Il “gender” è un’assurdità e quindi non si può spiegare? Nessun problema: basta dire che non esiste…

Alcuni nuovi fatti, come l’incontro in Vaticano per lo sviluppo sostenibile,  di cui si è occupata anche Riscossa Cristiana, e altri solo all’apparenza meno significativi,  offrono  l’occasione per tornare  ancora una volta  sul caso Fedeli (qui e qui) e su certi suoi inquietanti contorni.

di Patrizia Fermani

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zzzzcrtcprtL’idea della libertà di scegliere in corso d’opera il  genere proprio e altrui probabilmente non avrebbe varcato le mura dell’ospedale di Baltimora, dove il  dottor Money aveva cercato tragicamente di darle realizzazione pratica, se non si fosse pensato che poteva diventare il cavallo di battaglia al servizio del totalitarismo omosessista. Cioè un modo elegante,”colto”, “pulito”, per allevare definitivamente all’indifferentismo sessuale le nuove generazioni. La cupola internazionale che amministra e finanzia il progetto planetario offre al neocomunismo un nuovo campo da coltivare. In breve tempo la goffa educazione sessuale che insegnava ai ragazzini quello che avevano appreso  già dai compagni, si deve trasformare nella educazione al gender da applicare eventualmente anche in chiave femminista.

La Fedeli, invitata a parlare a Vicenza da una associazione vicina agli ambienti diocesani, illustra il proprio progetto educativo solo in questo ultimo registro, negando che esso sia volto ad incoraggiare la  scelta omosessuale. Anzi, dice perentoria che in questa chiave la “teoria gender” addirittura non esiste. Con  la capacità di manipolazione della realtà che  la lunga militanza comunista  deve averle  conferito,  tenta di confondere  esistenza e attendibilità di una teoria, anche se la distinzione non esigerebbe un enorme sforzo speculativo. Ma nell’ansia di tagliare corto la senatrice non va per il sottile e pensa che parlando solo della parità di genere, quale  difesa estrema delle donne contro la prepotenza del maschio, e rimettendo a nuovo il femminismo d’antan, possa essere eluso il fine primario perseguito  da tutti i progetti legislativi oggi  in cantiere al servizio del totalitarismo omosessista. .

In ogni caso, all’indomani  della conferenza, la signora Fedeli, ancora afflitta dalla inaspettata contestazione subita, ha affidato il proprio onore repubblicano alla lettera  accorata di una devota ammiratrice che disquisisce spericolatamente di democrazia, diritto,  libertà,  valori, stereotipi e altre facezie con la leggerezza dell’età e anche un certo interesse personale, dovuto alle vicende di un perturbante amore saffico. La pubblica sul proprio sito (clicca qui), già molto affollato da ossequiosi riferimenti al mondo LGBTecc. Che la Fedeli affidi la difesa dei propri programmi educativi ai turbamenti sessuali  delle fanciulle in fiore, la dice lunga sul suo orizzonte “politico” e sulla sua fede nel gender.

Ma  quello che qui si chiarisce meglio è anche l’orizzonte assiologico dei  suoi amici diocesani, armonizzato con  la  chiesa madre romana. Infatti  nei giorni successivi al movimentato incontro del centro San Gaetano a Vicenza, ecco prima l’articolo della Voce dei Berici, settimanale della Diocesi di Vicenza (clicca qui), in cui il  direttore, che era stato l’imbarazzato  moderatore della serata, riafferma l’intollerabilità della contestazione portata ad un progetto di così alto contenuto morale, come quello della educazione di genere, inteso e diretto esclusivamente a promuovere la ancora lontana parità e soprattutto la violenza sulle donne mai stata così diffusa e manifesta. E fa propria a scatola chiusa l’affermazione della Fedeli sulla inesistenza della teoria del gender,  con inclusa confusione tra inesistenza di una teoria (che vuole dire che nessuno l’ha mai formulata) e infondatezza della medesima. Poiché non vuole assolutamente metterne in discussione la eventuale infondatezza, dice con la Fedeli che la teoria non esiste. Evidentemente il suo lettore medio è uno che si accontenta.  Ecco poi, se qualcuno  avesse ancora dei dubbi sulle intenzioni della diocesi vicentina, l’omelia di Monsignor Ruaro, la domenica dopo, a ribadire il dogma, l’unico ancora propagandato come tale da questa  strana chiesa, della parità di genere. Siccome il gender non esiste, non c’è motivo di confutarne il fondamento logico, per non parlare di quello teologico. Questa settimana ricca di sorprese ci porta poi inaspettatamente la voce dello chiesa romana, e la vicenda del raduno dei sindaci sullo sviluppo sostenibile, l’unico argomento diventato attualmente  degno di attenzione teologica. Nel  testo inglese del  resoconto che documenta l’evento ecco il riferimento  all’equality gender che però viene espunto dalla versione italiana. Emerge da tutto questo ancora una volta l’intento evidente di lanciare il sasso e nascondere la mano. Ho avanzato l’ipotesi che questa reticenza nello affrontare la teoria del genere sul fronte dello indifferentismo sessuale e quindi sulla promozione “filosofica” della omosessualità possa avere anche lo scopo pratico di non allarmare troppo il mondo musulmano, col quale la chiesa e la politica  accomunate dal pensiero marxista flirtano apertamente da mezzo secolo.  Ma è evidente che  la ragione più profonda e inquietante va ricercata ben oltre un intento meramente pratico: essa  va a toccare i fondamenti della fede e della stessa ragione, cioè del logos cristiano. Cioè proprio dal tentativo di nascondere la sostanza della questione sotto la difesa delle ormai improponibili rivendicazioni femminili, emerge scoperta la volontà di non  affrontare apertamente il tema. Almeno per il momento. Magari in attesa che il sinodo cambi anche certe coordinate della fede.

