Prima puntata QUI

 

La smodata passione progressista per l’immigrazione in genere e per quella islamica in particolare, lascia insomma  intravedere idee e progetti, peraltro non difficilissimi da comprendere, comuni al neo-capitalismo e al post-comunismo. Idee e progetti che costituiscono la  vera chiave  di lettura del fenomeno migratorio, nell’ambito del quale  i protagonisti non sono i migranti, ma chi li  ha inviati in Europa.

L’IMMIGRAZIONE: PROVE GENERALI DEL NUOVO ORDINE DEL MONDO. Nel  nuovo ordine  le nazioni dovranno cancellare  i propri confini in un “mondo unico” , dovranno cedere la propria sovranità ad un governo unico mondiale e dovranno dissolvere la propria cultura in un “pensiero unico”: questo è il fine ultimo della globalizzazione, mai apertamente dichiarato, sempre sottinteso. L’attuale globalizzazione economica è quindi preludio di una globalizzazione politica: la UE costituisce il primo passaggio di tale programma pensato per il mondo intero. In quest’ottica si intravede la funzionalità dell’immigrazione di massa:  un’ingegneria sociale e insieme un’operazione culturale in vista  di una  nuova Europa, in nuovo ordine del mondo. Gli sbarchi ininterrotti  di clandestini, in generale hanno educato gli  europei a dimenticarsi la sovranità territoriale mentre, in particolare, l’immigrazione musulmana, in forza della sua entità numerica, sta educando gli europei  all’idea che un giorno perderanno anche la sovranità politica, quando scenderanno in campo partiti islamici con la forza sufficiente per ridisegnare gli schieramenti politici tradizionali. L’immigrazione di massa  ha infine assuefatto gli europei al principio  che la nostra cultura sarà, un giorno,  una cultura tra tante. Il multiculturalismo non è però una ricchezza portata in dote da un mondo finalmente globalizzato, come cinguetta la cultura ufficiale. E’ al contrario una povertà, perché prevede  che un popolo cancelli la  sua specificità, che è la sua vera ricchezza. La cultura di un popolo è  infatti l’identità stessa di quel popolo, dunque necessariamente unitaria, né divisibile né manipolabile a vantaggio di soluzioni “pluraliste”. Vale per un popolo, infatti, ciò che vale per ogni uomo: una pluralità di identità è una patologia, non una ricchezza. Infatti, privato dell’ integrità della propria cultura, della sua vita pulsante, un popolo perde la sua identità e diventa massa, un agglomerato di individui più facilmente governabile.  Proprio  questa, par di capire, è la posta in gioco del  multiculturalismo. Un governo unico del mondo saprebbe agevolmente controllare una massa europea, meticcia, multireligiosa e multiculturale, ma non  popoli europei, forti della loro identità, storica e culturale.

A questo riguardo, l’antropologa Ida Magli nel suo articolo “Non esistono società multietniche” (“il Giornale”, 20 maggio 2009) :

“Non esistono «società» multietniche. Quale che sia la buona fede o l’ingenuità di coloro che si affannano in questi giorni ad affermare il contrario, una società multietnica non può esistere perché una «società» non è data dalla somma di singoli individui, ma dal loro appartenere e vivere in una «cultura». Ogni cultura possiede una sua «forma», creata dalle particolari caratteristiche che distinguono un popolo dall’altro e che si manifestano nella diversa visione del mondo, nella diversa sensibilità nei confronti della natura, nella diversità delle lingue, delle religioni, delle arti, dei costumi, dei sentimenti. Ciò che mantiene in vita una cultura è la «personalità di base» del popolo che l’ha creata (…) La diversità delle culture costituisce la maggiore ricchezza della storia umana.”

Ora, poiché la cultura dei popoli europei è cultura cristiana, dissolverla nel multiculturalismo porterebbe non solo alla cancellazione dell’identità dei nostri popoli, ma alla cancellazione, nella coscienza collettiva, del Cristianesimo stesso. L’Europa infatti è sua costruzione storica. Il Cristianesimo – per dir meglio: il Cattolicesimo – ha fondato l’Europa non solo religiosamente, culturalmente e socialmente ma anche  politicamente. Si prenda visione di una cartina storica  del Sacro Romano Impero. Sono segnati in scuro i territori del primo nucleo dell’Impero, in chiaro i territori  successivamente inglobati.

