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Lo apprendiamo da più fonti. La prima.

In una recente edizione spagnola di “Pan-Europa”(84) patrocinata dall’Università di S. Paolo di Madrid, nell’Appendice dal titolo “El hombre y el movimento. Esbozo biografico de Richard Coudenhove-Kalergi “ ( p.191) , si legge: “ Iniciado en 1922 en la logia Humanitas de Viena, que abandonò enseguida, Coudenhove guardò durante mucho tiempo relaciones con diversos ambientes masonicos de Europa entral, Francia. Inglatera y los Estados Unitos”  “Iniziato  nel 1922 alla loggia “Humanitas” di Vienna che abbandonò in seguito, Coudenhove intrattenne per lungo tempo relazioni con diversi ambienti massonici dell’Europa centrale, Francia, Inghilterra e Stati Uniti”

La seconda fonte.

Un anno prima dello scoppio del conflitto mondiale, fu pubblicato in Germania “La massoneria – ideologia,organizzazione e politica”) (85)

Il libro circolò con il patrocinio  del III Reich. Dispiacerà, al lettore democratico, prendere a riferimento tale scritto,  ma il metodo storico  tiene conto soltanto della veridicità delle fonti, che in questo caso, paradossalmente,  è  assicurata. Uno scrittore  nazista in un regime nazista, infatti, doveva rendere conto anche delle virgole, soprattutto quando, ed è il caso del libro in questione,  alti dignitari  del Reich ne avevano scritto l’introduzione e le fonti dichiarate erano quelle degli archivi di Stato tedeschi. Si legge  nell’introduzione alle prime quattro edizioni: “Lo scopo della presente opera è trattare dei problemi principali della Massoneria in una maniera concisa. Non pretende di essere completa; piuttosto, intende fornire una documentazione basata su materiali autentici dall’archivio del Capo del Servizio di Sicurezza della Polizia Segreta del Reich”.Tra i “materiali”,  merita attenzione un editoriale pubblicato   della rivista massonica austriaca “Luce” . Vi si legge:

“La Massoneria, specialmente la Massoneria austriaca, può essere eminentemente soddisfatta di avere Coudenhove-Kalergi fra i suoi membri. La Massoneria austriaca può fedelmente riportare che il Fratello Coudenhove-Kalergi combatte per le sue convinzioni Paneuropee (…) “Il programma del Fratello Coudenhove-Kalergi è un lavoro Massonico di tipo finissimo, e poter lavorare insieme a lui è un compito eccelso per tutti i fratelli Muratori.”

