… c’è un magistero romano che è meglio ignorare… è legittima difesa. La preghiera dei fedeli (?), e altro: mi rendo conto che non è sempre facile trovare una Messa in rito antico, ma, quando è possibile, conviene sforzarsi di farlo anche a costo di macinare chilometri a fatica: ne va della gloria che dobbiamo tributare a Dio e della salvezza della nostra anima, checché ne dica la “Preghiera degli infedeli”.

   = = = = = = = = = = = = = = = =

 .

Ogni martedì Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti potranno partecipare indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni martedì sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

 .

Il successo di questa rubrica è testimoniato dal numero crescente di lettere che arrivano in redazione. A questo proposito preghiamo gli amici lettori di contenere i propri testi entro un massimo di 800 – 1.000 battute. In tal modo sarà più facile rispondere a più lettere nella stessa settimana. Ringraziamo tutti per la gentile attenzione e collaborazione.

PD 

.

Martedì 10 febbraio 2015

.

sono pervenute in Redazione:

 .

Caro Alessandro Gnocchi,

ho letto la sua ultima rubrica e l’ho trovata molto chiara e molto utile, oltre che molto condivisibile. Mi manca solo un’altra indicazione: se è vero, come è vero, tutto quello che dice, come dobbiamo comportarci quando parla papa Francesco?

Duilio Paltrinieri

.

zrbrpsCaro Paltrinieri,

rispondo alla sua domanda aggiungendo un punto agli otto della rubrica della scorsa settimana. Punto nove: dopo aver seguito per doveri di cattolicità e per doveri d’ufficio le imprese di Bergoglio sono giunto alla conclusione di ignorare completamente il suo magistero, mediatico e non. Dai Tischreden [1] di Santa Marta ai pronunciamenti d’alta quota, passando per discorsi ed encicliche faccio come se non ci fosse. Tanto, quel poco di cattolico che, per scelta o per caso, c’è dentro lo conosco già. Il resto è solo dannoso.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

.

1 – Tischreden (in italiano “Discorsi a tavola”). Raccolta di detti di Martin Lutero. Per estensione: motti, pensieri che scaturiscono dal dialogo familiare,a tavola.

 .

Caro Dottor Gnocchi,

domenica scorsa a Messa ho sentito questa roba durante la preghiera dei fedeli: “Per la Chiesa, perché non pretenda di essere depositaria della via per la salvezza degli uomini”. Testuale, così. Sono rimasto così allibito che l’ho annotata subito per non scordarla. Mi sembrava così grossa che ho chiesto conferma a mia moglie, forse avevo capito male io, ma anche lei aveva sentito la stessa cosa. Mi chiedo se le preghiere dei fedeli il prete le controlla prima della Messa o no. Ma se per caso fosse stata una “libera iniziativa”, il celebrante non avrebbe dovuto correggere subito una tale bestialità? Ma se invece l’ha approvata prima della Messa, ci capisco ancora di meno. Insomma, a sentire cose del genere vien da chiedersi cosa andiamo a fare a Messa e perché dobbiamo sforzarci di essere “buoni cristiani”, come mi diceva sempre mia madre. Potrei concludere che la Chiesa non mi garantisce più la salvezza. E allora, visto che alla salvezza ci tengo, a chi dovrei rivolgermi? Mi scusi l’espressione, ma mi sembra roba da matti e ho la gran tentazione di smettere di andare a Messa, così tra l’altro non sentirò più neanche il sacerdote che tante volte inizia dicendo: “Benvenuti a questa assemblea” e mi sembra di essere a una riunione di condominio. Perdoni lo sfogo. Le auguro buon lavoro e la saluto con tanta stima.

Corrado Astolfi

.

Caro Astolfi,

partirei dal fondo suggerendole che, quando riceve il benvenuto all’assemblea, lei si trova nel buon diritto di lasciare una delega e andarsene, come si fa nelle riunioni di condominio o in altre occasioni di pari intensità e di pari appeal.

Per quanto riguarda la preghiera dei fedeli a cui si riferisce, non pensi di essere capitato su chissà quale pianeta. Quella che tanto la scandalizza è merce comune, contrabbandata nelle chiese di tutto l’orbe ex cattolico: non si può definire diversamente una Chiesa fondata da Gesù Cristo (Via, Verità e Vita), che prega per non cadere nella tentazione di ritenere Cristo Via, Verità e Vita.

Caro Astolfi, dove vive? Lo show della preghiera dei fedeli è una delle parti più tragicomiche delle “assemblee” a cui partecipano tanti cattolici. Così tragicomiche che, più che “Preghiera dei fedeli”, dovrebbe essere chiamata “Preghiera degli infedeli”. Lì dentro si trova di tutto e, di solito, il sacerdote concorda, anzi ha partecipato alla stesura e incita i poveri fedeli sulla strada dell’apostasia che lui ha già percorso fin dai teneri anni del seminario.

zzftSe per caso, raramente, il sacerdote non concorda, allora abbozza senza avere il coraggio di intervenire perché ormai le padrone delle chiese sono le pie donne dallo sguardo un po’ stralunato che governano con piglio autoritario liturgia, pastorale e catechesi in nome e per conto della comunità fregandosene di Nostro Signore. Le preghiere degli infedeli sono di loro stretta competenza perché è proprio lì che si esprimono in tutta la loro ricchezza e la loro fecondità il genio femminile e il sacerdozio dei laici. Trovare una migliore esemplificazione dei frutti del Vaticano II sarebbe difficile.

