Si è chiusa nel peggiore dei modi una vicenda in cui la Chiesa milanese ha purtroppo recitato una parte ricca di ambiguità. I risultati concreti sono dannosi non solo per il diretto interessato, ma in genere per gli insegnanti di religione cattolica, più che mai nel mirino anche del “fuoco amico”. E se ne è parlato anche all’estero…

di Paolo Deotto

 .

zzggltnI nostri lettori conoscono la vicenda del prof. Giorgio Nadali, insegnante di religione al Liceo Cardano di Milano, finito al centro di una polemica suscitata da Repubblica, che in un articolo parlava di studentesse “scioccate” (particolare inventato) dalla visione in aula del famoso video “L’urlo silenzioso”, nel quale vengono mostrate dal vivo alcune fasi di un aborto.

L’articolo su Repubblica mise in moto un curioso meccanismo di piena collaborazione e insolita tempestività tra l’autorità religiosa, rappresentata dalla Diocesi ambrosiana, competente all’abilitazione degli insegnanti di religione cattolica, e l’autorità civile, rappresentata dal preside del Liceo Cardano.

Per rileggere le varie tappe della vicenda basta riprendere gli articoli a suo tempo pubblicati su Riscossa Cristiana (per leggere l’ultimo, che rimanda ai precedenti, clicca qui).

Stamane abbiamo appreso che la Curia, a firma del Vicario episcopale Mons. Tremolada, ha respinto il ricorso che il prof. Nadali aveva presentato contro il provvedimento di revoca all’abilitazione all’insegnamento, rendendo così definitiva tale revoca.

Abbiamo letto la comunicazione di Mons. Tremolada e la lettura non ha fatto altro che confermare tutte le perplessità che da subito avevamo espresso in merito a questa vicenda.

Tralasciamo una prima affermazione, in cui il firmatario della lettera della Curia si preoccupa di far notare che sono stati rispettati i termini di legge per la risposta al ricorso, essendo gli stessi prolungati per i giorni di chiusura natalizia degli uffici della Curia milanese. La sostanza di questa vicenda è ben più importante di sterili precisazioni sul rispetto dei tempi burocratici.

Venendo alla sostanza, si scopre che è proprio questa che manca. Viene ribadito quanto già aveva affermato il Servizio Insegnamento Religione Cattolica, ossia che il video in questione è solamente “uno degli elementi presi in considerazione” per revocare l’abilitazione all’insegnamento. Si fa riferimento ad “elementi che Lei ben conosce e che riguardano tutti gli anni del suo insegnamento”. Ci si guarda bene però dallo specificare quali siano tali “elementi”, che devono evidentemente essere di alta gravità, per provocare addirittura la revoca all’insegnamento. Ma qui, come suol dirsi, il cane si morde la coda, perché se esistevano elementi così gravi, come mai la Curia ha permesso a un insegnante di andare avanti per ben ventisei anni – dicasi ventisei – senza mai sentirsi in dovere di aprire procedimenti disciplinari di alcun tipo?

Si afferma che il competente servizio della Curia ha “tenuto aperto il dialogo in ogni momento del suo insegnamento”.

E allora torniamo al discorso di prima: un dialogo evidentemente aperto da 26 anni, senza che mai si rendessero necessari provvedimenti disciplinari, come mai solo ora si conclude con la revoca dell’abilitazione, in conseguenza di una presunta incapacità didattica? Se ne potrebbe dedurre che non ci siano stati né dialogo né vigilanza, ma soprattutto che non ci siano mai stati motivi per censurare l’operato del prof. Nadali.

Comunque il discorso sul video viene ripreso per contestare al professore il fatto di averlo fatto vedere agli alunni (giovani sui 16 – 17 anni) senza il consenso delle famiglie. Questo fatto era già accaduto, lo scorso anno scolastico, ad opera dello stesso insegnante nella stessa scuola e ad opera di molti altri insegnanti in tante altre scuole, senza mai suscitare provvedimenti da parte della Curia.

Ora, se vogliamo credere alle fiabe possiamo credere che solo per pura coincidenza il provvedimento di sospensione, e poi di revoca, del prof. Nadali, è stato preso poco dopo la pubblicazione dell’articolo di Repubblica. Il dato di fatto indiscutibile è comunque questo: questo video è già stato proiettato in tante altre scuole e non solo dal prof. Nadali, ma anche da altri insegnanti di religione cattolica. Solo in questo caso però è intervenuta Repubblica, e la Curia si è improvvisamente risvegliata.

