da: https://www.aldomariavalli.it/2018/10/09/per-purificare-la-chiesa-non-serve-la-macchina-del-tempo-ma-la-santita/

La corruzione morale nella Chiesa non nasce certamente in questo nostro tempo, ma arriva da lontano, e affonda le sue radici nella mancanza di santità.

Alessandro Gnocchi, che dalle pagine di Riscossa cristiana segue e commenta le vicende della Chiesa con passione e onestà intellettuale, è una delle poche voci che riescono a giudicare la crisi attuale secondo una prospettiva storica. Così facendo, spiega che quanto monsignor Viganò ha rivelato al mondo circa la situazione attuale ha un precedente: la denuncia di Emanuele Brunatto, il primo figlio spirituale di Padre Pio.

Tornare a quei fatti significa immergersi in una realtà che molti fedeli cattolici preferirebbero non vedere e non conoscere. Eppure è necessario. Ai tempi di Benedetto XV e Pio XI la corruzione morale all’interno della Chiesa era non solo diffusa, dice Alessandro Gnocchi, ma superiore all’attuale. Ecco perché l’argomentazione secondo la quale la rovina sarebbe incominciata con il Concilio Vaticano II non regge. La rovina, in realtà, nasce ogni volta che la santità non viene messa al primo posto. E questo vale per ogni tempo. Né si può sostenere che sia sufficiente salvaguardare la retta dottrina per avere una Chiesa buona.

Nel colloquio che qui proponiamo, Alessandro Gnocchi approfondisce i temi di fondo contenuti nel suo saggio Padre Pio crocifisso dalla Chiesa degli anticristi (Romanzo Infernale), un testo

(https://www.riscossacristiana.it/padre-pio-anticristi-romanzo-infernale-di-alessandro-gnocchi/)

che può lasciare sgomenti, eppure va letto.

Come spiega Alessandro, le stigmate di Padre Pio sono state prese sul serio non soltanto da schiere di fedeli devoti, ma anche, e forse soprattutto, dai servitori del Nemico, che ne hanno capito benissimo la portata. Di qui la persecuzione che colpì il frate dall’interno della Chiesa. Una lezione più che mai attuale.

***

Aldo Maria Valli Dal Libro bianco di Emanuele Brunatto, e soprattutto da Lettera alla Chiesa e Gli Anticristi nella Chiesa di Cristo, emerge un quadro che definire a tinte fosche è poco. Risulta che ai vertici della Chiesa, in quel periodo a cavallo tra anni Venti e Trenta del secolo scorso, la corruzione morale era profonda, dilagante, ostinata. Di qui il reale motivo della persecuzione nei confronti del frate stigmatizzato, Alter Christus in una Chiesa di Anticristi. È corretta questa sintesi?

Alessandro Gnocchi Questo è precisamente quanto avvenne in quegli anni riassunto con il minor numero di parole possibile. Ci ho pensato un paio di settimane prima di decidermi a raccontare quanto ho scoperto leggendo i documenti e le ricostruzioni messi da parte da Brunatto, che, bisogna ricordarlo, è stato il primo figlio spirituale di Padre Pio. Dapprima avevo pensato di lasciare tutto nel silenzio, anche perché Padre Pio intimò a Brunatto di non pubblicare quel materiale, neanche allo scopo di ottenere la sua liberazione. Poi ho compreso che la lettera in cui il Padre chiedeva il silenzio non fu scritta liberamente e ho cominciato a mutare parere. Ma quello che mi ha convinto definitivamente è la constatazione che quanto tu hai rivelato al mondo grazie al memoriale di monsignor Viganò si trovava già nell’archivio di Emanuele Brunatto.

Dunque, mi sono detto, perché Bergoglio sì e Benedetto XV e Pio XI no? La notizia era la medesima e il mestiere mi ha detto cosa dovevo fare. Inoltre, devo confessarti che non sopporto più tutta quella pletora di “tradizionalisti” secondo cui il mondo è stato perfetto fino alla mezzanotte del 10 ottobre 1962 e poi sarebbe arrivato il Vaticano II a distruggere tutto. Così come non mi pare onesto sostenere che, magari, peste e untori erano attivi anche prima del Vaticano II, ma solo al di fuori del perimetro leonino. Secondo qualche commentatore, già più avanti nell’analisi, il disastro dipenderebbe da una rinuncia all’esercizio dell’autorità: ma perché? da quando? Io ritengo che, per quanto riguarda la Chiesa cattolica, il problema non sia nella rinuncia all’esercizio dell’autorità, ma nella rinuncia alla santità da parte dell’autorità. Ecco perché ho voluto raccontare anche solo una piccolissima parte di ciò che ho scoperto.