Capisce bene, caro Astolfi, che se anche un sacerdote non è completamente d’accordo, il risultato non cambia: i fedeli usciranno di chiesa felici di aver pregato di far parte di una compagine che non serve a niente o quasi e, quindi, non chiede niente o quasi e dunque va bene per tutti: cattolici, se ancora ne rimangono, apostati, diversamente credenti e anche atei. Basto solo non evocare quello scomodo Gesù Cristo che pretende ancora di essere Via, Verità e Vita.

Grazie a Dio, da anni non mi sottopongo più a questa tortura. Frequento la Messa in rito tradizionale, dove tutte queste amenità anticristiche, anche volendolo, non possono trovare spazio. Lo consiglio anche a lei caro Astolfi: la rinascita della fede cattolica passa solo attraverso la restaurazione della liturgia cattolica, che non è quella inventata a tavolino da Annibale Bugnini e promulgata da papa Paolo VI, ma quella che ci è stata consegnata da secoli e secoli di tradizione.

Mi rendo conto che non è sempre facile trovare una Messa in rito antico, ma, quando è possibile, conviene sforzarsi di farlo anche a costo di macinare chilometri a fatica: ne va della gloria che dobbiamo tributare a Dio e della salvezza della nostra anima, checché ne dica la “Preghiera degli infedeli”.

Ora, lei avrebbe buonissimo gioco ad obiettare che da decenni la Chiesa cattolica non fa altro che predicare di essere quanto viene così efficacemente sintetizzato nelle “preghiere degli infedeli” che circolano per l’orbe ex cattolico. Le vengo incontro ricordando che l’attuale pontefice, non più tardi di un mese fa, ha definito testualmente l’interreligiosità come una grazia. Traduco: il Vicario di Cristo dice che è una grazie non appartenere a Cristo.

Caro Astolfi, siamo arrivati a fine corsa, ma questo non significa che la verità sia mutata. È solo diventato quasi impossibile trovarla entrando in chiesa.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

Share →

54 Responses to “FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì

  1. Giusi ha detto:

    A proposito di pie donne, una mia cara amica (che tende ad essere cattolica vera) mi ha raccontato che, nella sua parrocchia, circolano, da ben vent’anni, due esponenti della categoria che leggono, brigano etc. Di recente ha avuto modo di approfondire la loro conoscenza e ha scoperto che una è innamorata del prete e soffre perchè lui whatsappa preferenzialmente con altre e l’altra è …… atea! Non sto parlando di ragazzine (50 o giù di lì). Ingenuamnete la mia amica ha chiesto come conciliano questi modi di essere con il cattolicesimo e si è sentita rispondere che ormai i tempi sono cambiati! Proprio! O tempora! O mores!

    • marina ha detto:

      Cara Giusi, non credo che le pie donne che lei descrive siano una novità…per questo si diceva “mulier taceat in ecclesia”. Forse sbagliamo a discutere con questi cristiani deviati, è davvero più saggio e più sano ignorarli. Aggiungo che le mie domeniche sono cambiate in meglio da quando frequento una messa tradizionale. Ho notato che prima di Natale eravamo sempre una ventina e ora siamo arrivati a trenta presenti, con alcuni giovani.

  2. claudia ha detto:

    Concordo in pieno con entrambe le risposte.
    Anch’io non ascolto più, da molto tempo, i discorsi di papa Francesco, se non in rare occasioni quando necessario. Evito così di arrabbiarmi e di cadere in tentazione, oltre a non sprecare tempo.
    Per quanto riguarda la messa in rito antico, purtroppo non riesco a parteciparvi e me ne dispiace molto (ci sono veri motivi, sarei anche disposta a fare chilometri se lo potessi). Cerco di partecipare alla meglio celebrata che trovo nei pressi e negli ultimi mesi ho trovato un bravo sacerdote, però col rito antico non c’è paragone. C’è inoltre un altro problema: ammesso che in futuro riesca ad andare al rito antico la domenica, gli altri giorni della settimana non la trovo. Fortunati quelli che ne possono usufruire.

  3. Franco ha detto:

    Quattro anni fa nel giorno di Pentecoste partecipai a una messa a Milano, zona Fiera, celebrata da un missionario del Pime. Durante l’omelia il sacerdote affermò che ovviamente non era da credere che lo Spirito Santo fosse sceso sotto forma di lingue di fuoco: si trattava di una pia immaginazione & figurazione. Durante lo spazio dedicato agli interventi dei fedeli ( vietato dalla legge canonica, mi pare ) ritenni opportuno intervenire dicendo che la storia della mistica e lo studio della fenomenologia paranormale attestano simili fenomeni. Feci anche l’esempio del “ragazzo elettrico”, che, come riportarono i giornali verso il 1978, creava un “campo ” che bloccava le apparecchiature del laboratorio di famiglia. Quindi, se non era dimostrato il contrario, era meglio attenersi al senso letterale per non turbare i fedeli. La settimana dopo andai in sagrestia per spiegare al sacerdote i motivi della mia contestazione, certamente poco gradite. Mi rispose che lui era un biblista, quindi zitto e mosca.

