In una interessante intervista il card. Braz de Aviz ha accennato ai progressi nella risoluzione del “caso Francescani dell’Immacolata”: dopo aver quasi distrutto quell’istituto, ancora poco tempo fa fiorente, il prefetto della Congregazione responsabile spiega che finalmente si sono scoperti i problemi.

di Vittorio Spazevic

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zzbrzIn una interessante intervista il card. Braz de Aviz ha accennato ai progressi nella risoluzione del “caso Francescani dell’Immacolata”: dopo aver quasi distrutto quell’istituto, ancora poco tempo fa fiorente, il prefetto della Congregazione responsabile spiega che finalmente si sono scoperti i problemi.

Il problema, cioè, di “negazione del concilio”, nascosto bene dietro “il riferimento al rito straordinario”. Non senza ragione Maurizio Grosso (“Corrispondenza Romana”) ha avuto qualche perplessità attorno all’espressione “il concilio”. Ma io non vorrei esser così cattivo e nell’espressione cardinalizia vedo solo una “scorciatoia linguistica”. Suppongo che il presule l’abbia usata solo perché il Vaticano II è, per adesso, il più recente dei concili. Dunque se il Signor Cardinale dicesse, per esempio, “il campionato”, si tratterebbe dell’ultimo campionato mondiale (dovrebbe poi spiegare una tale espressione ai suoi compaesani, che probabilmente vorrebbero piuttosto evitare tale esaltazione), e se dicesse “la guerra mondiale” non lo farebbe ignorando che furono due, ma semplicemente per risparmiare il tempo occorrente per pronunciare la parola “ultima” o “seconda”. Con tale risparmio si può aver più tempo per trattare della teologia della liberazione.

Lasciamo dunque in pace “il concilio”, non accusiamo Sua Eminenza di voler con tal espressione “negare” non uno solo, ma ben venti concili. Sarebbe un disastro davvero, dover commissariare la Congregazione che fa rifiorire la vita religiosa, soprattutto quella femminile, anzi femminista, in America.

Rimane però il dubbio di che cosa significhi la parola “negazione”. Chi nega un concilio? In che cosa consiste una tale negazione? Se uno dice: “al parer mio, il concilio di Firenze si è svolto in circostanze assai scandalose”, è già colpevole della “negazione“? Oppure se uno dice: “il Lateranense V non risolvette i problemi del suo secolo” – già commette il delitto di “negare il concilio” (delitto, al quale – come insegna appunto il Caso FI – corrisponde la pena di morte)? Poi, se un altro dice: “il pontificato di Alessandro VI fu vergognoso” – “nega” quel pontificato? O se uno dice del pontificato di Leone X che fu “fatale alla sede romana” (lo scrisse von Pastor), diventa forse un negatore?

Per di più: veramente i Francescani dell’Immacolata cercavano di evidenziare solo il lato negativo del ventesimo primo concilio ecumenico? Per niente! Anzi, erano appunto loro ad appoggiare fortemente la linea di Benedetto XVI; negazione – sì – ma non de “il concilio”, ma di una sua ermeneutica sbagliata. Infatti penso che pochi studiosi hanno fatto di più per salvare il concilio dei bravi professori FI. Far finta che tutto va benissimo e che non vi è per niente crisi, ovvero nascondere la testa sotto terra, come lo struzzo, non risolve il problema, problema invece da affrontare con amore verso la Chiesa, nostra madre amata e sanguinante, con umiltà di figli, ma anche con onestà scientifica. Una tale onestà non può certamente andare né contro l’amore verso la Chiesa, né contro l’umiltà. Quando mai potrebbe la verità contraddire le virtù?

Questo fu il lavoro svolto dai professori e sacerdoti francescani dell’Immacolata. Quanti laici pieni di dubbi venivano da loro, trovando l’aiuto! Quanti al vedere tremende crisi e trovandosi nella tentazione di mettere tutta la responsabilità sulle spalle dei padri conciliari, tra i francescani dell’Immacolata (e appunto quelli più perseguitati adesso) trovavano l’altro lato: “guarda, il Vaticano II non ha voluto la rovina della vita religiosa… la caduta della morale… l’indebolimento della Chiesa… Leggi i documenti, leggigli nella luce della tradizione; stai tranquillo e non ascoltare chi vuole interpretare questi documenti contro ciò che veniva da sempre insegnato dalla Chiesa!”

Alla fine però mi conviene aggiungere qualche parola sul Concilio Vaticano II, sulla sua attualità e sull’aggiornamento in generale.

Ci sono dei bei brani conciliari che – ripetendo con parole nuove le verità di sempre – rimangono sempre attuali. Chi legge questi documenti “nella luce della Tradizione”, trova in essi un tesoro (anche se a volte abbastanza nascosto). Un “tradizionalista” e denunciatore della crisi, Dietrich von Hildebrand era entusiasta della “Lumen Gentium”(almeno quando scriveva il suo “Cavallo di Troia nella Città di Dio”).

