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Precisamente questa è  la chiave di lettura del fenomeno migratorio.

Le popolazioni extracomunitarie, ieri come oggi, sono state invitate, convinte, spinte ad emigrare.

Diversamente, non lo avrebbero fatto e non lo farebbero.

Ma non sono soltanto i trafficanti di uomini ad avere interesse che i potenziali migranti “si convincano”. Si prenda  atto, definitivamente, che nel  sistema migratorio i trafficanti  sono soltanto  l’ultimo anello di una  catena  di comando che parte da molto in alto. Un esempio valga per tutti.

Il Niger funziona da anni  come  centro di smistamento per tutti i gruppi migratori del continente africano verso l’Europa.

I migranti, dalla punta sud del paese, attraverso il deserto del Tenerè giungono a Dirkou, ultima tappa  prima di entrare in Libia e fare poi  rotta per  Lampedusa. Dieci anni fa, il Magazine, inserto del Corriere della Sera, (98)  in un articolo-inchiesta disegnava questo quadro:

“Migliaia di persone da mezza Africa arrivano ogni mese per andare in Libia attraverso il deserto del Tenerè”.

“Dal Niger (…) partono convogli di camion stracolmi (…) monitorati dai militari che usano aerei radiocomandati per verificare che l’area sia sgombra di banditi e ribelli

Esercito e aerei telecomandati per favorire il buon esito delle migrazioni, sotto gli occhi dell’ONU ?

Le  risorse del governo nigeriano e la compartecipazione dell’ONU non potevano essere diversamente orientate per migliorare la vita di quella gente, risparmiando loro l’emigrazione? La risposta è semplice: in realtà  gli stessi vertici delle  Nazioni Unite appartengono al Sistema che ha pianificato le migrazioni di massa.

Per l’ennesima volta non lo diciamo noi, lo dicono “loro”. Da un protocollo ufficiale  dell’ONU:

“ L’Italia avrebbe bisogno di un flusso migratorio annuale tre volte superiore a quello degli ultimi cinque anni per mantenere costante il livello della popolazione complessiva” (99)

Il “livello della popolazione complessiva”  di cui parla l’ONU, è da tempo  sotto il limite del rimpiazzo generazionale ( in parole povere: il popolo italiano si sta estinguendo) grazie alla banda Pannella, all’allora Partito Comunista di Enrico Berlinguer che si fece carico dell’iter parlamentare per arrivare alla legge 194, e all’ONU che ha  promosso ovunque nel mondo contraccezione ed aborto di massa.

Lo zelo progressista dell’ONU, che promuove contestualmente aborto e migrazioni, invita a considerare più attentamente le origini di questo sedicente “Parlamento dell’umanità”. Il diavolo si vede nei particolari, ammonisce il detto, e nella storia dell’ONU, anzi, all’atto stesso della sua nascita, emerge un particolare davvero illuminante.

Sul “Corriere lombardo”,14-15 giugno 1948,(100) si legge che, al comitato incaricato di organizzare l’insediamento dell’ONU, fu gratuitamente offerto un  terreno,  tra la 42ª e la 48ª strada, a New York, sul quale edificare la sede centrale, l’attuale  Palazzo di vetro.

Chi era il mecenate,  proprietario del terreno?

Alle 10.30 dell’11 dicembre 1946, ultimo giorno stabilito dalla procedura per scegliere la sede ufficiale, ai membri del comitato fu annunciata, leggiamo sul quotidiano: “…la generosa offerta del Sig.Rockefeller”.

Il comitato, riconoscente, accettò.

La storia delle Nazioni Unite, in materia, di aborto,  immigrazione e  altro ancora,  è la storia di questa riconoscenza.

Qualche anno dopo il sopra citato rapporto Onu che invitava l’Italia ad aprire le porte all’immigrazione, il progressista di turno,  l’allora segretario del PD Bersani, dichiarava a sua volta: (101)

“ In questo momento in Italia ci sono oltre quattro milioni di immigrati;   per il nostro sviluppo e per reggere l’economia italiana abbiamo bisogno di arrivare almeno a otto milioni di cittadini stranieri”.