    • Diego ha detto:

      Caro Franco, i biblisti sono spesso i peggiori eretici!
      Lei ha fatto benissimo a citare la storia della mistica ma credo che non avrebbe dovuto citare il “ragazzo elettrico”, perchè c’è una differenza abissale fra paranormale (studiato dalla parapsicologia) e soprannaturale.
      Io ho assistito alla conferenza di un esorcista che diceva che gli esorcismi NON esistono e che ha negato persino gli esorcismi fatti da Gesù: non faceva altro che parlare di parapsicologia, dicendo che con essa si può spiegare ogni cosa!
      Ignorava persino che la Chiesa insegna come verità definitiva (infallibile e irreformabile, anche se non è un dogma) l’esistenza di Satana, diceva che un cattolico è libero di non crederci, anche se lui ha ammesso di crederci.
      Mentre i modernisti più estremi credono che i miracoli di Cristo siano INVENZIONI degli evangelisti, i modernisti più moderati vorrebbero paragonare quei miracoli a dei semplici fenomeni paranormali!

    • Diego ha detto:

      La sacra scrittura è INERRANTE, è una testimonianza storica di ciò che successe e ciò ci basta (insieme ai tanti miracoli che anche ai nostri giorni avvengono) per respingere tutte le farneticazioni di coloro che parlano di immaginazione e figurazione (d’altra parte, visto che moltissimi miracoli moderni sono stati ACCERTATI con il più assoluto rigore scientifico, come si può essere tanto stolti da negare i miracoli presenti nella Sacra Scrittura? Dio avrebbe forse iniziato nel 20° a manifestarsi in modo sovrannaturale?).
      E senza i miracoli come avrebbe fatto il cristianesimo a diffondersi così velocemente?

      • Paola B. ha detto:

        Infatti lo dice anche Gesù che accorrono da lui perché hanno visto i
        miracoli!
        Mi sembra che lo affermi dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani.
        A questo proposito, non ricordo se l’ho già scritto: bergoglio definì la
        moltiplicazione dei pani una parabola! C’era scritto sul sito del Vaticano!!
        E qualche tempo prima in occasione di un incontro con la Caritas, sempre
        riferendosi a questo “miracolo” disse che era una parabola, altrimenti
        sarebbe stato necessario credere alla magia….

        • isia ha detto:

          sì, disse che la moltiplicazione dei pani in realtà era una parabola per dire che l’amore si moltiplica e non finisce mai se ci rendiamo disponibili agli altri!!! quindi questo episodio, che è sempre stato visto come il miracolo anticipatore dell’Eucarestia, in realtà per bergoglio è solo un’immagine, un’invenzione per spiegare qualcos’altro. Ha detto anche, in un’altra omelia, che l’Eucarestia è la comunione tra fratelli. Tra poco probabilmente la nuova chiesa mondiale stravolgerà (o tenterà di stravolgere) tutto il Mistero del Sacrificio Quotidiano…….siamo alla fine!!

  4. piero vassallo ha detto:

    le chitarre, caro e stimato amico, le chitarre! nella chiesa del concilio ecumenico Vaticano II sono la voce del maligno. e le monache canterine! e le pie studiose dell’opera del grande Carlo Maria Martini! e il prete che mi ha ricevuto in un confessionale stupendosi che non fossi da lui per un “colloquio”! e le prediche sociali. e la perpetua adulazione del Bergoglio. caro amico, non posso recarmi alla Messa (la Messa, quella di Bugnini essendo altro da Messa) perché la cattiva salute incombe. Quanta nostalgia per gli anni ottanta e novanta e il primo decennio del duemila, nei quali promuovevo a Genova l’associazione Una Voce insieme con l’amico Artiglieri e con l’auto del dr Mario Seno. Cordiali saluti e rallegramenti per il suo eccellente lavoro, piero

    • Paolo ha detto:

      Dipende da come le suoni le chitarre.
      Io sono chitarrista, e suono a messa, ma arpeggio, non faccio la grattacacia. Ti assicuro che è possibile aiutare la preghiera con la chitarra.
      La frase “le chitarre sono la voce del maligno” è falso! a chitarra è uno strumento, dipende da colui che la usa.

  5. maria * ha detto:

    Noi in ” Chiesa ” ormai abbiamo sentito e visto di tutto, dalla preghiera per il riconoscimento dei divorziati risposati : ascoltaci signore, per l’ uguaglianza di tutte le religioni eriascoltaci signore , per l’accoglienza di tutti i diversi strascoltaci signore , la preghiera al dio sconociuto, alla danza , ai battimani , al teatrino girotondesco dei nonni con i nipotini, alle schitarrate con canti con testi irripetibili e con musiche orrende , comunioni date in mano da donne sconosciute e prese a caso ( forse vanno a simpatie ) tra i fedeli , letture fatte da analfabeti o quasi , anche quelli presi a caso , omelie fatte in mezzo ai fedeli con interrogazioni , etc,etc. Non ne potevamo più . Poi per grazia di Dio abbiamo trovato la Santa Messa di Sempre , e da allora non l’ abbiamo più lasciata a costo di fare cento kilometri .

