Eravamo rimasti alle gemelle CRISPR, le prime creature – o almeno le prime di cui si abbia notizia – prodotte in laboratorio applicando la tecnica del taglia e cuci molecolare, per ricombinare il DNA ed eliminare geneticamente in via preventiva determinate patologie. Nel loro caso l’AIDS. Ne avevamo scritto, anche molto in dettaglio, nel nostro pezzo Sotto il segno delle gemelle cinesi.

OLTRE IL VACCINO

Dicevamo, tra le altre cose, che la provetta, di fatto, diventava così una sorta di nuovo vaccino, un vaccino preventivo incorporato nel procedimento di fabbricazione del manufatto umano, di modo che questo possa essere consegnato all’aspirante genitore, tutto compreso e chiavi in mano, insieme al corrispondente certificato di garanzia: modello HIV-free. Uno, domani mattina, potrà ordinarsi il pupo immune al morbillo, alla meningite, al raffreddore, all’emicrania, alla gastroenterite.

Nel frattempo, contro il biofisico autore dell’esperimento, è partita la parata dell’ipocrisia scientifica mondiale. He Jiankui è stato accusato, indagato, licenziato, cacciato, demonizzato. Pare nessuno sapesse nulla di cosa stava covando tra i suoi alambicchi. Eppure lui lo aveva annunciato senza troppi giri di parole in un convegno intitolato – guarda un po’ i casi della vita – Human Genome Editing. Fatto sta che ora vengono a galla altri dettagli dell’operazione e ci mostrano come la frontiera della riprogenetica sia già spostata ben oltre quanto poteva apparire al primo momento.

EFFETTO COLLATERALE: SUPERINTELLIGENZA

Ce lo dice la MIT Technology Review, che ci spiega come, per ottenere il risultato sbandierato ad extra (ovvero la immunità all’AIDS), sia stata scelta la via della eliminazione di un particolare gene, chiamato CCR5. Ma secondo recenti scoperte – ci dice ancora la rivista – il taglio del CCR5 provocherebbe, quali “effetti collaterali”, un incremento delle capacità di recupero del cervello colpito da ictus e, verosimilmente, anche delle potenzialità di successo scolastico.

È in particolare uno studio del neurobiologo californiano Alcino J. Silva – al cui laboratorio si deve la scoperta degli effetti del gene sulla memoria e sulle capacità del cervello di formare nuove connessioni – a rivelare come gli individui naturalmente privi del gene CCR5 si riprendano più rapidamente da insulti cerebrovascolari; inoltre, quelli che difettano di almeno una copia del medesimo gene sembra siano avvantaggiati nell’apprendimento, a giudicare dal grado di istruzione scolastica raggiunto. Il che “suggerisce” una qualche incidenza della presenza/assenza del gene sull’”intelligenza” spicciola del portatore. Tanto che lo stesso professor Silva, interpellato in merito all’esperimento di He Jiankui, conferma come ci si possa ragionevolmente aspettare «che queste mutazioni abbiano un impatto sulle funzioni cognitive delle gemelle».

INGEGNERIA EUGENETICA REALIZZATA: ERANO DESIGNER BABIES

Ovviamente, restano ignote le modalità di manifestazione di questo impatto. Ma intanto – si capisce – alla massa beota è vendibile la prospettiva dello smart baby a scatola chiusa, pronta consegna.

Eppure il fine dichiarato dell’impresa era quello di rendere le bambine resistenti al virus dell’HIV, così da evitare loro, vita natural durante, il gravoso onere del preservativo per esercitare spensieratamente con chiunque in ogni parte del mondo. Scrive il MIT Technology Review:«È però improbabile che He non fosse a conoscenza del collegamento tra CCR5 e capacità cognitive, dimostrato nel 2016 da Zhou e Silva, secondo i cui esperimenti la rimozione del gene nei topi portava ad un incremento delle capacità mnemoniche».

A questo punto, diventa tutto piuttosto chiaro.

ADDIO “PENDIO SCIVOLOSO”

L’AIDS era uno stalking horse, uno specchietto per le allodole. L’obiettivo degli apprendisti stregoni, fin dall’inizio, non era quello di scongiurare una futura malattia, ma quello di selezionare esseri superiori; bambine non solo (relativamente) sane, ma superdotate, iperintelligenti. Lulu e Nana – così si chiamano le gemelle cinesi – sono designer babies, frutto di pura e vera ingegneria eugenetica.

