Il  trionfo omosessualista  lascerà tanta parte del nostro mondo  desolata come dopo le grandi pestilenze  dei secoli passati, mentre è difficile immaginare una via di uscita da questa calamità senza precedenti,  se non con la  perdita di diverse generazioni. Ed è sconcertante vedere come tutto questo stia accadendo  per una fatale malattia del pensiero che nel giro di pochi anni  si è diffusa con la forza di una epidemia. Una grande allucinazione collettiva che ha paralizzato la capacità critica e spento ogni lume di ragione.

di Patrizia Fermani

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zzzzsnnrgnPer respingere un attacco portato proprio alla ragione prima ancora che alla morale, in tempi normali sarebbe bastato il buon senso comune. Tuttavia non viviamo tempi normali e di fronte alla manipolazione mediatica incessante è diventato difficile attivare anche questo strumento elementare e alla portata di tutti. Così i movimenti omosessualisti hanno potuto realizzare l’impresa impossibile di capovolgere un fenomeno contro natura, da sempre ritenuto moralmente negativo, in una realtà degna addirittura di tutela giuridica, e l’operazione è riuscita attraverso l’inganno delle parole, l’arma perfetta  nel mondo della approssimazione e del torpore delle idee.

Il fenomeno omosessuale è stato prima normalizzato attraverso la propaganda mediatica martellante e le canoniche esibizioni pubbliche della cui oscenità nessuno sembra essersi accorto. Ma l’obiettivo ben più ambizioso, era quello di farlo diventare un vero e proprio valore, quasi un bene culturale  tutelato dalla legge.  Sia da quella penale, secondo le ambizioni dello Scalfarotto, sia attraverso la conquista di uno status giuridico particolare assicurato ai proseliti dalla legge civile. È stato attivato il repertorio delle formule automatiche, con in cima la parola diritto, declinata nella forma del pluralia tantum “diritti”,  subito  adottato con compunzione da politici e dame di san Vincenzo, da  giornalisti e vallette,  dalle Gruber e dai Sofri,  dagli operatori turistici e ora da cardinali e vescovi di ogni ordine e grado. Così è nata  anche la convinzione plebiscitaria che il problema indilazionabile per la civiltà occidentale non è né il buco dell’ozono, né la fame nel mondo, non è il riscaldamento terrestre né la raccolta differenziata. Anche a Napoli l’annosa questione della monnezza è stata un po’ accantonata, insieme a quella  dei soliti cristiani che si fanno massacrare dai fratelli islamici. No. Il problema che bisogna risolvere nelle oasi residue di inciviltà, è quello dei “diritti degli omosessuali”. Cioè dei diritti che spettano a chi si dedica ad una raffinata pratica sessuale, riservata un tempo a pochi amatori, ma destinata a diventare ora cultura di massa. In fondo oggi come oggi un diritto non si può negare a nessuna categoria di persone; il grande popolo che viaggia a sesso unico alternato, farà da battistrada per i cultori dei film di Dario Argento, i coltivatori  casalinghi di marjiuana, i tifosi romanolaziali,  bulimici e anoressici, collezionisti di auto d’epoca, e via dicendo. Tutta una dolente umanità in attesa paziente che si apra finalmente lo sportello dei diritti a tutto, in saldo per tutti.

Tuttavia  sembra sfuggire alla moltitudine dei dispensatori di diritti che qualunque riconoscimento giuridico, qualunque forma di tutela particolare da parte dell’ordinamento, dovrebbe rispondere ad un certo interesse oggettivamente rilevante e che soltanto questo può giustificare  quel  trattamento privilegiato che ogni tutela particolare comporta. In mancanza  di un tale interesse collettivo, la tutela privilegiata diventa arbitraria, perché ingiustificata.  Infatti se la norma  penale presuppone  che vi sia un interesse  fondamentale, un bene che va difeso per la comune convivenza pacifica, come  la vita, la proprietà, l’onore, la incolumità personale ecc, per altro verso la legge civile provvede a regolare quei rapporti che sono essenziali per la vita ordinata della società ( famiglia, successioni, assistenza dei minori ecc). In questo quadro non si vede come la omosessualità possa diventare la causa giustificatrice di un particolare trattamento da parte della legge, fino a fondare  la fantomatica categoria dei “diritti degli omosessuali”, che a forza di essere evocata appare più o meno a tutti anche plausibile.