    • Michele ha detto:

      Si, Maria – ho visto queste cose anch’io – o più o meno. E anche le donne, “bibliste” di Cardinal Carlo Maria Martini. (che non mi ha mai piaciuto) – è impossibile parlare con loro. Disturbato di tante cose non cattoliche in parrocchia, ho tentato di portare le encicliche di Benedetto XVI (e anche di altri papi) diverse volte, suggerendo lo studio (specialmente per la Santa Messa) e ho ricevuto almeno tre reazioni : fastidio e rabbia, silenzio e un piccolo sorriso, indifferenza completa. Dopo un Venerdì Santa con ballerine in chiesa , ho lasciato la parrocchia. Come è possibile ad arrivare a tutto ciò? Certamente non è cattolico ma neanche protestante…it’s a new religion…

      Anche io devo viaggiare tanti kilometri per la Santa Messa di Rito Antico, ma vale la pena perché mi trovo finalmente “a casa”. Questa si, è religione vera. Bellissima!

      Michele

  6. Diego ha detto:

    Caro Gnocchi, le Sue risposte sono sempre eccellenti ma questa volta si è superato!
    Si prepari perchè i papolatri Le daranno addosso come non mai (in particolare uno che ha recentemete cambiato sponda e che ci tiene particolarmente a farlo sapere e a sputare veleno su coloro che una volta chiamava amici) ma non credo che ciò la preoccupi, anzi…se il mondo La odia è perchè la Sua opera da MOLTO fastidio al suo principe, che stà facendo di tutto per poter mettere gli artigli sul Santissimo Corpo di Cristo e che per farlo ha bisogno dell’apostasia delle gerarchie…e di tantissimi UTILI IDIOTI che si ritengono cristiani ma che non si fanno scrupoli ad attaccare coloro che cercano di impedire che Gesù venga profanato!
    Ora che Burke si è schierato chiaramente, il conflitto fra i Tradizonalisti e il resto del mondo si inasprirà ma non arretreremo di un solo millimetro, non hanno il potere di estromettere dalla Chiesa di Cristo coloro che sono in tutto e per tutto dalla parte di Cristo!

  7. Michele D'Amico ha detto:

    L’altro ieri, nella mia parrocchia di Milano, il parroco ha pronunciato durante l’omelia le seguenti, testuali, parole: “Noi non siamo la religione delle Messe, delle confessioni, delle preghiere, siamo la religione dell’amore. Non siamo quelli che pregano di più, siamo quelli che amano di più gli altri”. Che bell’umanesimo, che bella filantropia. Dio non serve più a niente, basta l’uomo. E’ l’Internazionale delle religioni, della bontà e dei diritti, un bel doppiopetto con cui si presenta il principe del mondo, e miete consensi. Anche nella Chiesa, ovvio: se il capo della Chiesa dice che non appartenere alla Chiesa è una grazia, liberi tutti. E nelle omelie si sente questo ed altro.
    Grazie, caro Dr. Gnocchi. Oggi, fra le Sue risposte e l’intervista del card. Burke, mi sento sollevato, perché capisco che ci sarà qualcuno in grado di guidare noi pecorelle smarrite quando la scelta fra Cristo e il suo vicario dovesse farsi – anche formalmente – ineludibile. E temo che, tra breve, lo sarà.

    • Paola B. ha detto:

      Anch’io ringrazio il carissimo Dott. Gnocchi, sempre nella VERITA’ !!
      Ma contraddico un pochino lei, gentile Michele d’Amico, per la sua ultima
      dichiarazione, e cioè : “…. ineludibile. E SPERO che, tra breve lo sarà.”

    • Paolo ha detto:

      E come fa questo parroco per amare? Da dove prende ispirazione?
      E perché celebra allora?

      Ma questi si sono impazziti!

  8. Lotario ha detto:

    Son anch’io del parere di Alessandro Gnocchi: dritti alla Messa di sempre, s’è possibile; altrimenti è meglio recitare il Santo Rosario e leggere e meditare le letture della Messa: alcuni messalini ad uso dei fedeli contengono delle breve introduzioni ad ogni messa domenicale, insomma meglio compiere quella pia pratica che una volta si chiamava “Messa secca” che rischiar di perdere la Fede.
    Quanto al Vescovo di Roma, anch’io ho smesso di ascoltarlo e da un bel pezzo e ora lo ignoro, non so più quel che dice se non per quel che leggo qua sopra e mi par proprio che la mia fede ne abbia guadagnato.
    E son a conoscenza del fatto che alcuni sacerdoti (parlo di membri del clero diocesano! non i soliti “torvi tradizionalisti”) si comportano allo stesso modo, cestinando la stampa che una volta s’era soliti definir cattolica e giungendo perfino a spegnere il televisore quando il Vescovo di Roma parla (o meglio straparla, appendendo slogans ai raggi della luna).

    • humilitas ha detto:

      Mi perdoni, Lotario, ma il precetto domenicale non può essere sostituito dalla “Messa secca”, se non per gravi motivi. Se invece il problema è avere difficoltà a digerire certe Messe, si cambia chiesa, uno straccio di Messa NO civile la si trova, e se si storce il naso si offre con pazienza: ma il precetto è assolto, la Messa è valida. Altrimenti si cade nello stesso errore dei begogliani: cambiare la dottrina.

      • Lotario ha detto:

        E non Le pare un “grave motivo”, Humilitas, il pericolo di perdere la Fede che ha come conseguenza possibile, l’eterna dannazione?