Tutte coincidenze? Ma allora, se coincidenze sono state, perché Mons. Tremolada non specifica quei misteriosi “elementi che lei ben conosce”?

Se Mons. Tremolada facesse queste meritorie specifiche – ma evidentemente non è in grado di farle – potrebbe spazzare via le pesanti ombre che gravano a questo punto sulla Curia milanese. Infatti anche l’osservatore più disattento può notare che:

  • Repubblica protesta; la Curia subito risponde. Se Repubblica non avesse parlato di quel famoso video, non avesse inventato di sana pianta lo “choc” subito da delicate studentesse, la Curia cosa avrebbe fatto? È verosimile pensare che non avrebbe fatto nulla.
  • A questo punto sembra che la preoccupazione maggiore della Curia sia quella di non aver seccature con le autorità scolastiche. Il prof. Nadali voleva far capire bene ai suoi allievi la gravità dell’aborto, e tra le altre cose ha fatto uso anche di quel video. Ora, la posizione della Chiesa non è forse di assoluta condanna dell’aborto? E qui invece vediamo la Curia agire tempestivamente dopo che un insegnante ha “disturbato” su un tema così scottante, visto che l’aborto viene ormai considerato un “diritto” indiscutibile della donna.
  • Repetita iuvant: è inutile che la Curia adesso invochi anche presunte incapacità didattiche del prof. Nadali. Invocandole fa una pessima figura, perché evidentemente questo insegnante così incapace ha potuto imperversare a scuola per ben ventisei anni! E allora, la vigilanza della Curia come funziona? Solo su segnalazione di “Repubblica”?

Nel frattempo la vicenda ha superato i confini nazionali: https://www.lifesitenews.com/news/milan-archdiocese-sacks-religion-teacher-after-he-showed-students-pro-lifehttps://www.facebook.com/CatholicToday1/posts/850990304923659:0http://voxcantor.blogspot.it/2014/12/milanese-curia-strips-catholic-teacher.html . Con quale giovamento in termini di “immagine” per la più importante Diocesi del mondo, è facile capire…

E per chiudere vorremmo sottolineare che il prof. Giorgio Nadali aveva scritto personalmente al Card. Scola. Era una lettera assolutamente rispettosa, da buon cattolico. È davvero un peccato che il Cardinale non abbia ritenuto di dar personalmente alcun riscontro al prof. Nadali, che tra l’altro chiedeva anche un incontro.

Vorremmo sottolineare anche che in passato alcune lamentele pervenute riguardavano proprio il fatto che il prof. Nadali ribadiva il Magistero della chiesa, in particolare per le delicate questioni morali e bioetiche. Mai la Curia ha ricevuto lamentele per comportamenti censurabili del prof. Nadali. E qui torniamo al discorso di prima: perché Mons. Tremolada non si sente in dovere di specificare con chiarezza quei misteriosi “elementi che Lei ben conosce”? Perché in ventisei anni di insegnamento il prof. Nadali non ha mai subito alcun provvedimento disciplinare? Perché solo ora si scoprono le sue “colpe”, senza peraltro specificarle? Come si vede, si continua a ruotare sulle stesse domande, che non hanno risposta. E allora si ritorna inevitabilmente a una considerazione legittima: le risposte non vengono date, perché non ci sono.

Guardando ai dati di fatto, che sono gli unici che contano, possiamo solo dedurre che il prof. Nadali era un gran seccatore, che ha rotto l’armoniosa “collaborazione Chiesa – mondo”. Ha voluto spiegare con decisione e chiarezza che l’aborto è un male e in tal modo ha disturbato il quieto vivere. E ora si trova inabilitato, dopo ventisei anni, all’insegnamento della religione cattolica.

Una vecchia massima, che non appartiene certo alla tradizione cattolica, bensì a quella leninista, recita che bisogna “colpirne uno per educarne cento”.

Gli insegnanti di religione sono avvertiti: state buoni, volate basso, tirate a campare e avrete vita tranquilla. Ma se invece vorrete insistere sull’insegnamento che la Chiesa ha sempre dato, specie sui temi più scottanti, quali quelli morali e bioetici, andate a scuotere gli splendidi equilibri che sembrano diventati ormai primari in una Chiesa che non parla più di peccato, non parla più di morale, perché questi argomenti sono troppo “scottanti”.

