L’arcivescovo Paglia e l’omelia di Scalfari ai transumanisti

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In un giornale, “trenta righe”, sono come un sigaro toscano e una medaglia di cavaliere: non si negano a nessuno. Sono perfette per i primi balbettii di un praticante, per i funambolismi del vecchio cronista, per l’elzeviro del professore un po’ dandy e per l’editoriale del direttore. Dunque bastano anche a noi per dare un taglio veloce ed esaustivo a questa rubrica che commenta quanto accade dentro e fuori la Chiesa. Ma per favore, anche se la forma non è più quella della risposta alle vostre lettere, continuate a scrivere. Gli spunti migliori vengono sempre da voi.

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C’è qualche riga in più rispetto alle trenta promesse, ma non è roba mia. Per quanto mi riguarda mi limito solo a introdurre e chiosare un florilegio dell’articolessa che Eugenio Scalfari ha dedicato su Repubblica di lunedì 9 ottobre all’ultima fatica editoriale di Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, presidente della Fondazione Biblica Cattolica Internazionale, consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio, nonché noto arcivescovo. Il libro in questione si intitola Il crollo del Noi ed è pubblicato da Laterza. Non compratelo, fatevi bastare quanto segue tratto dall’articolo intitolato “La Chiesa che combatte il narcisismo contemporaneo” (tranne quello di Bergoglio, Paglia e accoliti).

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Dalla Cinquantesima Lettera di Sant’Eugenio Scalfari apostolo ai transumanisti

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(Ecco) il nucleo del pensiero (di Paglia): la fratellanza, la pace, l’amore e il nuovo umanesimo che, a suo parere, consente all’umanità di sviluppare una cultura adatta ai tempi senza perdere ed anzi consentendo la fraternità tra credenti e non credenti che però condividono e rafforzano valori comuni.

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(cita) le parole di un suo collega di altissimo livello intellettuale, che ormai purtroppo non c’ è più: Carlo Maria Martini. Queste parole furono da lui pronunciate nel 2003. Eccole: «Voi umanisti moderni, contrari alla trascendenza delle cose supreme, dovete riconoscere il nostro nuovo umanesimo. Anche noi, noi più di tutti siamo i cultori dell’uomo. Vogliamo favorire una visione e un impegno comune tra credenti e non credenti per affrontare insieme le grandi sfide del presente». Ricordiamoci che Martini fu il grande sostenitore di papa Francesco. La pensavano allo stesso modo e di questo pensiero papa Francesco ha fatto l’impegno principale del suo pontificato portando avanti l’incontro della Chiesa con la modernità.

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Mi permetto qui di ricordare ciò che ci dicemmo il Papa ed io su questo tema in uno dei nostri incontri durante i quali siamo diventati amici. Stavamo considerando il suo impegno per una Chiesa moderna che sappia intendersi con la modernità laica. «Santità – dissi io – tenga conto che non crediamo nella verità assoluta. Siamo relativisti, come la cultura illuministica ci ha insegnato. Voi cattolici credete invece nell’ Assoluto». «È vero – rispose il Papa – noi credenti crediamo tutti nell’Assoluto per quanto riguarda la verità che promana da Dio. Il nostro Dio unico per noi rappresenta l’Assoluto». A quel punto della nostra conversazione gli domandai come fosse possibile un incontro con la modernità e la sua risposta fu questa: «Noi credenti e ovviamente soprattutto noi presbiteri e noi vescovi crediamo nell’Assoluto, ma ciascuno a suo modo perché ognuno ha la propria testa e il proprio pensiero. Quindi la nostra verità assoluta, da tutti noi condivisa, è però diversa da persona a persona. Non evitiamo infatti discussioni nel caso delle quali i nostri diversi pensieri si confrontano. Un tipo di relativismo c’è dunque anche tra noi».

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Ricordate i valori iniziali della Rivoluzione francese del 1789? Ricordate la bandiera tricolore e il significato di quel simbolo dell’ Europa liberale: “Liberté, Egalité, Fraternité”. E ricordate lo slogan dei fratelli Rosselli e del Partito d’ Azione? Diceva “Giustizia e Libertà”. Non a caso furono uccisi dai fascisti. A questo proposito Paglia cita un brano di Aristotele che è altamente significativo: «Chi non può entrare a far parte di una Comunità o chi non ha bisogno di nulla, bastando a sé stesso, non è parte di una città ma è una belva o un Dio».

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La religione cattolico-cristiana distingue ovviamente tra il bene e il male, ma non affronta l’origine del male: è Dio stesso ad averlo creato nel momento in cui riconosceva alle sue creature umane il diritto al libero arbitrio? Papa Francesco, preceduto in questo da Giovanni XXIII e da Paolo VI ma con una forza più rivoluzionaria rispetto alla teologia ecclesiale, ha abolito i luoghi dove dopo la morte le anime dovrebbero andare: Inferno, Purgatorio, Paradiso.

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Tutte le anime sono dotate della Grazia e quindi nascono perfettamente innocenti e tali restano a meno che non imbocchino la via del male. Se ne sono consapevoli e non si pentono neppure al momento della morte, sono condannate. Papa Francesco – lo ripeto – ha abolito i luoghi di eterna residenza nell’ Aldilà delle anime. La tesi da lui sostenuta è che le anime dominate dal male e non pentite cessino di esistere mentre quelle che si sono riscattate dal male saranno assunte nella beatitudine contemplando Dio. Questa è la tesi di Francesco ed anche di Paglia.

(…)

Chiuderò questa recensione con una frase che l’autore scrive illustrando con essa il nucleo del suo pensiero: «I credenti in Dio (religiosi) e i credenti nell’uomo (umanisti) nell’incontro con i poveri ritrovano una preziosa alleanza. Direi che è di qui che bisogna ripartire per ritessere le lacerazioni presenti nella nostra società. Il coinvolgimento per il riscatto dei poveri traccia una linea di cambiamento edificante. Per i cristiani questo umanesimo è fondamentale: chi incontra i poveri incontra Dio stesso». Aggiungo da parte mia: per i non credenti è un incontro con i valori laici della libertà, dell’eguaglianza e della fraternità. Grazie, caro Vincenzo, per il libro che hai scritto.

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E grazie, caro Eugenio per la recensione che ne hai fatto. Anche se il tuo apostolato non riesce ancora a convincere qualche stupidino che la chiesa (ex) cattolica è proprio ridotta così.

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Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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30 Responses to TRENTA RIGHE FUORI MODA – rubrica settimanale di Alessandro Gnocchi

  1. Enrico ha detto:

    La foto di Vincenzo Paglia mi ha fatto venire in mente un film: “Il Padrino”.

  2. Luigi ha detto:

    Un delirio che mescola allegramente Che Guevara, i testimoni di geova e molto, molto tavernello. Vorrei fosse solo il marasma senile di un barbuto incontinente, ma è già tremendo che da oltretevere non sia subito arrivata la precisazione che trattasi esclusivamente di suoni sfuggiti in un luogo di decenza.

  3. Alessandro ha detto:

    Il più completo, pieno, perfetto sbraco dottrinario. Siamo alla presenza della totale mistificazione dogmatica, in cui le verità di fede sono state gettate nella pattumiera. E poiché la dea Terra (che ha ormai surclassato Gesù) non tollera di essere maltrattata, ecco che tutto deve essere riciclato. La vecchia teologia cattolica è diventata un mix di ambientalismo, neoumanesimo (in cui Dio è eliminato poiché l’uomo ha fatto di se stesso un dio), diritti civili e giustizia sociale.

  4. Maria Teresa ha detto:

    “nell’incontro con i poveri”…. quelli che loro stessi hanno creato. Ipocriti.

  5. Nicola ha detto:

    Avete notato gli occhiali pop ?………

  6. Maximum ha detto:

    Condivido in pieno, bravo Enrico.

  7. Fulvia Lupi ha detto:

    “Le anime non pentite cessano di esistere…” Ma che cavolo di teoria è? Se non è eresia questa…
    Signore vieni presto in nostro aiuto!

    • Tonietta ha detto:

      Io ho sempre saputo che gli animali hanno un anima che muore insieme al corpo e dunque, quelli che non si pentono finiscono alla stessa stregua degli animali?
      Certo che ci vuole una bella e misericordiosa fantasia!