AMV Quali erano i tratti distintivi del degrado morale denunciato da Brunatto?

AG Si possono riassumere in un solo concetto: corruzione. Corruzione della morale, con la diffusione della pratica omosessuale e del dominio della lobby omosessuale, arrivato fino al trono pontificale. Posso assicurarti che il pontificato di Benedetto XV è semplicemente raccapricciante da questo punto di vista. Ma sotto Pio XI la situazione non mutò. Evidentemente l’infezione veniva da molto lontano e, come hai potuto ricostruire anche tu occupandoti delle rivelazioni di Viganò, è andata molto lontano. E andrà molto lontano. Si tratta di corruzione della vita ecclesiale, con il mercimonio di cariche, carriere, favori, compromessi e, naturalmente, denaro. Dunque si arriva alla corruzione degli uomini, che hanno praticato questo abominio facendosi scudo del nome di Cristo.

AMV Però, ti si potrebbe far notare, la predicazione della buona dottrina non è mai venuta meno in quegli anni…

AG Formalmente si può anche tentare di sostenere questa tesi, che comunque è un falso storico. Questo, per me, è il punto più doloroso, perché anch’io ero caduto nella trappola dell’equazione “buona dottrina uguale buona Chiesa”. I fatti ci dimostrano che non è così. Tra i vizi della Chiesa cattolica c’è quello del formalismo legato a un eccesso di mentalità giuridica. Basta enunciare correttamente la lettera per salvare qualsiasi pratica. In questo modo siamo arrivati, e non da un secolo, a una Chiesa fondata sul diritto canonico invece che sul Vangelo.

Quando non si ha la santità come primo obiettivo, si finisce per corrompere tutto ciò che viene dopo, proprio tutto. La buona dottrina viene proclamata solo per fare la guerra ai propri avversari. Ma quando la dottrina viene usata come arma, finisce sempre per essere adattata alla guerra e, quindi, è alterata. Si comincia con il considerarla sotto un aspetto nuovo, strumentale, e si finisce per trovarsene tra le mani una nuova, magari più efficace, ma nuova. Senza contare che, se la si usa per fare la guerra e la guerra viene persa, la dottrina soccomberà insieme con gli sconfitti.

Ti assicuro che questo è ciò che è avvenuto negli anni di cui stiamo parlando, coinvolgendo nomi che io ritenevo cristallini solo perché applicavo quella malefica equazione “buona dottrina uguale buona Chiesa”. Ecco come siamo arrivati alla famosa mezzanotte del 10 ottobre 1962. Se non c’è fede, se non c’è santità, questi sono i risultati: la buona dottrina maneggiata da una persona corrotta vale quanto la cattiva dottrina maneggiata da una persona integra.

AMV Perché Padre Pio, che in fondo era molto periferico rispetto ai poteri vaticani, fu visto come un nemico pericoloso e, dunque, da screditare e abbattere?

AG Le ragioni sono molte e si trovano su piani diversi. Partendo da quello umano, penso che la corruzione abbia naturalmente in odio la purezza: se non la può utilizzare per i propri scopi, la elimina. Nel caso di Padre Pio è accaduto questo. Il clero locale, lercio fino al midollo, fece ricorso al vescovo di Manfredonia, altrettanto corrotto, il quale si rifugiò nel lupanare romano dove intrallazzavano i suoi protettori. Ecco ricostruita la catena che ha perseguitato Padre Pio

Ma c’è anche un piano soprannaturale, su cui si svolge una guerra spesso invisibile e quasi sempre indecifrabile ai nostri sguardi. Le stigmate di Padre Pio sono state un segno per i buoni cristiani, ma l’hanno compreso benissimo anche i servitori del Nemico. Anzi, sono stati proprio questi ultimi quelli che l’hanno preso in seria considerazione e ne hanno capito veramente la portata. Per questo hanno tentato di screditare il primo sacerdote stigmatizzato della storia sostenendo che fosse un isterico mentitore, oppure assecondando la devozione da rotocalco popolare che ha prosperato attorno a lui.

Per finire, ritengo che qualcuno della banda di gaglioffi che hanno fatto la guerra al Padre avesse capito, o almeno intuito, la vera natura della sua missione, che consisteva nel salvare il sacerdozio di Cristo dalla corruzione di chi avrebbe dovuto trasmetterlo e preservarlo integro.

AMV A Roma Brunatto trovò anche qualche appoggio presso uomini di chiesa importanti. Che cosa vuol dire questo?