In Sicilia una certa società “onorata”, ma non molto, ammoniva che “chi è cieco, sordo e tace, vive cent’anni in pace”.

Siamo davvero edificati.

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25 Responses to Il caso dell’insegnante di religione del Liceo Cardano di Milano. La Curia ambrosiana ha respinto il ricorso presentato al Card. Scola, confermando il decreto di revoca  –  di Paolo Deotto

  1. Raffaele ha detto:

    Chiedo scusa, Direttore, solo per mettere in luce la questione: questo ambiente di Chiesa -maggioritario in “Occidente”- non parla di peccato perché il primo punto del “Catechismo” massonico è “L’essere umano non è né intelligente né libero. È una particella infinitesima in un grande Gioco Combinatorio orchestrato dal Grande Architetto dell’Universo”.
    Non esisterebbe, perciò, alcun peccato – solo degli urti fra le macchinine che siamo tutti noi.

    Ciò significa che il nostro Clero è fatto di Massoni? Significa che i Sacerdoti e i Vescovi, in maggioranza, considerano “appurata” la validità culturale e scientifica del Credo massonico

  2. Francesca ha detto:

    Allo stato c’è una sola certezza, drammatica : la perdita del posto di lavoro. La decisione è stata adottata proprio con l’assenso del Card. Scola. Ergo, se non ci sono più spazi di dialogo con “quel” Liceo, non si potrebbe con le dovute cautele e con l’ausilio di un Legale richiedere un trasferimento presso ALTRO Istituto? Se il Docente ha insegnato per ben 26 anni, tutti gli eventuali incidenti di percorso rappresentati dal Monsignore delegato potrebbero così essere agevolmente superati. Il ricorso allo strumento estremo del licenziamento si giustifica solo in casi gravissimi. Chiediamo quanto meno un’ulteriore ed attenta riflessione, una soluzione alternativa, un po’ di umanità, che non è pietà, ma dimostrazione di una Fede autenticamente professata.

    • Domenico ha detto:

      Ma Repubblica accetterebbe?

    • Alessio ha detto:

      Gent. Sig.ra Francesca,la nomina dei docenti di religione funziona in modo completamente diverso dalle altre materie.Se la procedura non e’ cambiata recentemente,funziona cosi’:l’Ufficio Diocesano di competenza propone i nominativi per ‘religione’ai singoli Presidi,che hanno facolta’ di accettarli o no.Ovviamente finora non ci sono mai stati,che si sappia,rifiuti.La scelta dei nominativi,percio’,dipende di fatto integralmente dalla Diocesi locale.Non esiste quindi un meccanismo di trasferimenti da una scuola all’altra,ma solo di assegnazioni di cattedre.E’ evidente che se ora il prof. Nadali non e’ piu’ ritenuto avere la ‘capacita’ didattica’per insegnare religione secondo la Diocesi di Milano,la situazione per lui e’ gravissima.Quale altra Diocesi infatti oserebbe contestare quanto deciso dalla Curia di Milano ed inserire il Prof. fra i ‘suoi’ docenti ? Nessuna,garantisco.Solo un irrealistico provvedimento di clemenza da parte di Scola,finora,credo, mai applicato,puo’ reintegrarlo

      • Raffaele ha detto:

        Che una Diocesi limitrofa inserisse il professore fra i docenti di proprio gradimento costituirebbe non tanto un atto di “legittima autonomia” rispetto a Milano, quanto un segno di “non-gradimento” dell’attuale impostazione post-martiniana dell’Arcidiocesi ambrosiana. F.Colafemmina -ad esempio- segnalò che papa Benedetto fu accolto dai giovani delle Cresime in un tripudiante ambiente Arcobaleno (erano i vari colori delle varie zone pastorali che si accostavano fra loro, ma l’effetto era quello).
        Credo proprio che non accadrà: sia perché immagino che il professore non tenterà questa via, sia perché la mentalità di “conciliazione” (con la società post-borghese) è effettivamente dominante un po’ ovunque

  3. Anna ha detto:

    Beh almeno ora è palese da che parte sta la Curia, anche se si sapeva già. Che vergogna, piena solidarietà al prof. Nadali.