  8. vento ha detto:

    Fortunatamente Bergoglio per poco non fu eletto papa nel 2005 in cui il card. Martini ne fu grande sponzorizzatore, altro che “opera dello Spirito Santo”

  9. edoardo ha detto:

    “La tesi da lui sostenuta è che le anime dominate dal male e non pentite cessino di esistere mentre quelle che si sono riscattate dal male saranno assunte nella beatitudine contemplando Dio. Questa è la tesi di Francesco ed anche di Paglia.” E soprattutto dei testimoni di geova… questi tre (se è vero che la pensano così) si sono bevuti il cervello, oltre a troppi superalcolici.

  10. Joseph** ha detto:

    Mah!
    Nei loro discorsi li senti forse parlare di Gesù? Che fine hanno fatto il Suo amore, la Sua morte in croce per noi, la redenzione, la conversione, il Suo fedele aiuto, il ripudio del peccato con le lacrime che lavano l’anima, la Sua grazia potente che ci trasforma in Lui nonostante i nostri ripetuti peccati, l’inferno per gli empi? Gesù ci vuole in cielo con Lui, nell’ardente amore del Padre.
    Che grave responsabilità hanno costoro.
    E’ il caso di dire che sono dottori di un “ospedale da campo” dove le ferite fisiche vengono curate al posto di quelle spirituali, ma restano incancrenite.
    E il perché lo sanno e non lo dicono: vogliono piacere al mondo, si vergognano di parlare in modo forte e chiaro dell’unica santa medicina che guarisce, salva e rigenera.
    Hanno fatto loro la parola del carismatico vescovo venuto dalla fine del mondo, per cui, desiderosi di avere addosso la stessa puzza delle pecore, le lasciano, con il non riconosciuto peccato, lontane dal buon odore di Cristo.

    • Ivan ha detto:

      infatti….l’assenza della seconda Persona della Trinità, quella forse più scomoda e che meno si presta alle circonvoluzioni neoecclesiali è ciò che meno mi stupisce…..

  11. Enzo Ricciardi ha detto:

    E’ da rabbrividire. Sembra che sia fantasia, un sogno irreale, un incubo da cui si spera di risvegliarsi al più presto. Speriamo che il Buon Dio, metta fine a questo brutto periodo.

  12. Luciano Pranzetti ha detto:

    Bischera e inconsistente osservazione, quella di Omissis, sul credere nell’Assoluto. Il quale è tale che o ci si crede o lo si rifiuta. Non esiste un credervi ciascuno secondo la propria testa. L’Assoluto “è”.

  13. Tonietta ha detto:

    Trovato fra la stampa “cattolica” sui banchetti della chiesa: “Giovani italiani e religioni” , “La religione che vorrei”:
    “Libera da un opprimente senso del peccato con un rapporto più diretto con Dio, con una minore presenza di mediatori, una religione serena e colorata come è l’Induismo”.
    Perciò:
    “La religione che i giovani desiderano è inclusiva, pacifica, tollerante delle differenze e anche semplice, senza troppe rigidità e orpelli”.
    Gliela stanno confezionando su misura.

    • Alessandro2 ha detto:

      No, ma veramente? Gesù, è ora che torni a scacciare questa gentaglia dal tempio.

      • Tonietta ha detto:

        Caro Alessandro, ormai sono talmente sfrontati che non si vergognano più di niente, né di ciò che dicono, né perché tacciono, né di ciò che subdolamente propongono. Hanno il mondo dalla loro parte, si sentono appoggiati e protetti perché sono in maggioranza e sotto il manto del loro capo di cui ripetono frasi e parole per farsi sempre più benvolere. Nel loro linguaggio un generico “male” ha sostituito l’inferno e “la ricerca della felicità” (come il titolo del noto film) è il paradiso. Sta crollando (o forse è già crollato) tutto. Ma non disperiamo, ché il Signore può tutto e soprattutto preghiamo la Madonna Santissima, Consolatrice degli afflitti e Aiuto dei cristiani.
        “Prendimi l’arma” chiese un giorno P.Pio a un suo confratello. Era la corona del Santo Rosario.

        • Alessandro2 ha detto:

          Certo cara Tonietta, non disperiamo. Pensiamo ai nostri figli e nipoti, che non sono stupidi (tutt’altro): sta a noi educarli correttamente alla vera fede e ai veri valori Cristiani, sottraendoli il più possibile dalle grinfie della “buona scuola” e dal pressing buonista di molta pubblicistica. Nonché dai condizionamenti sbagliati di questa pseudo-Chiesa, che continuo comunque a ritenere effimera, prossima alla caduta. Questa dell’educazione delle nuove generazioni è la vera sfida, la buona battaglia che ci attende: il mondo futuro dipende da come sapremo insegnare ai piccoli.

  14. Fuoco ha detto:

    Eugenio Scalfari, personaggio inquietante e pericoloso.

  15. vittoria ha detto:

    …che pagliaccio…quel paglia!!!!
    si beffano di NSGC.
    Arriverà il Giudizio anche per loro…

  16. franco ghielmetti ha detto:

    Come direbbe il grande Totò? “Ma mi faccia il piacere”!…..

  17. normanno Malaguti ha detto:

    Chiamerei il tutto Anti cristianesimo, anti trascendenza, anti tutto ciò che si può definire razionalità e, soprattutto, ciò che è FEDE.

  18. normanno Malaguti ha detto:

    Chiamerei il tutto Anti cristianesimo, anti trascendenza, anti tutto ciò che si può definire razionalità e, soprattutto, ciò che è FEDE.

    Non ho mai toccato questo argomento: vero capolavoro di irrazionalità

  19. Marco Boggia ha detto:

    “Transumanesimo”. Di questa roba si sentiva parlare un po’, qualche anno fa; ora si direbbe che il tema non sia più così in voga. Eppure, sembra essere proprio questo l’obiettivo finale della immane manovra in corso, con la complicità, anche attiva (vedi sopra), della pseudo-chiesa neomodernista. Grazie dott. Gnocchi per avercelo rammentato.

  20. sergio ha detto:

    Carlo Rosselli partecipò alla guerra civile spagnola dalla parte dei ‘rojos’, deprecando in seguito le uccisioni dei suoi amici anarchici da parte di agenti staliniani. In seguito riparò in Francia, essendo poi raggiunto dal suo fratello Nello (che manteneva buoni rapporti con il regime fascista, tramite Giovanni Gentile), per una riconciliazione con il regime stesso. Furono gli agenti staliniani ad assassinare i due fratelli, dando la colpa ai fascisti. Quindi il nostro Paglia, condivide le menzogne dei comunisti.

  21. Paolo Baioni ha detto:

    Giovanni Battista Montini (alias Paolo VI°), non Carlo Maria Martini (alias episcopo di Milano), ha pronunciato questa frase:
    “Una simpatia immensa lo ha tutto pervaso. La scoperta dei bisogni umani (e tanto maggiori sono, quanto più grande si fa il figlio della terra) ha assorbito l’attenzione del nostro Sinodo. Dategli merito di questo almeno, voi umanisti moderni, rinunciatari alla trascendenza delle cose supreme, e riconoscerete il nostro nuovo umanesimo: anche noi, noi più di tutti, siamo i cultori dell’uomo. ”
    Discorso di chiusura del Concilio vaticano II° – 7 dicembre 1965.
    Beh, detto da uno che recita da Papa è piuttosto grave! Era già Pagliano, Scalfariano e Bergogliano!!!

  22. normanno Malaguti ha detto:

    Sì, è stato il discorso più anticristiano mai pronunziato, ad allora da un sommo pontefice, soprattutto, nella circostanza più solenne possibile: la chiusura di un concilio ecumenico !

    Di,lì i tracolli che stiamo subendo.

    E’ vero, ma questo è il nodo di tutto ciò che ne è seguito|.
    Ma nono lo ripeteremo mai abbastanza!

  23. margherita ha detto:

    Cari amici dopo papa Benedetto XVI la vera Chiesa è in stato comatoso. Il grande lupo e i piccoli lupini hanno proprio intenzione de mangiare le pecore che sono nel’ovile. E mangeranno le pecore distratte con belli pascoli avvelenati dalla bava del lupo, Pure tanti sacerdoti vescovi si danno da fare per mascherare le terrificanti eresie. Lupi con pelo di agnello. Questa è la verità.
    Quando arriverà il Buon Pastore cosa farà con questi mercenari ? Chiediamo alla Santa Vergine di proteggerci . Restiamo con il vero Magistero della vera Chiesa.

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