Ma l’ultimo concilio, svoltosi nell’atmosfera del famoso “aggiornamento”, si autodefinì un concilio “pastorale”. Ebbene, nelle diocesi di solito le indicazioni pastorali non durano più di cinquant’anni. Tanto meno, se si tratta di quei cinquant’anni! Con il ’68, con la caduta del muro di Berlino, la trasformazione dei paesi comunisti, la globalizzazione, Internet, l’immigrazione, il terrorismo islamico, parecchie guerre, la scristianizzazione delle società… forse – anzi, di sicuro – il più “veloce” cinquantennio nella storia! Ciò che 50 anni fa era un “aggiornamento”, oggi sarebbe un “de-aggiornamento”.

Chi dunque non si è aggiornato bene? I Francescani dell’Immacolata, seguendo papa Benedetto e le sue decisioni (tra queste anche il ritorno del rito antico) oppure chi, guardando con nostalgia gli anni della teologia della liberazione, cerca di stroncare uno dei frutti più belli del Concilio Vaticano II (ricordiamo l’ispirazione presa da p. Manelli dal documento “Perfectae Charitatis”)?

Signor Cardinale! I tempi sono cambiati, si vorrebbe dire. Lo “Zeitgeist” soffia altrove; soffia per la Tradizione. Leo Boff è un vecchietto quasi dimenticato nella sua oasi ecologica, mentre i seminari nei quali s’insegna la s. Messa secondo il messale dell’appena canonizzato Giovanni XXIII sono pieni. Diremmo quasi che questa è la sentenza dell’Implacabile Progresso della Storia: anche il Progresso scherza qualche volta con i suoi ammiratori. Non vi siete aggiornati bene, rimanendo nei bei tempi della Teologia della Liberazione. Vi è stato nel frattempo il “Summorum Pontificum”, vi è stato il discorso sulle due ermeneutiche… del resto nel frattempo c’è stata pure qualche dichiarazione intorno alla Teologia della Liberazione.

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21 Responses to Il sorriso del Progresso  –  di Vittorio Spazevic

  1. roberto ha detto:

    Prima hanno fatto fuori Benedetti XVI, poi i Francescani dell’Immacolate, adesso il Cardinale Burke.
    Ci avviciniamo a grandi passi alla profezia di Daniele 9,27:
    “farà cessare il sacrificio e l’offerta; sull’ala del tempio porrà l’abominio della desolazione”.

    • Giuseppe ha detto:

      Noi cattolici, a cui e’ stata data la verita’, abbiamo il dovere di pregare incessantemente, servono preghiere incessanti oggi piu’ che mai !!!!!! Gli inferi non prevarranno!!!!
      Un sentito applauso a tutti coloro che stanno voltando le spalle al Signore e si sono riscoperti misericordiosi a tal punto da negare anche i peccati piu’ effimeri !!!!

  2. Mario ha detto:

    Ha ragione Roberto: è proprio così.

  3. Maria C. ha detto:

    L’ ermeneutica della continuita ‘ e’ come quel cane che gira in tondo cercando di raggiungere la punta della coda , senza mai riuscirvi , quindi compiendo un atto perfettamente inutile . Inutile perché esiste una percentuale di affermazioni del ‘ concilio ‘ assolutamente irriconducibili al bimillenario deposito della Fede . Queste possono costituire il 2,5,10 o 30 per cento di tutte le affermazioni del Concilio , ma la percentuale e’ di rilievo assolutamente marginale , perché essa ha funzionato come la classica goccia di veleno in un bicchiere che contiene una bevanda buonissima . E’ nefasta , od anche mortale , indipendentemente da quanto zucchero od acqua si mettano . E si sa che se si tocca il Depositum Fidei anche in solo punto , tutto il resto ne viene influenzato . E’ come fare un piccolo foro alla base di una diga . Cosa succede dopo un certo tempo , mesi od anni che siano ? Questo non lo dice solo Maria C,Lefebvre, Amerio,Barsotti,Hesse ma ormai tanti altri..

  4. Stefano ha detto:

    Il miglior commento a quanto asserisce codesto cardinale sono la sua faccia e i “suoi capelli”… Non c’è nulla di più triste e patetico della vanità clericale!…

  5. luigi da passignano sul trasimeno ha detto:

    da quale fessura se non dal Vaticano II è entrato il fumo di satana nella Chiesa? un concilio iniziato nel segno della rivolta contro la curia romana, che aveva preparato i documenti da discutere, e finito con il disperato tentativo di Paolo VI di chiudere la porta all’anarchia

  6. Giorgio ha detto:

    Bellissimo articolo e saggi commenti. Penso che i modernisti dopo cent’ anni e più di lavoro, siano riusciti nel “colpo del secolo”: piazzare uno dei loro sul Soglio Pontificio. Sono certi del trionfo e perseguitano con ferocia chi resta saldo nella fede (Francescani dell’Immacolata, card. Burke, eccetera). Anche i farisei dopo aver crocifisso Gesù erano convinti di aver chiuso la partita. Ma l’ora del trionfo si è presto tramutata nell’ora della disfatta. Sarà così anche stavolta. La vittoria appartiene solo a Dio! Giorgio

  7. massimiliano ha detto:

    …ma i francescani dell’immacolata perchè non si sono riversati in massa nella Fraternità di san pio X?