        • Raffaele ha detto:

          I nostri Sacerdoti sono per lo più modernisti o tendenti al Modernismo (“dando per appurate le conquiste culturali fatte dalla Massoneria”, come dicevo altrove). Ci scandalizzano, ma non possono farci perdere la Fede.
          Ci dicono, sostanzialmente, che il Dio a cui ci rivolgiamo è un’ipotesi costruita da noi e non Padre/Figlio/Spirito Santo che Si è rivelato. Cosa tremenda per la loro anima e per la Chiesa, ma arma inefficace verso chi ama e ragiona

          • Lotario ha detto:

            “… Ci dicono, sostanzialmente, che il Dio a cui ci rivolgiamo è un’ipotesi costruita da noi e non Padre/Figlio/Spirito Santo che Si è rivelato …”. E Le par poco, caro Amico? Le par poco? No, io non voglio aver parte alcuna con costoro: vede, la mia fede è già così piccina, piccina, talvolta mi sembra addirittura così vacillante come una fiammella al vento!, che certo non ho bisogno d’andare ad accattar altri dubbi.

        • semiot ha detto:

          Se si ha fede, una qualunque Messa è straordinaria e sempre ci dovremmo accostare avendo nel cuore “Domine non sum dignus…”

    • isia ha detto:

      Gentile Lotario, il diavolo vuole allontanarci da Gesù Cristo e si serve di ogni mezzo per farlo. Ad esempio anche farci provare un fastidio tremendo per le assurde omelie e le assurde preghiere dei fedeli, lo dice una che prova queste sensazioni molto spesso. Abbandonare la Messa, però, significa cedere a queste tentazioni. La Messa, per ora, è comunque valida, nonostante la pochezza del sacerdote e dei fedeli. Bisogna scegliere la parrocchia dove è meno peggio e durante l’omelia cercare di non asoltare……la Santa Messa è comunque grandiosa e sublime, perchè c’è Gesù in persona che viene nel suo cuore e chi non mangia e non beve il suo Corpo e il suo Sangue non avrà parte con Lui alla vita eterna. Parole di Cristo. Stia attento a non farsi ingannare dal diavolo, sta rischiando tantissimo, sta rischiando la salvezza della sua anima. Nonostante tutto ci sono ancora sacerdoti veramente fedeli a Dio, si faccia consigliare da loro, ma non abbandoni MAI la Santa Messa.

  9. David ha detto:

    Condivido appieno ogni parola. Anch’io ignoro da un bel po’ il magistero di Bergoglio ma sono certo (spero di sbagliarmi) che da qui all’anatema il passo sarà breve. San Paolo è molto chiaro e bisognerebbe che qualcuno tenesse bene a mente queste parole: “Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo. In realtà, però, non ce n’è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo!” (Ga 1,8-12)
    Quanti non sono più servitori di Cristo!

  10. feder ha detto:

    Leggere che Alessandro Gnocchi tralascia totalmente il magistero, mediatico e non, di Bergoglio è una piccola conferma che non sono l’unico.

  11. Carla D'Agostino Ungaretti ha detto:

    Caro Alessandro, (mi scusi se la tratto con tanta familiarità, ma dopo averla sentita parlare tempo fa, insieme al povero Mario Palmaro alla fondazione Lepanto del Prof. de Mattei, la considero un vecchio amico) anche io evito di guardare il Papa in TV e di ascoltarne i discorsi perché confesso che “non mi sembra il Papa” e arrivo a dire che spero che non parli mai “ex cathedra”. E’ peccato questa mia sensazione spirituale? Se lo è, la confesso apertamente a Dio e ai fratelli affidandomi allo Spirito Santo. Resta, però, il fatto che quando ho bisogno di lumi spirituali (il che accade abbastanza spesso) mi precipito ad aprire i libri di Benedetto XVI e non resto mai delusa. Sempre sia lodato Gesù Cristo.

  12. Tonietta ha detto:

    Carissimi tutti, non esasperiamoci a vicenda e non interpretiamo i consigli di Alessandro Gnocchi come un invito a non andare più a Messa, nel caso in cui ci fosse impossibile partecipare a quella tradizionale. Egli è giustamente e comprensibilmente indignato perché è un grande uomo di fede, ma non andando a Messa, come potremmo soddisfare il precetto festivo? Come potremmo fare a meno di comunicarci, di ricevere Gesù nel nostro cuore, quel Gesù che pure in una liturgia svilita, impoverita, bistrattata, maltrattata, per sua infinita misericordia e in virtù delle Sue promesse si fa vivo e presente per essere cibo e sostegno dell’anima nostra? Lo so, è ben triste ascoltare certe prediche, notare la superficialità di certi celebranti, ma forse proprio questa sofferenza ci fortifica nella speranza che attraverso le nostre preghiere e la nostra resistenza, la Chiesa potrà risorgere. Ecco, il Signore ci fa la grazia del Card. Burke, della sua fede salda e incorruttibile.È una luce che ci rianima, la certezza che non siamo abbandonati e se da una parte evitiamo oramai di ascoltare più chi ci ha deluso, dall’altra ci rallegriamo per questo pastore che si fa sentire e ci induce a sperare. Io non sono diversa da voi tutti, ma mi fa paura il pensiero di cadere in errori peggiori. Sentiamoci forti, perseveranti, coraggiosi.
    Sursum corda!

