é contro la prassi apostolica ed i progetti di Dio se non vengono predisposte per il popolo vie più facili per unire la sua voce con la voce di tutta la Chiesa” intesa sull’uso della lingua volgare da introdurre nelle preghiere liturgiche: é falsa, temeraria, turbativa dell’ordinamento prescritto per la celebrazione dei misteri e facile generatrice di molti mali. –> NO LINGUA VOLGARE
          Sul Volgare e sulla traduzione della Bibbia in lingua volgare si é anche scagliato Papa S. Pio X, ma tralascio i canoni per evitare di andare avanti.

          Attendo una sua gentile replica se intende.
          Ave Maria

  6. Sursum Corda ha detto:

    …una piccola glossa (divertente ma vera): da quando seguo la S. Messa secondo la Tradizione, l’attenzione alla S. Messa (che per pura grazia di Dio c’é sempre stata) é diventata ancora più alta: onde evitare di iniziare dicendo “Tantum Ergo Sacramentum…” e poi trasformarlo in “Canta il merlo sul frumento…” l’attenzione alle parole, alle desinenze (ed io NON HO STUDIATO IL LATINO durante il percorso di studi!), fanno sì che in ogni istante ci si debba ricordare cosa si sta dicendo, prima – appunto – di dire strafalcioni grotteschi… ma comunque la S. Messa non la celebro io, la celebra il Sacerdote, io devo essere presente e pregare il Signore per come posso.
    Santa serata.

    Ave Maria

    • Franz Peterf ha detto:

      Guardi che io non ho mai parlato di teologia, perché l’ignoranza in materia, parliamo sempre di buona fede, può essere a carico a chi preferisce la Messa vetus ordo, ma anche a chi preferisce la Messa post conciliare. Anzi il far di tutto per non far comprendere a chi partecipa alla Messa la parola di Dio, epistola e vangelo, mi pare un atto che non mi permetto di giudicare, ma che non posso accettare: la Messa non è per una sparuta élite. Allora perché usare il latino che non era la lingua di Gesù e non l’aramaico? Se vogliamo essere tradizionalisti lo dobbiamo essere fino in fondo! Mi scusi ma non riesco a comprendere tutto questo clima di mistero, Gesù non era un essere misterioso, basta leggere il vangelo, lui ha sempre parlato in modo molto chiaro e per farci meglio comprendere la sua dottrina e la sua parola ha usato tante parabole, ossia esempi. Un’ ultima cosa è più che giusto che la Bibbia sia tradotta nelle varie lingue volgari, affinché tutti possono leggerla e comprenderla e farne un esempio per la propria vita. Pax et bonum,

      • Sursum Corda ha detto:

        Siano lodati Gesù e Maria!
        Lei non ha mai partecipato ad una S. Messa secondo la Tradizione, perché altrimenti saprebbe per esperienza diretta che non é vero che non si capisce niente, anzi ci sono tutti i materiali disponibili ed usufruibili per comprendere quello che viene detto e fatto. La S. Messa non é per un élite, ma – non ha risposto – ci sono dei dogmi che dicono che la S. Messa non può essere interamente detta in lingua volgare. Questo é un dogma, é lo Spirito Santo che ha parlato (sono sicuro che riconosca l’importanza e l’autorità dei dogmi, altrimenti non saremmo qua a parlare). La Bibbia poi – il linea con la Tradizione Cattolica – é meglio che venga SPIEGATA dalla Chiesa e non tradotta: il Concilio di Trento (Denz 1506-8), Pio IV (Denz 1863), Gregorio XVI (Denz 2771) ed il Beato Pio IX (Denz 2784) concordano che sia meglio evitare che ognuno si legga la Bibbia da solo, con il rischio di interpretarla come meglio crede (continua…)

  7. Sursum Corda ha detto:

    …mentre é molto meglio che ascolti la Chiesa (con uomini di Chiesa degni di questo nome) in grado di spiegare l’interpretazione della Sacra Scrittura in accordo con la Tradizione della Chiesa, che vuol dire: aver studiato i Padri della Chiesa, i teologi, i Dottori della Chiesa, ecc… E proprio per questo, perché non é per un’élite, ma per tutti, é fatto in modo che un gruppo di persone – i presbiteri – studino e poi spieghino a tutti la Bibbia, ma secondo l’interpretazione della Chiesa. Dire: “leggete la Bibbia, leggete la Bibbia” é una frase di deriva protestante, mista ad un pizzico della setta dei testimoni di Genova (la “v” nella parola é voluta). No! Ascoltare l’interpretazione secondo il Magistero della Parola di Dio. Non le cito – per brevità – i canoni, ma glieli ho scritti.