  4. Giovanni ha detto:

    Ancora una volta onore al vostro sito che è tra i pochissimi ad aver portato all’attenzione pubblica questa vicenda. Questa conclusione lascia davvero tanta amarezza. Fino all’ultimo ho sperato in un gesto di comprensione da parte della Curia, evidentemente invano. Ora tante domande mi disturbano: perché il Cardinale, che ha tempo di occuparsi dell’expo, non ha avuto tempo di incontrare personalmente l’insegnante? Perché negare l’evidenza di piegarsi a calunniose e false notizie di Repubblica? Perché, anche ammesso che l’insegnante abbia sbagliato qualcosa (e dai resoconti non sembra proprio) comminargli il massimo della pena invece di un’ammonizione o un provvedimento che non determinasse la perdita del lavoro? Ma il comportamento della Curia e’ stato cristiano (debole con i forti e forte con i deboli)? Ora vi prego di non lasciare scivolare nell’oblio questa vicenda, paradigma di negazione della verità e di sopruso dell’autorità sul debole.

  5. Marco Zanini ha detto:

    Questo mons. Tremolada fa onore la suo cognome : un tremolante ecclesiastico che per amore di quieto vivere non ha il coraggio di affrontare i veri termini della questione, e che pavidamente cerca pretesti per rimuovere un insegnante che si è limitato a presentare tutti gli aspetti di un problema che non riguarda solo la morale cattolica, ma la morale e basta. Le ragazze traumatizzate ? Dopo tutti i documentari che hanno fatto lor sorbire sui campi nazisti di sterminio, figuriamoci che trauma ! E se anche fosse, chi ha detto che la verità non deve essere traumatizzante ? Staremo poi a vedere cosa accadrà quando, come sta già succedendo per esempio a Bologna, si obbligheranno i bimbi delle scuole materne a sorbirsi i manualetti di educazione al gender, e si legheranno i contributi pubblici alle scuole parificate alla accettazione di ripugnanti iniziative di cosiddetta educazione sessuale. M sappiano come finirà : ci sarà sempre qualche un tremolada pronto alla resa.

  6. Alessio ha detto:

    Inqualificabile,vergognoso il comportamento di Scola e di tutta la curia,ma perfettamente in linea con quanto successe al ‘Sabato’ ai tempi di Martini e che Indro Montanelli denuncio’ su ‘Il giornale’.Insegnamento della religione cattolica ,punito.Fare teatro ,discutere di ‘attualita” e amenita’ varie da parte di ‘docenti di religione’ scelti dall’ Ufficio Diocesano in base a chissa’ quali criteri,premiato invece come ‘capacita’ didattica’ e,c’e’ da presumere ,’cattolicita” ,peraltro assolutamente MAI verificate.Basta con questa farsa indegna,finiamola con le ipocrisie:si facciano graduatorie serie e abilitazioni come per le altre materie!L’ora di religione e’ diventata la barzelletta della scuola italiana! Ed invece dei piagnistei del ‘che fare? ‘si crei un premio o un c/c perpetuo per questi martiri bianchi,e si apra il portafoglio per una causa vera e seria.E si inizi anche a ‘votare con i piedi’:1)andare a S.Messe celebrate da sacerdoti degni,2)denaro solo a clero fidato!

  7. Paola B. ha detto:

    Il commento di Francesca mi ha fatto venire in mente:

    – perché il prof. Nadali non chiede l’aiuto di un Legale per chiarire il tutto? Anche con
    Repubblica!

    Potrebbe ottenere di nuovo il posto (!!!) o almeno essere risarcito dei danni subiti!!!
    Con grande e giusto smacco della Onorevole Curia milanese e della Onorevole Repubblica!

  8. Diego ha detto:

    “Guardando ai dati di fatto, che sono gli unici che contano, possiamo solo dedurre che il prof. Nadali era un gran seccatore, che ha rotto l’armoniosa “collaborazione Chiesa – mondo”. Ha voluto spiegare con decisione e chiarezza che l’aborto è un male e in tal modo ha disturbato il quieto vivere. E ora si trova inabilitato, dopo ventisei anni, all’insegnamento della religione cattolica.”: questa frase riassume benissimo quanto è accaduto!
    Che altro aspettarsi da una Curia che stipendia “preti” come De Capitani? Su simili corruttori di anime non c’è vigilanza? Per loro non esiste il “licenziamento”?
    Complimenti Card. Scola: nella sua Curia i lupi vengono accolti, stipendiati e messi in posizione di nuocere, mentre coloro che ricordano gli immutabili insegnamenti della Chiesa vengono non solo abbandonati ma pure perseguitati da coloro che dovrebbero sostenerli e difenderli!