La terza fonte.  Scrive Ida Magli: “ Di Coudenhove-Kalergi già sappiamo che apparteneva alla massoneria.Cavaliere Rosacroce, diciottesimo grado del Rito Scozzese, e che erano massoni quasi tutti i suoi collaboratori e amici più stretti: (…) Edward Benes, che nel 1935 divenne presidente della Società delle Nazioni, antesignana dell’organizzazione che dopo la guerra si chiamò ONU (…)   William Stead, fondatore della Round Table britannica e membro della Fabian Society; Hans Hoover, membro del CFR; Bernard Baruch, grande finanziere e massimo sostenitore del Movimento paneuropeo (…) (86)  La quarta fonte è massonica. Daniel Ligou, membro del Grande Oriente di Francia, tra i maggiori storici della massoneria del secolo scorso, scrive di Kalergi nel suo “Dictionnaire de la franc-Maçonnerie” ( Ed. P.U.F., Paris 1998, p.319)  “ Iniziato nel 1922 alla loggia Humanitas, all’Oriente di Vienna, (…) Per non intralciare gli sforzi di Coudenhove, la Gran Loggia d’Austria sospese la sua appartenenza massonica, pur restando in strette relazioni con lui e appoggiando la sua opera” (87) Perché il progetto dell’Europa unita fu affidata ad un uomo soltanto?E’ un comportamento “storico”della massoneria, affidare un’impresa di particolare rilevanza culturale  o politica ad un singolo personaggio, la cui azione  le logge  supportano poi in ogni modo possibile. Questo induce l’opinione pubblica a credere che il buon esito dell’impresa stessa dipenda dal genio e dalla bontà delle idee del personaggio, senza avvedersi che, alle sue spalle, opera un sistema di potere. Kalergi viaggiava  in realtà su un binario che  altri avevano predisposto per lui.  Due esempi  valgano per tutti. Scrive Kalergi: ( 88 )   “ Uno dei miei amici e protettori più attivi era il presidente dell’Università di Columbia, Nicholas Murray Butler” Butler fu una delle figure più autorevoli nel mondo anglosassone del tempo. Insignito del Nobel per la Pace nel 1931, membro del già citato CFR  ( il motore della politica estera  USA) consigliere di sette presidenti americani, membro di associazioni scientifiche e di club esclusivi, amico personale del presidente Roosvelt.Un altro  amico e protettore fu John Foster Dulles, che il 19 gennaio 1947 tenne un discorso sull’unità europea, che fu giudicato memorabile, all’Hotel Waldorf Astoria di New York.Dulles era presidente della prestigiosa e potente Fondazione Carnegie, un altro americano polivalente, insignito di ogni sorta di incarichi di alto profilo, privati e governativi,   il cui elenco riempirebbe  una pagina. Ricorderemo solo che  fu consigliere del presidente americano Wilson al tavolo del trattato di pace di  Versailles nel 1919, e, dato per noi ben più significativo, direttore del Consiglio di amministrazione della Fondazione Rockefeller dal 1950 al 1952. (89) Butler e Dulles mostravano una caratteristica comune: erano  appassionati fautori di un mondo unico,entrambi membri della Pilgrims Society, fondata a Londra nel 1902 e a New York l’anno successivo. Nicholas Murray Butler ( 1862 -1947) fu presidente del Pilgrims Society dal 1928 al 1946.  (90)  John Foster Dulles (1888-1959), figura nell’elenco dei membri del Pilgrims nell’anno 1957. (91)  Da allora il sodalizio, molto esclusivo, riunisce personalità di spicco di Gran Bretagna e America, unite dall’idea di un governo unico mondiale.  Il Pilgrims è stato il primo sodalizio, nella storia moderna, promotore di un nuovo ordine mondiale  a guida anglosassone.  Kalergi ha sempre agito nell’orbita  massonica e mondialista  Il piano Kalergi Richard von Coudenhove Kalergi non ha mancato di  palesare le sue vere idee sulla formazione della società futura, idee a dir poco contrastanti con le serenate di patriottismo europeo che propinò ai suoi interlocutori e a intere platee per tutta la vita. Non sapremo mai a seguito di quali accordi con i suoi “superiori”, e con quali obiettivi, Kalergi abbia scritto, con poco massonica sincerità,  ciò che ora leggeremo. Sta di fatto che in Praktischer Idealismus  (Idealismo pratico), pubblicato a Vienna nel 1925 , egli  disegna il volto della  futura società europea e mondiale: un volto decisamente abbronzato.Scrive Kalergi. in Praktischer Idealismus:   (92)

 

“L’uomo del lontano futuro sarà un meticcio (…)

La razza del futuro,  negroide  euroasiatica, simile in aspetto a quella dell’Egitto antico,

rimpiazzerà la molteplicità dei popoli”

 

Kalergi non chiarisce  tale “visione”, il passaggio è completamente isolato nel testo:  non è spesa una sola parola per meglio chiarire  un’affermazione che non ha precedenti nella storia del pensiero  politico.

In una parola,  Kalergi  non spiega come sorgerà questa razza “unica”.  Questa affermazione prenderà forse forma  attraverso  migrazioni di massa ?

Vi è da supporlo.  Come , se no?

D’altro canto Kalergi non era né un antropologo né uno storico né un  demografo, dunque la previsione di una migrazione globale con l’esito di  una razza globale, non aveva  alcun fondamento  razionale o scientifico.

Par piuttosto di capire che tale previsione avesse  radici massoniche;  che fosse, cioè,  l’annuncio  di un evento epocale che un giorno avrebbe preso forma perché qualcuno  così aveva già stabilito.

Dunque, forse più propriamente di “piano Kalergi” (l’espressione, come è noto, indica il progetto pianificato di un’Europa razzialmente meticcia) occorre parlare di un piano “attraverso Kalergi”. Il nostro improbabile aristocratico aveva gettato le basi teorico-pratiche, attraverso “…un lavoro Massonico di tipo finissimo,…” che gli era stato commissionato dalle logge, di un progetto  che altri avrebbero poi portato a compimento: attualmente, i massoni di Bruxelles.

Perché una mescolanza di razze portata a questo estremo? Quale vantaggio ne trarrebbero i candidati al  governo del mondo?