Infatti  la premessa su cui ruota la teoria del genere è la libertà e la capacità dell’uomo di ignorare i limiti della natura. Una  premessa  che cozza contro la ragione umana e cristiana e anzitutto con la fede nella creazione e nell’uomo creatura di Dio, creatura che nulla può senza di Lui.  La chiesa, aggiornata alla libertà e all’egualitarismo artificiale dei giacobini sempre redivivi, elude questa premessa che è profondamente anticristiana e anticattolica, e che mira intrinsecamente alla distruzione del cattolicesimo, e si concentra  sul versante indeterminato di sentimenti, istinti, pulsioni  e commozioni, il mondo  dove i principi lasciano libero il campo, sempre manipolabile, dell’indistinto sfuggito al controllo della ragione.  Il mondo del piagnisteo e della autocompassione, del desiderio e delle frustrazioni vere o presunte, della arroganza della libertà negativa. Infatti solo questo oggi ostenta il neo cristianesimo senza storia e senza missione, l’autoriduzione ad insignificanza morale e culturale,  l’ansia vile di  nascondersi dietro l’ala protettiva delle leggi dello stato, proprio quelle escogitate per distruggerlo.

In questo tragico paradosso va letto il silenzio indecoroso sulla protervia di quelle leggi, e la indecorosa piaggeria verso un legislatore che dovrebbe essere visto come un nemico mortale. Ma il neocristianesimo degli imbelli e degli ignavi e dei masochisti, è ormai questa povera cosa.  Intanto in una parrocchia  troviamo  come padrini di battesimo  due uomini,  senza che ciò  desti scandalo tra i fedeli  scalpitanti  nella attesa spasmodica di potersi slanciare nel segno dello pace, quale  unico modo per  esprimere la propria cattolicità. Poi  c’è la diocesi che  assolda  la stampa locale  per screditare  il parroco che voglia aprire  una scuola veramente cattolica  con l’obiettivo  di  mettere al riparo i bambini dalle mire oscene dei nuovi educatori.

Così  il cerchio si sta chiudendo mentre  viene preparata  la pietra tombale della nuova  micidiale  eresia da calare  su quello che fu il cattolicesimo.  La sua  forza rivoluzionaria si sta già ingrossando, in attesa che le venga conferito il crisma della ufficialità con  il sinodo del prossimo ottobre. La nuova eresia si presenta inesorabilmente solidale con lo stato totalitario, impegnato a praticare apertamente la violenza morale sui fanciulli. Mentre i suoi promotori  sembrano non mettere in conto che l’invito di Cristo a legarsi una pietra al collo e buttarsi a mare fosse indirizzato proprio a loro.

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7 Responses to Per il momento si gioca  ancora a carte coperte  –  di Patrizia Fermani

  1. Raffaele ha detto:

    L’ “Università della Singolarità”, fondata presso San Francisco (capitale gay del mondo), prepara i giovani, fra cui diversi Italiani, a “gestire un mondo popolato da 7/800 milioni di persone”

  2. Paola B. ha detto:

    Ma avete letto quanto scrive la Prof.ssa Anna Maria Altieri, Dirigente Scolastico,
    riguardo alle Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’educazione
    sessuale nelle scuole, da anni 0 ai 15 anni?
    Dire diabolico è fare un complimento!
    Se bergoglio non condanna in maniera ESPLICITA E DETTAGLIATA questo orrore,
    non è più il Vicario di Cristo!!!