  9. Diego ha detto:

    Ho già scritto che questa faccenda NON DEVE finire così e lo ribadisco: ora tocca a noi laici rimediare ai pasticci e alle ingiustizie che combinano certi pastori, non è più possibile stare a guardare!
    DOBBIAMO dimostrare CONCRETAMENTE la nostra solidarietà al Prof. Nadali, DOBBIAMO sostenere economicamente quel coraggioso professore!
    Si creerebbe un precedente unico nella storia italiana, i tradizionalisti sono considerati pochi e innocui, sia dalle gerarchie che dai laicisti: c’è stato addirittura chi si è permesso di definirci “un’armata brancaleone”, è ora di passare ai fatti!
    Se riusciremo ad aiutare economicamente il prof. Nadali daremo un segnale fortissimo alle gerarchie, ai tiepidi, ai modernisti e ai laicisti, un segnale che forse riuscirà a scuotere le loro coscienze!
    Inoltre gli insegnanti e gli obiettori che lavorano nella sanità sarebbero incoraggiati nella loro opposizione al pensiero unico dominante: forse sarà approvata l’eutanasia e l’insegnamento “gender” potrebbe diventare…

  10. Diego ha detto:

    …potrebbe diventare OBBLIGATORIO: se sapranno che ci sono persone disposte a sostenerli CONCRETAMENTE potrebbero ostacolare seriamente l’avanzata del laicismo.
    Se cederanno anche tutti loro, prepariamoci a metterci nelle mani di medici disposti ad ucciderci (anche se non lo vogliamo, nel caso fossimo (magari ingiustamente) DICHIARATI incapaci di intendere e di volere) e prepariamoci ad assistere alla perversione forzata di quasi tutti i bambini!
    Bisogna agire ORA, SUBITO, prima che sia troppo tardi!

    • Alessio ha detto:

      Esatto , caro Diego , bisogna agire SUBITO e PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI ,perché e’ quasi certo che non ci verranno concesse moltre altre chances. Se il mondo laicista e la ‘ Chiesa ‘ non vedranno reazioni , penseranno ,e giustamente, che non esiste nessuna resistenza al di la’ dei pianti greci di un’infima minoranza e che si trovano di fronte a pappemolle .A quel punto insegnanti , medici ed obiettori o refrattari vari capiranno che sono SOLI e che nessuno li aiutera’ . Il Katechon cedera’ e il Male avra’ totale carta bianca per la persecuzione , prima ‘ morbida ‘ ( licenziamenti , multe salatissime , confische di c/c correnti e beni immobili ) e poi sempre piu’ dura .Ma il panorama e’ gia’ ora desolante : ho chiesto ad alcuni insegnanti cattolici cosa faranno quando l’insegnamento del ‘ gender ‘ sara’ obbligatorio .
      Alcuni hanno risposto : ‘ Boh !…’ altri non sapevano neanche cosa fosse .NESSUNO ha risposto : ‘ Resistero’ e se sara’ necessario perdero’ il lavoro ‘ .Ottimisti…

  11. Luciana ha detto:

    …… questa è la Chiesa della misericordia….. non entro in merito alle colpe del prof, tutto rimane nel vago …… ma come si puo’ permettere la perdita di un posto di lavoro ? Cosa fa il card. Scola oltre a ribadire la necessita’ di costruire nuove moschee ? Mai avrei creduto di arrivare a questo punto !!!
    Mi sento orfana di questa Chiesa !!!!!

  12. leo aletti ha detto:

    ” Obbedienza e Pace ” era il motto di un arcivescovo di Milano del secolo scorso.

    • Raffaele ha detto:

      E il motto di un Vescovo di Roma, che scelse il nome di Pio XII, era “Opus Iustitiae Pax”. Non era “Grazie a Dio, la Massoneria ci ha portato la Pace (dei Cimiteri)”

  13. Carla D'Agostino Ungaretti ha detto:

    Conobbi quello che trentasette anni fa era don Angelo Scola nella sede romana di Comunione e Liberazione in via Paolina, a fianco della Basilica di S. Maria Maggiore. Parlai a lungo con quel giovane sacerdote, presso a poco mio coetaneo, che mi spiegò il pensiero e l’opera di don Giussani, rinvigorendo la mia fede a quell’epoca un po’ traballante. Lui, ovviamente non può ricordarsi di me perché è diventato un Principe della Chiesa con ben altri pensieri per la testa, mentre io ero e sono rimasta una quisque de populo. Ora vorrei dirgli: Eminenza, ripensi al nostro comune antico maestro al quale sia Lei che io tanto dobbiamo! Non credo che approverebbe quel suo atto di governo della Chiesa che le è stata affidata.e il trattamento riservato a quella sua fedele pecorella.

