Laura Salvetti, Il Codice Wagner, Fede&Cultura, pagine 224, euro 19

La Storia è piena di enigmi, misteri insoluti che a volte interrogano beffardi l’umanità da secoli: il Sacro Graal, la Lancia di Longino, le profezie… Enigmi che intrigano e sfidano gli animi più inquieti. Questi misteri molto spesso hanno attirato l’attenzione degli esoteristi, i seguaci cioè di dottrine di carattere almeno in parte segreto o riservato. La verità occulta o i significati nascosti di tali dottrine sono accessibili solo ai cosiddetti iniziati, prevedendo spesso diversi gradi di iniziazione. Cavalieri Templari, Alchimisti, Rosacrociani, Antroposofi, fino ai Massoni: tutti alla ricerca di una illuminazione interiore, di una via di conoscenza superiore, almeno secondo le cronache e più spesso le leggende che li riguardano.

Intorno al tema del Graal esiste una letteratura e un filone critico di tipo spiritualistico-esoterico piuttosto discutibile: al Graal sembrano interessati in parecchi, ma come accadeva nei racconti medioevali, pochi sembrano coglierne il vero significato. In realtà quello del Graal è uno dei più significativi esempi di simbolismo cristiano, un mito che riprende certamente alcuni elementi dell’antica spiritualità celtica pre-cristiana, ma che prende forma in una visione cristiana, e che può a ragione essere considerata una sorta di Vangelo Apocrifo. Ancor di più, esso è una delle testimonianze più significative della spiritualità medioevale, un patrimonio che merita di essere conosciuto e valorizzato, restituito alle sue più autentiche dimensioni storiche e religiose, ripulendolo da tanto ciarpame pseudo-misterico.

È questo il terreno su cui si muove l’Autrice di questo affascinante romanzo.  Laura Salvetti – forte delle sue copiose letture e del suo amore per la storia – si muove nei vicoli oscuri delle leggende nere, dei misteri arcani, dei presunti o veri segreti noti solo a pochi iniziati per regalarci un romanzo appassionante, avvincente come un thriller e documentato come un saggio. Un romanzo che sa di cuoio e acciaio.

Uno scorcio suggestivo di diverse pagine oscure e misteriose della storia: dal Medioevo al Terzo Reich, dai Templari ai Gesuiti. Non manca nulla, si potrebbe dire, delle realtà che hanno fatto e ancora oggi fanno parlare: dai monaci guerrieri che combattevano nelle assolate lande della Palestina fino a quella misteriosa congregazione religiosa che è la Compagnia di Gesù, che la Chiesa stessa – spaventata dal suo potere – mise fuorilegge per poi in seguito riabilitarla. Una compagnia selezionata ed elitaria al cui vertice c’è un Generale (terminologia militare, non a caso) soprannominato inquietantemente il Papa Nero.

Il romanzo scorre sotteso tra storia e immaginazione, tra realtà e fantasia, in cui i protagonisti positivi della Cerca vengono chiamati ad una particolare impresa, a sostenere prove e avventure che hanno come primo scopo quello di cambiare il cuore di chi l’affronta, e quindi quello di restaurare un ordine naturale violato, di sanare le ferite inferte, di riportare nel cosmo l’armonia alterata, vincendo le tante seduzioni del male. Una Cerca spesso non scelta, ma alla quale si è chiamati. Una lotta reale e allo stesso tempo simbolica.

Il racconto della Cerca sopravvisse alla fine del Medioevo ed è sopravvissuto al disincanto della Modernità, nascondendosi, ammiccante di allusioni sapienti, nel genere letterario ormai un po’ desueto ma sempre estremamente interessante del bildung romance, il romanzo di formazione, così come nella più recente narrativa fantastica: da Perceval a Frodo Baggins, la strada va ancora avanti, per i cercatori di infinito. Leggere per credere.

Nel romanzo di Laura Salvetti troviamo quel nazismo magico, quegli elementi esoterici e soprannaturali che non si può non conoscere se si vuole realmente capire cosa avvenne negli Anni ’30 nella colta e nobile Germania, la terra dei filosofi, dei letterati, dei musicisti. La terra di grandi, veri patrioti come Claus Von Stauffenberg, l’aristocratico cattolico bavarese che cercò di eliminare Hitler per il bene della sua Patria.

Heinrich Himmler aveva sguinzagliato per mezza Europa alcuni fedelissimi del Dipartimento Ahnenerbe alla ricerca della radice dell’immortalità e onnipotenza ancestrale. Secondo la tradizione celtica, creature ritenute divine dal popolo, gli onniscienti Túatha Dé Danann, avrebbero regnato agli albori della civiltà sull’Irlanda, e prima di ritirarsi per l’eternità nel Tír na nÓg, il paese dell’“Età dell’oro”, avrebbero consegnato ai propri sudditi quattro potenti oggetti magici in grado di trasmettere la conoscenza a chiunque ne fosse entrato in possesso: la Spada di Nuada, la Pietra di Fál, la Lancia di Lúg e il Calderone di Dagda.

In uno dei passaggi più significativi del libro, l’autrice fa dire a uno dei protagonisti: “Mi è stato affidato il compito da parte del Santo Padre in persona, alla cui obbedienza diretta i gesuiti aderiscono come quarto voto dell’Ordine cui appartengono, di seguire le tracce di una missione che stanno svolgendo i reparti scelti delle SS Ahnenerbe. Secondo informazioni attendibili tale missione è finalizzata al ritrovamento e all’appropriazione del Santo Graal e della Lancia di Longino, che secondo documenti ritrovati negli archivi dell’Ordine dei Templari sarebbero stati l’Uno custodito in una Mansione templare in Italia, l’Altra sarebbe stata vista circa mezzo secolo fa nelle segrete della Fortezza di Norimberga, ivi trasferita da un Cavaliere Teutonico che l’aveva sottratta a un tentativo di furto nella stessa Mansione italiana durante l’epoca medievale”.

Inizia così l’affascinante competizione tra le forze oscure e quelle luminose per arrivare a questi oggetti sacri, magici, potenti. E in tutto questo cosa c’entra Wagner, il visionario compositore di opere ispirate al Parzifal e ai miti del Graal? Al lettore il compito di scoprirlo, di esplorare archivi e segrete di antichi monasteri, di riascoltare I Maestri Cantori di Norimberga con i suoi segreti riferimenti.

Il romanzo di Laura Salvetti offre al lettore, anche al più disincantato, pagine ricche di indizi, di allusioni sapienti, ridando vita al genere letterario ormai un po’ desueto ma sempre estremamente interessante del bildung romance, il romanzo di formazione, così come nella più recente narrativa fantastica: da Perceval a Frodo Baggins la strada va ancora avanti, per i cercatori di infinito.

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