    • Pascaliano ha detto:

      A mio parere, il non averlo fatto è stato un grosso errore, che causa disorientamento nelle pecorelle che vedevano in loro una guida sicura, che tracciava la strada giusta per il Cielo. Ma se avallano tutte le nefandezze disposte contro di loro, se dovranno affermare pubblicamente di accettare “in toto ” il CV II, a cosa sarà servito il loro esempio? C’è forse stato qualcosa di buono in quel Concilio? i suoi frutti li abbiamo sotto gli occhi, i loro sostenitori sono dittatori a tutti gli effetti, intollerantk ed arroganti, sproloquiano di misericordia e non vogliono ascoltare i tradizionalisti, li dileggiano, li umiliano, li perseguitano? inaccettabile comportamento, per un vero cristiano: fosse solo per questo , rifuggirei dal loro concilio considerandolo il padre dell’arroganza e della dittatura. Pace e bene

  8. Leo Aletti ha detto:

    Ribadisco visione brazdeavizesca della Chiesa.

  9. Sansone ha detto:

    Preghiamo tanto per la Chiesa nostra Madre e Sanguinante!!!
    Bellissimo articolo!!!
    Preghiamo anche per i massoni nel Vaticano!!!
    Preghiamo per la conversione di Aviz e Carbalho!!!
    Maria Immacolata, alzati e scaccia la testa del drago infernale!!!
    DIO benedica coloro che lo amano, cioè coloro che amano la SACRA TRADIZIONE di 2000 anni.
    La nostra vicinanza al CARDINALE BURKE!!!!!!!!!

    • pucci cipriani ha detto:

      Ormai hanno distrutto l’Ordine dei frati dell’Immacolata (tutte le rivoluzioni sono capaci di distruggere, mai di costruire) ora i tredici frati rimasti verranno sottoposti a maquillage: sembra che almeno il colore della tintura i nuovi Giuda possano sceglierselo…con il sigillo del tinturato Card. Braz de Aviz.

  10. Paola B. ha detto:

    Tutti ottimi i commenti a questo ottimo articolo.
    – Profetico e sicuro quanto scrive Roberto.
    – Mi fa pensare molto quanto scrive Massimiliano: perché non l’hanno fatto?
    – Mi ha fatto sorridere con pena l’osservazione di Stefano, giustissima.

  11. patrizia fermani ha detto:

    tenuto conto delle parole di aperta lode che Benedetto XVI ha indirizzato implicitamente al cardinale Burke non molti giorni orsono, forse proprio per allontanare in extremis le conseguenze della avvenuta caduta in disgrazia, viene da pensare allo …schiaffo di Anagni…

  12. Riccardo Paniz ha detto:

    Gli orafi raffinati e amorevoli nell’officina di padre Mannelli, hanno steso indefessamente l’emulsione della Traditio sull’argenteria della cinquantenaria assise, affinché come gelatina sensibile alla luce del’Eterna Verità, la liberasse dalle anfibologie maliziose e opacizzanti facendo così rilucere i “Suoi ordini che sono la nostra gioia” ed in modo che “nostri consiglieri siano i Suoi precetti” (Salmo 119,24)
    Ti ringraziamo Dio nostro per averceli donati e ti supplichiamo di continuare a “dar loro intelligenza” affinché ci insegnino ad “osservare la Tua Legge ed a custodirla con tutto il cuore.” (Salmo 119,34)
    SPES CONTRA SPEM.

  13. Alberto ha detto:

    E’ difficile contestare quanto dice, mirabilmente peraltro, Maria C. E’ un dubbio che mi è sempre girato per la testa, anche se in misura molto piu’ incompiuta ed informale rispetto a quanto esposto dalla nostra cara amica. L’eresia si fa largo proprio cosi’, a piccoli passi e con lo stesso meccanismo di un’infezione.

  14. Giovanni ha detto:

    Se come dice il proverbio ,il volto è lo specchio dell’anima , a guardare questo volto, si direbbe ….che l’amima di questo Sig Cardinale non è una anima bella ma soprattutto limpida….

  15. rita bettaglio ha detto:

    Non voglio passare per lombrosiana, ma l’avete vista la faccia del Braz de Aviz? so che il cardinalato non non è un concorso di bellezza, ma questo è davvero inguardabile!

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