https://www.riscossacristiana.it/newwebsite/wp-content/uploads/2018/03/z.cncrt_.jpg

 

“L’altra strada di Antoine”

 

“Son qui che lotto tra il bene e il male e per il filo di quella lana ho perduto la tramontana”

 

Pierre Antoine Muraccioli, in arte Antoine, nato in Madagascar da genitori provenienti dalla Corsica, è stato un cantante reso celebre in Italia da alcune partecipazioni al Festival di Sanremo con brani come: “Pietre” del 1967 e : “La tramontana” del 1971 (dal quale è tratta la frase iniziale in  corsivo). Apparentemente i testi delle sue canzoni potrebbero sembrare un po’ banali: “Tu sei buono e ti tirano le pietre. Sei cattivo e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai e sempre pietre in faccia prenderai”. Nella realtà la “filosofia di vita” di Antoine non è così sempliciotta, tanto che nei primi brani a metà anni ’60 lasciava trasparire  un altro orizzonte più impegnato e rivendicativo, come nel pezzo L’alienazione (nell’originale francese Les elucubrations) del 1966: “Sai cos’è, è il vuoto nei pensieri, le notti bianche, i giorni neri e il vuoto intorno a te. Uno parla e non ascolti, più vivi e non sai perché…Tu mangi, bevi e dormi ma non sai perché lo fai, non ridi più, non piangi più, sei chiuso a chiave ormai”. In questo quadro di frammentazione e precarietà esistenziale, esploso poi nella rivoluzione dei costumi del 1968, Antoine indicava un’altra strada: “Quando la noia ti prenderà, lascia la tua città, saluta tutti, esci di casa e va. La strada è come un libro che leggerai e ad ogni passo che fai, qualcosa imparerai”. Non era soltanto l’inneggiata vita on the road che tanti artisti dell’epoca avevano additato, ma era per Antoine l’avventura che partiva allora con il classico autostop ma che finirà poi nella sua vita per intraprendere la via del mare, degli oceani, facendogli fare il giro del mondo in barca a vela. Le divagazioni estemporanee dell’artista corso, che l’avevano reso famoso con la chitarra a tracolla, i vestiti sgargianti a fiori, i baffetti ed i testi ironici di denuncia, l’avevano paragonato ad un’icona di quei tempi, il cantautore scozzese Donovan. Di quanto possono influenzare il pensiero le canzoni di musica leggera, basti pensare che nell’immaginario collettivo ancor oggi, quando si allude al vaneggiamento di una mente scossa, si dice che ha perduto la tramontana, come cantava  lo stesso Antoine nella canzone omonima: “Da quando il giorno non è più giorno, da quando il sole non è più sole, da quando l’alba si è fatta strana, ho perduto la tramontana. Da quando Eva mangiò la mela, ha combinato dei grossi guai, se lei mangiava una banana non perdeva la tramontana”. In quei testi ironici e di protesta, Antoine indicava un’altra possibile strada, che lui ha personalmente percorso dapprima raggiungendo con il veliero le isole francesi di Saint Pierre et Miquelon, al largo del Canada: “Nessuno ti chiederà dov’è che vai, chi sei o cosa fai…C’è sempre una chitarra e ogni canzone il cuore ti aprirà. Non parlano di sogni ma di realtà e ti fanno capire dove sta la verità. Riprenderai la strada e a tutti griderai tutto quello che sai, anche se la gente non capisce mai”. Certamente Antoine ha provato a tuffarsi nell’avventura della vita senza cercare il consenso degli altri, confidando nella buona volontà e nel coraggio, come alcune parole di sue canzoni: “Sarà così finché vivrai. Al mondo non c’è mai qualcosa che gli va e pietre prenderai senza pietà”.

 

 

 

Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili

MA CHE MUSICA MAESTRO- Antoine – rubrica quindicinale di Fabio Trevisan