di Paolo Deotto


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Rodolfo Fiesoli, un uomo con qualche noia giudiziaria


 

Come tutti sanno, l’Italia è un Paese che ha molto a cuore la morale. Peccato che, a causa del dominante relativismo, non si sappia più di preciso cosa sia la morale e di conseguenza dove stia il bene e dove stia il male.

Ci sono alcune certezze, però. Ad esempio, l’evasione fiscale è di sicuro un male assoluto, totale, orripilante. Ce lo dicono tutti i giorni i governanti che ci hanno condotto in quest’ultimo anno, guidati dalla paterna mano di Napolitano, nel bel pasticcio in cui siamo. È di sicuro un male anche il fumo di sigaretta. Ce lo dicono gli stessi che incitano i giovano a far tranquillo uso di hascisc o marijuana, onde rincretinirsi del tutto.

Soprattutto però nell’oscillante etica relativista un male assoluto è ciò che fa Berlusconi, specie se si tratta dell’umana debolezza che può avere un uomo che a volte, con sprezzo del ridicolo (non foss’altro per ragioni anagrafiche), palesa un entusiasmo eccessivo per il gentil sesso. Tutti sappiamo che Berlusconi è ultra inquisito per giri turbinosi di fanciulle che alcuni dicono siano di facili costumi. Qui ci si può permettere solo di notare che, al di là del fatto che è tutto da dimostrare (la presunzione di innocenza vale per tutti), Berlusconi si è sempre comportato come un uomo normale. Forse troppo esuberante, certamente non con costumi conformi alla morale cattolica, ma almeno non ha mai offeso la natura, né quindi ha mai offeso il Creatore di tale natura, compiendo atti che, non a caso, si definiscono “contro natura”.

Nulla di strano che dalla morale relativista derivi la morale lottizzata. Anche i giudici sono uomini, e come tali hanno le loro opinioni, le loro simpatie e a volte, chissà perché, non si ricordano che un giudice dovrebbe applicare la legge che dovrebbe essere “uguale per tutti”. Però, suvvia, siamo tutti uomini, e la tendenza al “politicamente corretto” è forte. Perché chi è “corretto” è sicuro di avere gli onori della cronaca, le comparse in televisione, e magari (in Italia si vota spesso ) anche una carriera politica che si dischiude.

Questa piccola premessa vuole solo introdurre alla lettura di due articoli molto interessanti, pubblicati sul Sito “Il Covile”. Questi articoli si occupano della comunità del “Forteto”, sorta negli anni settanta e nella quale pare sia successo un po’ di tutto. Citiamo a caso: il fondatore e “profeta” (la definizione non è nostra, ma dei membri della Comunità del Forteto), Rodolfo Fiesoli, ha qualche noia con la giustizia. Condanne per atti di libidine violenta, corruzione di minorenne, con una sentenza che parla di “pratica diffusa di omosessualità”. E poi ancora leggiamo di belle cose come “atti di zoofilia e pedofilia commessi all’interno della cooperativa”.

In questo clima, forse non del tutto consono all’educazione dei giovani, non mancano le lotte tra magistrati e l’affido, da parte del Tribunale dei Minorenni, di minori proprio alla comunità del Forteto, il cui “profeta” è un po’ entrato e un po’ uscito dal carcere, ma è sempre rimasto il carismatico capo.

Il tutto va avanti per oltre trent’anni. Come mai? Forse perché il “Forteto” è “politicamente corretto”? Il dubbio è lecito. L’omertà però prima o poi è destinata a cadere. Finalmente qualche giornale inizia ad accorgersi che qualcosa non va, e pure la Regione Toscana, bontà sua, si dà la sveglia. Per tanti anni i mezzi di comunicazione hanno osservato un rispettoso silenzio…

Ma non vogliamo risultare verbosi. Vi invitiamo a leggere l’interessante cronologia e l’analisi scritte sul sito “Il Covile”.  Questi sono i due articoli:

–          IL FORTETO, CATASTROFE DEL CATTOCOMUNISMO FIORENTINO –  di Stefano Borselli e

–          IL FORTETO. PARTE SECONDA. LA DOTTRINA E QUALCHE AGGIORNAMENTO CON L’ARRIVO DEI BOLOGNESI –  di Stefano Borselli e Piero Vassallo

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A tutti buona lettura.

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LA MORALE LOTTIZZATA. L’ISTRUTTIVO CASO DEL “FORTETO” – di Paolo Deotto, con link ad articoli di Stefano Borselli e Piero Vassallo