La domanda ce la dobbiamo porre. Perché i casi si sprecano davvero.

Un paio di settimane fa lo scandalo a Selva, nel Veronese: il sacerdote Giuliano Costalunga fugge con un uomo conosciuto all’Ospedale San Raffaele (da cosa si curavano?). Lo «sposa» alle Canarie – le TV mostrano un video allucinante con sua madre che lo porta all’ «altare» – e poi torna in patria per rendere pubblica la follia e farla digerire alla Chiesa. Il Vescovo Zenti ci casca pure: dovrebbe ringhiargli ma invece alla storia viene consegnata una foto in cui il successore degli apostoli in terra scaligera abbraccia il sacerdote sodomita.

Risultato il titolo sul giornale: «Adesso sogno un figlio».

Negli USA prende sempre più quota il caso del Cardinale Theodore E. McCarrick. Si tratta del più potente caso di omosessualità (e pedofilia) nella gerarchia cattolica: mai prima d’ora un Cardinale era stato sollevato dall’incarico dalla Santa Chiesa, anche se, a quanto consta, non ancora è stato «sberrettato», cosa che invece magari rischiano Burke e i dubitatores sopravvissuti (pochi).

Casi rivoltanti

La storia di McCarrick è piuttosto rivoltante: si portava i seminaristi alle partite di baseball, dove li faceva sedere vicino ad Henry Kissinger in modo da farli sentire importanti. Poi abusava di loro in un appartamento sopra un ospedale, in viaggi a Puerto Rico, o in un campeggio a Eldred (Stato di Nuova York) dove li sodomizzava in serie. «Tu sei il prossimo!», disse ad un seminarista che lo sorprese mentre era in intimità contronaturale con un altro).

Alla sequela di seminaristi e di chierichetti (di sedici anni), le recentissime cronache hanno aggiunto la tragedia di un bambino di 11 anni, per il quale McCarrick era amico di famiglia, molestato poi per 20 anni filati.

Molti sapevano, le denunzie tra il 1994 e il 2008 furono numerose. Invece McCarrick fece una carriera pazzesca, venne eletto arcivescovo di Newark, quindi arcivescovo della capitale Washington D.C., infine Wojtyla lo creò cardinale.

C’è il caso del parroco di Brooklyn padre Peter Miqueli, che ruba un milione di dollari alla parrocchia, vi assume il suo amante culturista per poi dar sfogo alle perversioni più oscene: tra droghe, bottiglie di scotch da 300 dollari, e una casa nel New Jersey comprata per diventare una sorta di tempio sadomasochista. La fidanzata dell’amante del sacerdote dichiara che il suo ragazzo «usava padre Miqueli come una toilette», e mostra un messaggio del sacerdote al muscoloso ragazzo: «Maestro, non mi piace molto bere il tuo piscio, ma lo faccio perché lo so che ti piace».

La ragazza racconta tutto a Dolan, compresa la perversione che ci sconvolge di più: «Keith [il ragazzo]  mi ha detto che Miqueli ha una grande fantasia. Essere portato da Keith Boro Park di Brooklyn, nella zona degli ebrei ortodossi per essere umiliato in pubblico, davanti a una bella ragazza ebrea… Quando Keith gli disse che sono [Gudin] ebrea, i tentativi perversi di Miqueli si intensificarono».

E poi ancora: qualcuno ricorda Don Seppia? E il dossier dell’avvocato escort di più di 1000 pagine? E il Rave party per preti gay? E lo scandalo dei carmelitani scalzi? E l’abate pederasta a Montecassino?

Quanto potremmo andare avanti ancora?

Ribaltiamo la domanda al lettore: quanti sacerdoti effeminati vi è capitato di vedere?

Poniamoci sul serio la domanda: perché la Chiesa è così piena di omosessuali?

«Il godimento nel poter dominare gli altri»

A dare una risposta plausibile ci ha provato uno psicoanalista di origine olandese, Gerard J. M. van den Aardweg.

Van der Aardweg è peraltro quello che dichiarò pubblicamente che una «ispirazione omosessuale è soggiacente alla Relazione Provvisoria

del Sinodo Episcopale sulla famiglia, tenutosi nell’ottobre 2014».

