di Claudio Ciani


 

Per chi non lo sapesse, dopo più di dieci anni di assenza, dal 2001, “il Borghese”, la storica rivista della destra anti-conformista fondata nel 1950 da Leo Longanesi (1905-1957) ha riaperto: http://www.il-borghese.it/. E’ ripartito nella nuova edizione, pubblicata dall’editore romano “Pagine” (via G. Serafino, 8 – 00136 Roma, tel. 06/45.46.86.97; mail: luciano.lucarini@pagine.net), come mensile, con la direzione di Claudio Tedeschi, figlio del senatore Msi e storico direttore del giornale dopo Longanesi, Mario Tedeschi (1924-1993). Dell’attuale redazione fanno parte non solo le “tradizionali” firme della destra italiana come Adalberto Baldoni, Mario Bernardi Guardi, Mario Bozzi Sentieri, Gianfranco de Turris, Gennaro Malgieri, Andrea Marcigliano, Antonio Saccà, Leo Valeriano, Carlo Vivaldi-Forti, Adriano Tilgher e tanti altri ed i vecchi i vignettisti della testata (Giuliano Nistri e Gianni Isidori), ma anche alcune “new entry” come ad es. Gigi Moncalvo, Giuseppe Brienza e Fabio Bernabei.

ibAll’interno di ogni numero si trovano poi 4 pagine del “meglio del Borghese“, che riproducono i migliori articoli di Gianna Preda, Mario Tedeschi e Luciano Cirri, per segnare anche da questo punto di vista una “continuità ideale” fra il vecchio Borghese ed il nuovo.

Dall’anno scorso la rivista cura anche una trasmissione settimanale, “Il Borghese in diretta” che, diretta dall’editore Luciano Lucarini, va in onda tutti i lunedì dalle ore 21 alle 22 sul canale Sky 897 ed il canale 86-One Television del digitale terrestre.

Ma veniamo a qualche anticipazione dal numero 12 del dicembre 2012, che sarà in edicola a partire dal 1° del prossimo mese. Innanzitutto dall’editoriale del direttore Claudio Tedeschi, intitolato «Signori» e «servi» (p. 3), che parte dalla favorevole constatazione, in linea con l’orientamento anti-UE della rivista, delle prime manifestazioni, nel vecchio continente, di protesta «contro l’Euro e la politica di “sangue e lacrime”, voluta da governi, “filoguidati” dall’impero globale della finanza». Si passa poi, in virtù del principio della “sovranità della politica” del quale Il Borghese si è sempre fatto paladino, alla dura critica contro tutti i Governi tecnici, o sedicenti tali, al potere nei Paesi dell’UE, «incapaci di gestire politicamente la situazione» dell’attuale crisi, e «bravi soltanto a tassare, tassare, tassare, che ci raccontano che è finita la pacchia e che il nostro stile di vita va cambiato».

Naturalmente, in questo senso, non poteva mancare nell’editoriale la critica al premier Monti che, scrive Tedeschi, «sta riducendo l’Italia sul lastrico a tutto vantaggio di quelle forze economiche straniere, che vogliono comprarci per un soldo. Operazione decisa quel 2 giugno del 1992 a bordo del Britannia, presenti Draghi, allora direttore generale del Tesoro, Azeglio Ciampi, in qualità di governatore della Banca d’Italia, e un centinaio tra rappresentanti della finanza anglosassone americana (Barclays, Warburg, azionista della Federal Reserve, PricewaterhouseCoopers, oltre alla Goldman ecc.) e degli ambienti industriali e politici italiani. Lì fu stabilita la “privatizzazione” dell’industria statale italiana».

Dopo il consueto inserto fotografico ed i sempre lucidi commenti alla situazione politica italiana dei vari Malgieri e Baldoni, ampio spazio è dedicato nelle recensioni all’ultimo libro della pediatra e psicoterapeuta conservatrice americana Meg Meeker, tradotto dalle cattoliche Edizioni Ares ed intitolato «Papà, sei Tu il mio Eroe». 10 segreti per papà con figlie che crescono (Milano 2012, pp. 256, € 16). Giuseppe Brienza ne evidenzia, in particolare, la critica che, su basi scientifiche oltre che di senso comune, la Meeker scaglia contro l’impostazione liberal cui ormai sono conformati i programmi di educazione sessuale negli Stati Uniti. Il documento di riferimento, da questo punto di vista, sono le “Linee guida” emanate nel 2004 dal Consiglio nazionale dell’educazione e dell’informazione sessuale, ovvero il famigerato Siecus (Sexuality Information and Education Council of the United States).