    • Raffaele ha detto:

      Molto giusto – Con una piccola chiosa: “Qualcuno” (la maggioranza del Clero) non ci ha “deluso” (deficienza qualitativa), ma ci “scandalizza” (deviazione nella Dottrina, nel Servizio Sacerdotale, negli atteggiamenti).
      Oggi ho sentito una bella omelia sul Peccato Originale e sull’ Immacolata, in connessione con Lourdes e con la proclamazione della “Verità dogmatica” (testuale). Miracolo !

    • alessio ha detto:

      Mi associo a Tonietta ed aggiungo un paio di considerazioni. Personalmente non frequento se non la Messa secondo il Vetus Ordo, ma penso che con le necessarie cautele e a determinate condizioni potrei frequentare anche quella secondo il Novus. Questa peraltro è l’indicazione che ho ricevuto da un sacerdote della FSSPX, per cui penso di poter concludere che la posizione di Gnocchi sia forse un po’ rigida. Per quanto riguarda il magistero di papa Francesco mi rifarei a Dante, il quale nella sua Comedia ci ricorda che alle “Somme Chiavi” si deve pur sempre reverenza. Mi dispiace dirlo, ma alle volte le sacrosante critiche alle attuali derive di certo cattolicesimo acquistano un tono di acrimonia che a mio modo di vedere va oltre quello della giusta indignazione.

      • Alessio ha detto:

        Gentile Sig. Alessio , poiché ha scelto il mio stesso nickname , la pregherei di variarlo : puo’ farlo anche semplicemente aggiungendo un asterisco in fondo.
        Qualora desiderasse mantenere il nickname attuale , per me non e’ un problema , mi avvisi e io variero’ il mio .Scusandomi per il disturbo , La ringrazio anticipatamente.Cordiali saluti. Alessio (bis)

        • alessio P. ha detto:

          Pensavo che l’iniziale minuscola fosse sufficiente, però forse non l’ho sempre usata. Riconosco l’errore: in seguito firmerò alessio P.

    • Carla D'Agostino Ungaretti ha detto:

      Ha ragione, cara Signora Tonietta! La ringrazio perché le sue parole mi hanno un po’ tirato su. Ma cosa si deve pensare quando si legge che, al tempo dell’Anglicanorum Coetibus l’allora Card. Bergoglio esortò un suo amico anglicano, aspirante cattolico, a non abbandonare il protestantesimo perché lui lo riteneva una ricchezza per la Chiesa? A me è venuto da piangere. Il mio confessore mi consigliò di non farci caso e di vivere tranquilla.

      • Tonietta ha detto:

        Cara Signora Carla, qualche giorno fa anch’io di fronte alla notizia che lei cita sono rimasta senza parole, così come d’altronde lo sono stata tante altre volte all’udire certe esternazioni. E purtroppo queste situazioni hanno spesso fatto nascere in me pensieri che poi ho preferito scacciare. Prego il Signore che mi illumini sempre con la Sua verità e allontani da me le insidie e le tentazioni del demonio; anche per questo dopo il rosario quotidiano ho preso a recitare la preghiera a San Michele Arcangelo, in latino, così come composta da Papa Leone XIII.Sono persino riuscita a convincere il mio parroco a recitarla alla fine della S.Messa (in italiano, però).
        Sono lieta che Lei condivida il mio pensiero, ma soprattutto La ringrazio per le perle di sapienza e di saggezza che la sua penna e il suo cuore sanno sempre spargere.
        Tonietta

    • Diego ha detto:

      Cara Tonietta, ha ragione: Gnocchi NON ci ha consigliato di non andare alla Messa secondo il Novus Ordo, ci ha soltanto detto che è MOLTO migliore quella in rito antico!
      Io, che non ha la possibilità di assistere alla Messa Tradizionale, vado alla Messa del Bugnini: per assolvere il precetto e per poter comunicarmi.

    • claudia ha detto:

      Grazie, Tonietta, per le sue precisazioni. Ricordo che S.Francesco d’Assisi disse che se si fosse trovato davanti un angelo e un povero prete peccatore sarebbe andato prima ad inchinarsi davanti al prete, perché è per mezzo suo che il pane e il vino diventano Corpo e Sangue di NSGC.
      Sulle preghiere dei fedeli, non mi meraviglio di quanto riferito dal sig. Astolfi: anch’io ne ho sentite di quelle veramente strampalate per non dire peggio (‘preghiamo per noi che celebriamo l’Eucarestia, sacramento della fratellanza universale’). Il guaio, credo, è che pochi fedeli si rendono conto che non ci siamo (chissà, forse, beata ignoranza), mancando di una conoscenza solida della fede (spesso non per colpa loro; chi ne dovrebbe alimentare la fede se non la Chiesa gerarchica?) per cui assorbono tutto quanto viene loro propinato e non si pongono troppe domande.
      Se noi abbiamo avuto la grazia di capire qualcosa in più, ci sarà probabilmente chiesto di più, anche solo soffrire di più.

  13. Paolo ha detto:

    Posso chiedere al sig. Astolfi, di indicare dove ha trovato questa preghiera dei fedeli (infedeli)?
    Non riesco a crederci.

