Davanti a questo piagnisteo c’è di che rimanere esterrefatti: il Corriere titola a nove colonne «In lacrime per Notre Dame». Certo, come no: la massoneria, pardon, il laicismo, ha cercato la sistematica, fisica distruzione dell’Unica Vera Religione in ogni modo possibile, salvo poi comprendere che la via maestra per l’annientamento del Cattolicesimo era la sua infiltrazione per via di Concili e perversioni varie.

Tutti i massoni del mondo in lacrime per questo palazzetto che vien dritto dritto dal vituperato Medioevo. Del resto la centralità di Notre-Dame nell’immaginario collettivo è stata coltivata molto al di fuori del cattolicesimo. Dal massone Victor Hugosino a Riccardo Cocciante, sulla cattedrale ha fatto un cartone pure la casa di produzione del massone Walt Disney. Non dimentico nemmeno, in tempi recenti, il suicidio dello scrittore di estrema destra Domique Venner, che scelse proprio Notre-Dame per la sua autoimmolazione pagana ed intellettualoide. Tutti vogliono Notre-Dame.

In questi secoli di morbosa attrazione per le cattedrali intitolate a Nostra Signora, ci sarebbe da applaudire l’onestà di Gianroberto Casaleggio, il defunto guru – nonché creatore, padrone in ogni senso possibile – dell’attuale primo partito italiano, il Movimento 5 Stelle. Perché Casaleggio aveva immaginato la disintegrazione della cattedrale Notre-Dame di Reims e non si vergognava a manifestarlo, sia pur cripticamente, nelle sue comunicazioni aziendali.

Qualcuno ricorderà come all’approssimarsi delle elezioni 2013 che segnaron il primo trionfo per i grilloidi, emerse dalla rete un bizzarro video a firma Casaleggio Associati, l’azienda che detiene le redini del mega-partito (altro che Mediaset e Forza Italia!).

Il video si chiamava Gaia il futuro della politica rappresenta, in tutto e per tutto, il Manifesto, visionario e letteralmente apocalittico, del Partito che ha conquistato l’Italia. Chi scrive suonò il campanello d’allarme con il libro Incubo a 5 stelle. Grillo, Casaleggio e la Cultura della Morte, ma il M5S veniva considerato un enorme congelatore di voti da tener buono, un fattore di equilibrio, insomma. Mai pensavano, i partitoni della II Repubblica che poi si allearono nel Nazzareno verdiniano, che il M5S avrebbe raggiunto il potere.

Come per il precedente video Prometeus (quello che iniziava con la frase «L’Uomo è Dio»…), anche Gaia il futuro della politica fu ignorato quasi per cinque lunghi anni prima di stimolare qualche discussione fra i giornaloni, che iniziano ad interessarsene in maniera rarefatta dal 2012; solo dopo le elezioni del 2013 compaiono gli editoriali allarmati di Eugenio Scalfari (il video spaventa pure lui!) e di altri (tra cui il compianto ideologo della Lega Gilberto Oneto).

Diventò allora chiara a tutti la necessità di conoscere le idee di quel partito. Idee che erano in fondo le balle del mainstream progressista (laicità, pseudo-democrazia, ecologismo, riduzione della popolazione terrestre) ma accelerate in modo estremo. Tra di esse, non può mancare l’anticristianismo, che in Casaleggio è autoevidente.

Il video racconta di una ipotetica III guerra mondiale, un evento catastrofico che spazzerà via tutta l’umanità, a parte un miliardo di fortunati. Nel conflitto, ipotizzato nel 2020 si dice, vi sarà la «distruzione dei simboli dell’Occidente: San Pietro, Notre-Dame di Reims, e la Sagrada Familia». Le immagini mostrano i tre luoghi dietro un filtro rosso. Quindi tra i tanti simboli che poteva trovare (magari i soliti dei film catastrofisti: il Big Ben, la Tour Eiffel, la statua della Libertà, il Cremlino) Casaleggio sceglie invece tre cattedrali cattoliche. Proprio così: non solo tre luoghi cattolici, ma tre cattedrali. Una di esse è quella di Reims, chiamata anch’essa Notre-Dame. I livelli simbolici qui si sprecano, come in tutta l’opera scritta di Casaleggio, che nessuno si è preso la briga di leggere. Che i «costruttori di cattedrali» vogliano invece distruggerle?

Più superficialmente, c’è da chiedersi: il guru covava un febbrile, apocalittico desiderio di vendetta nei confronti della Chiesa di Roma? A giudicare da tante altre briciole che Gianroberto ci ha lasciato, sì.

Ne Il grillo canta sempre al tramonto, libretto scritto con il suo megafono umano Beppe Grillo e un Dario Fo di passaggio, Casaleggio sostiene che la rivoluzione francese è fallita per colpa della Chiesa: «Napoleone si è proclamato imperatore, ha fatto andare il papa a benedirlo, più di così?! E si è imparentato con l’imperatore d’Austria, quindi è evidente che non c’era scampo a quel processo di neutralizzazione della Rivoluzione francese, da proletaria è diventata imperialista». Noterete che, come un Mazzini qualsiasi, Casaleggio non riesca a nascondere il suo odio per gli Asburgo, e cioè l’ultima dinastia pienamente cattolica d’Europa.

Nello stesso libro, ecco un’accorata difesa dei Catari i quali «rifiutavano soltanto l’idea che a capo dei cristiani ci fosse un papa», con relativa fantasiosa storia dei milanesi che sarebbero stati nei secoli anti-papisti e difensori della memoria catara.

Potete leggere il libro alle pagine 40 e seguenti per rendervi conto del delirio anticattolico. Insomma, a Gianroberto, che esternava il suo anticattolicesimo diffondendo la visione della distruzione di una cattedrale di Notre Dame, ci sarebbe da stringere la mano.

Bravo, onesto: uno che, sia pure dietro le quinte, teneva la sua posizione, senza dissimularla nell’oceano di lacrime di coccodrillo che leggiamo ora sui giornaloni che per secoli hanno sognato la devastazione delle chiese e della Chiesa, e che oggi si sono un po’ placati perché sanno bene che a farlo è un papa (il «papa secondo il nostro cuore» di cui parlava profeticamente l’inarrivabile cospiratore ottecentesco Nubius) e la sua curia di demòni distruttori della dottrina e dell’Umanità.

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One Response to Notre-Dame e la profezia di Casaleggio – di Roberto Dal Bosco

  1. Tonietta ha detto:

    Profezie di Casaleggio a parte e pessime considerazioni sulla realizzazione del suo pensiero a parte, ci sarebbe da porsi una domanda: la famosa locuzione “segni dei tempi” così tanto in voga dal VII in poi, perché non interpretarla stavolta nel suo senso più idoneo al momento? Brucia Notre Dame il martedì della Settimana Santa e di essa si salvano la Corona di Cristo e le statue degli apostoli e degli Evangelisti (già da giorni al sicuro); la struttura rimane salda, mentre dentro la desolazione. Come non leggere in questo i segni dei tempi? Per mezzo degli apostoli e degli Evangelisti, infatti, non passeranno mai le parole di Cristo e la Sua Chiesa, pur devastata nel suo interno resterà in piedi. Ma quanta fatica e quanto dolore, quante difficoltà perché tutto rientri nell’alveo della verità, oggi così calpestata e così derisa.Il Signore parla sempre, come nei tempi antichi, quando i profeti, dipanando le nebbie, riconducevano i re e i popoli alla ragione. Altro che Casaleggio profeta(si fa per dire) per caso!
    E non è, caro Dal Bosco,che io non abbia compreso l’articolo.

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