Forse si comincerà a celebrare gli eroi, dimenticando/archiviando le grandi e opposte illusioni: il Reich millenario, il Sole dell’avvenire, la via americana alla felicità dei banchieri strozzini. E’ lecito suggerire che le celebrazioni tengano conto del giro della storia intorno agli ideali degli eroi celebrati?

di Piero Vassallo

 .

lbrpnsNiente sarebbe più spregevole della pretesa di interrompere la celebrazione dei caduti nella guerra civile 1943-1945. Chi è caduto per un ideale professato in buona fede ha diritto all’onore.

 Il saggio di Giampaolo Pansa, “Bella ciao“, documentazione della miscela resistenziale di eroi e assassini, sarebbe frainteso da una lettura anti-eroica o volgarmente revisionista.

 Se non che il prossimo anno ricorrerà il settantesimo del 25 aprile. Si rammenterà (forse) che la potenza hitleriana è sepolta sotto il mare di macerie magistralmente fotografato da Roberto Rossellini nel film “Germania anno zero” e sotto gli orrori documentati nel processo di Norimberga.

 Tra le righe delle celebrazioni correrà (o dovrebbe correre tuttavia) una domanda imbarazzante: che cosa ne è dei buoni giustizieri? O meglio: giustizia che cosa ne è dei giustizieri?

 I vincitori? I giustizieri? La festosa ira del popolo nella radiosa primavera (Palmiro Togliatti dixit) del 1945?

 Stalin è stato bocciato da Kruscev nel 1956. L’ideologia sovietica ultimamente si è rovesciata nella Russia cristiana di Putin. In esecuzione della profezia di Fatima, la povera casa di Matrjona ha vinto la potenza del Cremlino.

  La libertà americana, intanto, si è trasformato nel cappio virtuoso che i banchieri stringono intorno al collo dei popoli liberati.

 Forse si comincerà a celebrare gli eroi, dimenticando/archiviando le grandi e opposte illusioni: il Reich millenario, il Sole dell’avvenire, la via americana alla felicità dei banchieri strozzini.

 E’ lecito suggerire che le celebrazioni tengano conto del giro della storia intorno agli ideali degli eroi celebrati?

Che cosa possiamo rammentare del secolo sterminato se non le oneste intenzioni degli eroi, ossia i pensieri e gli atti sui quali è impresso il segno del quarto comandamento onora il padre e la madre.

 Memorabile, ad esempio, è il gesto del partigiano comunista, che osò sfidare l’urlo inclemente e selvatico della folla radunata nel tribunale, in cui si celebrava il processo al gerarca Luigi Sangermano. Imperterrito il partigiano narrò la sua storia di prigioniero salvato dal perdono del milite fascista, Cesare Sangermano, da lui ridotto in fin di vita, e dall’intervento del gerarca.

 Il fruscio di tante storie, come quella di Cesare Sangermano e del suo nemico, un giorno o l’altro dovrà salire sopra il rombo delle celebrazione orchestrate in onore di ragioni defunte e di speranze tradite e calpestate.

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2 Responses to I giusti e lo storico fantasma della vincente giustizia – di Piero Vassallo

  1. anto ha detto:

    Ben sappiamo questa nostra epoca come sia fondata su miti di carta

  2. Normanno Malaguti ha detto:

    Caro Piero,
    Ci é stata concessa una lunga esistenza e molti clangori si stanno acquitando, alcune verità stanno emergendo, sommessamente ma, senza sosta.

    Se pensiamo che quella rivoluzione, che ancora si scive con la lettera maiuscola, ha molti milioni di estimatori anche fra le fila di coloro che sono i discendenti delle vittime della ‘ghigliottina a vapore’, non possiamo aver fretta. Passeremo, ma la verità emerge lentamente ed inesorabilmente.
    Senza rancore, nel Giorno Immortale vedremo, ai piedi della Verità Sostanziale,il criminale operatore svanire nella polvere di tutte le menzogne che sono state raccontate dalle storie spacciate come Storia.

    Qui, guardiamoci intorno, non possimo pretendere che il principe di questo mondo, l’autore di tutta la menzogna, ammetta di essere la scaturigine di tutto il male.
    UIn caro saluto,

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