AG Furono tre le persone che sostennero sempre Brunatto nella difesa di Padre Pio: il segretario di Stato cardinale Pietro Gasparri, il segretario del Sant’Uffizio cardinale Rafael Merry del Val e don Luigi Orione. Si sa per certo che don Orione era al corrente della missione affidata dal Cielo a Padre Pio per una rivelazione divina ricevuta durante la celebrazione della Messa. Non so quanto sapessero Gasparri e Merry del Val, ma certo capirono che difendere il frate recluso a San Giovanni Rotondo significava anche combattere la corruzione romana. I due cardinali ottennero solo risultati marginali, altrimenti non saremmo arrivati a ciò che vediamo oggi. Penso che questo sia dovuto a un vizio tipicamente romano, che molti scambiano per virtù: il rispetto formale dell’istituzione. Dapprima, Gasparri e Merry del Val scongiurarono i pontefici di evitare scandalose nomine cardinalizie. Poi, non avendo ottenuto nulla, pensarono di produrre prove inoppugnabili sulla moralità di dignitari ecclesiastici in odore di cardinalato da presentare ai papi in modo che capissero di non poter procedere nei loro intenti. Ma, così facendo, continuavano a essere, per quanto sani, ingranaggi di un meccanismo vizioso in grado di macinare tutto.

Oltre a questo, con la comodità di chi giudica la storia, ritengo che sia stato miope pensare di risanare il marcio romano semplicemente evitando alcune nomine o ostacolando alcune carriere. Il mio ragionamento potrà anche essere considerato eversivo e antistituzionale, ma questi sono i fatti. Non a caso, l’unico che ottenne il risultato prefissato fu Brunatto, quando si dimostrò deciso ad andare fino in fondo con la pubblicazione di ciò che aveva scoperto. E questo avvenne due volte, con la prima e con la seconda persecuzione di Padre Pio.

AMV Veniamo ai nostri tempi. Quella vicenda ormai lontana che cosa insegna a noi?

AG Che quanto ci scandalizza oggi ha radici molto profonde e per conoscerle non basta fermarsi ai primi del Novecento. Ci insegna anche che il timore istituzionale è una catena che va spezzata. Quanti pontificati scandalosi dovranno ancora flagellare le anime dei cristiani prima che qualcuno alzi fieramente la testa?

Ho riflettuto molto sulla decisione di monsignor Viganò di raccontare al mondo la condotta perversa di Roma, sulle sue motivazioni, sui tempi in cui l’ha fatto, ma qui saresti tu a dover rispondere alle mie domande. Ciò che io posso dire è che monsignor Viganò ha messo in atto quanto Emanuele Brunatto aveva solo minacciato di compiere. Lo scossone è stato di magnitudine impensabile, eppure temo che l’istituzione avrà, ancora una volta, la meglio sulla verità dei fatti e sulla Verità della fede. Basta che Bergoglio inviti a recitare il Rosario e a pregare San Michele Arcangelo e mette tutti nel sacco. Ciò significa che il cosiddetto popolo di Dio è diventato un popolo bue come tutti gli altri, l’ideale per un potere iniquo e autoreferenziale.

Penso anche che tutto quanto ho raccontato dovrebbe far riflettere chi è convinto che, per ritrovare la purezza, basti solo fare un passo indietro sul calendario. Ma, così facendo, è dimostrato che ci si accontenta solo di un peccato un po’ più vecchio di quello attuale, che poi è sempre lo stesso: l’orgoglio, la tentazione di essere come Dio. Secondo molti, la Tradizione, naturalmente con la “T” maiuscola, si trova andando indietro con la macchina del tempo. Io penso che, invece, si debba risalire alla sorgente e seguirla là dove si manifesta sempre uguale a se stessa e sempre vivificante. Certi tradizionalisti sono anche giustamente sospettosi quando sentono parlare di ritorno alla sorgente, perché pensano alla tattica rivoluzionaria che richiama sempre il mito delle origini. Ma, a ben guardare, i progressisti hanno semplicemente fatto un passo più lungo di questi tradizionalisti. Ripeto: bisogna trovare la sorgente della tradizione e seguirla fino ai nostri giorni: lì troveremo la fonte della nostra santità.

AMV A questo proposito, tu dici, giustamente, che l’unica risposta al Male è quella di Padre Pio: la santità. Secondo te come armonizzare oggi questa ricerca della santità con l’esigenza di non spaccare ulteriormente una Chiesa che è già molto divisa?

AG Guarda, in questa Chiesa, ormai, non c’è più niente da spaccare, c’è solo da ricostruire. Bisogna farlo mattone per mattone, che sono le nostre singole anime. Se io appartengo alla Chiesa – e qui bisognerebbe avere il coraggio di chiedersi dove essa sia veramente – la mia santità personale è l’unico lenimento che posso portare al suo corpo piagato.

Ammesso che vi sia mai stato, è finito il tempo di cercare o creare piccole riserve, anche con la buona intenzione di conservarvi la fede. Questi ambienti finiscono sempre per essere luoghi in cui prevale la necessità di “fare”, perché bisogna dimostrare al mondo la propria esistenza: ma il mondo, per concedere la sua considerazione, pretende che si facciano solo cose che è in grado di comprendere. Inoltre, inesorabilmente, questi luoghi diventano piccoli luoghi di un piccolo potere che finiscono sempre per “fare” cose comprensibili al grande potere in un rapporto a conflittualità limitata. Si potrà anche ottenere un po’ di successo e di visibilità, ma niente di più.

Solo la santità è eversiva rispetto a questo ordine infernale nel quale siamo immersi. Non so se sono arrivato a queste conclusioni perché sono malato, sono stanco, sto invecchiando e, mentre ti sto rispondendo, i dolori si fanno sentire. Ma ti assicuro che questa debolezza purifica, permette di vedere chiaramente e rende molto liberi. Alla fine di tutto se ho un insegnamento che penso di poter trasmettere a coloro ai quali voglio bene, a cominciare dai miei figli, è quello che ho appreso da Padre Pio: fate i buoni cristiani.

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39 Responses to Per purificare la Chiesa non serve la macchina del tempo, ma la santità: Aldo Maria Valli intervista Alessandro Gnocchi

  1. pincopall ha detto:

    Dottor Gnocchi non è che sta’ pensando di andare dagli ortodossi ?

  2. Alessandro2 ha detto:

    Ottimo. Non posso che notare con soddisfazione (e gratitudine per la Divina Provvidenza) che vari pezzi del mondo “pulito” – rimasto autenticamente cattolico – si stanno saldando tra loro e con gli elementi di informazione e cultura rimasti autenticamente italiani. Pian piano, vedo con gioia che le idee si saldano, si completano, si fecondano l’una con l’altra; i vari siti (questo, AMV, Tosatti, Blondet, ed altri) interagiscono positivamente e si arricchiscono a vicenda. La gente – sì, la famosa “gente”, il popolo cattolico e in particolare i cattolici italiani – apre gli occhi e finalmente si sveglia dal suo lunghissimo letargo, anche grazie a queste persone intelligenti, anticonformiste e non da ultimo coraggiose. Il Signore vi benedica tutti: vi ricordo costantemente nelle mie preghiere.

  3. marina ha detto:

    caro Alessandro la ringrazio per condividere con noi questi suoi pensieri. ogni volta che la leggo mi sento confortata di fronte a questo guazzabuglio di Chiesa. Grazie per ricordarci ciò che va fatto. Le sono anche vicina con la preghiera e tutto il mio affetto nella prova che sta attraversando.

  4. antonio ascione ha detto:

    auguri a gnocchi per la salute.comefare per contattare AMV’

  5. tirang ha detto:

    “Tra i vizi della Chiesa cattolica c’è quello del formalismo legato a un eccesso di mentalità giuridica. […] In questo modo siamo arrivati… a una Chiesa fondata sul diritto canonico invece che sul Vangelo” “vizio …che molti scambiano per virtù: il rispetto formale dell’istituzione”
    Ecco. E’ questo uno dei punti chiave. E’ anche per questa idolatria giuridica che oggi i conservatori non agiscono e non dicono la verità e, anzi, concepiscono mostruosità come la possibilità di un papa ateo (o satanista) o come il principio “obbedire sempre all’autorità, anche fosse il diavolo in persona”.
    I vescovi, i cardinali e i preti cattolici devono opporsi apertamente a Bergoglio e ai suoi capi, devono dire che non è papa e smettere di celebrare messe in cui riconoscono gli apostati come legittime autorità. Non si rendono conto dei danni immensi che provocano con il silenzio e l’inazione?
    Il loro piano fatalista e vigliacco è di aspettare il prossimo conclave, o i prossimi 300 anni, e nel frattempo piegarsi e offrire il tributo all’idolo?

    • Trepunte ha detto:

      Caro Tirang…..rifletti….padre Pio ti avrebbe preso a calci ….(come usava)

    • Paola ha detto:

      Bravo Tirang, concordo.
      San Pio diceva che non bisogna obbedire come ebeti.
      D’altronde bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, altrimenti si fa come i gerarchi nazisti che sterminavano persone perché ‘dovevano eseguire gli ordini’

  6. Nunzia ha detto:

    Grazie! Abbiamo bisogno di persone che parlino di santità con semplicità. Il Signore non mancherà di aiutare la sua Chiesa in Grazia di pochi eletti che seminano i semi del Vangelo.