    Proprio l’altro giorno mi lamentavo della preghiera dei fedeli del foglietto “la domenica” della san Paolo, che è onnipresente nella mia zona. Preghiere asettiche, ma non ancora “eretiche”.
    Vorrei sapere dove esattamente lo ha trovato.
    Grazie

  14. Marco Zanini ha detto:

    La sedicente “preghiera dei fedeli” è una delle innovazioni più deleterie e insieme più ridicole apportate al rito della Messa. Un giovane liturgista bolognese ha pubblicato un libretto ( don Riccardo Pane – Liturgia creativa) ; un capitoletto è dedicato alla preghiera dei fedeli, introdotto da questo titolo: ” Delle preghiere dei fedeli, ovvero come insegnare al buon Dio a fare il suo mestiere”. Il sacerdote distingue le preghiere eretiche (” per la conversione della Chiesa” e altre eresie), la preghiere per spiegare a Dio ciò che dovrebbe fare (” Il ragazzo è intelligente, ma potrebbe applicarsi di più”) istruendolo dettagliatamente sui suoi compiti, le preghiere che sono mini-omelie sconclusionate, le preghiere “brevi di cronaca”, le preghiere in cui l’eucologia fa rima con ideologia. Quindi siamo già in parecchi a non apprezzare questa preghiera che, quando va bene, non è dei fedeli ma delle edizioni Paoline o affini.

  15. feder ha detto:

    Intanto, pare che Papa Francesco abbia corretto il tiro sulla questione dei figli numerosi in una famiglia. Ora vanno bene e sono una benedizione. Mah!

  16. luciano pranzetti ha detto:

    Replico anch’io la domanda di Paolo, perché son solito chiosare, su un sito, le “perle de la Domenica”, e sul fogli delle ultime tre/quattro settimane, siffatta dicitura, per come dichiara il sig. Astolfi, non mi risulta. Ho commentato la III del Tempo ordinario (25 gennaio 2015) sul tema dialogo/ecumenismo e sul cardinal Willebrands, e la IV (1 febbraio 2015) sulla alienante ed inopportuna vetrata (Annunciazione) della chiesa di Taizé. riprodotta, appunto, su La Domenica Recepisco, tuttavia, lo spirito e la lettera delle considerazioni di Gnocchi, ma contrariamente al suo proposito di disinteresse, io spedisco regolarmente a Bergoglio lettere firmate, con la “speranza” – sin ad ora elusa – di ricevere risposta.

    • Marco Crevani ha detto:

      Bravo Luciano “gutta cavat lapidem”… Una delle poche cose davvero “cattoliche” che ha fatto Francesco è chiederci di pregare per lui, dalla famigerata presentazione del Buonasera in poi (Pater, Ave, Gloria, che recito tutti i giorni!)
      A proposito di “preghiera dei fedeli” è davvero uno degli esempi del fallimento del Novus Ordo: l’incuneamento nella liturgia di autori strampalati ben raccomandati che inzeppano quei famigerati libretti che stanno sotto il lezionario, e che volentieri restituisco a chi mi “offre” dopo la prima lettura alle messe feriali con le mie tre vecchiette, invitandomi a fare anche “lapreghieradeifedeli”…
      Alcuni consigli per sopravvivere a una messa N.O.: Preparatio ad missam con san Tommaso o Sant’Ambrogio, in ginocchio al Confiteor e se il prete non lo recita, riprenderlo (in latino!) prima della comunione…in ginocchio dal Sanctus a fine Canone magari recitando dei Requiem Aeternam per i nostri defunti offrendoli a Gesù Sacramentato, in ginocchio dopo l’Agnus Dei ripetendo sotto voce il Confiteor e tre volte (latine) il “Domine non sum dignus…”, ringraziamento con le aspirationes ignaziane, conclusione con l’orazione a San Michele. Così io riesco a reggere e a sopravvivere abbastanza bene fino alla prossima Missa Vetus Ordo…

  17. Michele D'Amico ha detto:

    Caro Paolo, vorrei sapere anch’io che senso ha la vita di un prete, se l’essenziale non lo riceve dall’eucaristia. Ma la chiesa-ONG (tanto vituperata a parole da Papa Francesco) ha soppiantato la Sposa di Cristo, e non solo a causa del regnante Pontefice. Io ho Bergoglio in Vaticano, Scola in Diocesi e un parroco di simile stampo sotto casa, aiutato da un confratello che celebra Messa tutti i giorni solo se sollecitato dai fedeli (“il nostro stretto obbligo canonico sarebbe una volta l’anno”, si difende). Per me la Messa in parrocchia è ormai come un potente antistaminico: assumere solo in caso di necessità (ma il guaio è che, poi, la grattarola aumenta). Quindi, ben vengano le maratone con destinazione vetus ordo, in cima al traguardo c’è tanta aria pura.
    Però, cara Paola B., io quella scelta fra Cristo e il Papa la temo, non me la auguro. E’ vero che nei fatti l’anàtema c’è già (e non mi sento colpevole: non scordiamo chi si separa da Chi), ma sento il dovere di sperare e pregare per la sua…

  18. Michele D'Amico ha detto:

    Scusate, messaggio mancante di una parola, per mio eccesso di parole. Dicevo, sento il dovere di sperare e di pregare per la sua conversione.
    Pregare per la conversione del Papa: è una frase che mai avrei pensato di pensare, ancor prima che scrivere, e mi tremano i polsi. Ma ha detto bene il card. Burke: non posso fare altro.