    A proposito del tema: http://radicatinellafede.blogspot.com/2018/04/educare-non-tradurre.html articolo, già comparso anche su questa testata online…
    Vada ad una S. Messa secondo la Tradizione, poi si farà la sua idea, non parli per preconcetti.
    Ave Maria

    • Franz Peterf ha detto:

      Innanzi tutto la sacra liturgia NON è un dogma, quindi è mutabile ed aggiornabile nei tempi. Le faccio presente che la Messa, che voi chiamate tradizionale, la conosco molto, ma molto bene per aver fatto per tanti anni il chierichetto, per questo ne sono contrario, più che per l’uso della lingua latina, per la negazione della preghiera dei fedeli e per lo scambio della pace, quest’ultimo da sempre esistito nella liturgia ambrosiana e nei riti orientali, sia cattolici che ortodossi, e della comunione presa sulla mano: forse perché le mani sono meno nobili della bocca? Le porto un esempio di tali assurdità, forse per lei non lo è, per me sì. La vigilia di una Pasqua, mia madre, sofferente d’asma nella notte prese un pastiglia, orbene per questo avendo interrotto il digiuno, non poté fare la comunione. Le sembra giusto. Non comprendo questa vostra avversione per l’uso delle lingue di oggi. Dovremmo essere felice se tutti quelli che assistono alla messa, compreso il tapino che ha fatto a malapena la terza elementare riesce a comprendere le parole del Vecchio, del Nuovo Testamento e il…

      • Franz Peterf ha detto:

        segue Nuovo Testamento e il Vangelo. Lo già scritto ma lo ripeto è logico il fatto che durante la vecchia Messa, si recitassero preghiere, rosari et similia e come se durante ad un concerto di musica classica mi mettessi a suonare un brano di jazz. Per quanto riguarda la lettura della Bibbia nelle varie lingue, lei mi cita l’opposizione di vari personaggi e famosi Papi, ma anche questo non è un dogma di fede, perciò e più che logico aggiornarlo. Non vedo cosa può esserci di male se possiamo avere un punto ecumenico di contatto con i protestanti, non dico con i testimoni di Geova, per i quali il cristianesimo non c’entra per nulla.

        • Sursum Corda ha detto:

          Siano lodati Gesù e Maria!
          Purtroppo la discussione con lei non é fatta perché lei voglia cercare di capire, ma per imporre le sue idee, senza ascoltare quello che viene detto. Comunque rispondo nuovamente:
          a) lei dice che la Liturgia non é un dogma. SBAGLIATO. Le ho citato 3 passi presenti sul Denzinger che SONO DOGMI in merito alla liturgia, così come la Bolla Quo Primum tempore, che non é un dogma, ma ha una formulazione UNIVERSALE, sia nello spazio (in ogni dove) che nel tempo (indulto perpetuo). Quindi la sua proposizione é sbagliata. È regolata da dogmi.
          b) una medicina NON annulla il digiuno eucaristico. Chi dice il contrario non conosce le regole canoniche. La disciplina della Chiesa una volta diceva: “digiuno da mezzanotte” (quando la S. Messa era al mattino e non si poteva celebrare di sera), poi fu “almeno tre ore per i cibi solidi, un’ora per i liquidi”, attualmente é “un’ora per i cibi solidi e liquidi”. Ma le medicine fanno SEMPRE eccezione.
          c) il SS. Corpo di Gesù Cristo non può essere toccato da niente che non sia consacrato. SOLO le mani del Sacerdote…

        • Sursum Corda ha detto:

