La vicenda di Theodor Edgar McCarrick è stata emblematica di parecchie cose. Tutta la vicenda, non solo la sua conclusione. A me ha imposto una amara riflessione su un aspetto che, nella ola bergogliana del momento, solo apparentemente è marginale: quello del comportamento dei giornalisti accreditati nella Sala stampa vaticana. Tutti, all’unisono, ci hanno raccontato che Bergoglio ha fatto il proprio dovere, riducendo allo stato laicale l’arcivescovo emerito di Washington DC. Vero: Bergoglio ha fatto quel che doveva. Ma dopo quanto tempo?

Il decreto conclusivo del processo penale contro McCarrick era stato materialmente redatto dalla Congregazione della Dottrina della fede l’11 gennaio, cinque settimane fa. Nessun “vaticanista” ce lo ha raccontato. Il 13 febbraio, quasi una settimana fa, la Congregazione ha esaminato gli argomenti presentati nel ricorso e li ha rigettati. E nessun “vaticanista” ce lo ha detto.  Due giorni dopo, il 15 febbraio, la decisione è stata notificata allo stesso McCarrick. E ancora nessun “vaticanista” ci ha informato.

Come nessun “vaticanista” ha ricordato oggi quanto fossero fondate e documentate le denunce fatte sul caso-McCarrick dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò. E quanto ingiuste fossero, e ancora siano, le critiche rivolte a questo coraggioso che ha avuto solo il pregio di parlar chiaro e forte per ribadire l’evangelico “sì sì, no no” su una questione nota da anni e che per anni è stata lasciata (da Bergoglio e dal suo entourage) sporcare il volto della Cristianità.

Nessuno dei tanti “vaticanisti” apologeti della ola bergogliana ha ricordato le parole con le quali Bergoglio cercò invano di snobbare, sminuendole, le denunce di Viganò, “un documento che parla da solo” disse. Come dire: immondizia! E nessuno dei “vaticanisti” che ieri aveva tentato di linciare Viganò ha fatto oggi mea culpa dopo averlo definito allora “un pollo diventato un corvo” oppure un “povero rosicone”.

Ma c’è di più. Quale dei tanti “vaticanisti” in circolazione (dal Tg1 alla Stampa, dal Giornale a Repubblica, dal Tg5 al Corriere della sera, dall’Ansa al Tg3, dal Messaggero a SkyTg24) ci ha detto che, nelle stesse ore nelle quali veniva chiusa la squallida pagina McCarrick, Bergoglio nominava il card. Kevin Joseph Farrel camerlengo di Santa Romana Chiesa?

Chi, di questi esperti di cose vaticane, ci ha ricordato che per sei anni Farrel ha convissuto con McCarrick? E che di quel che avveniva in quella casa dice di non essersi mai accorto di niente? Davvero Farrel come le tre scimmiette? O magari c’è dell’altro?

Chi, di questi “vaticanisti”, ci ha detto che Farrel ha firmato una prefazione di un libercolo di propaganda Lgbt scritto da padre James Martin? Che ha invitato lo stesso Martin a tenere una conversazione all’Incontro mondiale delle famiglie in Irlanda (peraltro un flop clamoroso)? E che il suo diacono alla Messa celebrata a conclusione dell’Incontro era Ray Dever, noto militante Lgbt e padre di un figlio che sostiene di essere in realtà femmina?

Su tutta questa immondizia è stato steso un complice silenzio, firmato da ognuno di questi untuosi addetti ai lavori che, tra un boccolo ben curato, la voce suadente e il sorrisetto di circostanza, ci fanno credere di essere esperti di cose vaticane. Complimenti vivissimi a ciascuno di loro e a tutti!

Tutti costoro sono accreditati presso la Sala Stampa vaticana per raccontare tutta la vita della Santa Sede? oppure stanno lì per leggerci le veline compiacenti consegnate dagli agit prop del bergoglismo?

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6 Responses to Scandalo McCarrick: “vaticanisti”, perché non ce la raccontate giusta? – di Massimo Magliaro

  1. Mario ha detto:

    Questa casta di vaticanisti rassomiglia tanto ai sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume.

  2. Oswald Penguin Cobblepot ha detto:

    A tutt’oggi la notizia è stata comunicata da RaiNews, in data 16.02.2018, ossia il giorno dopo la notifica al ex-cardinale (Fonte: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Pedofilia-Arcivescovo-McCarrick-colpevole-ridotto-allo-stato-laicale-74ce1a7d-b0cc-4069-869c-5717f5ba860c.html?refresh_ce). Effettivamente la notizia è leggibile anche su altri siti di informazione (cito alcuni: il Post, la Stampa, ANSA), ma non risultano altre comunicazioni, almeno sui maggiori organi di informazione radio-tv. Pertanto, pare ragionevole concludere nel senso di una sostanziale censura sulla notizia. Complimenti alla trasparenza. Da Gotham, il Pinguino.

  3. Catholicus ha detto:

    Uno schifo senza fine, quello del mainstream menzognero ed ipocrita, sia politico che ecclesiastico, vaticanista. Io ormai non leggo più niente che provenga da queste penne maleodoranti di zolfo infernale, né mi sogno nemmeno di ascoltare o semplicemente guardare questi signori qua. Aspetto solo che il Giuto Giudice faccia giustizia e rimetta e cose al loro posto (sperando però che questi fratelli abbaino vita lunghissima, per meditare e convertirsi, hai visto mai che facciano anche loro una “caduta da cavalo”?)

  4. Donato ha detto:

    L’autore trascura di considerare che il vaticanista, con la schiena dritta, Aldo Maria Valli nel suo blog ha ampiamente, correttamente e imparzialmente informato sul tema i lettori.

  5. Marisa ha detto:

    Non so quale sia l’organismo vaticano che concede l’accredito in Sala Stampa agli aspiranti giornalisti vaticanisti.
    Ma SE c’è del marcio in Vaticano – come ormai pare assodato e non da oggi – chi ci vieta di pensare che anche questi famosi accrediti vengano concessi più per consorteria che per reali meriti professionali?

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