Durante il convegno, tenutosi nei giorni 29/30 novembre 2018 presso la Pontificia Università Gregoriana, promosso dal cardinale Gianfranco Ravasi, sul tema “Dio non abita più qui?”, è stato discusso il problema di tante chiese che, per essere prive del clero officiante, sono del tutto vuote. La soluzione, a sentire il parere del Papa Francesco I, sarebbe semplice e immediata, quella, cioè, di venderle così che, con il ricavato, si possa venire incontro ai poveri. Non è nostra intenzione soffermarci su tale ‘trovata, che tanto somiglia – absit injuria verbis! – al parere che Giuda fornì quando Maria di Betania versò sul capo di Gesù una fiala di prezioso olio profumato di vero nardo (Gv. 12, 5), cosa che a lui parve uno spreco considerando esser meglio averlo venduto e, con il cui ricavato, provvedere ai poveri. 

  Ciò che a noi preme commentare è quella raccomandazione – scrivono gli estensori del documento finale – per la quale ci si augura che le chiese, una volta vendute, non “diventino luoghi sordidi”. Dal che si evince che il rischio che ciò avvenga sia tutto nel futuro. Ipocrisìa e mala fede estrema! La sordizia, di cui si paventa, è sempre stata un pericolo per la Chiesa, ma col CV2, le sono state aperte le porte sicché, dal 1963 a oggi, è tutto un susseguirsi di scarichi di liquame – dogmatico, morale, liturgico, pastorale – che scorre nelle chiese e nelle coscienze dei fedeli. 

Il fumo di Satana, così come denunciato da Paolo VI, non è entrato, dall’esterno, per le fessure del Tempio, ma ne è uscito dall’interno, alimentato da un focherello di allora e che, adesso, divampa come rogo. Con i documenti conciliari – Lumen Gentium, Nostra Aetate, Dignitatis Humanae, Gaudium et Spes etc… – la nuova Gerarchìa, plasmata dalla Massonerìa (Mino Pecorelli: O. P. Lista dei presunti massoni, sett. 1978), ha ritenuto di doversi ‘aprire’ al mondo, accettarne le sfide, e ivi andando in ‘libera uscita’ non più per evangelizzare, battezzare e per guadagnare anime al Signore ché, stando alla nuova pastorale bergogliana, “il proselitismo è una sciocchezza”, ma per “camminare”, per accompagnarsi” per “acquisire discernimento”, niente unità nella Verità, ma solo “condivisione” nella prospettiva del “dialogo ecumenico”.

E con questo spirito la furia del riformismo ha travolto e stravolto istituzioni secolari che, fino al 1963, ressero e difesero la Chiesa, la fede e la dottrina dagli assalti del mondo. Una delle più devastanti è da considerare quella dei Seminarî i cui piani di studio, fondati sulla Tradizione, la Patristica e la Scolastica tomista, sono stati accantonati a pro’ di una neoteologìa di marca umanistica e luterana; i cui regolamenti interni, legati al distacco dal mondo, al silenzio, alla talare e alla preghiera, sono stati candeggiati a pro’ di un’esperienza da spartire con l’esterno tale che, oggi, i Seminarî, vengono considerati e presi a un dipresso come ostelli dove si entra il lunedì e si esce, in abiti rigorosamente laici, il sabato; dove al Direttore spirituale è subentrato lo psicanalista freud/junghiano, portatore di una falsa e corrotta scienza con cui la mente del futuro sacerdote è modellata secondo gli schemi di questa. La pedofilìa, la sodomia e l’omosessualità clericale – la male piante di questa contemporanea Cattolicità – nascono da un vivaio – il Seminario – in cui il seme cade su un terreno avvelenato. E non ci meravigli se, poi, assistiamo all’inarrestabile fenomeno dell’abbandono vocazionale per cause connesse alla sessualità.                                                           