Operazione “Eurabia”- Quanto segue non costituisce  una “clamorosa scoperta”, ma un quadro di verità già rese di pubblico dominio dieci anni fa, da un quotidiano nazionale. Non ne seguì tuttavia  alcun pubblico dibattito e tali verità – agghiaccianti – furono immediatamente ingoiate nel buco nero della comunicazione di massa.

Nessun quotidiano, nessun periodico, nessun partito, nessun opinion leader  riprese mai più l’argomento. Non sorprende.

Nel 1975 nasceva a Parigi il periodico “Eurabia” a cura del “Comitato Europeo di Coordinamento delle Associazioni Amiche del Mondo Arabo”.

In collaborazione con altre testate francesi, inglesi e svizzere, il periodico  diffuse in quegli anni l’idea che fosse necessario saldare forti rapporti politici ed economici con il mondo arabo, auspicando la creazione di un movimento d’opinione favorevole ad esso.

Un ordine di idee innocuo, a prima vista. Solo a prima vista: era sceso in campo il sistema di potere che stava preparando un’irruzione dell’islam nella società europea. “Eurabia” è anche il titolo del libro, allegato nel 2007 al quotidiano “Libero”, traduzione dal francese di“Eurabia L’axe euro-arabe”pubblicato l’anno precedente.

L’autrice, Bat Ye’or, ebrea egiziana di nazionalità britannica, saggista di fama internazionale, mostra, su base documentale, come la migrazione islamica di massa sia stata concordata e pianificata ad un tavolo d’intesa tra i paesi arabi, a guida saudita,  e i vertici  europei. 

Vi sono stati accordi bilaterali, in materia, dei quali l’opinione pubblica non ha mai avuto notizia.

Scrive Bat Ye’or nella Prefazione dell’edizione  italiana allegata a  “Libero”:

“ Nel corso del mio lavoro mi è parso che questo saggio si aprisse su un vasto cantiere – presagito ma invisibile – che lasciava intravedere una sorte di ‘ponte’ tra due epoche e due civiltà, in cui l’una si distruggeva per generare l’altra. Questo fenomeno, le cui radici vanno ricercate nelle strutture politiche del’Unione Europea, si estendeva di fatto a tutta l’Europa. (…) Esso non era frutto del caso, ma il compimento di un’ideologia pianificata con freddo calcolo, che utilizza le filiere politiche, strategiche e culturali preesistenti per realizzare i suoi obiettivi. Gli ideatori di questa strategia l’hanno chiamata ‘civiltà mediterranea’. Io la chiamo ‘Eurabia”

 Le tappe dell’operazione

La cronologia che segue si basa sulle notizie e documenti riportati nell’edizione italiana di  “Eurabia”,  di Bat Ye’or.

 1967 Nasce in Francia l’ASFA (Association de Solidarité Franco-Arabe),  e in Inghilterra l’associazione gemella CAABU (Council for the Advancement of Arab-British Understanding), entrambe con l’obiettivo istituzionale di pianificare intese tra l’Europa e il mondo arabo. L’iniziativa è patrocinata da politici, intellettuali, diplomatici.

Era già sceso in campo il sistema di potere che avrebbe lanciato la rivista “Eurabia” otto anni dopo.

 1969 Cairo, Conferenza internazionale di sostegno ai popoli arabi.

Alla conferenza partecipano i delegati di 37 nazioni e di 15 organizzazioni internazionali. Dei 54 membri del comitato organizzativo, 43 sono europei.

E’ la prima iniziativa del mondo arabo orientata a cercare un’intesa con l’Europa dopo le sconfitte subite da Israele nel conflitto del 1947-48 e nella “guerra dei sei giorni” del 1967. La parola d’ordine dei paesi arabi  era  “solidarietà con il popolo palestinese”. I vertici della CEE  sostengono il piano. Dalla Risoluzione n.15 della Conferenza del Cairo (vedi “Eurabia”, p.47 dell’edizione italiana):

“La Conferenza decide di dar vita a gruppi parlamentari ad hoc, dove ancora non esistono, e di usare la piattaforma parlamentare per promuovere il sostegno al popolo arabo e alla resistenza palestinese”.

La propaganda in Europa a favore della causa palestinese ha sempre giovato poco a quel popolo. Ha giovato molto, invece, nel corso degli anni, ai sostenitori di professione di quella causa.