I territori  compresi nel  nucleo centrale del Sacro Romano Impero,   appaiono  gli stessi del primo nucleo della moderna Europa unita, l’Europa dei Sei, (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi), che si costituì il 18 aprile 1951 con la firma a Parigi del Trattato istitutivo della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). Successive conquiste inglobarono  nell’Impero le attuali Austria, Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca,parte della Polonia, Ungheria, Danimarca e  Spagna pirenaica: un’Europa “allargata” con mille anni di anticipo. Ebbene, tale modello già compiuto di Europa, il Sacro Romano Impero,  fu chiamato “Sacro” perché erano cristiane la fede, la cultura,la società. Dunque ridurre il Cristianesimo, nella moderna Europa unita, ad una componente, tra altre,di una multi-cultura imposta e artefatta, significherebbe cancellare la storia e fare  tabula rasa della coscienza collettiva europea, sulla quale evidentemente qualcuno vuole riscrivere un’altra storia e un’altra religione. Precisamente  questo  è accaduto all’atto della stesura della “Costituzione Europea”, come vedremo nel corso della trattazione: dai testi ufficiali dell’Unione Europea è stato cancellato qualunque riferimento storico o lessicale al Cristianesimo. Per i poteri che hanno messo in cantiere la globalizzazione, elaborato il “pensiero unico” e creato la UE, la cancellazione del Cristianesimo europeo è quindi un obiettivo istituzionale, e questo rimanda infallibilmente alla natura di questi poteri: una natura massonica. La distruzione del Cristianesimo è, infatti,  l’obiettivo  fondamentale della massoneria, da che essa esiste.

Nel più importante documento del magistero ecclesiastico sulla massoneria, l’enciclica Humanum genus del 20 aprile 1884, Papa Leone XIII scriveva:

“…emerge l’ultimo e il principale dei suoi intenti, e cioè distruggere dalle fondamenta tutto l’ordine religioso e sociale nato dalle istituzioni cristiane e creare un nuovo ordine”

Un nuovo ordine massonico: la globalizzazione non è che la realizzazione di questo progetto.

Dichiarava già nel 1973 un  Gran Maestro del Grande Oriente di Francia :

“ …da lungo tempo i Framassoni accarezzano un sogno. Essi vogliono          anche considerare la possibilità di un Governo Mondiale”.(2)  

Tappa  fondamentale del  progetto è, ovviamente, la rifondazione massonica della civiltà europea. Dichiarava  nel  1964  il 33° grado della massoneria Y.Marsaudon: (3)

 “ Noi possiamo affermare che l’Europa massonica si farà”

Confermava  nel 1988 l’allora Gran Maestro Armando Corona nel corso di un pubblico convegno:(4)

“La massoneria si pone oggi in prima linea nel processo di Unione Europea”

D’altro canto  non vi è potere che possa sperare di dominare un’Europa fedele a se stessa e alla sua storia, perché l’anima dell’Europa è troppo grande. Per dominarla, occorrerà quindi favorire un’implosione sociale e culturale  che la renda  “meno Europa possibile”. Questa è la funzione dell’immigrazione arabo-africana e, in prospettiva, del multiculturalismo. In sinergia con tale progetto, la sinistra “progressista” promuove l’immigrazione di massa proprio per il potenziale di distruzione che essa porta con sé.  Il 68 è morto nelle piazze ma non nelle idee. La buona borghesia di sinistra non ha dimenticato l’insegnamento di Marx che scrive nell’introduzione alla “Critica alla filosofia del diritto di Hegel: “La soppressione della religione è per il popolo il presupposto della sua vera felicità” . In questo, e in  altro ancora, il sistema di potere  massonico e la sinistra  sono alleati di ferro. Diremo anzi che sono tutt’uno.

