L’Acqui Storia è stato il primo a capirne l’importanza

Lunedì 27 gennaio e il martedì seguente andrà in onda in prima serata, su Rai Uno, la terza ed ultima fiction della serie “Gli anni spezzati”, diretta dal regista Graziano Diana e prodotta dalla Albatrossfilm. Il film s’intitola «L’ingegnere» e si conclude con l’organizzazione della «marcia dei quarantamila» che nel 1981, a Torino, pose un primo argine alle violenze dei brigatisti rossi e dell’estrema sinistra contro giornalisti, studenti, operai, quadri intermedi e dirigenti Fiat.

di Andrea Moretti

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L’interprete principale è Alessio Boni. Le prime due puntate della serie, andate in onda il 7/8 e il 14/15 gennaio, hanno riscosso un eccellente successo di pubblico. Sono state infatti viste da una media di 5 milioni di telespettatori, con uno share pari al 18/19 per cento.

Garibaldi Gli anni spezzati Il commissario(1)La prima s’intitolava «Il commissario» ed era dedicata alla ricostruzione del calvario e dell’assassinio del commissario di polizia Luigi Calabresi, ucciso a Milano da Lotta Continua nel 1972. Interpreti principali: Emilio Solfrizzi e Luisa Ranieri.

La seconda era incentrata sul giudice Mario Sossi, rapito dalle Brigate Rosse a Genova nel 1974 e interpretato da Alessandro Preziosi con a fianco Stefania Rocca nei panni della coraggiosa moglie del giudice, Grazia, purtroppo mancata per malattia quattro giorni prima della trasmissione televisiva. Entrambe le fiction sono state liberamente tratte da due libri: «Gli anni spezzati. Il commissario», del giornalista e storico Luciano Garibaldi, e «Gli anni spezzati: Il giudice», scritto dallo stesso Mario Sossi con la collaborazione di Luciano Garibaldi. I libri sono editi dalla Ares e sono stati distribuiti in tutte le librerie in contemporanea con le trasmissioni TV.

Garibaldi SossiLa fiction che ha ricostruito il rapimento del giudice Sossi e il vile assassinio del procuratore generale di Genova Francesco Coco, ucciso due anni dopo assieme ai due agenti della scorta per avere vanificato il ricatto che le Brigate Rosse avevano lanciato allo Stato (libertà a Sossi in cambio della scarcerazione di otto terroristi condannati per rapina e omicidio) aveva ottenuto il Premio “La Storia in TV” dalla giuria dell’ Acqui Storia lo scorso ottobre.

Una scelta felice e lungimirante della giuria, di Carlo Sburlati e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, se si considera che al regista Pupi Avati, anch’egli protagonista con successo delle serate di Rai Uno di gennaio, con la sua apprezzata serie «Un matrimonio», con Flavio Parenti e Micaela Ramazzotti, era stato assegnato, sempre ad Acqui nel corso della medesima cerimonia, il Premio Testimone del Tempo.

Sia la fiction in sei puntate “Un matrimonio” del regista Pupi Avati che la trilogia “Gli anni spezzati” con la regia di Graziano Diana sono state anche oggetto di due diverse puntate della seguitissima trasmissione “Porta a porta” di Bruno Vespa, presenti i vari attori protagonisti.

Per tornare alla trilogia che si concluderà lunedì 28 gennaio, essa delinea una significativa panoramica degli “anni di piombo”, incentrata sulle tre città che maggiormente dovettero subirne il peso: Milano, Genova e Torino. Con la sua scelta, l’Acqui Storia ha ancora una volta contribuito alla migliore comprensione e alla storicizzazione di eventi importanti delle vicende italiane della seconda metà del Novecento.

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 Graziano Diana e Luciano Garibaldi ricevono il prestigioso riconoscimento la Storia in TV ad Acqui

da destra: Luciano Garibaldi e Graziano Diana ricevono il prestigioso riconoscimento la Storia in TV ad Acqui (clicca sulla foto per ingrandirla)

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Rai Uno: si conclude con successo la trilogia che ha ricostruito gli “Anni di piombo” – di Andrea Moretti