di Emanuele Ricucci

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Eccovi la comunicazione veloce di una scoperta incredibile

Bonino, Tabacci e Venere.

È amore improvviso tra la leader radicale e il cattolico progressista. Una storia strappalacrime, che assume, però, più i contorni di una pecionata francamente evitabile. Un’incredibile storia d’amore, Via col senno.

Una pecionata solidale, anche se, a giudicare dalla crociata civile che toglie il sonno agli italiani, e li fa riscoprire tutti rivoluzionari, quella sui sacchetti biodegradabili per intenderci, un pochino ce la meritiamo.

Bonino abbraccia Tabacci e succede la magia. Una di quelle antiche. Dal gusto vintage, che ti ricorda che di biodegradabile, in Italia, in realtà non ci sono i sacchetti a 0,01 centesimo al pezzo, ma gli italiani, che si sciolgono nella propria natura. Doppio, triplogiochista, svergognata, immatura, sempre in vendita, che sia un 8 settembre, un vitalizio, o una poltroncella in una delle legislature (future) più incasinate della storia, che rischierà di nascere morente. L’importante è farcela, l’importante è esserci.

Ma non tutti i mali vengono per nuocere, in quanto da questo Tabaccificio, in cui qualcuno ha fumato, sì, decisamente, e possiamo facilmente immaginare chi abbia portato il fumo, nasce qualcosa. Oltre ad una nuova coalizione politica (l’una salva l’altra; poiché, come è ben noto, Tabacci e il suo movimento, vanno in soccorso della Bonino e della sua +Europa, che non aveva i presupposti necessarie per arrivare a candidatura, scongiurandole il rischio di non poter presentare la lista alle prossime elezioni. Per approfondire per bene), ecco una figura mitologica mai avvistata prima. L’unione satirica tra Tabacci, cattolico progressista (leggasi anche fariseo cacciato dal Tempio da Gesù), ed Emma Bonino, non esattamente allineata fervidamente ai crismi del Vangelo, e un po’ troppo vicina alla pratica dell’aborto, insomma due mondi distanti anni luce che neanche il Nazareno poteva concepire (non il Signore, il patto…), fa nascere una nuova figura mitologica, metà umana, metà poltrona: l’accattocomunista.

Una liaison irrinunciabile: Bonacci, che ricorda un po’ il Bombacci fascio-comunista del Duce, ma con molto meno stile.

Evolve, quindi, il cattocomunista, nascente dalla Sacra immagine del sinistrato moderno che si fonde con quella del cattolico moderno, tutto progressismo e migranti; in cui Gesù ha, guardacaso, sempre una guancia sola, quella che volge alla tolleranza, all’accoglienza, al superamento di ogni istinto di conservazione, e dell’origine stessa del Credo e della Fede.

Un cattocomunista innovativo, d’acchito, forse d’accatto. Che piglia quello che serve, sempre in nome di altissimi valori civili.

Ora manca solo il battesimo, laico e sacro, dell’accattocomunista. Laico, con l’ingresso tra le fila del Parlamento, e sacro, con il benestare di Papa Francesco, uno che di progressismo se ne intende. Bonino, Tabacci, Bergoglio. Quel nuovo che avanza. Che avanza così tanto, che rischia di andare a male.

Ci serviva. Oh, sì. Serviva assistere ad un altro incredibile scempio figlio della peggior superficialità politica. Tanto, dimostrare un pizzico di dignità agli italiani, ormai, non interessa più a nessuno. Meglio aprirsi, in fretta, a qualche inciucio, che fra due mesi si vota. Meglio seguire la strada dei Santi laici che ora, guarda caso, si sono chiamati fuori: San Verdini e Sant’Alfano, per citarne solo un paio.

Quel sottile filo dell’inutilità che riporta alla mente quella sera a Piazza pulita, su La7. Nel 2017. Con il Paese in ginocchio, si parla ancora di svastiche, celtiche, tatuaggi, leggi razziali. Di fascismo. E tutto ciò che non è sinistra fa storcere il naso. Si parla della gara tra chi è più fascista tra Casa Pound e Forza Nuova. E poi, ad un tratto, Formigli, il conduttore, apre l’angolo “bufale” (tutto vero): si sfata il mito che durante il fascismo, i treni partivano in orario. Che il fascismo non istituì un certo regime pensionistico e che il Diario di Anna Frank non fu scritto con una penna biro.
Un pastone acchiappone, assurdo, adolescenziale, non costruttivo, stereotipato; un immaturo attacco elettorale per nutrire le masse, andando a pescare la feccia del peggior nostalgismo, senza un minimo accenno di dibattito intellettuale.

Ecco, il mood pare quello. Un po’ casuale, un po’ ideologico, un po’ paraculo.