Una tesi condivisa anche sulle pagine di Riscossa Cristiana e spiegata con forza da Elisabetta Frezza: la questione dei divorziati risposati, al Sinodo e nell’Amoris Laetitia, era solo uno specchietto per le allodole, un diversivo. La vera manovra riguardava invece lo sdoganamento della sodomia.

Van der Aardweg ha scritto un libro illuminante, The Battle for Normality: A Guide for (Self-) Therapy for Homosexuality (1997). A pubblicarlo è Ignatius Press, una casa editrice cattolica conservatrice di San Francisco, il cui personale organizza peraltro ogni anno la fortunata Walk for Life, una sorta Marcia per la Vita nella Costa Ovest degli Stati Uniti che si tiene ogni gennaio proprio nella capitale mondiale dell’omosessualismo.

Il dottor Aardweg scrive con grande chiarezza.

Alla domanda sul perché «così tanti protestanti e cattolici omosessuali» siano «interessati alla teologia» e «perché non di rado vogliono essere ministri e sacerdoti», van den Aardweg indica «il loro infantile bisogno di simpatia e contatto» e «il godimento nel poter dominare gli altri».

«Questi interessi derivano in gran parte, quindi, da un’immaginazione infantile egocentrica e hanno poco a che fare con i contenuti oggettivi della Fede Cristiana. Ciò che alcuni omosessuali considerano la loro “chiamata” al sacerdozio è un’attrazione per uno stile di vita emotivamente gratificante, ma egocentrico».

Il lavoro del sacerdote, insomma, è scelto dall’omossessuale per coprire determinate pulsioni egoiche, più che essere una vera e propria chiamata a servire il divino: è l’esatto contrario del servizio di Dio, è il servizio dell’io.

La falsa chiamata e la distruzione del Padre

«Queste sono vocazioni autoimmaginate o “false” [che] tendono a creare una sottocultura omosessuale all’interno delle chiese. Lì rappresentano indubbiamente una sottile minaccia per l’ortodossia e minano l’unità della Chiesa con l’abitudine di formare cricche sovversive che non si sentono responsabili verso la comunità ufficiale della Chiesa… Altrimenti, generalmente mancano sull’equilibrio e sulla forza di carattere necessaria per dare una guida paterna» (p. 86).

Tali sacerdoti non sono «padri», né lo possono diventare: sono solo membri di gang di pervertiti che più che guidare il gregge lo vogliono, forse in uno strano atto di nevrotica vendetta, pervertire.

Il «padre», l’uomo a cui affidare la guida, è per l’esattezza quello che è venuto a mancare nello sviluppo psichico di tanti omosessuali. Non è quindi una coincidenza il fatto che proprio la figura di Dio Padre sia oggetto di un attacco senza requie da parte dei teologi modernisti.

Il Padre, del resto, è il bersaglio principale del Caduto, che con evidenza sa scegliersi bene gli alleati sulla terra.

Ma continuiamo con l’analisi dello studioso olandese.

«Gli omosessuali – scrive van den Aardweg – possono cercare o promuovere situazioni in cui possono sperimentare se stessi come eroi tragici. Le loro fantasie suicidarie assumono talvolta la forma di drammatiche “proteste” contro gli altri» (p. 64).

Davanti a questa semplice osservazione si possono comprendere, d’un tratto, tantissime cose: la preminenza dell’omosessualità fra gli uomini di teatro.

E che cos’è un sacerdote se non un eroe tragico, un uomo che si fa vertice dell’attenzione drammatica di tutto un popolo?

Quanto alle fantasie suicidarie: quanto spesso abbiamo sentito delle minacce di quei seminaristi che, rifiutati da quei pochi seminari che ancora rifiutano gli invertiti, estorcono con la minaccia di suicidio l’ordinazione?

Cricche sovversive

Tuttavia, torniamo un secondo a quanto Van der Aardweg scrive sulle «cricche sovversive»  che l’omosessuale divenuto sacerdote pare voler formare per automatismo psicosociale.

Cioè: il prete invertito va diretto a fare parte della sua lobby.

Nel suo saggio sulla «Omoeresia», Padre Dariusz Oko, sacerdote dell’Arcidiocesi di Cracovia e Assistant Professor presso la Pontificia Università Giovanni Paolo II di Cracovia, scriveva che i sacerdoti omosessuali «sanno bene (…) che possono essere esposti e imbarazzati, quindi si proteggono reciprocamente offrendo un sostegno reciproco. Costruiscono relazioni informali che ricordano una cricca o addirittura la mafia, mirano a tenere in particolare quelle posizioni che offrono potere e denaro. Quando raggiungono una posizione decisionale, cercano di promuovere e promuovere soprattutto quelli la cui natura è simile alla loro, o almeno che sono noti per essere troppo deboli per opporvisi. In questo modo, le posizioni guida nella Chiesa possono essere detenute da persone che soffrono di profonde ferite interne».

Proprio così: i malati hanno ora il comando della Chiesa.

«Una specie di setta segreta»

«Non posso confutare l’affermazione che esiste un network omosessuale» disse al quotidiano svizzero Schweiz am Sonntag l’ex kommandant Elmar Theodor Mäder, che ha prestato servizio nella Guardia Svizzera per dieci lunghi anni (1998-2008). «Un ambiente di lavoro in cui la stragrande maggioranza è costituita da uomini non sposati è di per sé una calamita per gli omosessuali, che cerchino consciamente o inconsciamente di seguire impulso. La Curia romana è certamente di questo tipo di ambiente. Così come non sorprende che i pedofili si possano trovare in molti ambienti come scuole o società sportive».

Le affermazioni dell’ex Guardia Svizzera divengono quindi esplosive quanto inquietanti: «Ho imparato che molti omosessuali tendono ad essere leali l’uno con l’altro piuttosto che con altre persone o istituzioni. Se questa lealtà arriva al punto di diventare un network, o anche una specie di società segreta, allora secondo me non potrebbe essere più tollerata. Mi sembra che in Vaticano ci siano persone con ruoli decisivi che in questo momento la pensino in questi modo».

Che comandi la mafia gay in Vaticano, che essa terrorizzi e manipoli chiunque, financo il vertice della Chiesa (che appena eletto ammise davanti ad un gruppo di sudamericani l’esistenza della lobby sodomita) dubbio non può esservene alcuno.

È certo qualcosa di autoevidente in un’era in cui un Monsignore finito sulla copertina di un settimanale come «Prelato della lobby gay», scandalo dopo scandalo, invece che essere allontanato viene premiato da Bergoglio con un ruolo di responsabilità allo IOR, che, a differenza di quello di uno come – nome a caso – il Cardinale Pell, pare essere inscalfibile dalle miriadi di scandali che hanno toccato l’istituto in questi anni.

Gli orrori di Santa Marta

Per chi non avesse capito di chi parliamo, è Battista Ricca, l’uomo per cui Bergoglio disse «chi sono io per giudicare?». Sì, la domanda della giornalista brasiliana Ilze Scamparini, posta nel famoso volo di ritorno dalla GMG a Rio de Janeiro (2013), riguardava Ricca, non gli omosessuali in generale: la volontà di coprirlo è tale che ogni vecchio pudore ecclesiastico può essere gettato alle ortiche.

Ricca, come noto, è il direttore di Santa Marta, la residenza eletta da Bergoglio come sua casa. Un luogo attorno a cui talvolta accadono cose brutte e inspiegabili: Miriam Wuolou, 34 anni, italiana, originaria dell’Eritrea, receptionist di Santa Marta, viene trovata priva di vita nel suo appartamento romano. Il cadavere rinvenuto dai carabinieri «era quasi in stato di decomposizione». Miriam era incinta al settimo mese: i morti quindi sono due. I giornali parlano di diabete. Qualcuno poi aggiunge che il figlio probabilmente era di un addetto alla sicurezza del Vaticano, che però al momento della morte era in viaggio in Messico con Bergoglio.

«Perchè – si chiedono gli investigatori – nonostante Miriam fosse malata di diabete e in gravidanza, non aveva qualche parente o comunque qualcuno che la assistesse? Come mai i familiari hanno fatto passare alcuni giorni prima di dare l’allarme della sua scomparsa?»

Il mistero rimane, così come una certezza. In Vaticano, su questo come su mille altri enigmi, c’è quella cosa chiamata omertà.

Sappiamo bene ora anche di quale mafia si tratta.

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33 Responses to Perchè così tanti sacerdoti omosessuali – di Roberto Dal Bosco

  1. Luigi R. ha detto:

    Dato il tema dell’articolo colgo l’occasione per inviare questo link…
    Persino il ministro Fontana interviene criticamente in merito, e Bergoglio tace (strano, parla sempre).
    I cattolici stanno proprio in “buone mani”. Amen
    http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/disputa-gaia-vescovo-dublino-monsignor-diarmud-martin-vuole-179622.htm

  2. irina ha detto:

    Mi sono chiesta come le tante eresie del modernismo si siano mantenute e abbiano prosperato sottotraccia per più di un secolo, creando una rete che sembra non essersi mai rotta.
    Un Padre dei Francescani dell’Immacolata, di cui non ricordo il nome, ha definito l’atto contro natura, sacramento del diavolo. Così ho ipotizzato che il legame di questa rete eretica fosse il sacramento del diavolo.Tale sacramento credo che sia stato un elemento di coesione presente anche nella rivoluzione del CVII e che è continuato nel dopo CVII.

    Un giorno su un autobus, linea centrale, ho visto due giovani omosessuali sfrontati ( credo che mandino delle comparse in mezzo alla gente come testa d’ariete) ed era chiarissima la posizione di dominio di uno sull’altro, proprio come evidenziato dal Prof. van den Aardweg. Quindi mi sembra che siamo sulla strada dello smascheramento, cioè del risanamento.

  3. Gederson Falcometa ha detto:

    La risposta al titolo dall’articolo:

    Goodbye, Good Men: How Liberals Brought Corruption into the Catholic Church
    https://www.questia.com/library/journal/1P3-331478891/goodbye-good-men-how-liberals-brought-corruption

  4. Ulysse ha detto:

    Non vedo perche’ dovremmo occuparcene. Personalmente di sentir parlare di omosessuali, qualunque sia la provenienza io mi sono proprio stancato .

  5. bbruno ha detto:

    quindi Santa Marta l’Hotel Lupanare di Bergoglio! Non ha detto lui stesso che lì si trova bene a causa dei suoi problemi ‘psichiatrici’? E in un ambiento simile npn può che ben convivere coi suoi problemi! Sarà per questo che dice che l’inferno non c’è? Gli basta che l’inferno sia quel brutto antro intitolato a quella povera Santa, verso il quale un fotografo, come pubblicato l’altro giorno, l’ha ripreso dirigersi tristemente solitario con andatura da vagone tranviario su binario sconnesso…

    Comunque bella chiesa davvero quella che indice un sinodo episcopale ed pubblica una Esortazione Apostolica (pensa un po’, ‘apostolica’) per sdoganare la sodomia!
    Ma che c’è da meravigliarsi se da cloaca di raccolta di tutte le eresie, questa chiesa è diventata la sentina puzzolente dei peggiori vizi, che non basta certo tutta l’accoglienza della negritudine africana e feccia asiatica, non dico per risanarla, ma neppure per coprirla!

  6. Graziano Salvadè ha detto:

    …Mi inquieta quanto ho letto…dall’articolo trapela che ci sono sacerdoti e alti prelati non “semplici”omosessuali , ma veri e propri pervertiti. ..E mi sembra che ci sia una bella differenza…Mi chiedo: ma non ci si accorge da parte dei sacerdoti formatori che certi individui sono inadatti al sacerdozio e persino denunciabili, se non altro consigliati di rivolgersi a bravi psicologi e /o psichiatri? Come riescono a far carriera? L’articolo stimola a sfiduciare la Chiesa dei vertici e ciò mi crea una certa inquietudine mal sopportabile. ..di Dal Bosco ho letto il libro sul buddismo. ..certo che è un autore che non ama uno stile diplomatico ed è privo di peli sulla lingua…Fino al punto che ho avuto la tentazione di chiedermi: sarà vero quel che dice? Ora leggerò il suo libro “Cristo o l’India”…

    • Marisa ha detto:

      Gentile Salvadé, come si è saputo da numerose e affidabili fonti, più spesso che no sono proprio i ‘sacerdoti formatori’ dei seminari (molti dei quali sessualmente invertiti) a stortare all’omosessualità dei giovani candidati fin lì ancora innocenti e non stortati.
      È un fenomeno scandaloso per noi credenti del gregge di Cristo, ma pare che sia proprio incancrenito.

  7. Graziano Salvadè ha detto:

    …Non si tratta di sacerdoti e alti prelati “semplicemente ” omosessuali; questi sono veri e propri pervertiti al massimo livello…Mi domando: durante il cammino di formazione, nessun padre spirituale che si accorga del loro squilibrio, che penso non emerga dopo tanti anni, ma che sia presente fin da subito o quasi…Come riescono a far carriera? Emerge un’immagine inquietante della Nostra Chiesa…Dal Bosco ha uno stile diretto, tagliente, giustamente senza diplomazie. ..Leggendo il suo libro sul buddismo, confesso che ho avuto la tentazione di chiedermi : ma dirà il vero? Comunque, ora leggerò la sua ultima fatica “Cristo o l’India”…Anche riguardo a questo articolo, mi sento fortemente spiazzato…

  8. Edoardo ha detto:

    Come già consigliai ad Andrea Maccabiani, anche ora consiglio la lettura del blog corpo.sociale.blogspot

  9. IL CAMERATA ha detto:

    L’antipapa Montini era un sodomita schedato sia dall’OVRA che dalla Buoncostume e rimase tale fino alla morte;riempì la chiesa di invertiti come lui.I massoni tendono a far entrare in seminario gli omosessuali per screditare successivamente la chiesa e diventarne padroni quali emissari del demonio.E’ di ieri la notizia di un parroco settantenne di Prato sorpreso in macchina di sera con una bambina di dieci anni……non si sa bene a fare che cosa,ma lo si può immaginare.Il prete pedofilo è ancora peggio del prete omosessuale,anche se il passo è breve dall’una all’altra malefica categoria.Si tratta di “mele marce” che ci sono in tutti i settori,ce n’è fra gli insegnanti,fra i medici,fra i carabinieri,fra i poliziotti,fra i politici,eccetera.Non bisogna fare di tutta l’erba un Fascio (Littorio) ma considerare che la presenza delle “mele marce” non vuole dire che tutta quella categoria di persone sia dello stesso tipo.Però la presenza dei preti indegni viene sfruttata dagli atei e dagli anticlericali dell’UAAR per dire male dei sacerdoti,mentre tanti preti sono dei veri…

    • Luigi R. ha detto:

      So di andare controcorrente, ma come tentativo di far diminuire casi di omosessualità e pedofilia nei sacerdoti, non sarebbe il caso di concedere il matrimonio ai preti? Dopotutto non è un dogma della chiesa il non concedere il matrimonio ai sacerdoti; è solo una direttiva per quello che ne so. E poi sino ai primissimi secoli del cristianesimo si potevano sposare. Così facendo i loro istinti carnali potrebbero calare molto e tali notizie son certo che ne sentiremmo molto meno… sono o non sono degli uomini i sacerdoti? Cadono in tentazione come tutti, inutile è credere che ciò non accade.

      • isia ha detto:

        Non c’entra proprio nulla il celibato. Molti sacerdoti santi hanno spiegato il perchè è necessario che il VERO sacerdote, come Cristo stesso sia casto e celibe. Gesù parlò di “eunuchi per il Regno dei Cieli”, dicendo che non tutti possono capirlo, solo chi ha una forte fede. Un sacerdote sposato, così come i pastori protestanti, è solo un funzionario che ha trovato un buon posto di lavoro, comprensivo anche di alloggio, dove sistemare la sua famiglia. E’ chiaro che chiunque, in questi tempi di crisi aspirerebbe a un posto così, anche se non avesse neanche la minima vocazione!!!

        • Luigi R. ha detto:

          Il celibato c’entra eccome! I sacerdoti ortodossi si possono sposare e non mi risulta che ci siano in quei casi tantissimi casi di pedofilia come nei sacerdoti cattolici. Ovviamente non ho detto che il celibato è l’unico motivo, ma certamente è il più importante. Per come è arrivata la situazione dei preti odierna… peggio di come è ora è quasi impossibile.

      • Gabriella ha detto:

        cosa se ne farebbero del matrimonio (con una donna) degli omosessuali?
        Lo userebbero per coprire la loro omosessualità con una veste socialmente accettabile.
        Gli omosessuali devono essere identificati PRIMA che diventino preti e scartati. Punto.

  10. IL CAMERATA ha detto:

    santi uomini.

  11. Francesco ha detto:

    Un articolo a dir poco inquietante …
    Nella vita ne ho viste tante ma inizio sinceramente a pensare (e parlo da cattolico) che evidentemente non ho la minima idea di ciò che accada realmente nel mondo dei consacrati (preti, monaci, vescovi, cardinali … e papi) … Evidentemente, è ben possibile che sia qualcosa di spaventosamente infernale …
    E meno male che la dietrologia alla Dan Brown doveva essere una ridicola caricatura della Chiesa …!
    E’ davvero un’autentica catastrofe … Davvero non so che dire (e che pensare) …

    • Catholicus ha detto:

      Sembra che in Vaticano si facciano messe sataniche, anche con sacrifici umani (si pensi alla povera Emanuela Orlandi); così almeno ha riferito un pentito. Poi c’è il caso recente della scoperta di un grosso giro di omosessualità in un seminario dell’Honduras, coperto dal cardinal Maradiana, quello dei 35.000 euro al mese, quello che ha scritto un libro sulla bellezza della povertà nella Chiesa. Mi sa che ormai ci sia ben poco da salvare in questa “chiesa” di Bergoglio & C. Il “piccolo resto”, quello sì, quello continua ad essere fedele, pagando questa fedeltà a caro prezzo. Speriamo in un prossimo, imminente intervento dall’Alto, perché da soli non riusciremo ami a sconfiggere Satana che si è impossessato della società civile e di quella religiosa, sappiamo bene di essere servi inutili, ma facciamo nostre le aprole di San Paolo “tutto posso in Colui che mi dà forza”. Pace e bene.

  12. Luigi R. ha detto:

    A proposito…. Don Glaentzer rimane ai domiciliari, niente carcere per lui. Sono senza parole.
    http://m.dagospia.com/il-prete-accusato-di-violenza-sessuale-su-una-bimba-di-10-anni-resta-ai-domiciliari-niente-carcere-179719

  13. Luigi R. ha detto:

    E don Glaentzer è stato colto in flagrante cioè sul fatto e senza nessuna giustificazione plausibile; non si parla di accuse su testimonianze come molti casi, ma su prove reali. In questi casi non dovrebbe neppure essere difeso da un avvocato. Carcere a vita (per quello che gli resta da vivere), punto e basta. Sia ripristinato per alcuni reati gravi l’ergastolo; forse molti non sanno che l’ergastolo effettivo (senza benefici di pena) esiste solo per reati di mafia. Il sacerdote in casi di reati come questi dovrebbe scontare una pena più dura.

  14. bbruno ha detto:

    tranquilli, basterà solo per farsi bianca l’anima prendersi in casa un bel negro, pardon, un migrante, nero o incaliffato che sia, ché questo è il nuovo modo di essere sentì al dì di oggi, come ci insegna un’altra esortazione, sempre ‘apostolica’ (ci mancherebbe altro!) dell’ Inquilino di Santa Marta: “Gaudete et Esultate”. Appunto, per continuare a godere e ad esultare come ci pare!

  15. Carla D'Agostino Ungaretti ha detto:

    Io una risposta l’avrei, anche se fa ridere molti, anche cattolici osservanti. Molti preti sono omosessuali e pedofili perché il demonio impazza in questa nostra epoca. Basta vedere il Male che dilaga in tutto il mondo, anche se in forme melliflue e ipocrite, tali da sembrare Bene. Divorzio, aborto, eutanasia, omosessualità esibita e vantata, matrimoni gay, procreazioni artificiali, leggi contro il segreto confessionale sono solo la punta dell’iceberg perchè queste nefandezze cominciano ad essere condivise anche da tanti cattolici che ogni domenica si accostano alla S. Eucaristia dopo anni che non si confessano. E i preti moderni sanno benissimo tutto questo, ma tacciono … allora di che ci meravigliamo? Dobbiamo solo pregare lo Spirito Santo perché ci rimetta in carreggiata.

    • Luigi R. ha detto:

      Molti preti sono omosessuali e pedofili soprattutto perché non possono sposarsi come tutti, e quindi “debordano”. Il demonio contribuira pure, ma non scordiamoci che i preti sono pur sempre uomini e non creature asessuate. La castità è dura.