Da “ L’invasione silenziosa”:

“L’offensiva migratoria si può paragonare ad una tenaglia che aggredisce la penisola italiana dall’esterno e dall’interno. Dall’esterno con gli ormai ininterrotti flussi migratori veri e propri, che approdano sì in ordine sparso, ma che è ormai assodato rispondano alle direttive di una o più centrali di coordinamento, e dall’interno, ossia mediante una potente e ramificata lobby trasversale che fiancheggia le masse migratorie in tutti i modi possibili e immaginabili, passando sulla testa  degli incolpevoli cittadini italiani(…) “

Il fine ultimo è cancellare una volta  e per tutte  l’identità  italiana,  che  non  può non  dirsi a  base  cristiana, affogandola in un calderone multi-culturale” (5)

ANALISI DEL PROBLEMA

FAME, POVERTA’, GUERRE? La prima ondata migratoria clandestina verso l’Europa prese avvio dal Maghreb ( Marocco, Algeria, Tunisia) a partire dalla fine degli anni 80. Sorsero ovunque problemi di ordine pubblico, perché i clandestini  vivevano di espedienti e  spesso di delinquenza. La diffusa sensazione era che vi fosse qualcosa di non detto. Una sensazione non solo “di destra”.

Scriveva nel 1990 Giorgio Bocca, tra le migliori firme, al tempo, del giornalismo italiano di sinistra: (grassetto nostro)

 “Dalle notizie sparse nelle cronache italiane veniamo a sapere che il numero degli immigrati che spacciano droga è in continuo aumento e che le loro casbah diventano sempre meno frequentabili. (…) La pervicacia con cui i nostri grandi partiti, i nostri politici, legiferano sempre in astratto, senza mai tener conto di quello che poi immancabilmente avviene nella pratica, diffonde sospetti: ci si chiede: ma quali interessi ci saranno dietro questa permissività verso gli immigrati? “ (6)  

Di lì a poco l’immigrazione araba  prese la forma e le dimensioni con le quali è conosciuta. Nell’ottobre 1992, per la prima volta, un barcone con settantuno tunisini sbarcò a Lampedusa, al largo delle coste siciliane. Furono ospitati  per un mese  nella caserma dei Carabinieri,  mantenuti  dai Carabinieri stessi, dal parroco e dalla popolazione.  Infine, fu pagato loro il viaggio per Porto Empedocle e nessuno seppe mai più nulla di loro. Il comandante della stazione dei Carabinieri precisò che questi individui non spiegarono i motivi del loro gesto, e riportò  le parole di uno di loro, che parlava italiano: “…  ci disse che loro erano i primi ma che ne sarebbero giunti tanti altri. Nessuno di noi capì che cosa intendeva. Solo dopo capimmo quello che stava accadendo.“ ( 7) Una lettura retrospettiva indica che i tunisini erano verosimilmente osservatori,  con il compito di  valutare e  riferire. Lampedusa, da allora, divenne meta di barconi stracarichi di migranti provenienti dal Maghreb, dal Medio Oriente e dall’Africa orientale, privi di bagaglio e di scorte d’acqua, con una  presenza costante di donne incinte: l’icona della disperazione, ben disegnata. Così il sistema pubblico di informazione, ben guidato, coniò la definizione “disperati”, e “viaggi della speranza”. Cosa lasciavano alle loro spalle  i clandestini che sbarcavano  sulle coste italiane, greche e spagnole? Miseria e distruzione?