Forse il vantaggio di governare non più popoli, ma agglomerati di popolazioni senza storia e senza cultura,  dunque senza identità?

Scrive  Kalergi in  Praktischer Idealismu (93)

“Nei meticci si uniscono spesso mancanza di carattere, assenza di scrupoli, debolezza di volontà, instabilità … assenza di pregiudizi e ampiezza di orizzonti”

Un commentatore  di Praktischer Idealismus  conclude: (94)

“queste caratteristiche rendono questi individui, soggetti perfetti per essere dominati”

VERSO IL NUOVO ORDINE MONDIALE Il sogno kalergiano di un pastone razziale planetario continuerà con il massone di turno, il già citato  John Foster Dulles (1888-1959).

Nel 1942, in pieno conflitto mondiale, Dulles organizzò in Inghilterra un convegno del Federal Council of Churches (Consiglio delle Chiese Protestanti), fondato a  Oxford  nel  1937, della  quale Dulles era cofondatore e presidente. L’organizzazione, in veste religiosa,  predicava in realtà un mondialismo politico, quale soluzione “ecumenica” ai problemi dell’umanità.

Il quotidiano londinese Time, a p.44 del suo periodico settimanale, The Weekly Newsmagazine del 16 marzo 1942,  dette notizia del convegno, nel corso del quale furono dibattute  le strategie sociali e politiche da attuare a guerra conclusa che Dulles dava già per vinta.

Nella dichiarazione finale, la Commissione presieduta da Dulles fissò i punti indicati come condizioni necessarie per la pace (“requisite principles for peace“). Tra i dieci punti della dichiarazione, alcuni  meritano  attenzione per la loro attualità.  (95)

  1.  Un governo unico mondiale (a world government of delegated owers.)  
  2. Una severa e immediata limitazione delle sovranità nazionali (Strong immediate limitations on national sovereignty).
  3. Un sistema monetario unico ( A universal system of money )
  4. Libertà di immigrazione nel mondo intero ( Worldwide freedom of immigration

Si noti la scelta dei termini:  libertà di immigrazione”.

Dulles non annunciava una libertà di migrazione perché non sarebbe stata una grande notizia, per i suoi ascoltatori, l’annuncio della ovvia libertà  di allontanarsi dal proprio paese. Meno ovvia è la libertà di immigrazione, un modo diverso di chiamare l’obbligo, per gli Stati nazionali, di dimenticare di avere frontiere, confini e  leggi che governino l’ingresso degli stranieri.

Dunque anche Dulles, come Kalergi, è stato profeta?

Più  semplicemente, avevano avuto notizia di  future ingegnerie sociali già programmate,  perché entrambi operavano nello stesso “ambiente” .

L’ultimo passaggio di testimone, in questa staffetta multirazziale, è spettato al Generale USA Wesley Clark, comandante delle truppe Nato operanti nel Kosovo.

Clark ha dichiarato alla CNN nell’aprile 1999: (96)

“There is no place in modern Europe for ethnically pure states. That’s a 19th century idea and we are trying to transition into the 21st century, and we are going to do it with multi-ethnic states.” 

 “Non c’è  posto, nell’ Europa moderna,  per popoli etnicamente puri. Questa è un’idea del 19° secolo e noi stiamo tentando di entrare nel  21°, che sarà fatto di stati multi-etnici.” 

 LA MIGRAZIONE AFRICANA L’attuale immigrazione africana presenta la stessa caratteristica di quella araba:  non è spontanea, è “indotta”. Beninteso,  come nel caso degli arabi, agli africani non mancano motivi per emigrare, ancora una volta il punto non è questo. Ancora una volta il punto è che non emigrerebbero se qualcuno non li spingesse a farlo.

Operavano ieri in Nord Africa e in Africa Orientale, operano oggi  in Africa Centrale,  “promotori” dell’emigrazione verso l’Europa.

E’ quanto emerge, tra il resto, in un’intervista recentemente rilasciata  ad  un quotidiano  online cattolico (97)  dalla prof.ssa Anna Bono, africanista ed ex ricercatore in Storia delle Istituzioni dell’Africa all’Università di Torino .

Ne riportiamo alcuni stralci. I  corsivi evidenziano i passaggi più significativi..

Prof.ssa Bono, anzitutto chi sono gli immigrati che arrivano in Europa dall’Africa?