          …sono consacrate (cioé “cose sacre”), pertanto solo le mani del Sacerdote toccano il corpo di Gesù Cristo. S. Francesco non si fece mai Sacerdote per il timore di toccare il SS. Corpo di Gesù Cristo (non si riteneva degno). La nostra lingua ed il nostro corpo non sono consacrate, ma é “per necessità” di poter assumere il SS. Corpo di Cristo che viene posto sulla lingua. Le nostre mani NON sono consacrate, non possono pertanto toccare né il SS. Corpo, né tantomeno il Preziosissimo Sangue.
          I testi che le ho citato (dal Denzinger) sono anatematizzati e sono DOGMATICI, vincolando la Fede dei fedeli; anche qua non é corretto quanto ha detto.
          I nostri nonni e bisnonni, infine, non avevano una cultura elevatissima. Eppure avevano una Fede più incrollabile della nostra. E spesso erano là, alla S. Messa senza sapere esattamente cosa accadeva, e molti recitavano il S. Rosario durante la S. Messa. Le ripeto: é il Sacerdote che officia il Santo Sacrificio, non lei, né io. Noi aggiungiamo un “Amen” di approvazione.
          (continua..)

        • Sursum Corda ha detto:

          Se poi avrà la cortesia di cercare e leggere la Bolla di Papa Leone X del 1521 sui Protestanti (Leone X ha conosciuto Lutero & Company) che si riferisce loro dicendo: “Su tutti costoro noi decretiamo, dichiariamo, definiamo le sentenze di scomunica, di anatema, della nostra PERPETUA condanna e interdetto” e termina così: “NESSUNO può infrangere questa o alcuna nostra decisione,scritto,dichiarazione, precetto, ingiunzione, assegnazione, volontà, decreto o avventatamente contravvenirli. Se qualcuno osa tentare una cosa del genere, sappia che incorrerà nella collera di Dio onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo. Noi abbiamo detto.”
          Le parole hanno un senso ed il Magistero della Chiesa, quando é così chiaro e netto (perpetuo, nessuno, in ogni tempo, ecc…) non può subire modifiche. Sono gli eretici modernisti che pensano che il Magistero possa cambiare (seppure lo dichiarano con sfumature differenti).
          Ave Maria

  8. Sursum Corda ha detto:

    La S. Messa secondo la Tradizione, poi, NON È la messa di Paolo VI tradotta in italiano (tanto é che il Messale di Paolo VI é in latino, poi tradotto in volgare…ed anche qua sappiamo che un DOGMA impedisce la messa completamente in lingua volgare). È una S. Messa DIFFERENTE. È un rito DIFFERENTE (ed anche qua, Denz 1613 come detto, non possono esserci NUOVI riti differenti nella celebrazione dei Sacramenti). Non é la “messa il latino”; é una celebrazione differente. Lex orandi, lex credendi. Una celebrazione differente che sottende ad una dottrina differente. Con parole DIFFERENTI. E la messa di Paolo VI contiene anche errori dottrinali e testi di significato ambiguo, come ad esempio l’aver tradotto “Domine Deus Sabaoth” in “Signore Dio dell’universo” mentre vuol dire “Signore, Dio degli Eserciti. Lei lo sa che é la massoneria parla del Grande Dio dell’Universo, togliendogli ogni valenza Personale, di Persona? Lo stesso nell’offertorio, il “Suscipe Sancta Trinitas” che si riferisce all’Unico Vero Dio, diventa di nuovo “Dio dell’Universo”…un dio generico, che va…

  9. Sursum Corda ha detto:

    ..per tutto e tutti. Anche un buddista potrebbe trovare adeguato “Dio dell’Universo”. Lei pensa che nostro Signore sia contento quando il Primo Comandamento é “IO SONO il Signore tuo Dio. Non avrai altro Dio all’infuori di Me. Perché io sono un Dio geloso”. Perché la SS. Trinità diviene un generico Dio dell’Universo? Ed ancora: il “accetta questa vittima immacolata che ti offro, io indegno tuo servo” diventa “frutto della terra e del lavoro dell’uomo”: fu Caino che offrì a Dio il frutto della terra e del suo lavoro, e Dio NON GRADÌ quello che gli fu offerto (Genesi 4). Viene tolto il concetto di Vittima Sacrificale (l’unico gradito a Dio: Suo Figlio) con un concetto puramente antropocentrico. Altro errore dottrinale. Cioé non si chiama Dio per il Suo SS. Nome e Gli si offre ciò che Lui non gradisce. Perché poi dare le spalle a Gesù presente nel SS. Sacramento? Forse non ci si crede? Ecc…
    Qui non é una questione di latino (comunque regolato da dogmi), ma é una questione di Dottrina.
    Una santa giornata.
    Ave Maria