  19. Luisa S. ha detto:

    Appartengo alla Diocesi Ambrosiana e domenica 8/02 il Vangelo riportava l’episodio della peccatrice che lava con le lacrime i piedi di Gesù: ecco il commento (scritto) riportato sul foglio della S. Messa distribuito in tutte le chiese ambrosiane.
    – Questa donna è un modello di un’uscita da se stessi e dal proprio peccato, per aprirsi a dinamiche d’amore dentro cui troviamo anche lo stile della solidarietà, della capacità di vivere a fondo i legami, personali e sociali con gli altri, facendosi carico soprattutto delle esigenze di chi è maggiormente nel bisogno –
    Segue pure uno sproloquio sulle strutture di peccato che trovo inutile riportare e non capisco cosa vogliano dire e cosa abbiano a che fare con il brano in questione.
    Qualcuno mi può illuminare, lo dico sinceramente.

    • Cattolico ha detto:

      cara Luisa, questi si son bevuti il cervello, gli hanno fatto un lavaggio d cervello da regime staliniano, psicanalitico, schizofrenico. Evidentemente a Scola piace questo tipo di sproloqui, sa tanto di esegesi biblica di cattolici adulti, o alla Ravasi. Povera Chiesa! più confusa di così…

  20. Cattolico ha detto:

    Caro Alessandro (mi permetta di rivolgermi a lei così),io da molto tempo non ascolto, non leggo e non guardo più Bergoglio, perché, come lei, preferisco rileggermi san Pio X, Pio XI, Pio XII: c’è quanto basta per salvarsi l’anima. I papi successivi non li leggo, anche se confesso di aver avuto molta simpatia ed affetto per Wojtytla (anche a motivo della sua grande devozione mariana). In tal modo evito di innervosirmi e magari di peccare di eccesso di zelo. Ho letto anche di sacerdoti che consigliano ai loro parrocchiani di comportarsi in questo modo. Mi sembra che la Chiesa insegnasse anche che “quando non si può parlar bene di qualcuno, è meglio tacere” (questo ovviamente vale per i pettegolezzi di bottega, per le chiacchiere da bar o da comari); così ho deciso di aggiungere a quel “tacere”, anche il non ascoltare, leggere e guardare in TV.

  21. Giuseppe ha detto:

    Ma chi non ha avuto la fortuna di studiare il catechismo negli anni 50 come può cavarsela oggi? Credo che non possa nemmeno sospettare come stanno le cose.

    • Raffaele ha detto:

      Può “sospettare”, carissimo, grazie al sensus Fidei che è sempre stato la salvezza della Chiesa.
      Quando i Vescovi erano ariani, molti fedeli sapevano benissimo che se Cristo è uomo -senza natura divina- non ci serve, non può far nulla per noi

  22. Federico Fontanini ha detto:

    E’ verissimo che – per quanto riguarda Bergoglio – si sta meglio a non ascoltarlo e cambiare canale quando compare in TV. Come è vero che la figura e le parole di Papa Benedetto suscitavano in me un sentimento di rispetto e di venerazione. Eppure anche Benedetto è stato papa del post -concilio e le sue scelte a volte sono state discutibili. Qui evidentemente entrano in gioco anche aspetti specifici della personalità di Bergoglio che sembra non volersi calare nel ruolo di supremo pastore della Chiesa e continua a far risaltare Simone rispetto a Pietro. A quasi due anni di pontificato le cose sembrano chiare e non si danno grandi speranze di cambiamenti per il futuro.

  23. Cattolico ha detto:

    ricordo di aver udito, la scorsa estate, un passo di una preghiera dei fedeli (domenicale) in cui si pregava il Signore “affinché gli ebrei ci insegnassero il giusto modo di leggere la Bibbia”: a le pare possibile una tale enormità, caro Gnocchi? si è passati dali “perfidi ebrei” agli ebrei “fratelli maggiori nella fede” ed adesso anche maestri della fede, a noi cristiani, verso i quali essi hanno sempre nutrito un grande disprezzo (basti pensare a come sono trattati Gesù e Maria SS.ma nel Talmud, cosa di cui si scandalizzano anche i musulmani).

  24. isia ha detto:

    preghiera dei fedeli della mia parrocchia: “preghiamo per le anime delle persone che si sono suicidate chiedendo loro di pregare per noi dal paradiso”. non è uno scherzo! il parroco invece ci ha illuminati questa domenica dicendo che dobbiamo scoprire il grande valore dell'”accompagnamento” dei fratelli malati, poveri etc etc etc (dov’è che devo accompagnarli? in bagno? sembra che in 2000 anni di cristianesimo siamo diventati buoni solo adesso, prima i cristiani erano delle bestie prive di compassione, mentre ora improvvisamente è arrivata l’illuminazione e siamo diventati tutti santi e compassionevoli….) e per finire la sviolinata mielosa ci ha letto per 10 minuti buoni degli scritti di Bergoglio che ho ascoltato per circa mezzo minuto, tanta era la noia che mi suscitavano, prima di immergermi nei miei pensieri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili

“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì