di Paolo Deotto

.

.

Sono arrivate alcune mail all’indirizzo di Riscossa Cristiana e/o della Società di San Martino di Tours e di San Pio da Pietrelcina, con le quali vengono richiesti informazioni e dettagli circa l’iniziativa di aiuto ai sacerdoti perseguitati, annunciata a suo tempo da Riscossa Cristiana con l’articolo La “Società di San Martino di Tours e di San Pio da Pietrelcina”. Un’associazione di beneficenza di fronte a una drammatica e attuale emergenza: aiutare i preti perseguitati.

Vogliamo quindi ribadire quanto già avevamo scritto in un precedente articolo, pubblicato il 17 novembre 2016:

Alcuni lettori chiedono maggiori informazioni sui sacerdoti di cui si sta occupando la Società di San Martino di Tours e di San Pio da Pietrelcina. Come si può immaginare, è necessario mantenere la totale discrezione per evitare ulteriori complicazioni in situazioni già difficili e dolorose. Dunque non si fanno pubblicamente nomi e cognomi. Si può comunque garantire che l’aiuto è destinato a sacerdoti che hanno preferito la faticosa fedeltà alla Verità rispetto alla comodità della carriera. E, soprattutto, hanno rifiutato il compromesso sottoscritto invece da troppi preti cattolici a mezzo servizio, un po’ (poco) con la vera Chiesa e un po’ (troppo) con la neochiesa bergogliana”.

Mentre cogliamo l’occasione per ringraziare di cuore i generosi amici che hanno consentito, come comunicato su Riscossa Cristiana lo scorso 25 gennaio, di arrivare alla prima tappa, ossia di trovare un alloggio adeguato e dignitoso per risolvere il primo problema, quello dell’abitazione, di fronte a cui si sono trovati i sacerdoti perseguitati a causa della loro fedeltà alla Dottrina e alla Tradizione, è necessario evidenziare quanto segue:

  • Alcune mail arrivate in redazione (e in alcune di esse si parla anche di “trasparenza”) sono firmate solo con il nome;
  • Queste mail non verranno tenute in considerazione. Non si può parlare di “trasparenza” mantenendosi in un vago anonimato;
  • L’Associazione Società di San Martino di Tours e di San Pio da Pietrelcina è tenuta, a norma di statuto, a tenere informati i suoi soci, i quali peraltro, a loro volta, sono tenuti all’assoluta discrezione sui nomi degli assistiti, laici o sacerdoti che siano;
  • Chi voglia maggiori dettagli sull’iniziativa, ad esempio per poter entrare in contatto con sacerdoti fedeli alla Verità, scriva una mail con nome e cognome, indirizzo e valuteremo se e quali informazioni fornire.

Questa prudenza non sembri eccessiva: oltre a una normale discrezione, dovuta comunque, non possiamo che ribadire quanto già scritto:

E’ necessario mantenere la totale discrezione per evitare ulteriori complicazioni in situazioni già difficili e dolorose. Non vogliamo certo procurare ulteriori problemi a chi già ne ha, e li ha per quella fedeltà alla Verità che è un prezioso dono per tutti, da custodire con intelligenza e gratitudine.

A tutti grazie per l’attenzione e grazie per la generosità fin qui dimostrata.

Share →

16 Responses to L’aiuto ai preti perseguitati e la necessità della discrezione – di Paolo Deotto

  1. Raffaele ha detto:

    Giusto.

  2. Senior 58 ha detto:

    Io penso che si potrebbe almeno comunicare quante sono al momento le persone assistite (sono un donatore).

    • San Martino San Pio ha detto:

      Gentile amico,
      al momento le persone assistite sono due.

      Un cordiale saluto

      Paolo Deotto – presidente della Società di San Martino di Tours e di San Pio da Pietrelcina

  3. IL CAMERATA ha detto:

    Caro Direttore ci sono delle voci molto preoccupanti che dicono che i vertici del Vaticano starebbero preparando addirittura una riforma della liturgia alterando la Santa Messa e modificando la Consacrazione per venire incontro ai protestanti. Se ciò accadesse sarebbe una cosa gravissima che imprimerebbe una svolta nell’eresia portata avanti da Bergoglio e potrebbe causare anche uno scisma. Anche le profezie dicono che quando Gesù Cristo verrà estromesso dal posto d’onore che Gli compete allora inizieranno i castighi.

