di Cosimo Cicalese

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Storie e racconti di apparizioni angeliche”. È il titolo dell’ultimo libro di Don Marcello Stanzione, edito da Edizioni Segno (Tavagnacco – UD). Un libro interessante ed edificante, di facile lettura: un’ottima occasione per una strenna natalizia intelligente.

Questo testo raccoglie una serie di brevissime storie di apparizioni angeliche avvenute lungo i secoli. Sono storie gustose che possono essere utilizzate anche per la catechesi, l’omiletica e l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole.  Purtroppo oggi riguardo all’angelologia ci sono pochissimi autori cattolici che si occupano di tale tematica, mentre nel passato, non si contavano le opere di spiritualità sugli Angeli. Quando entro in una libreria (per esempio la Feltrinelli, la Gulliver o la Guida), rimango avvilito perché la stragrande maggioranza di testi sugli Angeli è costituita da pubblicazioni acattoliche di stile new age o esoterico, spesso decisamente demenziali.

Uno dei rari scrittori cattolici sugli angeli è don Marcello Stanzione, parroco nella diocesi di Salerno, che in oltre 20 anni ha stampato quasi 200 testi sugli spiriti celesti. I libri di Don Stanzione hanno avuto anche ampia diffusione all’estero, tradotti in portoghese, spagnolo, francese, inglese, polacco e sloveno.

La dimostrazione della realtà delle apparizioni degli spiriti celesti dipende dal punto di vista da quale ci si pone. La dimostrazione per dei credenti, è certamente più facile in quello che riguarda la Sacra Scrittura, poiché le manifestazioni angeliche sono molto numerose nel testo Sacro. Essa è forse più delicata e complessa per quello che riguarda la vita dei mistici, perché per quanto riguarda gli Angeli buoni, essi talvolta hanno una presenza quasi impalpabile.

Il demonio è come una tromba d’aria o un alluvione che rovescia tutto al suo passaggio; l’Angelo buono, invece, si può paragonare, il più delle volte, ad una brezza leggera che si accontenta di alzare sul suo stelo la corolla del fiore appassito.

Il diavolo fa irruzione presso i mistici come il brigante di notte che colpisce alle spalle; l’Angelo Buono, invece, il più delle volte, si accosta ai mistici come il raggio di luce che filtra dall’alto o piuttosto come un amico che cerca un colloquio privato e parla a bassa voce per non essere inteso da estranei.

E’ più facile riconoscere immediatamente la presenza del diavolo e degli spiriti tenebrosi dal disordine che creano, dallo strepitio che fanno e dai colpi che infliggono agli amici di Dio (vedi per esempio, l’azione del diavolo contro San Pio da Pietrelcina); invece i soavi conforti prodotti dalla custodia angelica, in generale non lasciano segni apprezzabili all’occhio carnale.

Comunque, è possibile dimostrare ampiamente la realtà delle apparizioni angeliche nella vita di numerosi santi canonizzati dalla Chiesa Cattolica, in quanto spesso gli Angeli appaiono pubblicamente, o quasi. Quindi gli Angeli o si mostrano con una manifestazione eclatante e luminosa, svelando anzitutto la loro superiore natura celestiale, oppure essi si rivelano in modo ‘nascosto’ e rivestono l’apparenza umana sia di un povero, sia di un pellegrino, sia di un ospite, sia di un  messaggero; la loro scomparsa improvvisa fa capire che si è avuto a che fare con delle presenze misteriose ma reali, non appartenenti a questa terra.

Questo genere di apparizioni celesti può avere varie espressioni fisiche. Talvolta gli Angeli non si manifestano allo sguardo umano, ma la loro presenza è rivelata da canti e musiche di un’altra dimensione o da profumi paradisiaci e tutto ciò è percepito dai mistici, e non sempre da chi sta loro accanto.

Santa Giovanna d’Arco, ad esempio, durante il suo processo pubblico, ebbe a dire che, quando aveva tredici anni, udì la voce di san Michele Arcangelo e in seguito udì la voce di altri Angeli e Santi. La realtà delle apparizioni angeliche ha come prova importantissima la testimonianza spesso resa dai medesimi mistici.

Ad esempio, una mistica del calibro di santa Teresa D’Avila afferma : “Ho visto gli Angeli, uno Spirito Celeste si è mostrato a me”. Tale affermazione si impone attraverso l’autorevolezza di chi la pronuncia (ad esempio un  Padre o  Dottore, o un Confessore della fede). L’attendibilità delle apparizioni angeliche nella vita dei santi, è stata già indagata dai Bollandisti, cioè da un gruppo di storici dell’agiografia cristiana appartenenti alla Compagnia di Gesù che sotto la guida del Rev. Padre Bolland (1596- 1665) realizzarono una gigantesca raccolta di documenti sulla vita dei Santi e dei Beati apparsa nel XVII sec. L’agiografia moderna pure testimonia abbondantemente la presenza angelica nella vita di grandi santi  ad esempio san Paolo della Croce, santa Gemma Galgani, santa Faustina Kowalska e san Pio da Pietrelcina.

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“Storie e racconti di apparizioni angeliche”, di Don Marcello Stanzone – recensione di Cosimo Cicalese