.

15 febbraio 2017

.

QUAL E’ LA NATURA DELL’ACCORDO?

= = = = = = = = =     

di Fabio Trevisan

.

“Gli accordi possono essere abbastanza rischiosi, a meno che non si tratti di un accordo con la verità”

.

Se Padre Brown ha costituito la figura di riferimento sacerdotale con l’unità delle virtù dell’umiltà e dell’intelligenza, insospettabili a prima vista e quindi nascoste dalla talare del pretino cattolico (sappiamo che Chesterton si ispirò all’incontro che ebbe con Padre John O’ Connor, di origini irlandesi), l’investigatore Mr. Pond è stato colui che ha incarnato il culto del paradosso, inteso come ricerca originale della verità. Entrambi, Padre Brown e Mr. Pond, corrispondevano nell’immaginazione chestertoniana alla faticosa e umana avventura di persone che cercavano di scoprire il reale significato della vita, il valore delle parole contro le apparenze e volgarità mondane: “Il paradosso è stato difeso in base all’argomento secondo il quale molte false opinioni alla moda continuano a reggersi in piedi perché non hanno teste sulle quali appoggiarsi”. La sana e cristiana provocazione del paradosso assumeva quindi un rilievo indispensabile, in quanto induceva a scoprire e difendere l’ortodossia, la verità del dogma, il reciproco sostegno di fede e ragione.

I paradossi di Mr. Pond appartenevano evidentemente ad un genere diverso rispetto a quelli della sua epoca, scettici e irrisori, come ad esempio si potevano rinvenire in George Bernard Shaw: “La Giusta Regola è che non esiste una Giusta Regola” o in Oscar Wilde: “Posso resistere a tutto, tranne che alla tentazione”. Mr. Pond quindi veniva presentato con il tono pacato, il carattere tranquillo, in cui il paradosso affiorava ancor più nettamente e in modo contrastante: “La peculiarità della sua conversazione stava nel fatto che, nel pieno fluire di un discorso perfettamente sensato, affioravano, improvvise, due o tre parole che apparivano del tutto incongrue. Era come se, in un grammofono, qualcosa di colpo si inceppasse”. L’amore per la verità tutta intera aveva fatto approdare il grande scrittore londinese in seno alla Chiesa Cattolica Romana, che lo accolse ufficialmente nel 1922. Chesterton usava quindi il “grimaldello” del paradosso per provocare una ragione sonnolenta, per colpire le insipide abitudini borghesi e mondane, per sottolineare una falsa apparenza che celava una povertà essenziale: “Molti si lamentano della nostra epoca dinamica e tumultuosa: in realtà questo apparente dinamismo nasconde un’essenziale lentezza o incapacità di pensare”.

Chi amava la verità, secondo Chesterton, non poteva tralasciare la natura sostanziale degli accordi. Quando i medici si trovavano d’accordo, quando i teologi concordavano, a quale verità aderivano? Mr. Pond, in forza di questa chiara e semplice domanda, era riuscito a risolvere il mistero di un omicidio in apparenza indecifrabile. Com’era possibile che quando due medici si trovavano d’accordo finivano con l’ammazzarsi? Entrambi, ci illustrava Mr. Pond, pensavano di fare il bene, servire una giusta causa, eppure concludevano con l’accopparsi. Quello che accade ai nostri giorni, fuori e dentro la Chiesa, è qualcosa di drammaticamente molto simile, proprio perché alla ricerca della verità oggettiva si antepone l’uso della forza e del potere soggettivo. Chi non serve la Verità serve l’utilità, il calcolo, l’interesse meschino. Quando si separa la dottrina dalla prassi pastorale, quando la Chiesa da Madre e Maestra si fa maldestramente compagna di viaggio dell’errore e del peccato non c’è possibilità di salvezza. Si finisce con l’ammazzarsi, come quei due poveri medici descritti con dovizia di particolari da Mr. Pond. C’è da chiedersi ora, nella nostra triste attualità, come si è potuto arrivare a questa situazione, premessa omicida di un possibile accordo senza verità.

Ancora una volta, a distanza di un secolo,  il grande saggista di Beaconsfield è illuminante e ce lo mostra in un fitto dialogo rivelatore tra i due medici, anticipatore dell’omicidio perpetrato: “Dopotutto non disponiamo di un test per accertare cosa sia giusto e cosa sia sbagliato”. “I Dieci Comandamenti non sono un buon test?”. Se i Dieci Comandamenti non possono più essere oggettivamente base, fondamenta dell’accordo, ogni possibile alleanza diventa ambigua e fragile. Ciò che accadde quindi ai due medici menzionati da Mr. Pond, potrebbe accadere oggi anche a chiunque altro venisse a patti con l’errore o la menzogna: “Raramente siamo indotti a domandarci quali siano i punti sui quali si sono accordati. Gli accordi possono essere abbastanza rischiosi, a meno a che non si tratti di un accordo con la verità”.

Preoccupiamoci di chiederci su quali punti i medici si erano accordati e quali sono possibili ai giorni nostri.

Share →

One Response to L’angolo di Gilbert K. Chesterton – Grandezza e attualità di uno scrittore cattolico – rubrica quindicinale di Fabio Trevisan

  1. Tonietta ha detto:

    È proprio questa la domanda che bisognerebbe porsi, anzi, che dovrebbero porsi gli stessi pastori constatando l’affievolirsi della fede, le chiese sempre più vuote, la trasgressione dei comandamenti fatta a cuor leggero: “Come si è potuto arrivare a questa situazione?”
    “La gente ormai è fatta così. Che gli vai a dire?” Mi ha risposto un certo prete quando ho provato a dirgli che bisognerebbe mettere dei punti fermi. Hanno sostituito purtroppo l’ammonimento con l’accompagnamento ed è qui il grosso errore che porta alla rovina. Il peccato non si accompagna, si combatte. Gli istituti religiosi più rigidi e più spiritualmente severi sono quelli che registrano più vocazioni perché chi vuole avvicinarsi quanto più possibile a Dio non ama le mezze misure o morbidi accomodamenti, ama la dottrina nella sua integrità, con tutte le rinunce e le difficoltà che comporta, con quella porta stretta che è tanto impegnativo attraversare; ma è proprio questo che esalta e fa respirare brezze deliziose.
    Eppure il Vescovo di Roma si dice preoccupato dei luoghi dove fioriscono tante vocazioni, (colpa dei fondatori, quasi assoggettassero gli ingenui, pare di capire). È il rovesciamento di ogni ragionevole prospettiva, così come gli apparenti accordi fra Chiesa Cattolica e luterani senza la minima ricerca della verità, anzi, con l’intenzionale mistificazione e stravolgimento della Verità.
    Che La Madonna ci aiuti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili

L’angolo di Gilbert K. Chesterton – Grandezza e attualità di uno scrittore cattolico – rubrica quindicinale di Fabio Trevisan