    • Tonietta ha detto:

      Caro Camerata, questa notizia l’ho letta anch’io e anzi si diceva pure che esiste già una commissione per preparare la riforma liturgica al fine di poter celebrare (non so che cosa) insieme ai luterani.
      Ho letto anche commenti di alcuni sacerdoti che già dichiarano di non volersi mai piegare a questa eventualità in quanto la Messa non esisterebbe più.

    • Xavier Pinyol ha detto:

      Caro Camarata,
      come lei sabe: el nostro onore se chiama fedeltà.
      Gli italiani sono molto simpatici tambiè en este entusiasmo religioso!

  4. Cornali Luigi ha detto:

    Possibile che anche tra noi serpeggino parole d’ordine mondane come “trasparenza”? Qui ci vuole finezza, discrezione e fiducia se vogliamo aiutare persone in difficoltà come questi sacerdoti sperando che non abbiano altri problemi.
    Luigi Cornali

  5. Giuseppe Di Gennaro ha detto:

    Grazie a chi si sta da dando da fare per fare in modo che i pochi sacerdoti cattolici possano continuare a esserlo al servizio delle nostre anime. Non vorrei che gli anonimi che chiedono trasparenza fossero dei provocatori o magari anche degli invidiosi. Gentaglia che non manca anche fra chi dice di essere dalla nostra parte. Prudenza, prudenza, prudenza.
    Giuseppe Di Gennaro

  6. Cristiano doc ha detto:

    @Camerata
    Il 27 gennaio nella cattedrale di Monreale
    Si son fatte le prove…

  7. Annalisa B. ha detto:

    Il riserbo mi sembra molto giusto e corretto, se non altro per ragioni di opportunità, per evitare ulteriori persecuzioni e magari sospensioni “a divinis”, oltre che per il dovuto rispetto della dignità dei sacerdoti ai quali va l’aiuto. Comprendo però anche la fatica di alcuni a fidarsi incondizionatamente anche di chi (come Riscossa Cristiana) lo merita, dal momento che viviamo immersi in un mare di menzogne molte delle quali difficilissime da riconoscere come tali. Certo che se si arriva alle estreme conseguenze dell’eresia già in atto, alterando sostanzialmente la liturgia avremo bisogno di chi ci indichi a quali sacerdoti potersi rivolgere per continuare ad assistere ad una valida celebrazione del Santo Sacrificio. Colgo l’occasione per rinnovare la mia incondizionata stima al direttore Deotto e ai suoi collaboratori.

  8. Gianna ha detto:

    Sono d’accordo con l’associazione che sta facendo questo lavoro meritorio e, a quanto so, unico. Bisogna tenere il profilo più basso possibile e avere prudenza. Ce ne fossero tante altre di iniziative come questa…
    Gianna Padovani – Torino

  9. Rossella ha detto:

    Non mi trovo d’accordo. Mi pare anzi doveroso sapere con esattezza dove vanno i nostri soldi, tenuto anche conto che in un periodo difficile si dona anche con sacrificio.
    Si chiede fiducia alla cieca…Magari sarebbe bello anche darla fiducia…
    Certo, non spiattellare nomi e cognomi a chiunque chieda, quello no. Ma magari trovare un referente di vostra fiducia, uno per regione, a cui i donatori potessero fare riferimento. Potrebbero, chissà…, anche nascere gruppetti fisici di amici per stare concretamente vicini a questi sacerdoti.

  10. Lucio ha detto:

    Una domanda al Direttore: perché non aprite anche un Conto corrente postale?
    Io personalmente ho dei problemi per altre forme di versamento.

  11. D.A. ha detto:

    Condivido in toto il giudizio di Cornali Luigi. La Società SanMartinoSanPio ha parlato con saggezza, fin dall’inizio. E’ d’obbligo dar fiducia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili

L’aiuto ai preti perseguitati e la necessità della discrezione – di Paolo Deotto