    • Catholicus ha detto:

      Certo che è sconsolante vedere il sacerdote che offre l’Eucaristia a tutti i fedeli in fila, senza che nessuno sia andato a confessarsi (forse perché non c’è mai un prete in confessionale…), e questo ogni domenica. Nonostante ciò niente ramanzina, nessun ammonimento, nemmeno la proclamazione della retta dottrina durante l’omelia, cioè che bisogna confessarsi prima di accostarsi all’Eucaristia, non possono passare mesi e mesi, questo è protestantesimo puro. Ma i nostri preti, che ci stanno a fare li? che mestiere credono di fare?

      • Luigi R. ha detto:

        Ha ragione. Infatti…. i preti di adesso fanno un altro mestiere, una sorta di assistenti sociali (e stipendiati dal vaticano) e assistenti di stesso, e poi si impegnano ad essere come tutti gli altri uomini, si vergognano di farsi riconoscere come sacerdoti (quindi niente vestito nero), si lasciano contagiare dai piaceri (anche carnali), vanno in televisione, scrivono libri, vanno in spiaggia d’estate….

        • Carla D'Agostino Ungaretti ha detto:

          Ha ragione, caro Luigi! La castità è dura e non è da tutti. Ma i sacerdoti l’hanno scelta liberamente perché sapevano benissimo che nella loro vita ci sarebbero dovuti stare solo Dio e i fratelli, non una moglie e dei figli da tirare su. Perciò i seminari dovrebbero vagliare molto accuratamente la vocazione di quei (ormai pochi) giovani che vogliono diventare preti e scoraggiare decisamente quelli che non offrono garanzie al riguardo. Se poi, col passare degli anni le cose dovessero cambiare e dovesse subentrare la “tentazione”, allora i preti dovrebbero chiedere l’aiuto del loro Vescovo che, proprio per il carisma di cui li ha investiti lo Spirito Santo e per il loro ruolo paterno, è la persona più adatta ad aiutare il prete “tentato”. Ma questo è un discorso di fede e chi ce l’ha più la fede oggi? Io stessa, che parlo tanto, a volte provo dei turbamenti spirituali terribili e allora mi abbarbico alla Santa Madre di Dio.

          • Luigi R. ha detto:

            Non sono solo sacerdoti, ci sono tante suore che lasciano l’abito. E poi i seminari non bastano… è come dire che basta l’università per fare un buon avvocato, un buon architetto, un buon commercialista ecc…

  16. Pietro da Cafarnao ha detto:

    11 Aprile 2010
    Avola – veggente Auricchia

    Madonna
    “Sarà la Mano di Dio sull’uomo, perché lo Spirito Santo non è entrato nel cuore degli uomini di Dio, di quelli che devono cacciare dalle loro anime i demoni, ma che li hanno lasciati entrare per amore del denaro. Molti di loro sono caduti trascinando nell’abisso molte anime.
    (… …) Ora ti dico: avverti il clero, perché essi stanno preparando la strada per l’arrivo di colui che sarà il più grande del male, il rappresentante di tutto ciò che il principe delle tenebre può portare al mondo”.

  17. SF ha detto:

    Se il problema fosse il celibato impazzerebbero (e lo fanno) casi di preti con l’amante, donna, non di pedofili. Stante che spesso la pedofilia affonda le sue radici negli abusi subiti da chi si è fatto carnefice, io propongo di discostarsi dalla definizione mainstream di “omosessuale”, che va bene al massimo per il prete “sposato” che ha acquisito certe tendenze e ha deciso liberamente di assecondarle. Gli altri casi non sono certo frutto di (malinteso) “amore” per i maschi, quanto perversi giochi di potere. Ricordava giorni fa un lettore in un commento che anche altri settori, ai vertici, sono appannaggio di uomini che “amano” altri uomini. A me dà l’idea di una vera e propria ritualità, una sorta di iniziazione, un marcare fisicamente, tramite la sodomia, la gerarchia, un rito di sottomissione perpetrato sul sottoposto. In un certo senso ahimè mi tocca dare ragione a chi considera la Chiesa un ambiente infetto, che propaga la perversione. Naturalmente tutto a opera dell’uomo, dietro suggerimento del menzognero, non si può trovare propulsore alcuno nella missione dei…

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