 1971 In Italia è fondata l’USMI (Unione Studenti Musulmani d’Italia) legata ai “Fratelli musulmani”, con sede presso l’università di Perugia,

1973 Danimarca, Irlanda e Regno Unito entrano nella CEE. Nasce l’Europa dei Nove. Contestualmente nasce   il DEA (Dialogo Euro-Arabo).

Londra, maggio, I Conferenza Islamica.

I delegati musulmani stabiliscono di finanziare centri culturali in Europa. Dal documento finale “Si avverte un grande bisogno di diffondere i  principi  dell’islam  e di aiutare  le comunità musulmane in Europa a svolgere il loro ruolo con efficacia e successo” (“Eurabia”, p.73)

 1974 Febbraio Lahore, II Conferenza Islamica

Il segretario della Conferenza, Muhammad Hasan al-Tuhami, auspica la pianificazione di una strategia di espansione politico-religiosa nei paesi non musulmani.  Scrive Bat Y’Eor:

“Furono gli accordi della DEA, ossia i compromessi tra i governi europei, coordinati dalla Commissione della CEE, a costituire il quadro di riferimento di una migrazione di massa intesa a ricreare in Europa le proprie strutture sociali e religiose. (“Eurabia”, p.116).

I ministri degli Esteri europei creano l’APCEA (Association Parlamentaire Europea pour la Cooperation Euro-Arabe), che coordinerà da quel momento le relazioni tra Europa e Medio Oriente attraverso l’organizzazione di regolari incontri con esponenti dell’Unione Interparlamentare araba. (“Eurabia”, p.66)

Damasco,14-17 settembre. Conferenza APCEA.

E’ istituito un segretariato permanente composto da  350 membri con sede a Parigi,  mentre il DEA si struttura in  comitati con il compito i pianificare progetti comuni: industriali, scientifici, commerciali, culturali e sociali.(“Eurabia”, p.67)

1975 Strasburgo, 7-8 giugno. Assemblea APCEA, presenti 200 rappresentanti dei parlamenti degli stati europei.

La sezione politica dei lavori investe tre ambiti: la politica europea nei confronti d’Israele, la creazione di un movimento d’opinione filoarabo e l’accoglienza in Europa degli immigrati musulmani. (“Eurabia”, p.79)

L’APCEA chiede ufficialmente ai governi europei dei “Nove”: “…di affrontare con spirito costruttivo gli aspetti culturali del Dialogo Euro-Arabo e di accordare una più accentuata priorità alla diffusione della cultura araba in Europa” (“Eurabia”, pp.80-81)

Cairo,10-14 giugno.  I  Incontro  DEA.

Roma,24 luglio. I Convegno Dea.

Abu Dhabi (Emirati  del Golfo),27 novembre. II Convegno Dea.

 1976 Lussemburgo,18-20 maggio. III Convegno Dea.

Nel corso del Convegno è creata una struttura stabile per gestire il dialogo euroarabo che comprende una Commissione Generale, Gruppi di lavoro, un Comitato di coordinamento.

 1977 I Fratelli musulmani creano banche islamiche in Lussemburgo, Danimarca, Londra e USA.

Tunisi,10-12 febbraio. II incontro Dea. La Commissione Generale affida la pianificazione dell’immigrazione islamica in Europa ad un Comitato di lavoro creato allo scopo. (“Eurabia”, p.99)

Bruxelles, 26-28 ottobre. III incontro DEA.

Il problema dell’immigrazione, fino ad allora assegnato soltanto ad un Comitato, è dibattuto anche in sede di Commissione Generale.

 L’opinione pubblica  europea ignorava tutto questo.

Nella Commissione Generale le  riunioni avvenivano a porte chiuse e senza  la  stesura  di verbali. (“Eurabia”, p.69)

 1978  Damasco, 9-11 dicembre. IV incontro DEA.

 1979 Rimini,30 settembre. “Convegno euroarabo” presso il Centro internazionale di Ricerche Pio Manzù (dotato di statuto presso l’ONU).