   Ora, una chiesa diventa luogo sordido perché vi si è commesso un sacrilegio e, pertanto, viene dissacrata. Ora il sacrilegio può configurarsi sia come visibile atto osceno, empio, sia come inquinamento dottrinario che, stando alla storia, costituisce l’origine di qualsiasi abominio. Col CV2 si è dissacrata, smembrata e lordata, la Chiesa di Cristo – Santa, Cattolica, Apostolica, Romana – avendone cancellata la configurazione trascendente e verticale e collocatala in posizione immanente e orizzontale, paritetica alle altre false religioni riconosciute, quest’ultime, depositarie della presenza dello Spirito Santo e del potere salvifico. E così, dal 1963, la melma del relativismo ha invaso ogni ambito della vita cristiana. Una testimonianza, che assevera questa nostra osservazione, ci vien offerta da una santa del nostro tempo, Madre Teresa di Calcutta, la quale, in accordo alla nuova teologìa conciliare, si esprime così “Tutto è Dio: buddisti, induisti, cristiani. . . tutti abbiamo lo stesso Dio” (Radio Spada, 1 sett. 2016), “Cerchiamo di dare ai morenti quello che desiderano, secondo quanto dettano le loro leggi, che sìano induiste, musulmane, buddiste cattoliche, protestanti o qualsiasi altra cosa” (La gioia di amare,17 Novembre – Ed. Mondadori, 1997), “Spero di riuscire a convertire la gente. E con ciò non intendo dire quello che pensate… Diventiamo indù migliori, musulmani migliori, cattolici migliori o qualunque cosa siamo, e dunque, essendo migliori, ci avviciniamo a Dio” (op. cit. 8 dicembre).   E allora tutto diventa improvvisazione, sperimentazione, innovazione, religione fai-da-te, sincretismo, stravolgimento dogmatico, morale, liturgico così che dall’inquinamento dottrinario scaturiscono azioni, iniziative, gesti, parole, riti di marca mondana e, perciò, sordida e blasfema.

  Ed ecco, infatti, sul palcoscenico del mondo, il primo festival multireligioso di Assisi (ottobre 1986), ideato, programmato e condotto da Giovanni Paolo II, l’accozzaglia di fedi e confessioni che entrano nella città del Poverello dove si consuma il sacrilegio primo: l’intronizzazione del Buddha, posto sul tabernacolo della chiesa di San Pietro, concessa ai pagani ‘arancioni’ mentre, da un’altra parte della città, viene impedito l’ingresso della statua della Vergine di Fatima per deferenza e rispetto – si dice – delle fedi altre. 

  Il cardinale J. Ratzinger, prefetto allora della C.D.S F. (ex S. Uffizio) che non vi aveva partecipato per palese dissenso, col nome di Benedetto XVI replicherà, poi, sempre ad Assisi – ottobre 2011 – la stessa adunata. È il Papa dell’ossimoro “Unità nella diversità”, acrobatico e furbastro tentativo di coniugare diavolo e acqua santa. Ed ecco i Pontefici postconciliari entrare e uscire in/da sinagoghe, moschee, chiese protestanti, pagode, boschi sacri africani, col séguito di proclami inneggianti alla giacobina triade di libertà, eguaglianza, fraternità. 

  Resa, quindi, la Religione Rivelata e la Chiesa di Cristo, di pari “indegnità” con le confessioni false e bugiarde, prende il via l’invasione delle orde nemiche, come predetto dal salmista: “Deus, venerunt gentes in hereditatem tuam, polluerunt templum sanctum tuum” (Ps. 78, 1) e, a seguire, la profanazione del biblico “locus terribilis” (Gen. 28, 17) dove si produrranno i più aberranti, abominevoli e sordidi riti. 

    Con la riforma dell’architettura sacra, viene abbandonata la gloriosa pianta a croce – latina o greca – e assunta quella dell’hangar/capannone che tanto si addice alla nuova concezione paolosesta della Messa, non più rinnovazione del sacrificio di Gesù, ma quale “cena” del popolo di chiaro significato protestante. A ciò si aggiunge il servizio illustrativo di un’arte sacra degenerata e immersa nell’informale sì che tutto è straniato nello sgorbio, nel brutto, nel vilipendio del volto di Colui che è “il più bello tra i figli degli uomini” (Ps. 44, 3). 

   La chiesa – casa di preghiera (Is. 56, 7 – Ger. 7, 11 – Mt. 21, 13) – si trasforma in sala polifunzionale dove si avvicendano: giochi “dei pacchi” (Nettuno, chiesa dell’Annunziata); festival delle barzellette (Verona); ingresso della statua di… Minerva nel santuario mariano di Aparecida (Brasile, ottobre 2013); matrimonio di rito anglicano (Santa Marinella, maggio 2013); intronizzazione della statua di Martin Lutero in Vaticano (ottobre 2017); Messa per i Massoni (Belo Jardin, Brasile, 20 agosto 2012). Per non parlare del feticismo: Messa funebre per una defunta attrice, con sull’altare un pupazzo di peluscia, simbolo di un suo personaggio (Milano 2, 23 settembre 2010); Messa funebre per uno sportivo con, davanti all’altare, due motociclette messe in moto per una “ultima sgasata” (Coriano, ott. 2011); Halloween satanico nella chiesa napoletana di San Gennaro all’Olmo, con donne nude e scene di impiccagioni sull’altare (31 ottobre 2018); banchetti natalizî in varie chiese e basiliche (Santa Maria in Trastevere a Roma, San Petronio a Bologna, San Francesco di Paola a Civitavecchia); dormitorio per clandestini (Chiesa San Luigi Gonzaga a Palermo, giugno 2014) con biancherìa sciorinata sulle acquasantiere – conferenze, dibattiti, proiezioni filmiche, fanfare – applausi nei riti funebri, fischi e palloncini nei battesimi e matrimonî; amministrazione dell’Eucaristìa a note coppie sodomitiche, divorziati, conviventi, massoni; udienze papali, “in pompa magna”, a esponenti dell’ateismo abortista internazionale definiti “grandi personalità al servizio del bene sociale” (Pannella, Bonino, Scalfari, Marino e altri di simil pelo).

  Pochi, ma significativi, esempi del degrado in cui la Cattolicità sta continuamente scivolando senza che alcuno della Gerarchìa osi intervenire con santo zelo, quello che spinse Gesù a cacciare, a scudisciate, i mercanti dal Tempio. A costoro che, pavidi, se ne stanno rintanati, val bene rammentare le parole del profeta. “Guai a me, perché ho taciuto!” (Is. 6, 5).

 

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36 Responses to Le chiese non vengono profanate quando sono vuote, ma quando sono riempite da fedeli e sacerdoti senza fede – di Luciano Pranzetti

  1. antonio diano ha detto:

    Giusto, Pranzetti. E’ per lo stesso motivo che, in mancanza della possibilità di assistere ad una S. Messa “buona”, è vietatissimo recarsi a pseudo-messe sacrileghe e/o invalide. Molti dicono: “…meglio la messa ‘moderna’ che niente”. Errore capitale, esiziale!!! Significa non aver capito nulla! Assolutamente meglio niente: preghiamo e associamoci in spirito alla celebrazione di una vera S. Messa.

    • emanuel ha detto:

      condivido in pieno.

    • Monica ha detto:

      La Messa celebrata anche secondo il novus ordo é valida. La transustanziazione avviene. Se non posso nel vetus ci vado. In tal caso scelgo chiese dove so che i sacerdoti ed i fedeli sono obbedienti al messale, pur se novus. A Messa si va. Anche i farisei avevano asfissiato il cuore della Legge ma NS ci andava in Sinagoga nonostante gli ipocriti e i maestri dell errore.

      • V.M.A ha detto:

        Parole sante, Monica!

        • antonio diano ha detto:

          Parole insensate, Monica, abbia pazienza! Si va alla Messa vera, non alla sua eretica contraffazione!Il suo ragionamento è un ipse dixit che non ha alcun fondamento nella dottrina cattolica e nella tradizione.

  2. Marco ha detto:

    La cosa che più mi meraviglia è la papolatrìa dominante anche in chi è sempre stato considerato un sincero e vero cattolico. Interi gruppi di preghiera, sacerdoti, catechisti sembrano innamorati di Bergoglio. Mi sono chiesto tantissime volte : come mai ? Possibile che non si accorgano della deriva che sembra aver preso la chiesa ? Sembrano inebetiti .Oppure è Satana che vuole mettere zizzania e questo vescovo di roma è un giusto ? Che confusione .

  3. emanuel tribbia ha detto:

    se non altro, con questi articoli, non ci si sente poi così soli a lottare contro tutto e tutti. grazie.

  4. bbruno ha detto:

    verissimo, Professore, molto meglio vuote, che piene di gozzovigliatori, che quei muri debbono sopportare in silenzio ( in attesa che perdano la pazienza e si rovescino addosso ai cialtroni profanatori…

  5. Manola ha detto:

    Assistere alla messa nel nuovo rito non significa obbligatoriamente partecipare a un abominio di quelli sopra descritti ! Se ne ho la possibilità ( la domenica) partecipo alla messa in rito antico . Nei giorni feriali, celebrata dallo stesso sacerdote(cosa che succede ovunque si celebri in rito antico), alla messa nel nuovo rito! Non mi sento assolutamente in difetto, la messa è valida e celebrata da un bravo e devoto sacerdote che se vuole continuare il suo lavoro non può fare diversamente!