Non raccontavano questo, i turisti  che tornavano dagli alberghi e dai villaggi  turistici sparsi nei paesi dell’emigrazione: Marocco, Algeria, Tunisia,  Egitto. Non raccontavano di guerre,  i turisti occidentali,  né di popolazioni affamate, né di ragazzini che frugavano nell’immondizia per cavarne qualcosa da mangiare o da rivendere, tragica liturgia quotidiana nelle baraccopoli che costellano le regioni, nel Sud del mondo, della povertà assoluta popolate da disperati  veri, che non hanno neanche le scarpe per emigrare. Di fatto non  vi era notizia di un’emergenza umanitaria, nel Nord Africa islamico e in Medio Oriente, nei dossier delle Agenzie ONU, nei bollettini missionari, dalle relazioni della Croce Rossa o negli appelli della Caritas internazionale. La vita  scorreva in quei paesi nell’assoluta normalità. Così il fenomeno migratorio, a partire dagli anni novanta, procedette  nella più assoluta vaghezza: le cause sfuggivano e nessuno  le cercava. Da una parte i governi dei paesi arabi non  chiarivano le cause dell’esodo, dall’altra i governi  dei paesi europei ospitanti non le indagavano, come se un sistema di potere  coordinasse il silenzio degli uni e degli altri,  vigilando affinché, par di capire, nulla disturbasse  l’impegno europeo nel dare  rifugio a  masse di “disperati” disposti a pagare un viaggio in Europa migliaia di dollari per porre fine alla loro disperazione.  Davvero? In primo luogo non si comprende che strano tipo di disperati essi fossero: il pagamento cash di tali somme sarebbe stato e sarebbe un problema anche per gran parte delle famiglie  monoreddito italiane. Infine  che senso aveva per i migranti,  possedendo tali cifre, affidare le loro vite e quelle dei loro figli a scafisti la cui criminalità era nota in tutto il bacino del Mediterraneo? Con una spesa modesta e in veste di turisti (se hai migliaia di dollari  puoi comprarti  un vestito decente, una valigia e una macchina fotografica)  avrebbero potuto imbarcarsi su una nave di linea diretta  in Italia, Spagna e  Grecia, e poi far perdere le loro tracce una volta sbarcati, Il trattato di Schengen,  in vigore dal 1990 in l’Italia,  dal 1991 in  Spagna e dal 1992 in Grecia, avrebbe poi loro permesso di entrare legalmente nelle nazioni dove per anni sono sbarcati come clandestini. I documenti sono un problema? Se hai migliaia di dollari, non sono un problema. La verità, con grande evidenza, era   che gli scafisti non ricevevano denaro dai migranti, ma da “altri”. L’islamologo  Onorato Bucci:(8)   

 “Non c’è dubbio che ogni immigrato clandestino paghi una quota per venire nel nostro Paese. Resta di sapere da dove provengano questi soldi e chi dà a costoro, o direttamente ai padroni delle barcacce, somme ingenti di denaro. Poiché a venire in Italia sono interi nuclei familiari composti fino a 7 o 8 persone, si ha l’assurdo di volere far credere che ogni capo famiglia paga dai cinquanta ai sessanta milioni per venire in Italia. Scherziamo?   C’è qualcuno che paga ingenti somme di denaro direttamente ai padroni delle carrette del mare per far viaggiare migliaia di persone provenienti dall’area mediorientale e dai Paesi del Corno d’Africa. L’immigrazione musulmana è il mezzo per islamizzare l’Italia”

 

 


 

2) Cfr. Jacques Mitterand, “La politique de franc-macons”Paris, Roblot 1973, p.170. L’autore è omonimo dell’uomo politico francese, socialista.

 

3) Cfr.Y.Marsaudon,“L’oecumenisme vu par  un  franc-macon  de  tradition”  ed.Vitiano, Parigi 1964, p.25.    

 

4) Dall’intervento di Corona al Convegno di Torino, 24-25 sett.1988.

cit. in“La liberazione d’Italia nell’opera della massoneria”,Bastogi, Foggia 1990, p.311.   A cura del Centro storico della massoneria,Roma. “Bastogi” è la casa editrice ufficiale del Grande Oriente d’Italia.

 

5) Cfr.Alberto Carosa, Guido Vignelli, “L’invasione silenziosa”

Il Minotauro”,   Roma 2002 p.16.