  10. Franz Peterf ha detto:

    pax et bonum – io e lei siamo distanti anni luce, per cui è inutile continuare questo nostro colloqio. Grazie comunque per utte lwe informazioni che mi ha fornito.

    • Franz Peterf ha detto:

      Chiedo scusa a Sursum Corda e agli altri lettori, se intervengo di nuovo, dopo aver letto e riletto i suoi ultimi interventi mi vorrei soffermare su due cose: sul digiuno eucaristico, e sul Dio degli eserciti. Sul digiuno eucaristico, come mai accetta le regole attuali, mi pare che le vecchie norme tradizionali parlassero “…dalla mezzanotte” e che anche un semplice bicchiere d’acqua rompeva il digiuno. Ciò non è forse in contraddizione con il suo pensiero? Sul Dio degli eserciti, “aver tradotto “Domine Deus Sabaoth” in “Signore Dio dell’universo” mentre vuol dire “Signore, Dio degli Eserciti” è meglio Dio dell’universo, perché è Dio che ha creato il mondo e se ne prende cura ed in ciò non vedo alcuna contraddizione con il 1° comandamento. Dio non è guerrafondaio, non è Marte! Non riesco ad immaginare un Dio degli eserciti, con i gradi di generalissimo, in piedi sulla torretta di un carro armato, con la sciabola sguainata, comandare “avanti” ad uno squadrone di carri, o anche urlare “carica” ad uno squadrone di cavalleria.

  11. Sursum Corda ha detto:

    Carissimo,
    le rispondo a patto che la sua domanda e le sue intenzioni siano veramente interlocutorie e non dettate dal fatto di dire a priori: “ho ragione io”, altrimenti non serve a niente discutere apertamente. DIGIUNO: queste sono le regole canoniche, regole UMANE, non Divine come i dogmi che le ho citato. Io posso anche non essere d’accordo con queste (ed in effetti non le ho detto che cosa seguo io personalmente in merito al digiuno), sapendo che ad oggi é così (1 ora) e domani può cambiare. Questi non sono dogmi e, inoltre, si può anche non essere d’accordo. Ma rappresentano l’equivalente delle Leggi umane, il “minimo necessario” comune a tutti quanti. Se poi uno vuol seguire dalla mezzanotte, dalle 3 ore, dal giorno prima, ecc… può farlo (sempre in accordo con il Confessore o Direttore Spirituale). Però non può auto-esentarsi a meno di 1 ora. È ben differente dai dogmi, che sono immutabili, oggi e sempre.
    (continua…)

  12. Sursum Corda ha detto:

    TRADUZIONE: Per quello che riguarda il “Dio degli eserciti”: la traduzione che deriva dalla Tradizione ci parla di Dio degli eserciti, mentre il Dio dell’Universo – oltre al fatto che le ho detto essere un “nome” che soddisfa tutti nell’ambito umano (tranne Dio stesso) e che viene utilizzato anche dalla massoneria – non é la traduzione di quello che é sempre stato detto nella Liturgia, e rompe con la Tradizione. Le ricordo che ciò che la Chiesa Cattolica inserisce nella Liturgia, é qualche cosa che la Chiesa stessa ritiene e crede al massimo grado, così tanto da recitarlo, cantarlo, ecc… davanti a Dio stesso, addirittura nel rito che vede il Divino Sacrificio rinnovarsi. Poi si può anche discutere che la Tradizione ha sempre rappresentato gli Angeli come combattenti (non lasciamoci confondere con altre immagini, vuoi New Age, vuoi artistiche ma non della Chiesa Cattolica), si é sempre parlato di schiere celesti, San Michele Arcangelo é il “principe della MILIZIA CELESTE”, ecc… ed é infine da ricordare che – non per Volontà diretta di Dio, ma esiste una guerra (continua…)