  7. Leone ha detto:

    Grazie signori.
    Signor Gnocchi, comprendo meglio il perché, quel grandgrand’ uomo di Guareschi scrisse “la lettera a don Camillo”,e quel “il Papa si chiama Giuseppe (Mindziensky; non so bene come si scrive scusate)e non Paolo VI appunto un invertito.Lo aveva capito già che bisognava avere modelli Santi da seguire e non Invertiti.E Si il Cristo non parlava solo a Don Camillo ma anche a Giovannino Guareschi.
    Quante cose Vere scrisse Giovannino, cose Vere e Genuine,come un buon olio extravergine di oliva,amaro piccante,e profumato…come i racconti di Mondo Piccolo che profumano di Santità!.
    VIVA CRISTO RE

    • Catholicus ha detto:

      Con l’ascesa (legittima? ci sono molti dubbi in proposito) di Montini al soglio pontificio, una marea di froci ebbe libero accesso in Vaticano.Si legge che Paolo Carlini, noto omosex (dai capelli rosa) avesse libero accesso giorno e notte nelle stanze di G.B. Montini (non mescoliamo il nome papa con questo vizio immondo, sgradito perfino ai demoni dell’inferno!); cfr in proposito il libro “Nikitaroncalli” di Franco Bellergrandi, o le accuse lanciate pubblicamente dal regista francese omosex Roger Péyrefitte a Paolo VI, di essere stato suo amante (o i rapporti della M.P. americana che, a Milano, beccarono nottetempo Montini in giro in abiti borghesi con noti froci …) . Quindi un papa Lgbt attivo, comunista, ecumenista calabraghe, distruttore della liturgia. Santo? ma per favore ! già una volta don Luigi Villa bloccò la sua canonizzazion e(ma dopo la sua morte nessuno ci fermerà, fu il commento del clero massone …).

      • angela ha detto:

        Paolo VI fu schedato come omosessuale dalla buoncostume di Milano fin da giovane. Il Papa è Giuseppe… Siri fino al 1989, poi sepolcro, per quanto ho capito.Bellegrandi parla di 3 amanti in contemporanea in Vaticano, non solo il Carlini. Poi faceva le messe nere e la spia al KGB ed alla CIA e forniva i nomi dei sacerdoti da uccidere o esiliare in Siberia ai comunisti. Oltre ad aver poi demolito la Chiesa. Non volle la croce sulla bara e alla madre fece un monumento massonico. Portava l’efod. Oggi non si possono seguire costoro perché NON SI può fare COME DICONO, dicono sbagliato, il non poter fare come facevano era già di Benedetto XV, Pio XI ed altri prima di loro. Quindi Gesù ci ha avvisati, quando non potete fare quello che dicono perché vi mandano all’inferno, allora è ora di uscire dalla grande Babilonia seduta sui 7 colli.

  8. Marco Boggia ha detto:

    Riscossa Cristiana denuncia puntualmente e implacabilmente le spaventose aberrazioni della neochiesa. Questa intervista ha il merito di fare un passo (e che passo!) in più. Indica l’unico farmaco in grado di guarire ogni malattia, di raddrizzare ogni stortura: il ritorno alla santità. Grazie di cuore a entrambi gli autori.

  9. Audibertus ha detto:

    Dissento. Sia per la equiparazione della crisi di 90/100 anni fa con quella attuale. Sia per le prese di distanza da quel mondo che oggi la contrasta,quand’ anche fosse legato ad un eccesso di mentalità giuridica ( che sarebbe venuta formandosi pur sempre sulle Sacre Scritture e sulla Santa Tradizione) . Sia per il tentativo, ancorché benemerito, di toccare qualche corda sensibile dell’attuale inquilino di Casa Santa Marta, refrattario comunque ad ogni sincero discorso di carattere antimoderno. D’altronde è impensabile che oggi vi sia chi,dentro o fuori dalle mura leonine , possa dare incarico, con autorità, perché si investighi sui comportamenti, i legami, le compromissioni che prosperano in quel fetido mondo dell’ immoralità contro natura. Né risulta che allora il fenomeno fosse talmente esteso e coinvolgente a livello planetario da divenire fatto notorio ai più ,oltre che conosciuto dai giudici degli Stati di mezzo mondo! Concordo – ovviamente- sulla necessità della santità anche personale, che rimane pur sempre una Grazia concessa dal nostro Dio Onnipotente!

  10. jb Mirabile-caruso ha detto:

    A. Gnocchi: “Ciò significa che il cosiddetto popolo di Dio è diventato un popolo bue
    ………………come tutti gli altri, l’ideale per un potere iniquo e autoreferenziale”.

    ………………..”Ripeto: bisogna trovare la sorgente della tradizione e seguirla fino ai
    ……………..nostri giorni: lì troveremo la fonte della nostra santità”.