Addirittura si parla di “riconoscimento dei diritti degli omosessuali”, come se si trattasse di una condizione a priori che attende solo di essere formalizzata. Qualcosa che ha a che fare quasi col diritto naturale, nonostante esso sia stato abolito definitivamente dalla chiesa di Bergoglio in vista del Sinodo sulla famiglia.

La farsa dei “diritti” va poi a parare in quella  delle “coppie omosessuali”.  Qui il coro canta ancora  più forte per invocarne la consacrazione giuridica  senza  chiedersi ancora una volta che cosa  rappresenti per l’interesse collettivo  una coppia di omosessuali, conviventi occasionali, precari, stabilizzati o permanenti che siano. Una relazione  che può vantare come valore qualificante soltanto i particolari gusti sessuali dei componenti,  è indifferente per i fini di uno Stato ben ordinato che ha solo il compito di  organizzare  la vita sociale in vista del bene comune. Semmai, quella relazione, una volta che venga esibita e propagandata come espressione di normalità, va a ledere la libertà spettante ai genitori di modellare ragionevolmente la educazione dei propri figli sugli schemi predisposti dalla natura.

 Qui si inserisce poi la pretesa  distinzione  di principio tra riconoscimento delle unioni omosessuali, che risulta stare a cuore quasi a tutti come cosa buona e giusta, e il matrimonio tra persone dello stesso sesso, da respingere perché capace di includere  la possibilità di adozione. La differenza sbandierata ovviamente è a dir poco ridicola perché se non sposta di un millimetro la questione etica, che rimane la grande assente da qualunque discorso sul tema, non sposta nulla neppure sul piano delle conseguenze  pratiche. Infatti  ogni diversità di regime sarebbe comunque azzerata subito dalla Corte Costituzionale che come è noto scalpita  per legiferare in materia e per consentire che interi collegi di pargoli vengano  affidati alla sensibilità degli omosessuali, sensibilità  notoriamente riconosciuta ed esaltata anche da certe autorità ecclesiastiche.  Ma in ogni caso tutti sono pronti a giustificare almeno il riconoscimento giuridico delle “unioni omosessuali”,  con  un argomento  risolutivo: l’amore.  Esso è  già diventato fuori e dentro la chiesa l’unico metro capace di sostituire qualunque altro criterio di valutazione. Ma che basti per fondare una pretesa giuridica è novità  di questi tempi,  a riprova  della dissoluzione di una  cultura secolare, che ha perduto per strada anche la cognizione dei  principi basilari del diritto. Si pretende, senza battere ciglio  che basti l’autocertificato sentimento affettivo che lega Tizio a Caio o Tizia a Caia (ma sono ammesse anche combinazioni più tradizionali) perché lo Stato debba  mettere i propri strumenti di tutela sociale, amministrativa e giurisdizionale, al suo servizio. Con la logica conseguenza che, siccome  tutti  siamo più o meno  provvisti di capacità affettiva, ogni rapporto alimentato dal sentimento potrà essere assistito dalla legge. Anche l’amore ricambiato per il mio bellissimo gatto nero,  l’amore del collezionista per i suoi francobolli,  quello adulterino del coniuge infedele.  E  poiché come diceva il poeta “odi et amo”, anche l’odio potrebbe diventare, perché no?, oggetto di tutela giuridica.

Ma alla fine di paradosso in paradosso, c’è un argomento decisivo che assicurerà  il trionfo definitivo della causa omosessista. Un argomento capace di tagliare la testa al toro dei distinguo e che ha convinto ormai  tutti, giovani e vecchi, politici e accademici, piastrellisti e ristoratori, chierici e laici e perfino il direttore di un giornale colto e snob come il Foglio. Per  non parlare dei vertici della Cei, che notoriamente sono ligi allo spirito del tempo come lo era il Pasotti di “ Piccolo mondo antico” al Lombardo Veneto. Questo argomento definitivo  è che una adeguata tutela giuridica deve essere assicurata alle coppie omosessuali in quanto esse esistono e sono anche numerose.  Argomento logicamente ineccepibile,  che consentirà  la legalizzazione di Cosa Nostra (realtà parafamigliare, tra l’altro, di tutto rispetto), il furto con scasso, la rapina a mano armata, la falsificazione di cartamoneta, e, finalmente, soprattutto l’evasione fiscale che quanto a diffusione supera di certo anche le relazioni omoerotiche.