“Per lo più, oltre l’80 per cento, sono giovani maschi, di età compresa tra i 18 e i 34 anni, che viaggiano da soli. Le coppie e le famiglie sono una minoranza. Provengono da una serie di Paesi dell’Africa subsahariana, anche se quest’anno c’è stato un picco di emigranti tunisini, con una prevalenza dall’Africa centrale e occidentale, da Paesi come Nigeria, Senegal, Camerun, Costa d’Avorio, Ghana…”.

Mediamente qual è la condizione sociale di queste persone?

“Non è facile dirlo perché ci sono situazioni anche molto diverse tra loro. Va detto, comunque, che esiste sul tema dell’immigrazione un falso mito: la maggioranza non fugge da situazioni di estrema povertà. In genere sono persone provenienti da centri urbani, ed è lì che maturano l’idea di lasciare il Paese. Dunque mi sembra corretto sostenere che il grosso dei migranti appartenga al ceto medio: persone non ricche, ma nemmeno povere, in grado di pagare profumatamente chi organizza i viaggi”.

E allora come matura l’idea di emigrare, se non si è in condizioni di povertà e non si vive in zone di conflitto?

“Per rispondere ritengo importante citare il ministro dei Senegalesi all’Estero, che un paio d’anni fa ha detto in un’intervista: ‘Qui non parte gente che non ha nulla, parte gente che vuole di più’. L’idea diffusa in Africa è che basta arrivare in Europa per godere del benessere, senza considerare però che dietro la ricchezza prodotta ci sono dei sacrifici”.

Come si alimenta questa illusione?

“Ad alimentarla sono vari fattori. Uno su tutti: i trafficanti, che come è noto gestiscono la gran parte dei viaggi verso l’Europa. Sono loro che rafforzano questa idea, lo fanno ovviamente per procurarsi clienti. È utile sottolineare che il 13 giugno è stato pubblicato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc) un rapporto dal quale emerge che nel 2016 queste organizzazioni criminali hanno trasportato almeno 2,5milioni di persone, delle quali quasi 400mila verso l’Italia, ricavandone in tutto da 5,5 a 7 miliardi di dollari. Il rapporto spiega dettagliatamente come funziona l’avvicinamento ai clienti, l’opera di convincimento, nonché quali sono le varie tariffe”.

 


 

85) Titolo originale: “Die freimaurerei “Weltanschaung,Organisation und politik” –Zentralverlag der NSDAP, Berlin 1938.

Traduzione it. in:

http://der-stuermer.com/italian/dieter_schwarz.pdf

Il libro di Schwarz è citato anche in Matteo Simonetti  ) “La verità sul piano Kalergi,” Edizioni Radio Spada, Milano 2015, pp.25-26

 

86) Ida Magli “ La dittatura europea” Bur Rizzoli, sesta ed. Milano 2015, pp.135-136

 

87) Cit. in  Epiphanius “ Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia” Editrice “Ichthys”Albano Laziale-Roma 2002, p.273, nota 303

 

88)Cfr. Richard von Coudenhove Kalergi “Una vita per l’Europa”, op.cit., p.155

 

89) Digitare su motore di ricerca “Our history the rockefeller foundation”  vedi anno 1950

 

90) vedi elenco alfabetico dei membrihttps://isgp-studies.com/pilgrims-society-membership-listLa fonte è l’Institute for the study of globalization and cover politics,

 

91) Ibid. Vedi elenco alfabetico dei membri

 

92) nell’edizione originale:

Richard von Coudenhove Kalergi “Praktischer Idealismus  – Adel-Technik – Pazifismus” Wien-Leipzig  Paneuropa-Verlag 1925, pp.22-23.

Traduzione italiana del testo in Carlo Arrigo Pedretti, “ L’idealismo pratico di Richard N. Coudenhove – Kalergi. I fondamenti ideologici del suo piano”Edizioni Ritter, Milano 2018, p,121

 

93) Ibid., pp.44-45

 

94) Ibid., p.45

 

95) www.sweetliberty.org/issues/hoax/time42htm

 

96) Cit. dall’editorialista e scrittore americano Samuel Francis

in  The Social Contract, 1999,  vol.9, n.4.

http://www.thesocialcontract.com/artman2/publish/tsc0904/article_805.shtml

 

97) Cfr. “ In terris”, mercoledì 11 luglio 2018,

https://www.interris.it/sociale/bisogna-scoraggiare-gli-africani-a-emigrare–ecco-perch—

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