    • antonio diano ha detto:

      Manola, la prego di riflettere. Che tutti i sacerdoti che celebrano nell’antico rito celebrino anche con il “nuovo” lo dice lei!! E’ vero purtroppo nel caso dei motupropristi, di cui lei evidentemente fa parte. I sacerdoti cattolici celebrano solo la vera Messa. Una cerimonia eretica o almeno favens haeresim, valida o non valida, non piace a Dio!! Inoltre, chi le ha detto che la nuova pseudo-messa è valida? Studi e vedrà che non è affatto così. Innanzitutto il sacerdote potrebbe essere stato ordinato con il nuovo “rito”, che come ormai tutti sanno è invalido quindi le messe che celebra non sono Messe, neanche se sono ritualmente “buone”. Poi c’è il fatto mostruoso che Ratzinger con il m.p. ha stabilito che il rito che lui in modo oggettivamente blasfemo considera “straordinario” non può essere concesso se non accettando preliminarmente il Vat II e tutte le eresie annesse e connesse, dalla libertà religiosa all’equiparazione di giudaismo e islamismo all’unica vera religione, alla collegialità etc. etc. Aderire a tali condizioni significa volere il latinetto ma rinunciare…

      • Manola ha detto:

        Don Curzio Nitoglia ha detto che la messa è valida, non è mia opinione. Ho detto che i sacerdoti ( due conosciuti finora da me) , che celebrano la messa in rito antico alla domenica , sono gli stessi che celebrano in novus ordo. Che tutte le messe celebrate al mondo siano invalide (tutte quelle in NO)è per me assurdo. Io mi documento, ho cercato di leggere e di capire . Oltre questo , semplicemente, non riesco a fare. Al momento la sola messa domenicale per me è insufficiente . Continuerò a documentarmi e penso anche che non interverrò più a diatribe sulla S. Messa, perché sentir dire che è meglio pregare che partecipare a questo beato nuovo rito mi fa stare male ! Continuerò a pregare per Chiesa , e quanti ne fanno parte ,semplicemente ma con occhi e orecchie ben aperti! Buon proseguimento a tutti !

        • antonio diano ha detto:

          Don Curzio sul punto sbaglia. E in ogni caso mettiamola così: perché sarebbe cosa buona – o neutra – partecipare a una celebrazione che fa strage del Sacrificio, perché mai una oggettiva caricatura della Messa dovrebbe costituire un’azione liturgica legittima? Quand’anche fosse valida (e in certi rarissimi casi anche lo è, ma non significa nulla), non per ciò solo dovrebbe piacere a Dio. Le ricordo, e su questo la invito nuovamente e caldamente a riflettere, che se il prete è validamente ordinato anche una messa satanica (quod Deus avertat) è valida. Fa piacere a Dio anche quella, secondo lei? La validità è essenziale per la S. Messa, è logico, ma la sua legittimità, che pure non può prescindere dalla validità, è data dalla fede che esprime. Accettando la “fede” conciliare si è fuori della Chiesa, NON si professa la dottrina cattolica e quindi anche l’ipotetica validità di una Messa NON è sufficiente a renderla gradita a Dio.Validità del rito, anche se essenziale, non significa automaticamente legittimità.Questo è il punto.Illegittimità che OBBLIGA a partecipare a un rito…

    • Paolo ha detto:

      La capisco, ma purtroppo la radice della mala pianta è proprio il Novus Ordo al quale sono andato per 50 anni ed ora, se mi accade di “vederlo”, mi pare davvero un culto protestante e per giunta sciatto. Dio la benedica.

    • Luigi Saruggia ha detto:

      La penso come te. Aggiungo che spesso tra una Messa in N.O. nei giorni feriali e una nei giorni festivi c’è una differenza enorme. Nei giorni feriali il sacerdote fa il suo “dovere” con semplicità e addirittura molte volte con vera devozione. I fedeli presenti (4 gatti di cui tre vecchine) silenziosi e attenti, rendono la liturgia raccolta e devota. Riesci sovente a vedere a fine Messa qualcuno che si ferma ad adorare e ringraziare Gesù Eucaristico . Il “bordello” avviene di solito nelle domeniche: preti che fanno show, fedeli chiassosi e irriverenti, canti al limite del trap. Una fiera insomma.