Dichiarazione della delegazione araba: “L’Europa e gli altri paesi consumatori di petrolio vogliono che noi garantiamo loro il petrolio e i suoi derivati (…) La nostra cooperazione dovrebbe essere quindi basata su principi di correttezza morale, cosicché l’Europa possa svolgere il suo ruolo, ponendo fine all’ingiustizia e restituendo al popolo palestinese  i suoi diritti. A meno che non aderisca a questi obiettivi, sarà difficile per l’Europa avere garanzie sulle sue forniture di petrolio (“Eurabia”, p.105):

1980 Amman (Giordania), 25-27 novembre. XI Conferenza islamica.

La Conferenza islamica stringe accordi ed alleanze con la sinistra europea e internazionale, sulla base, ovviamente, della  comune “solidarietà con il popolo palestinese”.

1982 E’ istituito a Birmingham l’Islamic Council of sharia per applicare la legge islamica nel Regno Unito, abilitato ad emettere  fatwa  e verdetti.

E’ redatto dai “Fratelli musulmani” un documento riservato che sarebbe stato ritrovato nel corso di una perquisizione nel 2001. Vi si legge: “Inserire la causa palestinese nel progetto islamico mondiale, attraverso gli strumenti politici e quelli della jihad, poiché si tratta della chiave di volta della rinascita del mondo arabo, oggi” (Eurabia, p.75)

 1983 Simposio di Amburgo.

Il convegno euroarabo istituisce tre gruppi di lavoro. Il primo gruppo analizza le “prospettive di scambi culturali”.

Il secondo ha il compito di valutare le “Conseguenze dell’emigrazione dei lavoratori e degli intellettuali”. Si auspicano in tal senso “Politiche e programmi atti a gestire  i flussi migratori, in modo di assicurare le massime prestazioni agli immigrati”. (“Eurabia”, p.123).

Il terzo gruppo si occupa della cooperazione in relazione all’insegnamento dell’arabo e delle lingue europee. Il documento conclusivo (punto 6) invita i paesi arabi ad intensificare i rapporti culturali e l’assistenza all’islam europeo al fine di mantenere viva la lingua e la cultura araba presso le comunità. (“Eurabia”, p.124)

 1990 E’ fondata ad Ancona l’Ucoii (Unione delle Comunità e delle Organizzazioni Islamiche in Italia), espressione in Italia dei Fratelli musulmani.

 

“C’è un preciso disegno politico, culturale,  religioso,  ideologico,  di islamizzare la società  italiana. Questo disegno ha un’origine lontana con una decisione presa a Islamabad, alla fine degli anni 60, e di cui gli islamisti di tutto il mondo sono bene a conoscenza

Onorato Bucci   (102)

 

 1991 Il Consiglio d’Europa  emana nel 1991 la “Raccomandazione” 1162 nella quale si legge, al punto 4: (103)

La nuova Europa si avvia ad essere sempre più soggetta        all’influsso dell’islam, non solo a causa delle regioni a prevalente    cultura islamica, come l’Albania e alcune repubbliche del Sud dell’URSS, ma anche in seguito all’immigrazione dal più ampio mondo islamico(…) “

I vertici europei prima hanno pianificato con gli Arabi l’immigrazione di masse musulmane, poi hanno presentato l’immigrazione come evento spontaneo ed epocale.

 

 “Ma  quale  Europa democratica

 E’ in mano a banche e massoni ”

“il Giornale” (104)

 


 

99) “ il Giornale”, giovedì 13 luglio 2000

 

100) Cfr. “ Il Corriere lombardo”, 14-15 giugno 1949

Il quotidiano fu fondato il 30 luglio 1945 per colmare il vuoto di informazione  lasciato dalla chiusura  del  “Corriere della Sera”, che era stato soppresso dopo l’entrata delle truppe alleate a Milano, perché  accusato di connivenza con la Repubblica Sociale Italiana.

Il “Corriere della Sera” riprenderà le sue pubblicazioni nel 1946, il “Corriere lombardo” cesserà la sua attività nel 1966.

 

101) “ Libero”, 16 gennaio 2010, p.5. Articolo di Tommaso Montesano

 

102) “il Tempo”, 13 luglio 1998.