Della nascita di questo team politico, immaginiamo quanto sia felici i giovani italiani, poi. Quelli di cui sette su dieci non andranno alle urne (La Stampa, ragionando su più dati statistici). Ah, che goduria. Una festa, quella della politica italiana, in cui i nostri ragazzi non sono mai invitati. Senza esempi tangibili, senza riferimenti costruttivi, che possano stimolare il corpo (sociale) morto dall’apatia, dal nichilismo, dall’esterofilia. Non è (sempre) tutta colpa loro.

E chissà quanto si farà intrigante questo Tabaccificio, per i milioni di italiani a rischio povertà, per le partite Iva che un figlio se lo possono solo sognare. E quanta garanzia darà ai disoccupati, alla rivalutazione dell’italianità, della cultura di questo Paese.

C’è chi si caverebbe un occhio per non far candidare Casa Pound, nonostante abbia tutte le carte giuridico/istituzionali per farlo, – al di là di ogni eventuale risultato -, che si ingoierebbe una bottiglia di olio di palma per sciogliere quel movimento, nonostante abbia tutte le carte giuridico/istituzionali per farlo; ma se ti mancano le firme, perché il tuo movimento non desta interesse, come nel caso di +Europa di Emma Bonino, non c’è problema di rappresentanza: ti salva Tabacci.

E sono baci e abbracci. Sempre in democrazia, s’intende…

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fonte: Il Giornale

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9 Responses to L’amore tra Bonino e Tabacci fa nascere una nuova figura mitologica: l’accattocomunista – di Emanuele Ricucci

  1. roberto ha detto:

    Quanti catto ci sono:Cattocomunista,catto fascista,cattonazista,cattoabortista,cattogender,cattoradicale,cattodivorzista ecc. Cattolico vero è uno solo:segue il vangelo,la verità,il vescovo , l’unità della chiesa e la dottrina bimillenaria della santa Chiesa.Molti di questi catto sono fuori della comunità cristiana.L’uomo è libero ma se aderisce a certe ideologie non può partecipare all’Eucarestia.

    • Acchiappaladri ha detto:

      @roberto
      I tempi correnti complicano il già difficile compito di percorrere la Via (stretta) della vita da cattolico: infatti oggi in molte diocesi non è detto che seguire sempre il proprio vescovo significhi agire rettamente secondo il Depositum Fidei della Chiesa di N.S.G.C.

  2. giorgio rapanelli ha detto:

    Due destinati all’inferno

  3. francesca ha detto:

    Elezioni. Maschere e farse. Altro giro, altra corsa. In un torbido orizzonte è servito il nuovo gioco al ribasso. Cosa resta della dichiarata appartenenza al Cattolicesimo? Quali saranno – se mai ci saranno – le “comuni” battaglie? Non basta il progresso a legittimare un diritto capovolto, non è ammissibile l’arbitrio di chi – dall’interno – offenda la Chiesa dichiarandosi libero di “non credere al Credo”, e di proclamarlo nel corso della stessa Liturgia Eucaristica. Urbi et Orbi. O forse ai soli orbi (di Spirito).

  4. antonio corso ha detto:

    possibile che nessuno nei vari giornaloni scriva che la bonino, oltre a essere responsabile di aborti ed eutanasie, ha anche sostenuto guerre colonialiste in Iraq, Afghanistan, Siria, Ukraina, Yemen, Niger, etc. che hanno fatto centinaia di migliaia di morti ed e’ favorevole alla politica di Israele di privare un intero popolo (i Palestinesi) delle liberta’ fondamentali.

    • Stefano Mulliri ha detto:

      Ma dico vogliamo scherzare, guardi che “quelli”, sono nostri fratelli maggiori, lei è passibile di antisemitismo e di shoà.

  5. Werner ha detto:

    Gli esponenti della DC sono sempre stati “cattolici progressisti”, non a caso negli oltre 50 anni di governi dello scudocrociato nella prima repubblica è stata l’anti-cultura di sinistra ad imporsi nella società italiana, cosa che oggi possiamo vedere benissimo con i nostri occhi.

  6. antonio corso ha detto:

    rispondo al sig. Mulliri. Ci sono anche ebrei – come Noam Chomsky – che criticano la condotta inaccettabile di Israele nei confronti dei Palestinesi. Per quanto concerne la definizione da parte di Giovanni Paolo II di ‘fratelli maggiori’, essa potrebbe avere due livelli di lettura: uno superficiale, positivo, accolto come tale da tutti i gazzettieri; un secondo, ‘nascosto’, molto meno positivo, compreso solo dai conoscitori della Bibbia: i fratelli maggiori di solito nei sacri testi sono visti in una luce negativa, da Caino a Esau’, che fu privato della primogenitura a favore di chi venne dopo.

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