20 dicembre

Sant’ Ursicino

 

In particolare dal 590 san Colombano fu attivo nei territori merovingi, fondando numerosi monasteri tutti secondo la regola dell’ordine di San Colombano.

Per primi fondò nella Franca Contea, nel 591-592 il monastero di San Martino ad Annegray, sul sito di un’antica fortezza romana, poi quello di San Pietro a Luxeuil, a circa 8 miglia a sud-est, nell’odierna Luxeuil-les-Bains, dove si stabilì nel 593, e infine quello di San Pancrazio a Fontaines, vicino ai primi due. Dopo essere entrato in contrasto con l’episcopato locale e con i re burgundi fu costretto a ripartire e riprese a viaggiare. Nel 611 fondò a Bregenz sul lago di Costanza il monastero di Sant’Aurelia.  Decise in seguito di recarsi a Roma per ottenere l’approvazione della propria regola da papa Bonifacio IV, ma lungo la strada il suo compagno Gallo fu costretto a fermarsi per una malattia e fondò nel 613 l’abbazia di San Gallo. Colombano arrivò quindi fino a Bobbio dove fondò l’abbazia di San Colombano e dove morì nel 615

Oltre san Gallo, un altro discepolo di Colombano che si fermò tra le belle montagne del Giura svizzero ci fu appunto Ursicino, in francese Ursanne. Il culto di san. Ursicino  eremita è attestato in questa regione svizzera, sin dalla terza parte del secolo VII; infatti già prima del 675 l’abate Germano di Moûtier-Grandval, aveva costruito una chiesa in suo onore presso Grandval.
Inoltre un antico documento, riporta che san Vandregisilo abate († 668), costruì verso il 630 un monastero nel medesimo luogo dove riposava Ursicino.
Il sarcofago del santo eremita, databile al VII secolo, è sempre venerato nella bella chiesa di S. Ursanne, situata nell’ansa del fiume Doubs, che nasce nel Giura francese e penetra in territorio svizzero per breve tratto, formando la suddetta ansa, sulla cui riva si trova la chiesa.
Per quanto riguarda la vita di sant’ Ursicino, tutto ciò che gli agiografi hanno considerato e diffuso, proviene da un antico documento, citato per primo dal gesuita Claudio Sudan (1579-1665) nella sua opera “Basilea sacra”, ma che purtroppo non trascrisse alla lettera.
Il documento era una leggenda liturgica in 24 lezioni, che fu composta su disposizione del vescovo Ugo I di Besançon, diocesi a cui apparteneva allora l’eremita Ursicino.
Questa ‘Vita’, andata smarrita, raccontava che Ursicino era un monaco irlandese, uno di quei coraggiosi compagni  di san  Colombano che lasciarono il monastero di Bangor, nell’Ulster, per far rotta verso l’Europa per riportarvi il Vangelo, pellegrini per Cristo.

Ursicino aveva seguito tutti i passi di Colombano insieme agli altri monaci per la Gallia di allora, fin quando nel 610 dovettero lasciare Luxeuil in territorio francese, e dopo altre tappe nell’odierno Belgio, nella Germania e in Austria, dove fondarono il monastero di Bregenz, si divise dal suo maestro diretto in Italia e con un compagno- un altro monaco irlandese di nome Fromond, si spinse sulla catena montuosa del Giura franco-svizzero, in cerca di un luogo adatto per una vita eremitica.
La tradizione racconta che Ursicino, propose al compagno monaco, di lanciare dalla cima di un monte, i loro bastoni in aria, lasciando che il cielo desse così l’indicazione giusta nel punto di ricaduta. I bastoni caddero in luoghi diversi e i due compagni si divisero, quello di Ursicino cadde vicino ad una grotta, nella valle del fiume Doubs, dove si ritirò in eremitaggio.
In questo luogo costruì una cappella dedicata a S. Pietro e che prenderà il suo nome, St. Ursanne; ben presto la sua fama attirò vari discepoli, per cui Ursicino fondò un monastero per loro, sotto la regola di san Colombano. Dopo una decina d’anni di esemplare vita eremitica, sant’Ursicino morì verso il 620, cinque anni dopo la morte a Bobbio del suo illustre maestro. Il suo culto si diffuse rapidamente in Gallia, in particolare in tutto il Giura del Nord, a Besançon, Magonza, Basilea Il monastero da lui fondato nella valle del Doubs, subì nel tempo vari cambiamenti, passato ai benedettini, seguendo il destino di tutte le comunità colombaniane che vennero assorbite dal potente ordine di san Benedetto. Rimase a ricordo del santo il  paese che da lui prende il nome di Saint Ursanne, e il ricordo di un’esperienza spirituale straordinariamente intensa quale quella del monachesimo celtico.

 

 

 

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