  3. Diego ha detto:

    Splendido articolo!

  4. franco ha detto:

    Quando la cassazione ha detto che le scuole cattoliche devono pagare l’ICI, mons. Galantino a spada tratta è sceso, o meglio è apparso su tutti i canali televisivi a “reti unificate”,a esprimere la sua contrarietà a questo, tenendo un discorso basato solo sulla ragioneria economica delle scuole cattoliche in rapporto allo stato laico.
    Secondo me: questa sentenza avrebbe potuto essere l’occasione per poter ribadire che la scuola cattolica non si piegherà mai ai poteri illuminati e massonici che vogliono rovinare le future generazioni per sempre, se semplicemente le scuole cattoliche avessero veramente insegnato seguendo la Vera Dottrina Cattolica .Purtroppo dopo tutti questi anni di “dialogo ” con il mondo, oramai la maggior parte degli “uomini di chiesa” riesce a fare solo discorsetti che piacciono al mondo.
    Perchè mons, galantino o chi l’ha preceduto non hanno avuto allora sdegno, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’educazione ha descritto le linee guide da imporre ai…

  5. giorgio rapanelli ha detto:

    il direttore de La Voce dei Berici si legga San Paolo sugli omosessuali.

  6. giorgio rapanelli ha detto:

    segreteria@lavocedeiberici.it
    Caro Direttore de “La Voce dei Berici”, Vicenza,
    ho letto su Riscossa Cristiana il suo editoriale a commento dell’incontro pubblico della senatrice Fedeli, presentatrice di una legge per imporre il Gender nelle scuole. Dopo la dimostrazione di forza delle famiglie italiane naturali di Roma, riunite pure contro il Gender, i fautori del Gender si sono sparpagliati in incontri con cui minimizzare la portata distruttiva del Gender delle menti dei nostri figli e nipoti, certi che la gente non legge le linee guida dell’OMS per il Gender. Perché, se le leggesse, capirebbe che il Gender vuole essere un lavaggio del cervello dei nostri figli e nipoti. Comunque vigileremo. Ma, trattandosi di una pubblicazione della Diocesi di Vicenza, vorrei ricordare che sull’argomento omosessualità San Paolo parla chiaro. Malgrado tutte le assicurazioni che Dio non smette mai di perdonare e che non possiamo giudicare i gay, San Paolo ci dice nella lettera ai Romani e in Primo Corinzi che un omosessuale non pentito e pervicacemente attaccato alla pratica omosessuale, che il Corano definisce “turpitudine”, non entrerà nel regno di Dio. Quindi, la Fedeli ha presentato una legge che è contraria alla posizione di San Paolo. Il quale, come “iniziato” Apostolo dal Risorto in persona, conta più di una senatrice del PD, e di tutti i parroci, vescovi e cardinali e perfino di un papa. Se questo non ci è chiaro, allora è inutile valutare le cose del mondo con una mentalità pseudo cristiana. Cordiali saluti.
    Giorgio Rapanelli, Corridonia (Macerata)

  7. Andrea ha detto:

    La Preside Prof.ssa Anna Maria Altieri purtroppo ha semplicemente riportato la verità.
    Sono tutte cose vere e scritte che il Miur finge di non conoscere. Chiunque può informarsi ma confidano nel fatto che nessuno non lo fa:
    http://www.euro.who.int/en/health-topics/Life-stages/sexual-and-reproductive-health/news/news/2010/12/standards-for-sexuality-education-in-europe-start-their-way-to-countries-of-eastern-europe-and-central-asia
    Di qui apre il link in fondo col tasto dx del mouse poi apri in nuova scheda, se no non si apre:
    http://www.bzga-whocc.de/?uid=072bde22237db64297daf76b7cb998f0&id=Seite4486
    Et Voilà !
    Standard per l’Educazione Sessuale in Europa
    http://www.aispa.it/attachments/article/78/STANDARD%20OMS.pdf
    Fanno e poi negano di avere fatto così la colpa è della preside. Quando a un bambino di 4 anni, mi scusi,”da 0 a 4 anni” (sic!)…”Trasmettere informazioni su”… andare a leggere. Non lo ha scritto la Preside ma l’OMS (WHO)e il BZgA! Anche se poi non lo fa in classe ormai l’innocenza è persa

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