  13. Sursum Corda ha detto:

    …fra il Cielo ed il demonio. Inutile citare Apocalisse 12 (che parla di quello che successi in Cielo all’inizio dei tempi), così come Genesi 2 quando Dio stesso pone inimicizia fra la Donna ed il serpente, fra la Stirpe della Madonna e la stirpe dei seguaci di satana. La Chiesa sulla terra é chiesa militante; la vita é un combattimento contro se stessi, il mondo ed il demonio, ecc… Insomma: Dio é Dio degli eserciti celesti, schierati a battaglia contro il demonio e la sua ciurma di disperati e dannati. Ma – indipendentemente da questo discorso, comunque importante – la Tradizione della Chiesa dice “Domine Deus Sabaoth” che sottende a tutto questo, lo ha sempre fatto per secoli e secoli. E poi arrivano loro e traducono spaccando completamente con la Tradizione. Inoltre, parlando di Dio con un appellativo massonico. Questo non si può fare.

    Spero di aver fugato i suoi dubbi.
    Ave Maria

  14. Franz Peterf ha detto:

    La ringrazio, ma i miei dubbi non li ha fugati, anzi li ha fatti aumentare e glieli propongo:
    1° il canone ed il rito della messa non sono un dogma, per farmi comprendere non è la Santissima Trinità, non è l’ Immacolata Concezione o l’assunta, quindi è possibile di cambiamenti e variazioni.
    2° lei cita in continuazione il Concilio di Trento, ricordi che dopo il Concilio di Trento ci sono stati altri due Concili: il Vaticano I° e il Vaticano II°- i Padri Conciliari del Vaticano I° e II° hanno avuto gli istessi poteri decisionali del Concilio Tridentino, quindi le decisioni dei padri del Vaticano II sono valide, perciò la “nuova Messa” come lei ed altri la chiamate è perfettamente legittima.
    3° la scomunica di papa Leone X a Lutero, potrebbe essere annullata da qualsiasi Pontefice, anche la tale scomunica non è un dogma. Fa riflettere il fatto che la scomunica a Lutero sia stata decretata da papa Leone X, pontefice commerciante in indulgenze, cosa poco consona ai principi del Vangelo, tale peccato non si chiama simonia?
    4° non ho compreso la citazione di Caino, cosa c’entra…

  15. Franz Peter ha detto:

    continua – 4° non ho compreso la citazione di Caino, cosa c’entra con le parole dell’offertorio: forse il Padre non gradisce tale offerta? Ma se non erro il pane ed il vino non è ciò che Gesù ha utilizzato materialmente per l’istituzione dell’Eucarestia?
    5° la ridicola questione della comunione ricevuta in mano vorrei cercare di capire questa sua avversione, che non è solo sua. Le mani sono meno nobili della bocca? Le mani possono oggetto ed operatori di peccato? Ma anche la bocca lo può essere, ancor più delle mani.
    Pax er Bonum

  16. Sursum Corda ha detto:

    Siano lodati Gesù e Maria!
    Questa é la mia ultima risposta in merito, perché non vuole comprendere. Le mostro DIRETTAMENTE la soluzione, poi se non vuole arrivarci le consiglio di pregare il Signore davanti al tabernacolo, ore ed ore. Scrivo fra virgolette la sua frase e poi le mostro la risposta.
    A) “il canone ed il RITO DELLA MESSA non sono un dogma”
    Denzinger 1613: Se qualcuno afferma che i riti tramandati e approvati dalla Chiesa cattolica, soliti ad essere usati nell’amministrazione solenne dei sacramenti, possano essere disprezzati o tralasciati a discrezione senza peccato da chi amministra il Sacramento, o cambiati da qualsivoglia pastore di chiese con altri nuovi riti: sia anatema. –> I riti dei Sacramenti (celebrazione della S. Messa compresa) sono dogmaticamente sotto pena di anatema.
    B) “per farmi comprendere non è la Santissima Trinità, non è l’ Immacolata Concezione o l’assunta”
    Carissimo, i dogmi sono centinaia. Esiste un testo chiamato Denzinger che ne raccoglie la maggior parte, in particolare che hanno la formulazione “Se qualcuno afferma…allora sia…