Intanto tutti parlano di diritti, tutele, civiltà, amore a più non posso. Dei bambini, che non sono uomini in fieri, ma soltanto ex grumi di cellule non abortite, eventualmente utilizzabili per ogni esperimento sociale, non occorre curarsi troppo. Tanto meno della loro formazione morale e della giusta educazione,  perché essi sono stati catalogati  da tempo fra i beni di consumo. Tra il cane e la barca o viceversa, a seconda delle possibilità.  Se poi non riescono bene  per qualche vizio genetico, si rimedierà  presto anche con l’eutanasia infantile.

I fatti di Irlanda hanno liberato tutte insieme le perle dell’antiragione,  malattia di cui ora la chiesa si rivela  essere la vittima più illustre.  Essa  disponeva  anzitutto della Parola di Dio, aveva insegnato a tutti per secoli la differenza tra il bene e il male, prima che un Concilio la rendesse un’idea ardua e imbarazzante. Ma disponeva anche  del formidabile sistema di pensiero di cui l’aveva dotata  da quasi un millennio il  genio  di un grande santo.  Era stata maestra  di sapienza e di studio, avrebbe potuto  alzare una difesa formidabile  contro ogni annichilimento della ragione, se non fosse stata penetrata a suo tempo da un pensiero per metà protestante e per metà marxista.

Così si è verificato il fenomeno inverso, e la Chiesa ha abbandonato i propri criteri e il proprio linguaggio ed ha assunto quello mondano e politico. Non parla di morale e di legge divina, e tanto meno di peccato, ma di diritti e di amor profano, ha assunto le categorie del secolo che avrebbe dovuto redimere, è stata contagiata dalla malattia del pensiero e delle parole, quasi ammaliata  dal male che dovrebbe combattere. Dopo i fatti di Irlanda questo paradosso ha assunto in poche ore dimensioni stupefacenti. E’ esploso il coro impazzito di quanti a nome della Chiesa usano le stesse parole insensate e fasulle, gli stessi argomenti di lana caprina propri  del mondo. Le parole di Mogavero e Galantino, Bagnasco e Parolin, pur con toni e   sfumature diverse, sono sostanzialmente interscambiabili. Surclassate comunque da quelle dei convegnisti a porte socchiuse della scuola filosofica di Bergoglio. Passarle in rassegna, insieme agli editoriali del signor Tarquinio e dell’ Osservatore Romano, serve ora a  completare il quadro desolante di questo abbandono collettivo della ragione.

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14 Responses to Il tramonto della ragione  –  di Patrizia Fermani

  1. Diego ha detto:

    Splendido articolo!
    La cosa più tragica è che questi alti prelati traditori faranno un Sinodo (o un conciliabolo, dipenderà dagli esiti) con cui cercheranno di sdoganare tutto ciò all’interno della chiesa, in modo magari VINCOLANTE per i fedeli (ma anche il solo fatto che si parli di certe cose già definite è gravissimo e sfiora l’eresia): ovviamente NOI rigetteremo tutte le idiozie anticattoliche che cercheranno di propinarci, ma quanti ci cascheranno?

  2. Oreste ha detto:

    è vero. Col Concilio Vaticano II la Chiesa è stata penetrata da un pensiero per metà protestante (quello dei domenicani: l’ hegeliano Chenu e l’antimariano Congar) e per metà marxista. E qui occorre distinguere: marxista nella componente popolare (quella che ha prodotto la tdl e i don Gallo), cabalista in quella gesuitico-cardinalizia di Valensin, Teilhard de Chardin e de Lubac. Entrambe le correnti sono portatrici di un analogo messianismo immanentista

    • Francesco ha detto:

      Bravo! Hai scritto cose giuste e verissime! Il pensiero giudaico-cabalista viene dal mondo gnostico-satanista della contro-chiesa di Satana organizzata nelle più disparate sette (massoneria &co… veramente tante) che promuovono il mondialismo e il Nuovo Ordine Mondiale. Mi sento di consigliare libro di “Epiphanius” intitolato “Massoneria e Sette Segrete”. Interessante anche cogliere la diffusione del pensiero New Age (anch’esso presente soprattutto coi simboli nella chiesa), con la venuta della Nuova Era dell’Acquario che sostituirà quella dei Pesci (di Gesù) con la venuta di un nuovo Messia (anticristo).