 

103) Assemblea permanente del Consiglio d’Europa XLIII Sessione Ordinaria titolo: “ Sul contributo della civiltà islamica alla cultura europea”. Cit. in Appendice 4, p.369 in Bat Ye’or “Eurabia”- Lindau  srl,  “ I libri di Libero” n° 118, Torino 2007

 

104) Titolo di testa de “il Giornale”, lunedì 22 novembre 2010, p.22

 

 

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7 Responses to Immigrazione di massa: un’invasione pianificata dal nuovo ordine mondiale (ottava puntata) – di MDG

  1. Catholicus ha detto:

    La Commission européenne est entre les mains des juifs et des francs-maçons.
    Quelle autre politique pourrait-elle mener sinon une politique de juifs (gagner de l’argent par tous les moyens — souvenez-vous de l’histoire des pantalons de Jacques Attali…) et de franc-maçons (dissoudre notre civilisation chrétienne sous prétexte de libérer les individus prisonniers des dogmes catholiques) ?
    Les résultats sont là, visibles à l’œil nu : l’appauvrissement de tous, la dépravation morale et culturelle, l’anarchie.
    Il n’y a que les aveugles volontaires et les tarés qui ne veulent pas le voir.

    Fusaro : “La procedura d’infrazione contro il governo italiano è sempre più vicina”. Una manica di usurai, che nessuno ha eletto, decide da Bruxelles: e colpisce dall’alto i governi, quando essi rispettano il loro mandato democratico nazionale, anziché le sacre volontà dei mercati speculativi. Ormai si è capito: la democrazia è il nobilitante che le classi dominanti assegnano al loro autogoverno. E le stesse votazioni sono tollerate fintantoché i popoli votano ciò che le élites…

  2. marco bianchi ha detto:

    Il disegno complessivo nasce dalla massoneria. Risale ad un secolo fa ed è stato perseguito con tenacia e metodo.Se rimaniamo nella ue veniamo schiacciati e quel pochissimo che rimane di democratico sparirà.
    Quello che dispiace in commenti a questi problemi è il tirare sempre in ballo gli ebrei. Il giudaismo è madre della massoneria? Molti massoni erano e sono “cristiani” compresi molti monsignori. Il cristianesimo è madre della massoneria? Come tutti gli ebrei erano usurai.Che antigiudaismo stupido e miserevole.

    • Catholicus ha detto:

      Voglio precisare che non si tratta di commenti miei, ma riportati da altro sito, per una loro valutazione “a tema”; purtroppo non si riesce più a vedere dove il post vene tagliato, così da poter fare due post. In questo caso il secondo commento è rimasto incompleto (lì non vi era alcuna esternazione antiebraica). Ecco il resto: “turbocapitalistiche hanno già autocraticamente deciso per conto loro”
      . Grazie per il contarddtitorio e … pace e bene.

      • marco bianchi ha detto:

        Devo dire che non ho capito. “Catholicus ha detto”.E si parla di commissione in mano a ebrei e massoni. E gli ebrei che altro vogliono se non fare soldi in ogni modo?Se poi queste non sono le sue parole ne sono ben contento. Ma il seguito omesso mi sembra riferito alla dichiarazione di Fusaro,non alle parole precedenti.

        • Catholicus ha detto:

          Certamente, caro Bianchi, era la fine del secondo periodo. Di solito, quando riporto un post di un altro sito (non per scatenare gazzarra, ma solo per aprire un dibattito più ampio) metto sempre il nome, o pseudonimo, di chi lo ha postato. Stavolta la fretta mi ha tradito, me ne scuso (comunque mi sembra fossero due anonimi).

        • Catholicus ha detto:

          A chiusura della “querelle” e per chiarire ogni equivoco, caro amico e fratello in Cristo, indico di seguito la fonte di quel post antigiudaico che ha suscitato il suo disappunto : http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2018/11/non-chiamatela-europa.html.
          Certo che i buoni ed i cattivi (singoli od organizzati) ci sono in tutte le etnie, razze e religioni (sic!), per cui non è da escludere a priori che ve ne siano anche fra i nostri “fratelli maggiori”, (ho sentito con queste mie orecchie questa “preghiera dei fedeli” : “per i nostri fratelli maggiori ebrei, affinché ci insegnino a leggere bene la Bibbia – ascoltaci, o Signore”). La saluto cordialmente, signor Bianchi.

  3. Flavio ha detto:

    Cosi, tanto per restare in tema e confermare il fatto che l’italiota è di corta memoria. Saluti e salute. https://www.avvenire.it/agora/pagine/mussolin-64744031b639413292e3d3200905a31c

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