  14. maria * ha detto:

    Una storia simile è successa anche a Verona al Prof. Zenone. Padre di ( se non sbaglio ) sei figli, licenziato dalla Curia perchè, troppo cattolico . Forse se avesse insegnato porcherie tipo : la Madonna non è vergine, oppure non esiste la Trinità, oppure tutte le religioni sono uguali , o è giusto dare la comunione agli adulteri e compagnia cantando, gli avrebbero fatto un monumento, anzi lo avrebbero fatto : “” Papa “”.

  15. Michele D'Amico ha detto:

    Lo sapete che la Curia di Milano si vanta di aver costituito il “Fondo famiglia lavoro”, per aiutare le famiglie della Diocesi colpite dalla crisi economica? Chissà in base a quali criteri vengono scelte, questo non lo dicono; e non dicono neppure che tipo di famiglie… Il Fondo viene anche pubblicizzato – lascio a voi giudicare quanto opportunamente – sui foglietti della Messa stampati ogni domenica, con l’imprimatur dello stesso Mons. Tremolada. Perché non lanciare una campagna affinché la Curia destini una parte di quel fondo alla famiglia del prof. Nadali, colpita dalla perdita del lavoro? Facciamo piovere sul card. Scola un diluvio di e-mail, può darsi che apra gli occhi. Testo suggerito: “Chi siamo noi per licenziare?”.

  16. Raffaele ha detto:

    La Santa Messa come occasione di “fundraising” =(letteralmente) “tirare su dei soldi”.
    La “comunità cristiana” che “si raduna in assemblea” e “condivide il pane eucaristico”. E il Sacerdote? “Presiede”

  17. Chiara ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con Diego e con Francesco! Non si puo’ non intervenire, NON BASTA TUTTO QUELLO CHE E’ STATO DETTO . E’ NECESSARIO METTERSI UNA MANO SULLA COSCIENZA
    Proseguiremo nella lotta , perche’ vengano alla luce tutti i meriti del prof.Nadali

  18. leo viterbium ha detto:

    Sono un Preside di scuola superiore. Ripeto e ribadisco che una Curia (a parte il fatto che la materia appartiene all’Ordinario, e gli uffici dovrebbero essere meramente esecutivi), una Curia non ha nessuna legittimazione per revocare l’idoneità a un docente IRC per “motivi didattici”. Una volta inquadrato nel ruolo speciale dell’ IRC, il docente risponde della sua didattica unicamente all’amministrazione scolastica. L’Ordinario (e non la curia) ha competenza esclusivamente sulla retta dottrina e sulla coerenza morale del docente. Gli può contestare di insegnare contenuti erronei in fide, oppure di vivere in maniera difforme dalla morale cattolica (e non mi pare che succeda mai, e sì che ce ne sarebbero di casi !), ma non ha titolo giuridico per giudicare la capacità didattica, che è stata valutata in un concorso pubblico bandito dallo Stato Italiano, e viene verificata dal preside, dall’Ispettore Tecnico, e in ultima istanza dal Ministro: non dal vescovo.

  19. Peppe ha detto:

    X leo viterbium: se va a leggere il codice di diritto canonico (can. 804 e 805) si accorgerà della possibilita di revoca per mancanza di abilità pedagogica.Detto questo è inconcepibile revocare l’idoneità a causa della proiezione di quel video. Io non credo che sia il motivo vero. Certo è che la curia avrebbe potuto chiarire quegli elementi di cui parla per dimostrare la fondatezza e la trasparenza dell’atto, ammesso che ci siano.

    X Alessio: Non è vero che i presidi possono rifiutare la proposta di nomina. Ne prendono atto e quindi stipulano il contratto. Se poi mancano altri requisiti (incompatibilità lavorativa e/o certificati di idoneità al lavoro da parte del medico, condanne etc.) allora è nel loro diritto rifiutare la proposta

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