 

6)  Settimanale  ESPRESSO, 11 marzo 1990, p.17 Giorgio Bocca

7) giornale online “La Repubblica Palermo.it, 7 luglio 2013  palermo.repubblica.it/cronaca/2013/07/07/news/storia_di_carletto

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6 Responses to Immigrazione di massa: un’invasione pianificata dal nuovo ordine mondiale (seconda puntata) – di MDG

  1. GIUSEPPE FORMICA ha detto:

    Come sempre. Visto che a Lepanto e a Vienna non sono riusciti a invadere lEuropa adesso usano i traditori massoni e comunisti per farcela. Questa volta è evidente che ci riusciranno. Saranno fermati solo dalla Madonna e da Suo Figlio a costo di enormi spargimenti di sangue.
    Preghiera e conversione perche questo disastro non accada.
    Giuseppe

  2. jb Mirabile-caruso ha detto:

    MDG: “…il sistema di potere massonico e la sinistra sono
    ………alleati di ferro. Diremo anzi che sono tutt’uno”.

    Proporrei di fare un altro passo in avanti e chiamare le alte ‘dirigenze’ e della massoneria e della sinistra con i loro veri nomi: “chiesa di satana” per la prima e “utile idiozia” per la seconda.

    L’utile idiozia ha sempre idiotamente creduto nella lotta di classe proletaria di ieri, come in quella omosessualista e femminista di oggi, senza avere il pur minimo sospetto, tuttavia, che per la chiesa di satana – oggi come ieri – il suo solo ed unico obiettivo è stato sempre quello di distruggere l’altra Chiesa, quella Vera di Cristo, fregandosene altamente e dei proletari e degli omosessuali e delle femministe.

    Invero, se l’utile idiozia non fosse stata solo e nient’altro che tale, si sarebbe certamente interrogata sulla stranezza di trovarsi insieme con la setta omosessuale nell’iniziativa di infiltrare la Chiesa Cattolica negli anni 1924 e 1929: ad averlo fatto, avrebbe scoperto il suo vero nome e il vero nome della sua compagna di ventura.

  3. Ivan ha detto:

    in una parola, ci stanno prendendo per i fondelli…

  4. teresa grandi ha detto:

    E’ sempre stato evidente che a monte c’era (e c’è) la volontà di islamizzare l’Italia e L’Europa.
    Solo i poveri ingenui e i nostalgici di Stalin hanno difeso a spada tratta e promosso con entusiasmo la nostra invasione.
    I vertici della Chiesa moderna hanno una responsabilità enorme in questo perché, in nome di una falsa cristiana accoglienza, hanno abusato della Parola di Gesù per stravolgerla e adattarla secondo il proprio schieramento politico, senza nessuna lungimiranza.
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti!
    E poi quello che verrà!
    Maria santissima a Fatima lo aveva detto: “L’Italia sarà invasa”, ma qui zitti, soprattutto nuova Chiesa, Cei e company.
    E vai … con l’accoglienza… bravi 7 + !!!

  5. Andrea G ha detto:

    Ho guardato un pezzo di Propèaganda live, una trasmissione che è la summa dell’idiozia infingarda dei falsi progressisti. Non manca mai il predicozzo senza contraddittorio di Saviano e l’esaltazione di un sindaco che ha commesso- mai successo in Italia?- alcuni reati amministrativi. Se la c.d. sinistra si occupasse del problema vero che minaccia tutti i lavoratori del mondo industrializzato e cioè il processo di automazione e digitalizzazione; le auto autonome distruggeranno i posti di lavoro degli autisti, l’intelligenza artificiale dei medici, i lavori operai e impiegatizi caleranno drasticamente di numero. In questo contesto distruttivo ( la tecnologia in se non è ne buona ne cattiva ma va governata la politica appare balbettante e impotente) i flussi migratori non farebbero che aggravare la situazione

  6. Ivan G. ha detto:

    È tutto molto chiaro a chi voglia capire. E finalmente sembra che la popolazione europea, in gran parte, lo stia comprendendo. Un fil rouge lega la storia degli ultimi due secoli abbondanti di storia dei paesi europei, progressivamente scristianizzati grazie alle “recondite armonie” massoniche. Resta un fatto: l’identità cristiana si è andata dissolvendo gradualmente negli ultimi decenni in un’Europa ormai iperconsumista e americanizzata fino al midollo, che di cristiano conserva solo la memoria storica. Forse, neanche troppo paradossalmente, sarà la minaccia islamista a risvegliare l’identità cristiana assopita.

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