  6. bbruno ha detto:

    Verissimo, e avessero almeno il pudore di allestire i loro teatrini orgiastici nelle chiese, diciamo così, da loro stessi costruite in conformità alla loro depravazione di fede, quelle ‘chiese’ tipo hangar o capannonni industriali, e fuori da quelle che la vera fede e vera devizione dei veri cristiani hanno erette nei secoli passati. Almeno per non abusare troppo della pazienza di quei sacri muri , che perdendola li costringerebbe a rosvesciarsi addosso alla compagnia bevona, che quei sacri muri hanno scelti a contenitori delle loro oscenità da postribolo.

  7. vittoria ha detto:

    solo un grandissimo GRAZIE al prof. Pranzetti.Condivido tutto.
    vittoria

  8. antonio diano ha detto:

    (segue) …il latinetto ma rinunciano in toto alla Fede cattolica. La S. Messa tradizionale (romana, ambrosiana, greco-cattolica) è – se il sacerdote è validamente ordinato – l’unica vera Messa cattolica gradita a Dio. Con la necessaria, assolutamente necessaria preliminare assunzione della vera Fede. Non dimentichi che S. Pio V con la bolla “Quo primum” dichiarò la Messa romana (e altri riti cattolici venerandi) imprescrittibile. Ora viene un non-papa (non cattolico ergo non papa) a subordinarci la “concessione” (come tale illegale) di un rito canonizzato dal Magistero pontificio nientemeno che alla… negazione della Fede cattolica! Né si dica che in foro interno si rigettano tali condizioni perché sa che non può essere così. La prego, consideri le cose in modo oggettivo alla luce della dottrina della Chiesa e non al lume (troppo incerto, come quello di chiunque in un caso simile) della sua personale valutazione. Non esiste la Chiesa di ieri e la Chiesa di oggi. La Chiesa è sempre quella, la dottrina e i contenuti della Fede non possono cambiare. Quanto le ho detto è (conti

  9. antonio diano ha detto:

    (segue) dottrina, è dottrina della Chiesa senza aggiunte né trouvailles. Dottrina, depositum fidei NON ALTERABILE, cui il cattolico è obbligato ad aderire pena, nei casi più gravi di partecipazione consapevole all’eresia, il non far più parte della Chiesa. la Chiesa è quella di sempre, quella che vediamo insidiata truffaldinamente in Vaticano è la contro.chiesa bergogliana di satana, ed è questa contro-chiesa che ha istituito ereticamente la pseudo-messa (che è eretica e invalida non tanto per l’uso del volgare, ma in quanto il canone espunge l’atto sacrificale) che lei frequenta del tutto illegittimamente, macchiando così anche la frequenza alla S. Messa romana, anche se valida ma alle condizioni che ho ricordato supra: e ciò, consapevole o meno che lei ne sia. La prego, ci pensi.[fine]

  10. angela ha detto:

    Mi consola ma non troppo la signora Manola, io trovo solo gnosi e se appena gratti sotto un apparente residuo di cattolicità trovi nella miglior ipotesi luteri. Chissà se qualche prelato sarà ancora cattolico da fare un bell’anatema congiunto a quello dl patriarcato cattolico bizantino.

  11. Catholicus ha detto:

    Una scomunica comminata a Bergoglio arriva da dove mai ce la saremmo aspettata, cioè dal “Divino Mago Otelma”, di Genova. Nel suo proclama, il “Divino” definisce Bergoglio “Verbo del Maligno, empio, sacrilego ed eretico”. In particolare, la scomunica è frutto, a suo dire, della modifica del Pater Noster che Bergoglio ed i suoi gerarchi hanno avuto l’ardire di attuare. Ecco il link:
    https://m.youtube.com/watch?feature=share&v=GzF2OOW2SyU

  12. Werner ha detto:

    Purtroppo quando ci fu il CVII nessun ecclesiastico tradizionalista pensò a fare una scissione, da quella che ormai è di fatto una Chiesa cattolica contraffatta. I Lefebvriani fecero pura fuffa, visto che si sono limitati semplicemente a fondare una confraternita in polemica con il Concilio modernista ed ecumenico, e non a fondare una nuova Chiesa.