  17. Sursum Corda ha detto:

    ..ad esempio quello che le ho appena citato (Denz 1613) é un dogma. Ancora: Denzinger 1759: Se qualcuno dirà che il rito della Chiesa Romana, secondo il quale parte del canone e le parole della consacrazione si profferiscono a bassa voce, é da condannarsi; o che la messa deve essere celebrata solo nella lingua del popolo; o che nell’offrire il calice l’acqua non deve essere mischiata col vino, perché ciò sarebbe contro l’istituzione di Cristo: sia anatema. –> Questo dimostra che anche il Canone Romano é “regolato” da un dogma, cioé lo Spirito Santo si é espresso. Così come sulla lingua della S. Messa, che non può essere INTERAMENTE nella lingua del popolo
    C) “le decisioni dei padri del Vaticano II sono valide, perciò la “nuova Messa” come lei ed altri la chiamate è perfettamente legittima.”
    Il CVII é stato un Concilio Pastorale, dichiarato tale per volontà di Giovanni XXIII e Paolo VI, che NON ha espresso nessun nuovo dogma. La invito a guardarsi la Conferenza del compianto Mons. Brunero Gherardini a tal proposito, che spiega tutto molto bene (dura circa 1 ora…

  18. Sursum Corda ha detto:

    …e nella seconda metà diviene interessante).
    D) “perciò la “nuova Messa” come lei ed altri la chiamate è perfettamente legittima”
    La “nuova Messa” non é stata dichiarata dal CVII, ma é stata promulgata da Paolo VI sotto le indicazioni di Cardinali come Lercaro & C. Si informi meglio prima di parlare. E non hanno valore dogmatico: a) la bolla “Quo Primum Tempore” di S. Pio V dichiara solennemente che nessuno potrà mai annullare la S. Messa Cattolica (quella secondo la Tradizione) e b) il Denz 1613 (che é un DOGMA, preso dal Concilio di Trento), dichiara che non ci possono essere NUOVI RITI (lei lo sa cosa vuol dire “novus ordo”?).
    E) “la scomunica di papa Leone X a Lutero, potrebbe essere annullata da qualsiasi Pontefice”…teoricamente sì, ma non in questo caso, perché Leone X dichiarò vincolò i successori, rendendo la scomunica perpetua, perché la dichiarò valida in perpetuo. Cioé il Papa si prodigò per sottolineare la validità perpetua di tale scomunica, cosa che non avviene sempre, per cui é vero che un Papa può annullare una scomunica inflitta da un altro Papa, ma…

  19. Sursum Corda ha detto:

    …non quando un Papa vincola anche gli altri Pontefici in termini temporali e sotto pena del castigo di Dio e dell’indignazione dei SS. Apostoli Pietro e Paolo (…similmente alla S. Messa secondo la Tradizione di S. Pio V…anche qui fu indicata la perennità delle indicazioni scritte).
    F) “pontefice commerciante in indulgenze”…cosa fa, giudica un Pontefice? Perché se lo fa e lo ritiene lecito…allora apriamo bocca e non la chiudiamo più sullo stato attuale.Delle due l’una: o si può giudicare un Pontefice (e allora vale per tutti), oppure no (ed allora vale per tutti).
    G) l’unica offerta, l’unico sacrificio gradito al Padre é Suo Figlio immolato per noi. La sua preghiera, le sue offerte, i suoi sacrifici, caro amico, sono gradite a Dio se lei é in Grazia di Dio e se lei le offre in UNIONE con il Sacrificio di Cristo, altrimenti “senza di Lui non possiamo fare nulla” e la preghiera ha valore quasi nullo. Il novus ordo ha sostituito una preghiera che: a) nominava l’Unico Vero Dio (“SS. Trinità”) e b) faceva menzione del Sacrificio dell’Unica Vittima a Lui gradita con…