    • Anonymus ha detto:

      Io non smetto mai di ripetere che per me il modernismo, da Pio IX in poi, si regge su 4 colonne portanti: filoprotestantesimo, filocomunismo, ecumenismo suicida e massoneria; le prime tre ce le hanno già fatte digerire, con le buone o con le cattive, e ci ha pensato una gerarchia in gran parte iscritta o simpatizzante per la quarta colonna. Di cattolico ormai non resta più niente, o quasi, tanto che lo stesso Bergoglio si è sentito sicuro di poter affermare (senza timore di essere smentito da alcun suo dipendente ecclesiastico) che “Dio non è cattolico, la Chiesa non è Cattolica, io non sono cattolico”. Eh si, ma in tal caso non si serve certo Nostro Signore, ma qualcun altro; è così che si vuol trasformare la Chiesa da cristocentrica in antropocentrica, pauperista, relativisa, incurante del bene eterno delle anime (che continuino pure a dedicarsi alle loro lotte per l’aborto, l’omosessualità, i matrimoni gay, tanto Gesù perdona tutti, senza bisogno di pentimento, così è bene incoraggiare queste…

  3. ulysse ha detto:

    Egr prof Fermani, e’ inutile strapparsi le vesti, quando chi dovrebbe illuminare le coscienze e’compiacente a questa visione individualista di societa che concede diritti a tutti in nome di una liberta’ effimera e inconsistente. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso e’ visto come un fatto naturale ed e’ utilizzato da politicanti, faccendieri, uomini di chiesa per ritrovare credito, per rifarsi un’immagine rispettabile e decorosa. E poi perche’ essere tanto contrari al matrimonio gay. Non e’ forse questo il miglior esempio del connubio tra un’Europa empia e una Chiesa apostata?

  4. Andrea ha detto:

    Sì, è un sonno collettivo, proprio di chi si è ubriacato con il pensiero mondano dominante e si è asservito alla dittatura del relativismo. Coloro che hanno autorità religiosa, dalla loro posizione, dovrebbero dire qualcosa in sintonia con la ragione, oltre che con la fede. Ma non è così.

    ISAIA 56, 9-12:
    9 Voi tutte, bestie dei campi, venite a mangiare; voi tutte, bestie della foresta, venite. 10 I suoi guardiani sono tutti ciechi, non capiscono nulla. Sono tutti cani muti, incapaci di abbaiare; sonnecchiano accovacciati, amano appisolarsi. 11 Ma questi cani avidi, che non sanno saziarsi, sono i pastori che non capiscono nulla. Ognuno segue la sua via, ognuno bada al proprio interesse, senza eccezione. 12«Venite [dicono], io prenderò del vino e ci ubriacheremo di bevande inebrianti. Domani sarà come oggi, e molto più ancora».

  5. giorgio rapanelli ha detto:

    Di fronte all’ideologia del Gender, io che non credevo appieno in Satana, mi sono dovuto ricredere. La cosa è troppo estesa e infiltrata in ogni dove, con Satana in Vaticano (come mi scrive un amico), che occorre organizzarsi. L’ho già chiesto: in politica, dire chi è dalla nostra parte, e sostenerlo; chi, tra la gerarchia, con nomi e cognomi è contro il Gender e questa politica clericale suicida. Comunque, la gente sente che è necessario organizzarsi e battersi in ogni ambiente cittadino. Bisogna scandire chiaramente le nostre intenzioni e la ripulsa della “propaganda della misericordia” per tutti, tanto Dio non smette mai di perdonare… E’ una bugia, peggio se detta da un papa, che trona di netto il messaggio di Cristo, non chiedendo il pentimento, e va a fare i salamelecchi ad una diabolica Bonino, non pentita, destinata alla discarica eterna, che il Sangue di Cristo sulla Croce lava e salva comunque. Una bella via lastricata di misericordia che getta l’intera Chiesa nel baratro.