    • Antonio Diano ha detto:

      No, no, sono stati i conciliari ad aver compiuto una scissione, anzi uno scisma, anzi uno scisma capitale. Chi è rimasto fedele continua a far parte dell’unica vera Chiesa cattolica, che è quella fondata da Cristo e che, anche se numericamente in minoranza (né ciò incide minimamente sulla Sua divina costituzione), sussisterà per divina promessa (non praevalebunt) sino alla fine dei tempi, incarnata nella Chiesa miliotante del Corpo Mistico nei molti vescovi e fedeli vere cattolici. NON una Chiesa nuova, Dio ne scampi, che semmai è quella conciliare, ma la persistenza di quella di sempre e la lotta senza quartiere agli impostori.

  13. Catholicus ha detto:

    Agghiacciante ipotesi di una blogger, sempre molto moderata, (ma animata da grande zelo per la Chiesa di Cristo) a proposito delle tendenze omofile di gran parrte del clero, alto e basso :
    22 febbraio 2019 21:59
    “Irina ha detto…
    Nel tempo hanno violentato generazioni di giovani seminaristi, giovani preti; può darsi che molti nel silenzio siano impazziti. Abusi reiterati, forse la vittima è diventata complice del suo carnefice. Può anche darsi che molti dei vescovi, cardinali siano stati prima abusati e poi si siano trasformati in abusanti. Può darsi che questo silenzio sia la tacita ammissione che l’omosessualità, agita fino ad oggi, riguardi tutti loro, per questo tacciono. Forse.Può darsi che le strane dimissioni di J.R. abbiano questo sfondo. Chissà!? Se le cose stanno così e/o quasi così, quali intrecci di violenze fisiche, ricatti reciproci. L’inferno. Basta, non ne posso più”

  14. angela ha detto:

    Werner, questa purtroppo è anche la mia conclusione, Lefebvre infatti si accompagnava a Lienart satanista e firmarono entrambi i documenti. Fece anche parte del gruppo di difesa della tradizione ma non firmò il breve esame critico della no, fece una finta resistenza onde raccogliere in scisma i dissenzienti, levava la voce a Paolo sesto anticristo e lo riconosceva papa: ma il sì e no non li applicava, per lui la stessa persona poteva essere vicario di satana (anticristo) e vicario di Dio (Papa), il compromesso voluto per annientare meglio. Salvo la buona fede di molti fedeli e preti non troppo intelligenti, ma la cosa non ha logica né possibilità di esistere.

  15. Silente ha detto:

    Sì, anch’io quando non posso andare alla vera S. Messa vado, solo per spirito di prudenza, alla “messa” NO, probabilmente valida ma altrettanto probabilmente illecita, brutta, sciatta, orizzontale, desacralizzata, protestantizzante, piena di errori e orrori dottrinali, inzeppata di volute traduzioni erronee ed eretiche, non più Santo Sacrificio ma condominiale assemblea dei fedeli, “mensa” e non Santa Eucarestia. E poi le interminabili prediche, insignificanti, progressiste, immigrazioniste, moderniste, i penosi, senili, banali “canti” che hanno sostituito l’austerità del gregoriano e del polifonico, il cretinismo infantile dell’odioso “scambiatevi il segno della pace”, segno di una chiesa irenista con le transumanze di fedeli dal sorrisino idiota che ti perseguitano ad ogni costo con la tesa, sudaticcia mano, la S. Comunione data obbligatoriamente sulle mani, spesso da donne blasfemamente travestite da chierichetti. Questa, per me, è la “messa” NO. Una sofferenza ma anche un rafforzamento del mio anticonciliatorismo. Quando ci devo andare, la offro come mortificazione…

    • bbruno ha detto:

      “POBABILMENTE valida”,#Silente, una messa alla quale mancano i requisiti per POTERE essere valida? Basterebbe anche uno solo dei connotati che lei qui infila a descrizione di questa messa, per squalificarla senza appello… E se vogliamo limitarci a quelli estetici, come sarebbe possibile un’opera di Dio “brutta e sciatta”? Rassegnamoci, questa messa e questa chiesa, che l’ha creata, sono “una ….pazzesca”, come direbbe Villaggio….. ( la cui definizione, qui applicata , sintetizza magnificamente l’insieme degli attributi da lei usati per questo messa, che lei, bontà sua, riesce ancora ad accettare come valida, seppure col beneficio del dubbio…)

      • antonio diano ha detto:

        Caro Silente, nel suo intervento lei ha ben descritto – sottolineandone l’orrore fenomenico – l’essenza del NO. Le manca la conclusione obbligata, obbligante e obbligatoria. NON si può partecipare ad un simile obbrobrio, che lei stesso ammette e anzi denuncia! Le pare che, vista la sua consapevolezza, Dio – che con il NO viene bestemmiato – sia soddisfatto di quanto lei continua a fare assistendo a pseudo-riti che lei stessa qualifica come osceni? Pensa che a Dio siano consentanei i riti “osceni”? Il discorso non è ovviamente estetizzante, ciò che lo ridurrebbe al mero piano umano, ma di piena sostanza. Ci pensi seriamente, la prego.

    • antonio diano ha detto:

      Angela, ma che c’entra la “nuova Chiesa” desiderata da Werner? Questo inficia del tutto il suo discorso, e lei non può dire che “questa è anche la mia conclusione”. Su Mons. Lefebvre le dò in buona parte ragione (ma lasci stare Liénart che non c’entra), sbagliò certo a considerare legittimo un papa che non lo era e nel contempo invitare a disubbidirgli (se è papa gli si obbedisce, ma se dice e insegna continuativamente eresie significa che non ha l’assistenza dello Spirito Santo dunque NON è papa). E sin qui tutto vero. Ma non si parla di Mons. Lefebvre per attribuirgli anche colpe che non ha, accettando invece altre orribili eresie. Quale “nuova Chiesa”? La Chiesa di sempre (che NON è, questo è certo, la contro-chiesa conciliare) è la Chiesa cattolica. Si calmi e rifletta, per favore.

      • angela ha detto:

        Antonio diano, ha ragione, la mia irruenza non ha precisato le cose. Al tempo del CVII si trattava di distaccarsi da quella che ormai era apostata, non una nuova Chiesa però ma quella di sempre. Ormai al concilio era evidente (Fatima docet, entro il 1960 il segreto sarà chiaro) che costoro erano tutti apostati, era chiaro che Roncalli era un antipapa: in base alla Cum ex apostolatus officio era scomunicato e decaduto, questo si sarebbe dovuto fare pubblicamente, idem per Montini. I cardinali resistenti nella retta via ciò dovevano fare: perché non lo fecero? Erano ricattabili tutti? Apostati tutti non lo erano se il card.Oddi presenziò alla presentazione del libro “nichita roncalli” di Bellegrandi dove si parla di chi erano sia uno che l’altro dei due truffaldini antipapi. Quindi avevano scheletri negli armadi e la paura degli Apostoli di 2000 anni or sono.

      • angela ha detto:

        Non una nuova Chiesa dunque. Quanto a Lefebvre vale lo stesso discorso, ma peggiore ancora, perché non firmò la critica al NO? Perché firmò i documenti del CVII? Perché si accompagnava al satanista Lienart? Uno a sinistra pro progressimo, l’altro pro conservatorismo. Perché fu ordinato prete dal satanista e pure vescovo, e un altro dei coconsacratori era pure stato ordinato da Lienart, mentre l’altro aderì poi al progressismo? Come si può essere in UNIONE con l’anticristo?Troppe incongruenze per poter approvare questa figura ambigua: quali frutti ha portato ? Divisioni su divisioni, Williamson, Floriano, Ricossa, fraternità, Sanborn… non sono buoni frutti.

        • antonio diano ha detto:

          Angela, lei fa di tutte le erbe un fascio: che c’entrano DON DON DON Floriano (un po’ di rispetto per la dignità sacerdotale!), DON Ricossa e gli altri che lei cita? Si tratta di ottimi sacerdoti che non attribuiscono l’autorità a chi ne è totalmente privo. Altrimenti, di grazia, quali sarebbero i BUONI sacerdoti, i buoni frutti? Non ce ne sono? E lei, si ritiene una buona fedele? Io – me lo chiedo – sono un buon cattolico? E di Gesù Cristo si fida, possiamo fidarci secondo lei? Dio ce l’ha promesso, e non possiamo certo dargli del bugiardo: avremo il clero e i sacramenti fino alla fine dei tempi, dovremo sopportarne la diffusione limitata ma in spirito di penitenza. Lo dico io che sono un grande peccatore. Lei frequenta i Sacramenti? La prego, lasci stare Liénart, lasci stare anche Mons. Lefebvre senza il quale – diciamo la verità – la tradizione avrebbe avuto umanamente ben poche chances, senza con questo voler dribblare sui suoi errori. Ma non tutto fu oscuro. Ora pensiamo a santificarci l’anima, pregando. Quanto a Paolo IV concordo, è magistero ed è quindi de fide. In…