    Il popolo di Dio, dr. Gnocchi, – che è poi lo stesso di quello della Politica – è stato sempre un popolo bue, altrimenti non si spiegherebbe come mai s’è trovato sempre schiavo di qualcuno. È nella sua natura la necessità di farsi talvolta ‘guidare’ dal benigno o, il più delle volte, ‘manipolare’ dal maligno. Il cosiddetto ‘popolo sovrano’ è semplicemente il prodotto del vaneggiamento umano, cioè un’ideologia.

    Santità è genuina leadership, ed è bene che siano i Santi a guidare tutti noi che – incapaci come ci ritroviamo a diventar Santi – grazie alla loro guida possiamo almeno nutrire la speranza di poterci assicurare un posto in Paradiso.

    Noi, voglio dire, che abbiamo ricevuto la grazia di essere ancorati alla…

  11. M. ha detto:

    “Siate santi come io sono santo”

  12. Ale90 ha detto:

    Qualcuno informi il dott. Gnocchi che la Roccia su cui Cristo ha fondato la Sua Chiesa non è la santità del dott. Gnocchi o del sottoscritto, bensì il Beato Apostolo Pietro unito a Lui(Cristo). Nessuno crede che prima del Concilio tutto fosse perfetto, però una differenza sostanziale c’era: bello o brutto, vizioso o santo, c’era un legittimo Successore del Beato Pietro! Oggi la Sede è vacante e qualcuno si accontenta di boriosi professori, scrittori o giornalisti che, dopo aver preso fior fior di cantonate, credono ancora di poterne(del Vicario di Cristo) fare le veci!

    • angela ha detto:

      Evviva il diritto canonico? No, il farisaismo è già stato condannato 2000 anni fa, non ci si salva facilmente facendo i farisei. La santità del vicario di Cristo è importante, se Gesù li chiamava “macellai” con padre Pio, e non era solo il capo che puzzava già allora. Ci sono stati tanti antipapi nella storia della Chiesa: costoro però oggi non sono neanche papi, alla data attuale non si possono seguire che all’inferno . Meglio lavarsene le mani come Pilato con le scuse del gallicanesimo giustificato dal papa eretico, o dal mezzo papa? Altro modo per dannarsi.

      • Ale90 ha detto:

        Potrebbe gentilmente tradurre quanto ha scritto? Anzi, no! Non me ne frega una beata mazza dei suoi deliri psicotici; se li tenga per lei, la prossima volta! Grazie!

  13. antonio corso ha detto:

    Benedetto XV pero’ ha avuto un pregio: ha canonizzato Bellarmino

  14. Tonietta ha detto:

    P.Stefano M.Manelli nel suo consueto articolo di prima pagina de “Il Settimanale di P.Pio”, prendendo ogni volta lo spunto dalle sante parole del Santo di Pietrelcina, consiglia, soccorre e indirizza i lettori per “fare i buoni cristiani” . Non sono proposte dell’altro mondo, ma il metodo più efficace per entrare un giorno, quando Dio vorrà, nell’altro mondo, cioè, come dice San Pio, “nella immensità dell’eterna eredità a cui la bontà del Celeste Padre ci ha destinati”. Ciò che in ultima analisi è l’essenziale di tutta la nostra vita.
    Davvero, dunque, la santità di ognuno di noi è determinante perché la Chiesa sia la vera Chiesa, al di là delle nostalgie di un passato da sogno inesistente e illusorio. Dice P.Manelli: “Rivolgiamoci allo spirito Santo perché ci liberi dalle oscurità che ottenebrano i nostri cuori…e con la Sua luce aspirare di arrivare a conoscere ‘l’immensità della eterna eredità’ a cui siamo destinati, corrispondendo fedelmente alla nostra vocazione di figli di Dio”. CORRISPONDENDO FEDELMENTE e non inventandoci chissà che.

  15. Alberto Caffi ha detto:

    La chiesa cattolica è corrotta negli uomini, nella prassi e nella dottrina. Personalmente, negli ultimi tempi mi sono intimamente staccato da essa per avvicinarmi alla Chiesa ortodossa depositaria della Tradizione autentica del primo millennio. Lo scisma del 1054 è stato provocato da Roma con l’introduzione arbitraria ed eretica del Filioque. Se lo Spirito Santo fosse derivato dal Figlio come potrebbe Gesù essere stato concepito per opera proprio dello Spirito Santo. La teologia cattolica ha stravolto ed emarginato la Trinità e da qui sono derivate tutte le deformazioni. Il papismo è una di queste e ha dato origine ad un popolo immaturo ed infantile che delega al clero la “gestione” del Vangelo. Ritengo che sia il Tradizionalismo che il progressismo siano falliti entrambi sia pur in modo diverso. Non si può ritornare alla sorgente senza passare da una Tradizione.