  20. Sursum Corda ha detto:

    ..a) un nome “anonimo”, valevole per tutti (Dio dell’Universo) e b) un concetto antropocentrico, che toglie il richiamo alla Unica Santa Vittima gradita a Dio Padre con un concetto puramente umano. Perché? Meglio mettere Dio al centro ed il Suo Sacrificio o mettere l’uomo? E ciò che mette l’uomo al posto di Dio, é voluto da Dio o é luciferino?
    H) “la ridicola questione della comunione ricevuta in mano”
    …lei si qualifica da se. A parte che la Chiesa Cattolica, anche in tempo di Apostasia, riconosce come ORDINARIO e un DIRITTO la SS. Eucarestia in ginocchio ed in bocca, mentre sulla mano é un INDULTO, che vuol dire che in qualsiasi momento tale concessione può essere rimossa…ma lei sa cosa vuol dire Consacrato? Vuol dire “rendere sacro”, cioé gli si toglie qualsiasi uso che non sia legato al santo servizio di Dio. Lo sa che l’Altare (in via ordinaria, non per casi di necessità VERA) DEVE essere consacrato dal Vescovo, pena di peccato mortale se si celebra su un altare non consacrato? E che se nello sposare un Altare, si stacca la pietra orizzontale dai suoi pilastri,…

  21. Sursum Corda ha detto:

    ..é sconsacrato e deve essere riconsacrato? E che se lei portasse la SS. Eucarestia fuori dalle 12 colonne CONSACRATE con le croci (quelle croci greche di colore arancione/rosso) compirebbe peccato mortale e sarebbe scomunicato? SOLO le mani del Sacerdote, perché sono consacrate dal Sacro Crisma ed hanno ricevuto l’Ordinazione Sacerdotale direttamente trasmessa tramite gli Apostoli ed i loro successori, da 2000 anni (quindi da Cristo stesso) possono toccare il SS. Corpo di Gesù? Si metta davanti a Gesù realmente e sostanzialmente presente nel tabernacolo, e stia di fronte a Lui, tre volte Santo, pensando all’immensità di Dio, alla Sua Maestà e Gloria, al fatto che alla Sua Presenza tremano di santo timore le schiere degli Angeli e dei Santi, trema di terrore l’inferno, ogni ginocchio si piega e la faccia si prostra a terra…e lei vuole toccare il SS. Corpo di Gesù, che persiste nell’Eucarestia come VITTIMA (non é Gesù Glorioso, ma é Gesù Vittima presente nell’Eucarestia) senza problemi? Noi NON siamo degni che Lui venga sotto il nostro tetto, e lo assumiamo con la lingua…

  22. Sursum Corda ha detto:

    ..per questione di “necessità” (così come per andare alle balaustre per comunicarsi non si va strisciando, anche se c’é Gesù presente, per questioni di necessità), ma le mani non servono. Inoltre RIMANGONO FRAMMENTI dell’Eucarestia sulle mani, queste possono cadere…ed in ogni frammento (questo é un DOGMA) é interamente presente nostro Signore. Se lo fa cadere, poi lo calpesta e lei si rende colpevole (anche se senza saperlo, ma il peccato rimane) di aver calpestato Gesù. È come se Gesù fosse per terra…anzi non é “é come”: È PROPRIO COSÌ. In ginocchio si esprime la massima adorazione possibile, sulla lingua lei minimizza possibilità di profanazione e tocca il Corpo del Signore il meno possibile.

    Un ultima cosa, poi non ho più intenzione di risponderle. Quello che le dico non me lo invento io. Sono definizioni vuoi dogmatiche, vuoi del Magistero ordinario della Chiesa, vuoi del Catechismo della Chiesa Cattolica. Libero di non aderirvi, ma lei si pone fuori dalla ortodossia della Chiesa.

    Una santa serata.

    Ave Maria

  23. Sursum Corda ha detto:

    PS: mi spiace per gli errori di grammatica, ma li avevo cancellati. E nel dare l’ok alla pubblicazione, vedo che sono rimasti.
    Ma penso che il significato si comprenda.

    Ave Maria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili

Giovannino Guareschi ricordato con la “sua” Messa nel cinquantesimo anniversario della morte – di Fabio Trevisan