          • angela ha detto:

            Io sono peccatrice, e voglio santificarmi, ma questo non mi esime dal cercare la verità. Premetto che lei sarà migliore di me in tutto ma la sua risposta lascia a desiderare perché mischia i Floriano con i Ricossa con i Lefebvre e i Lienart in un’insalata russa, ognuno interpreta la verità a modo suo e si fanno anche le guerre uno con l’altro, come se di verità ce ne fossero diverse, ma di verità ne esiste solo una e a quell’una non fanno un buon servizio. Sono scismatici per loro definizione, dato che accettano un papa che non obbediscono , il che non è cattolico. Se siamo ridotti male è anche grazie a loro, e non sarà per loro che la Chiesa risorgerà.. per loro è solo questione di dilazione. Mi pare che don Floriano che ” è stato” staccato, si sia allontanato sia dai papi materiali che da quelli eretici ma anche lui se vuole un futuro si rivolgerà ai materiali. Non metto in dubbio che siano più seri per ora ma fino a quando non si sa…

          • antonio diano ha detto:

            Angela, ma che dice? Proprio di don Floriano e di don Francesco mi parla? preti veri e santi che non riconoscono certo l’autorità in chi ne è privo? Ma scherza? Se lei andasse a Messa ogni domenica da don Floriano, del quale mi onoro di essere stato stretto collaboratore (e di esserlo ancora), e ascoltasse le sue mirabili omelie, farebbe immediata resipiscenza di fronte alle più aperte e indomabili negazioni di tale autorità. Altro che “ognuno ha la sua posizione”: teologicamente magari è vero (penso alla tesi, cui peraltro io, al pari del mio parroco, non aderisco), ma la sostanza della Fede comune è fuori discussione. Le resta comunque da rispondere al mio quesito: dove sono, QUALI sono i veri preti, che certo Iddio non ci fa mancare dato il non praevalebunt? Attendo la sua risposta, ma la avverto che poi chiuderò questa interlocuzione, raccomandando lei, me e tutti i
            fedeli cattolici alla Misericordia di Dio. Non si usano le debolezze (e neanche le eventuali contraddizioni) puramente umane per gettare zizzania sulla S. Chiesa di Dio. Si combatte la contro-chiesa!

  16. bbruno ha detto:

    e poi, oltre tutte le consiedrazioni ‘ab intus’, se guardiamo la cosa ‘ ab extra’, come possiamo pensare che una chiesa non più cattolica, come questa nata dalla congrega vaticansecondista, possa avere prodotto una messa ancora cattolicamente vera? Come può avere convogliato in essa il cuore del credere cattolico, che ha distrutto, e insieme averla stabilita norma dell’autentico pregare cattolico? Lex orandi lex credendi , viceversa.

  17. antonio diano ha detto:

    [Manola] che obbliga a NON partecipare ad un rito in sé non cattolico.

  18. antonio diano ha detto:

    Ancora per Silente, poi chiudo.
    Lei non “deve” andare ai riti NO, come da chiusa del suo discorso, ma DEVE NON parteciparvi. La mortificazione si fa in mille modi, in primis con la preghiera, con il digiuno etc., secondo la legge di Dio e della [vera] Chiesa, non secondando un’eresia.
    Riporto di seguito le sue, dico le sue parole:
    “…vado […] alla “messa” NO, probabilmente valida [nota mia: e allora? anche se per caso lo fosse, anche la messa satanica è valida] ma altrettanto probabilmente illecita, brutta, sciatta, orizzontale, desacralizzata, protestantizzante, piena di errori e orrori dottrinali, inzeppata di volute traduzioni erronee ed eretiche, non più Santo Sacrificio ma condominiale assemblea dei fedeli, “mensa” e non Santa Eucarestia”.
    Non devo aggiungere altro, ha ben detto lei. Ergo le chiedo: può far piacere a Dio tutto questo? o non crede che piuttosto che Iddio voglia che lei scappi da dove Lo si bestemmia?
    Un saluto in Domino.

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Le chiese non vengono profanate quando sono vuote, ma quando sono riempite da fedeli e sacerdoti senza fede – di Luciano Pranzetti