… Quando si entrava nella sede, ubicata di fianco alla Chiesa Madre, ogni socio esclamava la celebre espressione “Cristo regni”, locuzione scritta a caratteri cubitali sulla parete all’entrata del luogo sacro.

di Lino Di Stefano

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zzzzlbrgiacConservo da più di 50 anni due testi in materia di fede che sono stati la base della mia giovanile milizia nell’Azione Cattolica e nel rinvenirli ho rivissuto i felici momenti della mia formazione in un paese del Molise, in provincia di Campobasso; per la precisione, dalla prima Media fino al conseguimento del diploma superiore. ‘Anni decisivi’, per dirla col titolo di un celebre libro, che restano indelebili – ad onta dei comprensibili limiti – nel mio spirito in maniera definitiva anche in vista dei futuri sviluppi della mia personalità.

I felici anni trascorsi nell’Azione Cattolica hanno, dopo qualche tempo, trovato la loro prosecuzione – nella città in cui vivo, Frosinone – nella FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) fino a quando è rimasta in vita visto che la stessa, in seguito, per tante ragioni, non escluse quelle politiche, si è dissolta senza lasciare quasi nessuna traccia.

Al riguardo, conservo ancora qualche convocazione – una risalente al I^ dicembre 1966 – allorquando il Vescovo diocesano, S. E. Giuseppe Marafini, introdusse il tema generale di studio, per l’anno in corso, intitolato  ‘LA CHIESA NEL MONDO CONTEMPORANEO’ (in caratteri maiuscoli nel testo). Ma, mi piace tornare al fecondissimo periodo trascorso nella sede dell’Azione Cattolica del paese natìo.

Sede costituita da due stanze – sufficienti, però, per noi, giovani studenti di allora – dove il nostro padre spirituale, don Michele Di Lazzaro, esponeva i princìpi basilari della cultura religiosa ai soci effettivi della G.I.A.C. (Gioventù Italiana A.C.); e, devo affermarlo immediatamente, senza ambagi, si trattava di sacerdoti, veri pastori di anime, senza che nessuna voce malevola si levasse contro di loro in quanto alieni, essi, da tutto ciò che succede oggi ai ministri di Dio, spesso pure di alto livello.

Anche i passatempi in seno all’Associazione – nelle more delle attività religiose vere e proprie – erano semplici e, nello stesso tempo, gratificanti perché consistevano nei giochi quali il ‘ping pong’, il bigliardino, la dama e gli scacchi; carte di nessun tipo, per fortuna. Quando si entrava nella sede, ubicata di fianco alla Chiesa Madre, ogni socio esclamava la celebre espressione “Cristo regni”, locuzione scritta a caratteri cubitali sulla parete all’entrata del luogo sacro.

Abbelliva il piccolo, ma ripeto, sufficiente locale dell’Azione Cattolica menzionata, un grazioso scaffale con i libri non solo di carattere religioso, ma anche di ordine letterario, all’altezza di ragazzi di scuola Media, ma pure di adolescenti di scuola secondaria: romanzi di avventura e testi di poesia sempre adatti al livello culturale dei soci etc. Il tutto non si esauriva nelle citate attività, ma proseguiva, ogni tanto, all’aperto, mercé qualche breve escursione mai fine a sé stessa, ma sempre destinata a rafforzare i vincoli di amicizia e i legami di solidarietà fra tutti i giovani ognora sul solco dell’insegnamento cristiano.

 Tornando ai due testi di cultura religiosa riservata ai componenti dell’Azione Cattolica, il primo, risalente al 1942, s’intitola ‘LA FEDE’, ‘Testo di cultura religiosa per i soci effettivi della G.I.A.C.’, mentre il secondo, stampato nel 1948, riporta sul frontespizio la dicitura ‘IL CREDO’, ‘Corso Medio Aspiranti Maggiori’. Naturalmente, alla fine dei due testi, la classica espressione latina, ‘Cum servata sint omnia quae servanda erant, nihil obstat quominus imprimatur’ . In entrambi i libri, la scritta ‘Aloysius Traglia, Archiepiscopus’.

I due volumetti racchiudono l’intera dottrina della Chiesa e la citazione di qualche capitolo ce ne fornisce, rispettivamente, la conferma: ‘La fede’, ‘Dio’,’ La SS. Trinità’, ‘La Creazione: l’Uomo’, ‘Gesù nostro Signore’, etc.; ‘Agire’, ‘Dio esiste’, ‘Dio è perfettissimo’, ‘Dio è uno in tre Persone’, ‘il peccato originale’, etc. Com’è facile notare, l’intera impalcatura della dottrina cristiano-cattolica; innanzitutto, presentata in maniera esauriente – con l’apporto nel ‘Credo’ di immagini a colori, ma anche esposta in comprensibile e perfetta lingua italiana al contrario di quanto avviene oggi con traduzioni, ad esempio, non corrette delle stesse Encicliche papali, compresi gli errori di stampa.

Prima di concludere i presenti ricordi, mi piace trascrivere dal testo ‘Il Credo’ la seguente, parziale, definizione tratta dal capitolo ‘Dio esiste’: “Dio lo sento anche nella mia coscienza. Quando infatti io desidero o faccio una cosa buona, sento dentro di me una voce che mi loda; se invece desidero o faccio una cosa cattiva, sento una voce che mi rimprovera: ‘è la voce di Dio’”.

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3 Responses to La Fede e il Credo. Ricordi di giovanile milizia nell’Azione Cattolica – di Lino Di Stefano

  1. Piero Vassallo ha detto:

    la bellezza dello scritto dell’amico Lino discende dalla nostalgia di una società cattolica felicemente immune da suggestioni mondane

  2. Donato Franchino ha detto:

    Leggendo ho rivissuto, sentendone anche il profumo, la serenità di quei tempi. Ho rivisto i sacerdoti con la tonaca con il loro sguardo severo ma dolce, affacendati solo per la salvezza delle anime. Grazie Lino.

  3. emilia ha detto:

    Erano bei tempi, io ho frequentato A.C. ai tempi di papa Pio X II che è deceduto quando ero ancora beniamina ,avevamo la divisa e il distintivo e tutti avevamo il nostro compito
    chi era vedetta cassiera ,chi alfiera ,chi bibbliotecaria e così via, tutti piccoli e grandi cioe: beniamini, aspiranti,giovanissimi ,giovani e donne cantavamo l’inno dell’A.C. che incomincia :
    A quel falange di Cristo Redentore la gioventù cattolica è in cammino la sua forza è lo Spirito Divino che origina sempre nuovi ardori e ugni cuore affronta il suo destino votando al sacrificio dell’Amor. Bianco padre che Roma….

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