    • Tonietta ha detto:

      Ciò che dice riguardo allo Spirito Santo, Signor Caffi, non mi.pare consono a queste pagine. Sì tenga pure le sue opinioni, ma ci risparmi le sue sentenze sulla ereticità del Filioque.

  16. Paolo ha detto:

    Complimenti ad Alessandro Gnocchi per questa intervista che ha fatto molto discutere e che a mio parere segna un giro di boa fondamentale anche nel mondo tradizionale dove troppo spesso ci si aggrappa ad una critica di seconda mano del concilio, che diventa un alibi per non crescere in ciò che conta veramente.

  17. antonio corso ha detto:

    io sono per il filioque. Lo Spirito Santo con la Pentecoste e’ arrivato a noi non solo da parte del Padre ma anche del Figlio

  18. Mirella/Aloisia ha detto:

    La Santità di Padre Pio e l’Apostasia nella Chiesa. Colui che siede sul trono petrino, anche se eretico, apostata e peccatore accanito, viene comunque considerato Vicario di Cristo?….La risposta alle Sacre Scritture…:Quando Gesù fu crocifisso, in quell’anno il Sommo Sacerdote era un tale Giuseppe, detto CAIFA.(Caifa è un dispregiativo, significa probabilmente fantoccio, scimiotto) posto alla guida del Sinedrio da Anania detto ANNA, la vera Eminenza Grigia.Caifa aveva profetizzato che Gesù doveva morire per salvare Tempio e nazione; meglio che muia un solo uomo…piuttosto che…(Gv.11,45); e cosi’ infatti avenne, Non disse questo da sè stesso, ma essendo in quell’anno Sommo Sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione (Gv. 11,51) ..e non solo per la nazione. Prima della seconda venuta del Cristo, Gesù aveva profetizzato che ci sarebbe stata una grande apostasia, nata all’interno della Chiesa….quindi….adesso la stiamo vedendo; dov’è lo scandalo? Se Dio è padrone della Stpria e la guida, noi gli crediamo ed accettiamo questi eventi, ci FIDIAMO.
    (continua)

  19. Alberto Caffi ha detto:

    Carissimo Antonio, capisco l’attaccamento al Filioque, ma, ritengo che esso sia all’origine di tante deformazioni della retta Dottrina. In sintesi:
    – Gesù invia lo Spirito Santo nell’economia salvifica, mentre nell’ordine della Trinità è il Figlio che deriva dallo Spirito. Allo stesso modo in cui non si arriva al Padre se non tramite il Figlio, senza che nessuno si sia mai sognato di dire che il Padre deriva dal Figlio;
    – il Figlio è concepito per opera dello Spirito in Maria e quindi gli è anteriore;
    – il Battesimo nello Spirito rappresenta la nostra seconda nascita (vedi il colloquio di Gesù con Nicodemo) e questo significa che noi siamo rigenerati dallo Spirito come figli del Padre e fratelli di Gesù. Ne consegue la precedenza dello Spirito rispetto al Figlio, perchè è la figliolanza che fonda la fratellanza, pur essendo essa la via d’accesso a quella. Cordialmente

  20. Mirella/Aloisia ha detto:

    (continua) – Padre Pio è evidentemente stato illuminato da Dio e ha testimoniato al mondo la sua appartenenza al Signore; egli ha ottenuto un dono dall’Alto, accettandolo. Quante altre persone, sconosciute al mondo, stanno accettando di diventare testimoni, silenziosamente, con umiltà, ma anche con la gioia di sentirsi suoi Figli? Io ne conosco tanti….Essi…. salveranno la Sposa dell’Agnello…non le chiacchiere degli sprovveduti.
    Riconosco che nella mia vita, è entrato quel Rggio di Luce Increata….e voglio qui darne testimonianza!.
    Grazie ai due autori, che stimo!

  21. antonio corso ha detto:

    carissimo Alberto, anche se la vita terrena del Figlio e’ stata temporalmente limitata, Egli, in quanto membro della SS. Trinita’ e quindi Dio, e’ sempre stato e sempre sara’. Pertanto non si puo’ parlare di anteriorita’ o posteriorita’ tra Padre, Figlio e Spirito Santo. La processione di quest’ultimo spiega il Suo soffio vivificante sulla terra e questo non puo’ che dipendere dagli altri due componenti della SS. Trinita’, vale a dire il Padre e il Figlio. Vivo ad Atene, dove ho frequenti dialoghi con preparatissimi studiosi ortodossi e vi rispetto, anche se io mi tengo le mie idee Cattoliche.