Il Siecus, come riporta opportunamente Brienza, da statuto dovrebbe promuovere «L’assistenza ai bambini per ottenere una visione positiva della sessualità, fornendo loro delle informazioni utili per prendersi cura della propria salute sessuale». Il fatto è che, fra gli obiettivi “educativi” da perseguire secondo le “Linee guida” del 2004 per i bambini di età compresa tra i 5 e gli 8 anni, si prevedono informazioni come quelle che, condannate dalla Meeker, li invitano per esempio a «Toccare e sfregare i genitali per sentirsi bene», oppure a considerare assolutamente normale che «Alcuni uomini e alcune donne sono omosessuali, ovvero sono attratti e si innamorano di persone dello stesso sesso (questo si trova nel manuale per i bambini più grandi)» (M. Meeker, op. cit., p. 20).

Ai bambini dai 9 ai 12 anni, invece, più direttamente l’educazione sessuale statunitense dovrebbe insegnare, che «La masturbazione è spesso il primo modo con cui una persona fa esperienza del piacere sessuale», oppure che «Negli Stati Uniti è legale abortire fino a un certo punto della gravidanza» e, infine, che «Il rapporto di amore omosessuale può essere soddisfacente tanto quanto quello eterosessuale» (M. Meeker, op. cit. p. 21).

La Meeker, che è membro e docente dell’American Board of Pediatrics e dell’American Academy of Pediatrics, definisce queste linee guida «Prima di tutto scientificamente errate», perché «I ragazzi possono prendere una malattia sessualmente trasmissibile (Mst) attraverso la reciproca masturbazione e il rapporto orale» (p. 23).

Inoltre, prosegue la pediatra americana, dal punto di vista educativo «queste indicazioni considerano “normali” cose assurde» e, per di più, «funzionano solo come delle istruzioni per trovare il piacere. Oltretutto incoraggiano un comportamento sessuale (come quello anale) che è per sua natura pericoloso. Qualsiasi cosa uno possa pensare su temi controversi come l’aborto, è fuorviante dire il meno possibile, sminuire la gravità della procedura che si applica non solo sul corpo femminile, ma anche sulla sua mente e sulle sue emozioni» (p. 23).

Share →

One Response to IL RITORNO DE “IL BORGHESE”, RIVISTA MENSILE DI CONTRO-INFORMAZIONE. Anticipazioni dal prossimo numero, in edicola dal 1° dicembre – di Claudio Ciani

  1. BUCELLARI SEVERINO ha detto:

    Bene – ci sono voluti 6 anni per capire CHE L’ITALIA E’ UN PAESE A SOVRANITA’ LIMITATA. ‘ LO HA DETTO A CHIARE LETTERE IL PRESIDENTE MATTARELLA. NE PRENDIAMO ATTO .
    RICORDO I VOSTRI ARTICOLI DICEMBRE 2012 ”SIGNORI E SERVI,, E 2013 ”SERVA ITALIA”
    GIUSTO SI CHIAMI COTTARELLI PER RISPARMIARE – SI COMINCI DAL QUIRINALE CHE COSTA PIU’ DELLA
    REGINA ELISABETTA .POI LE CAMERE CON LA PLETURA DI POLITICI NULLA FACENTI ,NON PIU’ELEZIONI
    CHE TANTO NON SERVONO . RISPARMIAMO E FACCIAMOCI TOSARE PERBENE. VIVA L’ITALIA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili

IL RITORNO DE “IL BORGHESE”, RIVISTA MENSILE DI CONTRO-INFORMAZIONE. Anticipazioni dal prossimo numero, in edicola dal 1° dicembre – di Claudio Ciani