La solita solfa della bioetica. Secondo l’azzeccatissima definizione di Richard Neuhaus, la cosiddetta bioetica non è altro che un “ufficio permessi”: ci vuole solo un po’ di pazienza per espletare le formalità burocratiche del caso, volta per volta, ma alla fine il nulla osta arriva sempre, e sempre con il concorso operoso dei bravi “cattolici” dislocati negli organismi di controllo per corrispondere agli ordini superiori, che sono univoci e perentori. E poi? E poi si imbocca il pendio scivoloso (slippery slope): dall’aborto terapeutico all’aborto a volontà (ultimo record salito agli onori delle cronache, quello della ventisettenne che ha collezionato 17 aborti in sei anni); dalla fivet omologa con il limite di tre embrioni prodotti, alla fivet per tutti e a volontà (e i congelatori straboccano di vite di riserva); da CRISPR terapeutico a CRISPR a volontà, squisitamente eugenetico, cioè: da umanoidi immuni all’AIDS a umanoidi primi della classe. E stavolta non abbiamo nemmeno dovuto aspettare la fase due, nemmeno è stato necessario un secondo alambicco: è bastato un artificio comunicativo per simulare una progressione che non c’è.

EUGENETICA BORGHESE, EUGENETICA MILITARE, AFFARI IN SILICON VALLEY

«La notizia della nascita delle bambine ha riaperto le discussioni su di una possibile corsa tra USA e Cina per la creazione di esseri umani super-intelligenti», scrive sempre il MIT. Ve lo avevamo detto, noi: l’eugenetica militare alla ricerca spasmodica del soldato indistruttibile correrà in parallelo, o forse anche con un po’ di anticipo, sull’eugenetica borghese alla disperata ricerca del figlio perfetto.

Già, perché il traguardo di tutto questo gran daffare, al prudente riparo dai riflettori, è proprio il bambino su misura, il bambino perfetto, il bambino suppellettile per chiunque desideri giocare a fare il genitore sulla pelle degli altri, scegliendo l’articolo da catalogo e ordinandolo – magari – con un servizio – piattaforma modello Amazon. La prova di quanto stiamo qui ipotizzando? Ce la dà proprio il dottor Silva, che ci è arrivato tardi, ma ci è arrivato. Lo scienziato racconta di essere stato contattato a suo tempo, a causa delle ricerche sul gene CCR5, da personaggi della Silicon Valley con un malsano interesse – a suo dire – per i designer babiesdal cervello avanzato. Ecco perché il 25 novembre 2018, quando è stata annunciata pubblicamente la nascita delle gemelle cinesi – egli dichiara alla Technology Review– «improvvisamente mi sono reso conto…oh santo cielo, sono davvero seri!». E conclude: «la mia reazione è stata di repulsione viscerale e tristezza».

CONTO ALLA ROVESCIA PER IL CRISPR “CATTOLICO”

La reazione dell’umanità invece ce l’attendiamo un po’ diversa da quella del dottor Silva: quanto ci vorrà per trovare una Lorenzin che inserisca il CRISPR nei LEA? Quanto ci vorrà perché la Pontificia Accademia per la Vita ritenga il CRISPR una pratica accettabile per la morale ex-cattolica? Quanto ci vorrà perché il Movimento per la Vita si inventi la nuova formuletta di compromesso per gli ebeti che ancora gli vanno dietro (tipo: il CRISPR è lecito per aumentare le prestazioni in matematica, fisica e informatica, non quelle di storia e letteratura)?

Ma soprattutto, ci chiediamo: quanti milioni di embrioni verranno distrutti tra alambicchi, pozioni e frigoriferi per consegnarci in braccio il “figlio” eupensato ed euprodotto per essere un drago a scuola, a calcio, a violino, e anche bello e obbediente? Sennò, perché mai avremo sborsato il nostro denaro? Per comprare merce scadente?

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4 Responses to Le gemelle cinesi sono già supergemelle. E c’è da tremare – di Elisabetta Frezza e Roberto Dal Bosco

  1. Marisa ha detto:

    Nel suo libro “La banalità del male “” -composto a seguito del processo Eichmann al quale aveva partecipato come hiornalista – la filosofa ebrea Hanna Arendt esprime un ragionamento semplice: non si deve mai perdere la capacità di farsi delle domande su ciò che si sta facendo, altrimenti la banalità del male prende il sopravvento e porta a compiere azioni disumane.

  2. Marco Boggia ha detto:

    Non esiste limite al male di cui è capace l’uomo, autoproclamatosi Uomo.

  3. Rolando ha detto:

    Ma dove andremo a finire?

  4. Clara Rossi ha detto:

    Perché un articolo così dobbiamo leggerlo solo qui, su Riscossa Cristiana?
    Ma i cattolici, i pro-vita, i pro-famiglia e compagnia cantante si rendono conto di cosa sta succedendo?

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Le gemelle cinesi sono già supergemelle. E c’è da tremare – di Elisabetta Frezza e Roberto Dal Bosco