    • angela ha detto:

      Il Padre generante-genera-il Figlio dall’eternità, nell’Amore che è lo Spirito Santo che procede da entrambi Padre e Figlio: amante-amato amante-amore. Dio è puro Spirito.
      Nel tempo Dio si incarna 2000 anni fa come Figlio, con Lui c’era il Padre e lo Spirito Santo. Come Uomo il Figlio è stato generato dalla Madre , nel tempo.

  22. angela ha detto:

    Dissento da Valli perché considera Benedetto XVI come il buono della situazione ma così non è e di documentazione in merito ce n’è a iosa, dal suo segretario su vanity fair alla sua nouvelle theologie a Chiesa viva che pubblica la foto della testimone dei suoi sacrifici umani. Obietto a Gnocchi invece che, se pur vero che solo la santità ci salva, la situazione di oggi è peggiore di un secolo fa, oggi non possiamo più NEANCHE FARE QUEL CHE DICONO perché dicono sbagliato e ci conducono all’inferno. Sono totalmente opposti a Cristo,non solo fedifraghi e corrotti come Giuda, ma ANCHE corrotti nella dottrina, quindi non sono Papi perché non “confermano i fratelli”. Caifa fu pontefice fino alla rottura del velo del Santo dei santi. Col cambio di dottrina noi siamo fuori del Santo dei santi. Religione mondiale umana e nulla a che fare con Cristo: manca il Papa che comunque, pur corrotto moralmente e ateo in foro interno, in foro esterno conferma i fratelli:infallibilità in fede e morale pubblica,giurisdizione divina x sacramenti. Sepolcro.

    • Ale90 ha detto:

      Tenga presente che il sig. Valli, premio Cardinal Martini, ha preso tante di quelle cantonate che dovrebbe aver il buon senso di limitarsi a pregare e tacere ma, a quanto pare, come il sig. Gnocchi, non ne ha ancora abbastanza! Quanto a lei, sig.ra Angela, eviti di imputare con certezza omicidi a chicchessia! Per il resto mi trova abbastanza d’accordo con questo suo semi delirio, che in parte smentisce quello che ha vergato sotto il mio precedente commento!

      • angela ha detto:

        I giornalisti come Tosatti e Valli sono legati al Benedetto, avendoci convissuto con questa nuova religione conciliare,che era pure del Martini, e quindi scucirsi da quegli schemi mentali x loro è dura, ma da fare. Quanto agli omicidi sono imputati anche al Bergoglio argentino, da varie fonti, Chiesa viva in primis ma non solo, non mia invenzione.Non smentisco nulla di quanto scritto in precedenza e torno a confermarlo. Non ritengo gradito a Dio un papa porco, tanto è vero che Gesù aveva avvisato di non dar loro perle, ma se Dio lo sopporta è per amore del suo popolo. Poi renderà conto all’inferno che ha servito sulla terra,il che è certo al 100% se il suo è stato peccato contro lo Spirito Santo (perseverare nel peccare). Però trasmette la Giurisdizione se è Papa. Gli attuali NON lo sono, né sono papa eretici né materiali.Hanno impugnato la verità rivelata, pubblicamente.Cani tornati al loro vomito. Rettifico che Caifa smise di essere pontefice quando si stracciò le vesti. La Chiesa cessò con la rottura del velo..

  23. bbruno ha detto:

    questa non è una chiesa da purificare, è una chiesa da rottamare. Come si può purificare una chiesa, che è ‘impura’ di costituzione sua? Nella Chiesa di Dio, i suoi membri vengono purificati dalla grazia della Chiesa, che è santa in se stessa; questi immondi della chiesa nuova da chi vengono purificati se la loro chiesa è immonda per se stessa, essendosi costituita in opposizione alla Chiesa di Dio??? Sinagoga Satanae est.

  24. bbruno ha detto:

    questa non è una chiesa da purificare, è una chiesa da rottamare.
    La Chiesa di Dio, in quanto santa (Credo in unam Sanctam….) purifica i suoi figli dal peccato, li rende santi (“Siate santi come il Padre vostro che è nei Cieli”).
    Questa chiesa nemmeno crede nel peccato, nella Grazia; non ha sacerdozio, non ha Sacramenti, come potrebbe purificarci dal peccato e riconciliarci con Dio? È nata nel segno della conciliazione col Mondo, e il Mondo è nemico di Dio. Il Mondo l’ ama, e quindi Dio l’odia. La vomita.

  25. Alberto Caffi ha detto:

    Carissimo Alessandro Gnocchi, mi sembra di capire (mi corregga se sbaglio) che, in questo modo, Lei prende congedo dal Tradizionalismo. Allora che cosa resta? Non è possibile attingere alla Sorgente se non attraverso la Tradizione. Ne consegue che è inevitabile affidarsi alla Chiesa Ortodossa che, nonostante tutte le sue manchevolezze garantisce la custodia del Patrimonio della Fede. Cordialmente

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