  6. Paola B. ha detto:

    “…mentre è difficile immaginare una via di uscita da questa calamità senza precedenti,…”
    Cara Patrizia Fermani, secondo me non esiste NESSUNA VIA DI USCITA: si poteva sperare
    in questa via di uscita se un certo vescovo di roma non avesse fatto uso del suo consueto
    SILENZIO ASSORDANTE E SEMPRE PIU’ DIABOLICO.
    Quindi rimedi umani, sempre secondo me, non esistono.
    Mi consolo, sicura che provvederà LUI.

  7. Luigi ha detto:

    Analisi magistrale!!
    Dovrebbe essere “volantinata” su tutte le strade dell’Occidente (ex) cristiano (con pochissime eccezioni)… ad Oriente si difendono bene, e (fortunatamente) si fanno grasse risate delle scempiaggini che sembrano dominare dalle nostre parti …
    Passi (si fa per dire) per i poteri mondani (in combutta ormai conclamata con l’Avversario), ma non certo per i troppi pastori (in tutti i livelli gerarchici) della Chiesa Cattolica che nemmeno più riescono a leggere la realtà alla luce della Rivelazione, e tantomeno a quella delle attualissime profezie di Fatima che, almeno ad una mente razionale ed aperta al mistero di Dio, dovrebbero fornire indicazioni non poco inquietanti su ciò che sta proprio ora avvenendo nel mondo, per evitare di finire nel baratro, finchè siamo ancora in tempo…ma non sembra rimanerne ancora molto.

  8. Tonietta ha detto:

    Cara Prof.ssa Fermani, come si fa a non essere d’accordo con lei, con quel suo grido di dolore a cui non può non associarsi chi non ha ancora perso l’uso di ragione? Eppure, nonostante l’evidenza, quasi si stenta a capacitarsi che non sia un incubo ciò che sta avvenendo. E’ dunque possibile che nelle coscienze si sia spento anche l’ultimo barlume di ragionevolezza, che il desiderio del Bene che il Creatore ha infuso nel cuore dell’uomo si sia così offuscato da trasformarsi addirittura da ogni parte (anche in quella in cui per secoli si è confidato) in rovinosa ricerca del male? Con questo interrogativo a metà fra la desolazione e la speranza che pur deve restare viva, affidiamoci all’intercessione della Santissima Vergine Maria, Auxilium christianorum e Mater Divinae gratiae.

  9. Alma ha detto:

    Prossimo passo sarà lo sdoganamento della pedofilia ,dell’incesto e della poligamia.
    E nelle omelie domenicali,che potrebbero comunque raggiungere un discreto numero di persone, non si fa parola di tali aberrazioni .
    Io ho anche scritto al mio vescovo che mi ha risposto piuttosto seccato per aver detto una verità tanto lampante!
    Siamo abbandonati dalla chiesa e questa è la realtà.
    Attendo con ansia l ‘Angelus del papa di domani.

    • Tonietta ha detto:

      Cara Alma, anch’io ho scritto al mio Vescovo, ma come si dice, “Non c’ è peggior sordo di quello che non vuol sentire”…

  10. umbro80 ha detto:

    Analisi lucidissima e terrificante allo stesso tempo. Non esiste via d’uscita. chi può salvi la propria anima aggrappandosi a Cristo, unica via, verità e vita. Militia est vita hominis super terram.

  11. Marco Crevani ha detto:

    La cosa che dovrebbe apparire chiara ai c.d. “difensori degli omosessuali” è che la loro ostentazione (gay pride etc.) susciterà un solo prevedibile effetto, un fenomeno ora praticamente sconosciuto, l’ OMOFOBIA. Così come casalinghe e salumieri di periferia, mai stati razzisti, lo diventano con poderose iniezioni di clandestini nullafacenti nel tessuto sociale. Ma a lorsignori i vari “poveri” interessano solo come categorie da strumentalizzare, mai come singole persone da aiutare. E poi… vedrete quanti pogrom saranno indetti dagli stessi signori, solo che gli convenga politicamente!
    Da anarco-sodomiti a Sturmabteilungen, roba già vista al tramonto di Weimar…

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